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martedì 22 settembre 2015

Allenamento 400m: "massimalismo" o "resistenzialismo"?


   Partiamo da lontano, da una cosa postata dall'amico GB sul sito Noivelocisti riguardante l'allenamento della Forza:

Forza resistente e forza massimale, di Michel Pradet, Professore all' INSEP di Parigi.

   "Essere resistenti, trattandosi di un esercizio di forza, corrisponde alla capacità di effettuare un grande numero di ripetizioni di questo esercizio o di mantenere uno sforzo per lungo tempo senza cedimenti. Tanto questa definizione sembra essere evidente, tanto essa si rivela, in un certo numero di prove sportive, difficile da mettere in pratica.
1) E’ stato dimostrato che per carichi superiori al 50% del carico mobilizzabile da un individuo, il numero di ripetizioni, dunque la sua resistenza, dipende dalla sua forza massimale. Detto in altro modo, se si raffrontano due individui i cui records nella panca orizzontale sono rispettivamente di 100 e di 60 kg, sarà il più forte dei due colui che solleverà in panca 50 kg un numero molto più grande di volte. La resistenza dipende dunque in questo caso dalle capacità contrattili dei muscoli sollecitati, e fa appello al metabolismo anaerobico.
2) Invece, per dei carichi dell’ordine del 30% della forza massimale il numero di ripetizioni diviene indipendente dal valore della forza massimale. Si può dunque essere forti e non realizzare che un piccolo numero di ripetizioni, e all’inverso, non essere molto forti ma realizzare un grande numero di ripetizioni. La resistenza è questa volta essenzialmente legata alla capacità aerobica dei muscoli sollecitati."

   Riassumendo possiamo affermare che per intensità medio-alte, che coinvolgono principalmente il metabolismo anaerobico, è la "RISERVA DI FORZA" (lo spread tra la forza massimale e quella relativa all'esercizio in questione) che ti rende resistente, più che una generica resistenza aerobica. Il contrario avviene per intensità medio-basse.

   Questo concetto è trasponibile alla corsa? Io credo di sì e potremmo ipotizzare che:

- per specialità prettamente anaerobiche (fino ai 400m) convenga puntare più sulle capacità massimali (RISERVA DI VELOCITA') anche per avere più resistenza
- per specialità a preponderanza aerobica, il contrario.

Come concetto generalissimo eh...
   Ma perchè ho scritto "fino ai 400m"? Perchè tutti gli studi provano che già per gli 800m il metabolismo aerobico è preponderante, mediamente 60% contro un 40% anaerobico (poi c'è una minoranza di 800isti di tipologia anaerobica eh... quelli tipo Fiasconaro, Juantorena, Sabia...). I 400m invece sono certamente a preponderanza anaerobica, in media misurano un 70% anaerobico.

   Un quattrocentista è anzitutto uno SPRINTER:

- lo spread di passo 400-100 è mediamente la metà di quello 400-800
- il picco di accumulo lattacido si raggiunge per durate di circa 1'15 e quindi i 400 stanno certamente dal lato anaerobico della barricata.

   Quindi il quattrocentista dovrebbe badare anzitutto a crearsi una notevole velocità massimale (e mantenerla negli anni) con mezzi d'allenamento tesi a questo scopo, dovrebbe essere forte nei 100m e nei 200m.
   Sto facendo discorsi banali? Lo vedremo alla prossima puntata dove esporrò certi dettagli dell'allenamento di alcuni dei nostri migliori quattrocentisti allenati da alcuni dei nostri migliori allenatori...



lunedì 12 gennaio 2015

Allenamento della forza: ditirambi.


http://www.noivelocisti.net/component/content/article/22-metodologia/270-la-forza-terza-proposta-sul-metodo-a-velocita-variabile

   Il ditirambo era quel "canto a Dioniso" che veniva intonato sotto l'ispirazione del vino. E sotto l'ispirazione del vino (pessimo) pare che vengano elaborate certe teorie in Italia ad opera della casta sacerdotale del dio.
   Si legge un articolo (quello del link qui sopra), si analizza e si dibatte criticamente, si rimugina... a me piace procedere così, conoscenza in progress.
   Partecipanti al dibattito:
 - Corsaro
 - V (allenatore non Fidal del nostro clan, enciclopedia vivente della forza e velocità)
 - A (donatiano di ferro)
 - P (allenatore Fidal - ostacolisti elite - del nostro clan)

