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mercoledì 1 agosto 2018

Mondiali juniores 2018



   Dei superallievi di due anni fa la maggior parte sono ancora in corsa (ed è già una nota positiva), però, avanzando di categoria, le cose si fanno più difficili e il livello si abbassa un po'.

   Nelle liste stagionali mondiali l'unica presente in zona medaglia era Carolina Visca, seconda (poi arrivata quarta).

   Abbiamo mandato una compagine di 52 atleti e il bilancio è stato questo:

- medaglie 1-0-0, la 4x400 maschile (due anni fa furono due argenti, Tortu e Giorgi)
- 18° posto
- 9 piazzamenti individuali fra i primi 8 + 3 in staffetta
- 2 record italiani di categoria individuali, Scotti (400M) e Vandi (400F) + 3 in staffetta
- 18 primati personali

   Che dire? Una sola medaglia è poco, in staffetta poi (tra l'altro gli USA hanno perso il testimone regalando 30 metri), io voglio vedere medaglie individuali.

   La nota positiva è l'alto numero di personal best ottenuti... hai visto mai stiamo finalmente imparando a finalizzare la competizione che conta?



sabato 21 luglio 2018

Europei allievi 2018



   Nelle scorse settimane si sono svolte importanti manifestazioni internazionali giovanili, partiamo dagli allievi.

   Nel 2016 a Tbilisi conquistammo 9 medaglie (3-3-3) concludendo al 3° posto. Fu l'edizione di Sibilio, Romani, Barontini, Dallavalle, Oki, Visca, Giampietro.

   Quest'anno nelle liste stagionali avevamo 10 atleti in zona medaglia:


100 Guglielmi 3
400 Benati 1
Asta De Angelis 3
Peso Musci 2
Disco Musci 2
10km Finocchietti 1
10km Andrei 2
200 Gherardi 2
400h Silvestri 1
Lungo Iapichino 1

   Abbiamo chiuso al 2° posto con medagliere 4-4-1, sette medaglie individuali:

1 - Finocchietti (10km), Benati (400), ITA-F (staffetta), ITA-M (staffetta)
2 - Musci (peso), Andrei (10km), Silvestri (400h), Favro (lungo)
3 - Bertini (5km)

   Meglio di due anni fa, da allievi siamo sempre al top. Ci sono state alcune controprestazioni: la Iapichino solo settima, Guglielmi e Gherardi usciti in semifinale. In compenso c'è stato l'inserimento del lunghista Favro, sbucato fuori dal nulla.

   Una speciale menzione all'amico Francesco Guerra che nei 3000 s'è piazzato 6° (nelle liste era 12°) in una gara tattica con ultimo chilometro tremendo in 2'37, sfiorando il PB (poi abbassato di 6" a 8'24 la settimana successiva).



domenica 8 ottobre 2017

800m: quanto migliorano i nostri junior?


   Andiamo ora a vedere ad oggi quanto sono migliorati gli ottocentisti junior, donne e uomini, delle ultime 12 stagioni che da junior avevano tempi sub 1'52 (uomini) e sub 2'10.6 (donne), tempi di uguale valore secondo i punteggi IAAF e che possiamo definire "di buon livello".    Scrivo subito i risultati della statistica, poi sotto il dettaglio anno per anno di ogni atleta col tempo da junior e accanto il PB da senior (eventuale).

UOMINI: 38 atleti, miglioramento in secondi (numero atleti): 3 (6), 2 (3), 1 (8), 0 (21), miglioramento medio in 6 anni 0.8"

DONNE: 20 atlete, miglioramento in secondi (numero atlete): 8 (1), 6 (2), 3 (2), 2 (3), 1 (4), 0 (8), miglioramento medio in 6 anni 1.8"

   La situazione mi pare TRAGICA, specialmente fra gli uomini. Pensate: 21 su 38 non sono più migliorati dopo i 19 anni... certo, qualcuno delle ultime stagioni ancora migliorerà (si spera) però già vedo che dei 18 junior maschi delle ultime 3 stagioni solo 5 hanno avuto un miglioramento. Ragazzi... media del miglioramento ZERO VIRGOLA OTTO SECONDI!!!
   Situazione appena appena migliore fra le donne.
   Molti nomi di cui poi non s'è più sentito parlare.

   Un altro dato inquietante è che, a fronte di un cospicuo aumento negli anni degli junior di buon livello, c'è stata una drastica diminuzione di quelli senior, è diventato un evento da festa nazionale vedere qualcuno sub 1'47.
   Le cose sono due: o questo incremento del numero di junior è il preludio a un'esplosione di senior buoni nei prossimi anni (me lo auguro), oppure stiamo sbagliando tutto nella programmazione dell'atletica giovanile, puntando tutto sull'uovo oggi, magari senza manco rendercene conto, trasformando l'atletica leggera italiana in una "giovanetica leggera".

UOMINI
2005
lukas rifesser 1'48 - 1'45
paolo zanchi 1'50
thomas neri 1'51
2006
---
2007
merihun crespi 1'50 - 1'48
luca molfetta 1'51
giovanni bellino 1'51 - 1'48
2008
giordano benedetti 1'47 - 1'44
mario scapini 1'48 - 1'46
2009
---
2010
mattia moretti 1'49 - 1'47
2011
stefano massimi 1'49
massimo falconi 1'51
marco zanni 1'51
aurelio esposito 1'51 - 1'48
2012
mohad abdikadar 1'48
emilio perco 1'48 - 1'47
soufiane el kabbouri 1'48 - 1'47
jacopo lahbi 1'49 - 1'46
joao bussotti 1'50 - 1'47
2013
stefano migliorati 1'48 - 1'47
luca ferro 1'51
2014
enrico riccobon 1'48
marco lano 1'50
yassin bouih 1'50
jacopo peron 1'50
emanuele vitali 1'51
guido lodetti 1'51 - 1'50
yeman crippa 1'51 - 1'50
2015
lorenzo pilati 1'49 - 1'48
danilo gritti 1'50
alessandro dal ben 1'50 - 1'49
leonardo tesini 1'51
federico mengozzi 1'51
2016
gabriele aquaro 1'49 - 1'48
lorenzo casini 1'50
luca beggiato 1'50
agostino nicosia 1'50
leonardo cuzzolin 1'50
federico maione 1'51

DONNE
2005
valentina costanza 2'09 - 2'08
2006
marta milani 2'09 - 2'01
giada mele 2'10
2007
---
2008
---
2009
federica soldani 2'10 - 2'07
2010
giulia viola 2'07
gloria tessaro 2'10 - 2'09
2011
nicole pozzer 2'09 - 2'08
2012
federica del buono 2'06 - 2'00
irene baldessari 2'08 - 2'02
2013
joyce mattagliano 2'06 - 2'03
elisa bortoli 2'09 - 2'07
giulia aprile 2'09
silvia pento 2'10 - 2'08
2014
----
2015
eleonora vandi 2'06 - 2'04
irene vian 2'07
saskia battistoni 2'10
2016
elena bellò 2'05 - 2'04
chiara ferdani 2'06
gaia tarsi 2'08
elisa serafini 2'08



giovedì 7 settembre 2017

800 metri: eran giovani e forti...


   Bene, settembre è arrivato, le vacanze sono finite, si torna al lavoro e a litigare con mogli e mariti, la gente è perciò incazzatissima ed è quindi il momento perfetto per girare il coltello nella piaga e fare più male possibile, ahahah!

   Nella fattispecie presenterò alcuni articoli sul mezzofondo veloce, con focus particolare sugli 800m, con delle succulente - e tragiche - statistiche circa l'evoluzione nell'ultimo decennio dei nostri giovani talenti.
   Mezzofondo veloce in cui in passato abbiamo detto la nostra e pure pesantemente.

   Già nel 1969 Paola Pigni siglava il WR sui 1500, seguito da quello sul miglio del 1973; atleta di razza con dei PB ancora oggi sontuosi (2'01, 4'02) e capace di un bronzo olimpico (Monaco 1972) e tre ori ai mondiali di cross.

   Nel 1971 Franco Arese vinceva i 1500 agli europei. Poi fu la volta di Fiasconaro col suo leggendario WR sugli 800 del 1973. Forse pochi ricordano Carlo Grippo, finalista olimpico nel 1976 e l'anno dopo detentore del WR indoor sugli 800.

   Gli anni '80 videro brillare la stella di Gabriella Dorio, ancora oggi detentrice dei RI su 800 e 1500 e vincitrice dell'oro olimpico a Los Angeles in quest'ultima distanza. Donato Sabia correva gli 800 in 1'43, vinse un euroindoor e fu due volte finalista olimpico. Nei 1500 avevamo Mei, Lambruschini, Materazzi e Fontanella con tempi da 3'34 - 3'35, a 4-5" dal WR.

   Gli anni '90 furono generosissimi per i nostri colori, con gente come Di Napoli (1500), Benvenuti, D'Urso, Longo (800) produttori di tempi di livello mondiale e di diverse medaglie in manifestazioni internazionali.

   Poi le cose andarono progressivamente deteriorandosi... nell'ultimo decennio ricordiamo solo qualche tempino e una finale mondiale nel 2009 della Cusma e la finale olimpica di Obrist nel 2008. Dopodichè buio pesto.
   Perchè?

   Giusto per aiutare un po' l'industria farmaceutica produttrice di antidepressivi, diamo un'occhiata alle liste 2017 inglesi. Sorvoliamo sulla semplicità di accesso alle statistiche... a prescindere dai livelli assoluti degli atleti, quello che sconvolge è la quantità di atleti che quest'anno ha fatto PB: fra i primi 30 sono 22 negli 800 e 26 nei 1500 (in Italia rispettivamente 13 e 15). Pazzesco.








sabato 2 settembre 2017

2017: fuga dal "raduno"


   Ok, è colpa del decentramento, dei gruppi sportivi militari, del reclutamento, delle scuole, della playstation, della grinta...
   Un amico atleta mi manda il programma d'allenamento svolto a un raduno di fine agosto da una cinquantina di cadetti e allievi mezzofondisti, i più forti di una certa regione (a proposito, una cosa organizzata da un comitato regionale è accentramento o decentramento? Boh). Non importa quale sia la regione, ne ho visionati diversi di diverse regioni e la musica è la stessa.

Premessa 1: i ragazzi di quste categorie normalmente sono abituati a svolgere 3-5 sedute settimanali.
Premessa 2: i ragazzi di queste categorie in genere tra fine luglio e ferragosto fanno pausa completa e vacanze.
Premessa 3: il raduno si svolge in altura e i ragazzi non sono abituati all'altura.

   Programma svolto:

venerdì: corsa continua + tecnica la sera
sabato: corsa continua la mattina / GARA in montagna la sera.
domenica: 12x400 la mattina / corsa continua la sera.
lunedi: corsa continua la mattina
martedì: ripetute lunghe la mattina / corsa continua + tecnica la sera
mercoledì: corsa continua la mattina

   Nove sedute in 5 giorni e con una gara. Edificante l'accoppiata gara + 400 tra sabato sera e domenica mattina.
Mi devo incazzare?
   Dice "ma a fine settembre ci sono le finali dei CIDDIESSEEEEEEE!"... e allora:

- o gli vieti le vacanze e li fai allenare normalmente a luglio-agosto, non che gli fai fare in una settimana quello che hanno saltato in tre settimane
- o anticipi ste finali dei ciddiesse, dimodochè la stagione si chiude a luglio e ricomincia a settembre e buonanotte
- o elimini dalla faccia della terra i ciddiesse (ma che all'estero fanno i ciddiesse?).
- o FUCILIAMO IN MASSA l'80% del settore tecnico, se più del "centro" o della "periferia" decidete voi.

   Ragazzi, il problema principale dell'atletica italiana è l'incapacità di sviluppare i talenti giovanili, ed è un'incapacità soprattutto TECNICA, di fare tabelle, di programmare in modo razionale.

   Macchè, è colpa del decentramento, dei gruppi sportivi militari, del reclutamento, delle scuole, della playstation, della grinta...



mercoledì 26 luglio 2017

Europei junior e promesse


   Nelle scorse due settimane sono andate in onda le rassegne continentali U20 e U23. Le nostre nazionali si sono comportate bene, così come era accaduto due anni fa. Facciamo un breve riassunto statistico.

JUNIOR.
- 5° posto nel medagliere (3-5-1) mentre dalle liste stagionali avevamo 5 prestazioni in zona medaglia
- 31 sb/pb su 94 atleti, indice di efficienza 32.9%

PROMESSE.
- 5° posto nel medagliere (3-3-2) mentre dalle liste stagionali avevamo 3 prestazioni in zona medaglia
- 22 sb/pb su 84 atleti, indice di efficienza 26.1%

   In alcune gare, specie fra gli junior (Aceti, Dallavalle, 4x400) ci siamo anche entusiasmati e sono state ottenute prestazioni di spessore. Quindi bilancio generale positivo anche se occorre ricordare l'assenza della Russia (se non rari atleti a titolo individuale) e il fatto che nella cat. promesse qualche atleta straniero, che avrebbe potuto insidiare qualche nostro medagliato, ha dato forfait in vista dei mondiali di Londra.

   Ma la cosa più confortante è il dato sugli indici di efficienza (che a mio avviso misurano la capacità di programmare per bene e manifestare il massimo livello di forma in corrispondenza dell'evento più importante della stagione) che finalmente sono nella media internazionale (intorno al 30%).

   Credo tuttavia che non bisogna entusiasmarsi troppo, essere quinti in Europa è normale per un paese 3° per popolazione e 4° per rilevanza economica. La speranza è che finalmente nuove leve di allenatori, più informati e più preparati in una prospettiva internazionale, più razionali e meno legati al vecchiume della tradizione, stiano cominciando ad agire portando a conferma in futuro i buoni risultati qui ottenuti.
   Anche due anni fa avevamo fatto bene:

http://ilcorsarotraining.blogspot.com.br/2015/07/i-nostri-giovani-in-svezia-e-in-colombia.html

http://ilcorsarotraining.blogspot.com.br/2015/07/tallin-campionati-europei-u-23-promesse.html

ma poi a distanza di due anni diversi medagliati di allora oggi sono in stallo o scomparsi. Anche nel 2011 avevamo fatto bene, ad esempio avevamo preso l'oro nella 4x400 maschile junior, ma ecco l'evoluzione ad oggi di quel quartetto:

TRICCA - 46.09 (2011) - 46.56 (2017)
DANESINI - 47.36 (2011) - 49.49 (2017)
RONTINI - 47.52 (2011) - 49.48 (2015 poi desaparecido)
LORENZI - 46.39 (2011) - 46.48 (2017)

ZERO migliorati su 4.
   Sappiate che io NON DIMENTICO, registro tutto e a distanza di anni porto in riscossione le cambiali...
   Una nota negativa di questi campionati: in entrambi siamo risultati in testa nel medagliere maschile, dal che si deduce l'inconsistenza del settore femminile, fenomeno che andrebbe indagato.






domenica 9 luglio 2017

Atletica giovanile: l'estinzione


   Mentre sui mondiali di Londra scendevano le prime ombre dell'ennesimo zeru tituli (ma accendiamo ceri votivi a San Gianmarco, del resto il santuario di Loreto dista solo 25km da Civitanova), continuiamo il discorso degli ultimi post citando un paio di studi.

1) Il primo studio è italiano e si propone di seguire l'evoluzione delle prestazioni giovanili (12-17 anni) e adulte (da 18 anni in poi) dei top-level nel salto in alto e nel salto in lungo maschile e femminile. Lo studio sorprendentemente giunge a percentuali quasi uguali a quelle da me rilevate (9-21%) nel precedente articolo: solo il 10-25% dei top-level adulti era top anche a 16 anni.
   Molto interessante la correlazione trovata tra il "rate" di miglioramento negli anni e la sopravvivenza da adulti (*).
   Per i dettagli:

http://journals.plos.org/plosone/article?id=10.1371%2Fjournal.pone.0170744

2) Il secondo studio è dell'Indiana University e ha un'impostazione un po' diversa ma comunque molto interessante (si vanno a vedere le MEDAGLIE), anche perchè riguarda il mondo intero. Analizza i 129 finalisti in 8 specialità (100, 200, 1500, 5000, lungo, alto, disco, peso) ai campionati mondiali junior e alle olimpiadi del 2000. Dei primi studia la carriera successiva, dei secondi quella giovanile. Risultati:

- il 23.6% dei finalisti junior poi vinceranno medaglie alle olimpiadi
- il 29.9% dei finalisti olimpici aveva vinto medaglie negli anni precedenti ai mondiali junior
- si conferma la (*) del precedente studio, ovvero chi è efficiente da adulto ha un alto "rate" di miglioramento negli anni, ovvero DA GIOVANE NON ERA UN FULMINE DI GUERRA.

https://www.sciencedaily.com/releases/2013/05/130531105413.htm

   Quindi è un problema non solo italiano... ma mi pare che in Italia sia molto più grave per il semplice fatto che ormai da anni il rapporto "medaglie adulti / finalisti junior" risulta a priori azzerato per ESTINZIONE DEL NUMERATORE.



lunedì 3 luglio 2017

Atletica giovanile: i sopravvissuti.

   Proseguiamo un discorso accennato nell'ultimo articolo e riguardante le eccessive "attenzioni" rivolte nell'atletica italiana alle categorie giovanili.

   Ho fatto una ricerchina statistica: "incrociamo le liste all-time italiane allievi e assoluti e vediamo quanti dei primi 20 compresi nella prima sono presenti anche nella seconda, divisi per specialità". I 3000 allievi li ho cofrontati con tutte le distanze maggiori degli assoluti. Questi i risultati, divisi anche per sesso:

100f: 1 (Marchetti)
200f: 2 (Calì, Arcioni)
400f: 1 (Milani)
800f: 3 (Trabaldo, Dorio, Porcelli)
1500f: 5 (Dorio, Trabaldo, Brunet, Rea, Di Santo)
3000f: 4 (Brunet, Dorio, Guida, Balsamo)

100m: 1 (Pavoni)
200m: 3 (Howe, Galvan, Pavoni)
400m: 3 (Licciardello, Sabia, Re)
800m: 4 (Sabia, Cadoni, D'Urso, Benvenuti)
1500m: 4 (Mei, D'Urso, Patrignani, Costa)
3000m: 5 (Mei, Battocletti, Baldini, Leuprecht, Bennici)

   Direi che:

1) la maggioranza dei nomi risalgono al cenozoico superiore, quindi il fenomeno nel tempo s'è accentuato
2) gli atleti che, campioni da allievi, poi si sono confermati tali anche da adulti sono RARI (36 su 240, 15%)
3) questa rarità si accentua al diminuire della distanza (velocità 9%, mezzofondo 21%)

   Interessante il punto 3... perchè avviene questo?

- forse perchè i mezzofondisti maturano più tardi (causa naturale) e quindi da ragazzi li si spreme meno?
- forse perchè il settore velocità è quello in cui maggiormente insistiamo su metodi d'allenamento (causa artificiale) sbagliati, vetusti e inadatti a una corretta crescita dei giovani?

Quali che siano le ragioni, nella stragrande maggioranza dei casi pare che ESSERE DEI CAMPIONI DA ALLIEVI SIA UN OTTIMO PASSAPORTO PER L'INCONSISTENZA DA ADULTI..
Quindi, cari giovani Cappuccetti Rossi, non fatevi abbindolare dal Lupo Cattivo!






sabato 24 giugno 2017

Atletica italiana: l'illuminazione.


   Ieri, mentre ero a pranzo davanti a un magnifico lombo al forno con patate e piselli, ho avuto L'ILLUMINAZIONE.

   Ho improvvisamente capito cos'è la Fidal e l'atletica italiana: un sistema chiuso su sè stesso volto solo a mungere soldi (bruscolini!) al proprio interno, allo Stato e ai propri iscritti. E per fare ciò sono superflui i grandi risultati internazionali. 
   Ed ecco allora il preponderante "interesse" rivolto alle categorie giovanili (che però poi crescendo avvizziscono), ai campionati sociali, agli amatori-master. 
   Ed ecco quindi la frettolosità nel far performare i giovani, l'insufficienza nella visione degli sviluppi a lungo termine, l'indifferenza nei confronti dell'integrità fisica degli atleti, il focalizzarsi sull'uovo oggi invece che sulla gallina domani. 
   Ed ecco le roboanti lodi e osanne al campioncino allievo e ai suoi gestori, e il totale oblio del fatto che poi, giunto a maturazione, nella migliore della ipotesi (la peggiore è la totale scomparsa) questi si ritrova a vivacchiare su posizioni di rilievo solo nazionale o regionale. Dimenticare il fallimento, tanto poi qualche nuovo campioncino sbuca sempre fuori...

   Negli ultimi anni neanche più si sono visti quei punti di discontinuità (le rare medaglie alle manifestazioni globali) che salvavano baracca e burattini.

   Quindi giungiamo alla paradossale deduzione che rispetto al suo minimale obiettivo la gestione Fidal è efficiente.

   Altre federazioni invece sono sistemi aperti volti soprattutto a mungare soldi (tanti) agli sponsor, ma per fare ciò sono necessari i grandi risultati internazionali.
   Cavolo, parecchi SINGOLI atleti americani hanno un fatturato annuale dell'ordine di grandezza di quello della Fidal!

   Un'"impresa" con 200.000 "dipendenti" dovrebbe fatturare miliardi non milioni.



martedì 26 luglio 2016

Europei allievi e Mondiali juniores


   Quest'anno bisogna approfittare della porcata senza precedenti nella storia dello sport perpetrata ai danni della Russia, una porcata a fini essenzialmente geopolitici che lede ogni principio basilare del diritto (e che infatti è stata cassata dal CIO e da tutte le altre federazioni); per la IAAF i russi sono tutti sporchi e gli altri tutti puliti. L'unica russa che potrà gareggiare alle Olimpiadi è la Klishina: è sicuramente pulita siccome si allena negli USA, terra in cui il doping notoriamente è sconosciuto (ahahah!). Ma lasciamo perdere e vediamo come ne hanno approfittato i nostri giovani nei campionati internazionali svoltisi negli ultimi due weekend.

Europei allievi.

   Avevamo una formazione come sempre numerosa e ben messa nelle liste stagionali, con 12 prestazioni (di 11 atleti) da medaglia individuale:

100m: 3° Paissan 10.61
800m: 1° Barontini 1'48.76, 2° Romani 1'49.02
2000st: 3° Catallo 5'53.8
110hs: 3° Di Panfilo 13.55
triplo: 2° Dallavalle 15.40
10km walk: 2° Marchesi 44'43

800f: 1a Zenoni 2'01.91
1500f: 3a Zenoni 4'20.99
100hs: 3a Oki 13.30
peso: 2a Giampietro 15.61
giavellotto: 1a Visca 53.07

   Assente la Zenoni infortunata, vediamo com'è andata. Un ottimo 3° posto nel medagliere (anche se 7 medaglie individuali sono poche comparate alle 12 prestazioni di cui sopra):

- oro: Oki, Sibilio, staffetta maschile
- argento: Romani, Visca, Dallavalle
- bronzo: Barontini, Giampietro, staffetta femminile
- inoltre altri 11 piazzamenti fra i primi 8

Mondiali juniores.

   Qui presentavamo una formazione piuttosto scarsa, stando alle liste stagionali mondiali ben piazzati erano solo Tortu 4° nei 100 e Noemi Stella 1a nei 10000m di marcia in pista (ma con varie cinesi con tempi migliori su strada). Alla fine non è manco andata troppo male, con 2 argenti dei suddetti atleti, uno striminzito 23° posto nel medagliere, più altri 2 piazzati fra i primi 8: Chiappinelli 5° nelle siepi (dove con 8'32 ha aggiornato il record italiano di categoria di 34 anni fa di Panetta) e la Fantini 7a nel martello. Ma fare di meglio era oggettivamente impossibile, anche se avrei evitato i toni trionfalistici del sito Fidal.

   Una menzione particolare la merita senz'altro Filippo Tortu. Questo ragazzo, al di là delle prestazioni e dei piazzamenti, sembra non risentire dei problemi che nelle occasioni che contano hanno afflitto negli ultimi decenni gli sprinters italiani (e non solo gli sprinters):

- mantiene le promesse, non fa il tempone a maggio per poi deludere ai campionati
- regge alla perfezione i turni, col passare dei giorni migliora

   Vediamo cos'ha fatto quest'anno nei campionati:

- italiani: 10.34 > 10.32
- europei: 10.25 > 10.19
- mondiali junior: 10.29 > 10.26 > 10.24

   Un'ultima cosa... quest'articolo di Atleticalive elenca tutte le prestazioni dei nostri nelle ultime 10 edizioni dei Mondiali junior. Anche tralasciando i casi eclatanti (Howe, Licciardello) ci sono un sacco di nomi a suo tempo definiti "la nuova speranza dell'atletica italiana"... che fine hanno fatto?




lunedì 29 febbraio 2016

Allenamento mezzofondo giovanile: allenando furioso.


   Nell'ultimo post abbiamo parlato del furore agonistico, ora vediamo cosa combinano in allenamento. Prendo un esempio a caso, una tesi di laurea in Scienze Motorie:

http://www.ilcoach.net/daniele-barison-analisi-stagione-agonistica-del-campione-italiano-2013-dei-1000-cadetti/

    Secondo il testo l'allenamento giovanile "deve essere basato sul perseguimento di numerosi obiettivi, favorendo la costruzione delle esperienze motorie di base"... "un USO eccessivo di mezzi per lo sviluppo della resistenza specifica PRODUCONO spesso un ristagno delle prestazioni"... "anzitutto formare un'importante base aerobica".

   Sorvoliamo sui molti gravi errori sintattici (nella seconda frase citata il soggetto è "uso", singolare... l'uso produce, non "producono") e facciamo un riassunto:

dal 25/3 al 13/10 (29 settimane)
sedute totali: 143 (5 a settimana)
gare: 17
ripetute: 27
medi e fartlek: 23
cl: 21 (3 di 50', 2 di 40', le altre di 20-30')

   Attenzione che:
- alle sedute intense bisognerebbe aggiungere quelle di forza, tecnica e test
- i due mesi di luglio e agosto sono di "recupero attivo" (abbassa l'intensità, aumenta la cl, fa corsa in acqua), gli unici in cui si allena meglio... e infatti poi abbassa il PB sui 1000 di quasi 3".

   Interessanti le settimane 8 e 9:

GARA 1000m
30'cl + tecnica e andature
2x2000 + 600
ripetute sui 100hs e 200hs
GARA 300m
tecnica + hs + 4km fartlek (gambe dure per la gara)
300+500+800+500+300 rec.5'
hs + 3 partenze
20'cl + hs e accelerazioni dai blocchi
GARA 1000m
contrattura al polpaccio.

   Mi domando:

1) 21 sedute di corsa lenta (mediamente di 30') su 143 sedute costruiscono un'importante base aerobica?
2) è razionale che le sedute di aerobia intensa (23) siano in numero maggiore di quelle di corsa lenta (21)?
3) è razionale che le sedute intense (17 + 27 + 23 = 67) siano il triplo delle sedute di corsa lenta (21)?
4) è così che si evita l'eccesso di lavoro specifico e si perseguono esperienze motorie di base?
5) il professore di Scienze Motorie relatore della tesi di laurea (e responsabile FIDAL mezzofondo) concorda con tutto questo?

   Confrontiamo ora con lo schema seguito da cadetto dall'inglese Markhim Lonsdale (1'50 e 3'48 nel 2015 da allievo, totale 16 gare: 2 cross e 14 pista):

3 miglia risc+def + 3x8' (soglia) r.4'jogging
riposo
8km cl a 4'20
10km cl a 4'20 oppure fartlek
riposo
3 miglia risc+def + 8' (soglia) + 8x80sal + 5' (soglia) + 400 (veloce)
14km a 4'20

   Che ne dite?






lunedì 22 febbraio 2016

Allenamento mezzofondo giovanile: lavori forzati.


   Sono stato, e ancora sarò, spesso critico nei confronti di alcune idee di Carlo Vittori (ne parlerò presto), ma concordo con queste sue parole durante un'intervista ad Atleticalive:

"i ragazzi di 14 anni un tempo seguivano una strategia… oggi seguono quella opposta, ovvero fanno dei lavori specifici! Nonostante la crescita e il lavoro specifico, questi fanno i risultati: infatti credo che nelle manifestazioni mondiali giovanili si sia tra i migliori… e poi? Dove vanno a finire questi? Glielo dico subito: vanno a finire al cimitero degli elefanti! Eh sì, perché a 16 o 17 anni, finita la crescita, la ripetitività dell’allenamento, che deve essere “assolutamente” speciale-specifico, è talmente alta (visto che si è iniziato a 14 anni) che non dà più frutti l’allenamento! Perché l’organismo si è adattato! Non supercompensa più! Quindi questi, finita la crescita… non crescono più, l’allenamento è ripetitivo, crollano a 16-17 anni e a 18 scompaiono. Con un carissimo amico, il Professor Bonomi di Rieti, facemmo una valutazione della Lombardia: ebbene, a 18 sparivano quelli che erano andati forti gli anni prima, e invece arrivavano elementi nuovi… e ci siamo domandati: ma dove venivano questi nuovi 18enni che non c’erano l’anno prima?!"

http://www.atleticalive.it/22062/vittori-a-qa-formia-ci-vorrebbe-la-mano-di-cristo-ecco-cosa-ci-ha-detto/

   La questione mi è d'attualità in quanto abbiamo avuto un cadetto di buon livello ai recenti campionati italiani di cross a Gubbio. Il ragazzo è andato bene ma sarebbe potuto andare meglio se ci avessero lasciato finalizzare la gara per benino, invece sono stati inseriti improvvisamente 2 cross extra "irrinunciabili" per un totale di 4 gare in 18 giorni ed è arrivato a Gubbio stanco, cedendo nel finale di gara.

   E allora valgono le parole di Vittori di cui sopra, basta sostituire "GARE" a "LAVORI SPECIFICI": qual'è il lavoro specifico più esaustivo? La gara!

   Ecco come ho commentato (nel mio stile "vivace", un po' "alla Vittori" se vogliamo...) la cosa agli amici sul nostro forum:

"La questione è complessa... qua non parliamo di amatori ma di gente che un giorno potrebbe essere atleta assoluto. Allora secondo me bisognerebbe avere maggior cura e costruire con calma le basi (dove per "costruire" non intendo i lentoni di 2h a 7/km).
La scorsa stagione agonistica l'ha finita il 29/9... sai quando ha ricominciato a gareggiare? A novembre... neanche 2 mesi per riposarsi e ricominciare... poi una gara a dicembre, una a gennaio e ora 4 cross a febbraio. E meno male che siamo riusciti a salvarlo dalle indoor!
Ora bisognerebbe riposarsi, poi richiamare un paio di settimane di "fondo" e poi un paio di mesi di lavoro per la pista. Invece quando iniziano le gare in pista? Il 3 aprile!!!
Cioè l'anno è diviso in 10 mesi agonistici e 2 di allenamento... per 15enni!!!
Seb Coe a 15 anni si faceva 15 gare l'anno e questi se ne fanno 25-30... e non possono scappare, perchè la società deve sempre partecipare... la scuola deve sempre partecipare... e magari vincere, e la cosa si aggrava quanto più il ragazzo è forte, lo portano pure alla gara del condominio.
Come fai a implementare dei bei cicli di planning in queste condizioni?
Come fai a mantenere lavori di forza, tecnica, fondo se gareggia ogni 3 giorni?"

COSI' NON VA.

E per gli amatori non vale il discorso?

   Rileggiamo questa mia frase: "qua non parliamo di amatori ma di gente che un giorno potrebbe essere atleta assoluto"... ora, ci sono amatori che stanno lì pazientemente appostati da mesi, come cecchini delle forze speciali, aspettanto una minima mia frase che finalmente li autorizzi ad affermare il loro "furore agonistico", a raddoppiare il numero di gare, maledetti (ahahah)!
   No cari, nessuna autorizzazione... avevo distinto gli amatori non perchè per questi sarebbe razionale fare gare in più, ma perchè sono "sacrificabili", ovvero... se si spaccano e/o non performano non gliene frega niente a nessuno (tranne a loro stessi e forse al loro allenatore online...).



mercoledì 22 luglio 2015

I nostri giovani in Svezia e in Colombia.


   La scorsa settimana si sono svolti due importanti campionati internazionali giovanili, facciamo un quadro della situazione e alcuni commenti.

Europei Juniores.

Medagliere: 5° posto.
oro: Riva (10000M), Chiappinelli (3000stM)
argento: Bocchi (triploM), 4x400F, 4x400M.
bronzo: Bianchetti (pesoM), Randazzo (lungoM), Crippa (5000M), Folorunso (400hF).

PB/SB: Stella, Dominici, Torrisi, Bianchetti, Giacobazzi, Randazzo, Mangione, Angelini, Picchiottino, Bocchi, Anesa, Ferdani.

"Tasso di profitto": 12/75 = 16%.

   E' stata per i nostri una delle migliori edizioni di sempre, come medagliere ma anche come classifica a punti e classificati fra i primi 8. Non ci lamentiamo, ma lo stesso Baldini ha detto che poteva andare anche meglio; in effetti il mio "tasso di profitto" (la percentuale di atleti che riescono ad esprimere un personale in corrispondenza della manifestazione più importante dell'anno) è basso... ad esempio la Folorunso era in vetta, e con ampio distacco, nelle liste europee stagionali con 57.1 mentre qui in finale ha fatto 58.4, è un oro perso.
   Oro guadagnato invece quello di Riva (era 6° nelle liste) e con una bellissima gara con ultimo chilometro in 2'41. Oro confermato quello di Chiappinelli che era primo nelle liste con grande luce sul secondo.

Mondiali Allievi.

Medagliere: 14° posto.
oro: Sottile (altoM)
bronzo: Zenoni (800F).

PB/SB: Borga (400F 55.22), Cesati (400hM 52.68), Bigoni (110hM 13.87), Manojlovich (110hM 13.88), Olivieri (400hF 59.03), Mandusic (astaM 4.90), Bertuzzi (triploF 12.79), Rancan (200M 21.41), Comini (giavellottoM 74.58), Verderio (400hF 57.75), Pavese (200F 23.86), Sottile (altoM 2.20).

"Tasso di profitto":
mondo: 471/1323 =  35.6%
italia: 12/36 = 33.3%

   Qui la situazione è specularmente opposta agli Europei Juniores: poche medaglie ma buon tasso di profitto. Oh, intendiamoci, magari beccare un oro e un bronzo ai mondiali senior...
   Un mesetto fa avevamo una decina di atleti fra i primi 10 delle liste mondiali, ma poi la situazione s'è fatta obiettivamente più difficile, specie nel mezzofondo maschile dove nelle ultime settimane è arrivata la valanga keniana. Però potremmo chiederci:
 - perchè i keniani vanno in forma a luglio e i nostri a maggio (fra i nostri pb/sb non c'è nessun mezzofondista)?
 - perchè 800isti da 1'50 o 2'03 a maggio non valgono 1'48 o 2'01 a luglio?

   L'oro di Sottile era aspettato ed è stato confermato, grande Stefano che quest'anno è capolista mondiale.
   M'è dispiaciuto molto per la Zenoni (anche lei capolista)... a mio avviso c'è stato un errore tattico: s'è spompata troppo in semifinale e forse non hanno studiato le avversarie. L'etiope Ejara, poi argento, era quasi sconosciuta e passi... ma l'americana Watson, poi oro, era conosciutissima, una velocissima da 52.6 sui 400. Ora, un "passista" come si comporta contro un "velocista"? Lo spompa sul passo con un primo giro veloce, diciamo 60; invece Marta ha lasciato la seconda etiope rallentare l'andatura e sono passate in 63.1.
   Ma secondo me la Zenoni non ha potuto impostare una gara veloce perchè ha esagerato in semifinale! Ecco l'errore fondamentale.
   In semifinale la Watson è passata ai 400 in 1'09 per chiudere in 2'11... s'è risparmiata. Invece la nostra è passata in 63 per chiudere in 2'05 quando non ce n'era alcun bisogno, visto che passavano le prime 3 classificate (più 2 tempi) e la terza ha fatto 2'08.70.
   Qui il video della finale degli 800 femminili (Ejara e Watson si sono pure fatte 2 curve tutte in seconda corsia...):




martedì 14 luglio 2015

Tallin: Campionati Europei U 23 (promesse)


   Ah ste tripliste lituane...

   La scorsa settimana si sono svolti i Campionati Europei U23 (PROMESSE), vediamo com'è andata.
   Come numero di medaglie e piazzati fra i primi 8 ci siamo espressi al meglio rispetto a tutte le passate edizioni. Nel medagliere siamo settimi, in linea ai valori dell'atletica italiana in Europa negli ultimi anni. In dettaglio:

oro: Galbieri (100M), Trost (altoF)
argento. Abdikadar (1500M), 4x100F
bronzo: Rachik (10000M), Perini (110h), Meloni (altoM), Zoghlami (3000stM)

personal best: Vitale (400F 53.20), Meloni (altoM 2.21), D'onofrio (10000M 29'27), Cavalleri (400hF 59.47), Minei (20kmM 1h25'46), La Tella (triploF 13.34), Tortu (200M 21.05), Colombi (20kmF 1h38'50), Quazzola (3000stM 8'46'27)

stagional best: Re (400M 46.32), Cestonaro (triploF 13.34), Herrera Abreu (200F 23.80), Appoloni (triploM 15.59)

   Quindi secondo il MIO "indice di efficienza", su 67 convocati 13 hanno ottenuto un personal o stagional best in corrispondenza dell'obiettivo grosso dell'anno. Percentuale del 19%... in passato abbiamo fatto di peggio ma la percentuale media degli altri è sul 30%. Ci sono state gare con percentuali fantastiche, ad esempio i 5000F in cui 11 su 17 hanno fatto un qualche primato.
   In finale darei la sufficienza alla nostra nazionale, ma ricordiamoci che le PROMESSE poi vanno mantenute...






mercoledì 8 luglio 2015

Allenamento giovanile (allievile, cadettile, ragazzile...)


   Nell'ultimo e terzultimo post ho scritto di certi dati statistici riguardanti i nostri allievi:

 - di come siamo ben rappresentati nei primi posti delle liste stagionali mondiali
 - di come abbiamo ottenuto numerosi minimi per i Campionati Mondiali
 - di come però questa "produttività" da allievi (non nuova) non abbia poi riscontro da senior.

   Ma c'è un altro dato interessante: se analizziamo i primi 20 o 30 delle liste italiane all-time allievi, nei 3000 e 5000 la stragrande maggioranza delle prestazioni risale agli anni 70-80, mentre negli 800 e 1500 (ma anche nei 400) sono mediamente molto più recenti. Siccome non credo possibile una mutazione della "razza" nel giro di vent'anni, questo fa pensare a un cambio deciso nei metodi d'allenamento, ovvero a un abbandono negli ultimi lustri, nel mezzofondo, dei metodi "volumetrici" per far posto a metodi "velocistici"... tuttavia non mi pare proprio che poi l'atletica a livello senior abbia giovato del cambio.
   Cosa intendo per "metodo velocistico"?

 - riduzione drastica del chilometraggio
 - riduzione del numero di sedute
 - aumento dell'intensità media
 - aumento della percentuale relativa di sedute intense
 - quantità industriali di "andature"

   Questo è l'andazzo maggioritario nell'atletica giovanile italiana e nei corsi allenatori e, ironia della sorte, si è instaurato proprio nel momento in cui all'estero (Africa, America, Australia) fanno l'esatto contrario e hanno instaurato metodi da noi usati negli anni 70-80 e a volte addirittura sotto l'influenza di allenatori italiani espatriati! E così vediamo sedicenni americani allenarsi tutti i giorni con 80-100km a settimana mentre i nostri ne fanno 20 in 3 sedute!
   Dice "ma correre a lungo è pesante per i ragazzi"... ma pensate che 15km continui siano più duri di un 4x400?
   Dice "ma per fare i chilometri c'è tempo"... ma pensate che salire da 20 a 150km settimanali in 6 anni sia meno traumatico che salire partendo da 80?
   Dice "bisogna evitare la troppa specificità dell'allenamento"... e poi gli fate fare tre sedute di ripetute su quattro e 40 gare l'anno?

   In finale io penso che quest'andazzo sia una causa importante della discrepanza tra produttività dell'atletica giovanile e senior. E' come se si allenasse i giovani in un eterno periodo di "scarico/velocizzazione" che ha due effetti:

 - grosse prestazioni subito, ma poi blocco a lungo termine
 - vengono trasformati in mezzofondisti veloci (o addirittura in 400isti) ragazzi che per natura sarebbero più adatti a distanze maggiori.

   Proposte? Vorrei sostituire al "partito velocita" il "partito volumetrico"? NO!!! Vorrei EQUILIBRIO. Nel mezzofondo ANCHE i chilometri sono necessari e se ne dovrebbe promuovere il congruo e armonico sviluppo fin dalle categorie più giovani. Il problema non è tanto il far lavorare duro i giovani o il "maturare presto", ma il farlo senza il concomitante sviluppo della BASE AEROBICA... e la base aerobica non si crea con un 4x1000 rec.3'.

P.s.: poi mi dovreste spiegare perchè nel nuoto fate fare volumi spaventosi già a 10 anni di età...



mercoledì 1 luglio 2015

Mondiali Allievi: Abnormità


   Alla vigilia ormai dei Campionati Mondiali Allievi che si svolgeranno a Cali (Colombia) dal 15 al 19 luglio, ragioniamo su alcuni dati statistici.

   Gli allievi italiani hanno ottenuto la bellezza di 135 minimi di partecipazione (il numero di atleti è leggermente inferiore in quanto alcuni atleti hanno il minimo in più di una specialità); per comparazione, gli atleti a tutt'oggi in possesso del minimo per i Mondiali assoluti di Pechino sono solo 20. Saremo certamente fra le nazioni più rappresentate a Cali.
   Ma la cosa veramente abnorme è la quantità di minimi ottenuti in sole 3 specialità, quelle della velocità femminile:

100m F: 17
200m F: 16
400m F: 12

   Siamo mediamente rappresentati nella velocità maschile e, ambosessi, negli ostacoli, nella marcia e negli 800... invece siamo quasi assenti dai concorsi e dal mezzofondo dai 1500m in su.
   Lasciamo stare la marcia che è sempre stata nostra tradizione... ma per il resto che informazioni possono darci questi dati?

 - Che le nostre ragazze maturano molto alla svelta?
Ma allora perchè ciò non avviene in tutte le specialità?

 - Che siamo una "razza" particolarmente portata per lo sprint, specie al femminile?
Ma allora perchè tutte ste sprinters poi si perdono crescendo? E poi Vittori dice che i mediterranei sono più portati per le specialità di endurance...

 - O non sarà invece che alleniamo i giovani, tutti, "alla velocista", tralasciando erroneamente intere tipologie di allenamento (i chilometri, nel mezzofondo, e la forza, nei concorsi) perchè crediamo che facciano male ai giovani?

TOC TOC... c'è qualcuno (che si chiede ste cose)?



venerdì 19 giugno 2015

L'azzurro che verrà (forse...)


   Da anni, in varie sedi, dibattiamo circa i motivi dell'agonia dell'atletica italiana d'elite. Le teorie esplicative sono variegate e probabilmente vi sono più motivazioni concomitanti.
   Secondo molti il problema principale sarebbe la latitanza di talenti giovanili, un bacino di utenza scarso, le scuole che non aiutano, i ragazzi che non s'impegnano e che preferiscono la PLEISTESCION e gli SMARTEFONE... mah, forse qualcosa di vero c'è, però io osservo che di giovani talenti ne sforniamo in continuazione e che nella categoria allievi siamo messi molto bene a livello mondiale. Quindi, se poi da adulti siamo messi malissimo, significa che qualcosa si inceppa DOPO.

   Il problema è che tutti esultano ogni volta che sboccia un bellissimo fiore ma poi dimenticano quando i fiori appassiscono prematuramente. Per dirne una, nei 400 femminili c'è solo un'atleta (Marta Milani) che, presente fra le prime 20 all-time italiane allieve, è sopravvissuta e compare anche fra le prime 20 all-time assolute.
 
   Ho preso spunto da un articolo apparso sul sito Atleticalive, poi ho completato i dati delle fonti di quell'articolo con la consultazione delle liste mondiali dal sito Iaaf (le liste sono mutevoli, ogni giorno si aggiunge qualche nuova prestazione) e ho notato che nella categoria allievi l'Italia è fra le prime 10 nazioni al mondo (mentre per i senior neanche arriviamo tra le prime 30). Praticamente, eccezion fatta per USA, Russia, Jamaica, Sudafrica e Kenia, con le restanti nazioni ce la battiamo ad armi pari.

   Alla vigilia dei campionati italiani e mondiali allievi, ecco gli allievi italiani tra i primi 10 delle liste mondiali 2015 (non sono pochi... poi vedremo fra 5 anni quanti sopravviveranno); addirittura ci sono 2 capolista, cosa impensabile fra i senior:

Filippo Tortu 3° (100)
Filippo Tortu 8° (200)
Andrea Romani 4° (800)
Stefano Sottile 1° (alto)
Giacomo Brandi 9° (10km marcia)
Ilaria Verderio 10° (400)
Marta Zenoni 1° (800)
Marta Zenoni 7° (1500)
Marta Zenoni 6° (3000)
Ilaria Verderio 5° (400h)
Sidney Giampietro 9° (peso)
Sidney Giampietro 9° (disco)