Corsaro:
 - Cambiare proprio esercizio all'interno della stessa serie? Che ne dici?
V:
 - Parliamo del metodo complesso... secondo me per atleti intermedi (non per avanzatissimi) questi metodi possono andare bene specie per i caucasici, per un motivo molto semplice: stimolano il sistema neuromuscolare sia per altezza sia per larghezza (intensità e durata). Prima usi carichi elevati (che in genere fanno reclutare quasi tutte le fibre) e poi quasi da stanchi (per lo più il SN) forzi le fibre (e il SN) a produrre una certa potenza.
   Secondo me, la famosa "trasformazione" (che non trasforma nulla perché i tempi di adattamento sono sui 12-14 gg e di settimane per altri) agisce su questo stesso versante.
   Il discorso cambia quando hai animali da WR sui 100m e atleti talmente maturi che sollevano cariconi e che in questa loro fase devono diminuire i volumi.

Corsaro:
 - "La possibilità di incrementare le combinazioni possibili dimostrava la validità del metodo."
   Cioè, un metodo è valido quanto più mi invento combinazioni? Io credevo fosse valido quando fa CORRERE FORTE gli atleti...
V:
 - Siamo nel campo delle "amenità"... come se non si diventasse campioni olimpici progredendo su 2-3 sedute similari...

Corsaro:
 - “In tutti e due gli esercizi si raccomanda di tenere i talloni leggermente staccati da terra in modo che tutto il peso del corpo graviti sulla parte metatarsale (anteriore) dei piedi, per attivare maggiormente i muscoli del "tricipite surale", quelli che vengono impegnati maggiormente ad alte velocità” (Carlo Vittori).
   Questa è il massimo!!! Cioè fanno volutamente squat e squatjump in punta di piedi???????
   ARRESTATELIIIIII!!!!
   E intanto Greco s'è rotto il tendine di nuovo...
V:
 - Pazzi... rischiano di spaccare le ginocchia!
   A parte il fatto che nel lanciato i polpacci lavorano per un settimo (come fanno a produrre tutta questa forza.. bah!) rispetto al totale.

A:
 - Nella corsa i pesi sono totalmente inutili.
P:
 - Ovviamente questa affermazione sarà suffragata da quintali di pagine di studi scientifici... o è solamente l'idea della setta? La setta che per avvalorare le proprie affermazioni continua a citare Vittori - Donati, come se i due fossero legati dalle stesse idee, dalla stessa filosofia.
   Ecco cosa scrive Vittori nel suo ultimo libro a proposito delle idee Donatiane:
"Ci siamo chiesti, allora, come sia possibile che nell'ambiente circoli la convinzione (per fortuna limitata ad uno sparuto gruppo) falsa e fuorviante, che il miglioramento delle capacità di forza di uno sprinter si possa ottenere senza l'uso di sovraccarichi, contraddicendo il fondamentale principio metodologico, espresso dalla scienza fisiologica, basato sull'aumento progressivo di questi ultimi. L'insistenza nell'affermare la bontà di tali idee dimostra, al contrario, l'insipienza e la malafede, i cui effetti negativi vengono purtroppo pagati dai soli atleti, gli unici a risentire della stravaganza di una strategia strampalata e castrante" .
- insipienza
- malafede
- stravaganza
- strategia strampalata
- strategia castrante.
   Quindi, per onestà intellettuale, finiamola di citare Vittori A SOSTEGNO delle filosofie Donatiane!

Corsaro:
 - "nella corsa i pesi sono totalmente inutili" è un'affermazione semplicemente falsa, proveniente da chi di sport non sa nulla. I pesi nella corsa SERVONO ad alcuni più, ad alcuni meno, ad alcuni nulla, in alcune specialità più, in altre meno.

mercoledì 10 dicembre 2014

Forza... ma de che?


  Sottoponiamo ad analisi un'affermazione di un "eminente" dell'atletica, ex responsabile nazionale del settore mezzofondo:

"le salite brevi servono per fare forza ciclica-esplosiva-elastica"

   Ho chiesto ad alcuni amici un'opinione sia sulla coerenza interna (logica) di questa frase, soprattutto in relazione alla coesistenza dei tre aggettivi usati (ciclica-esplosiva-elastica), sia sulla sua conformità alla realtà (verità). Ho ottenuto le seguenti risposte:

   N (ingegnere):
"Una esplosione può essere ciclica? si. Una forza elastica può essere ciclica? si. Una esplosione può essere elastica? si. Quindi i tre aggettivi sono corretti."

   L (ingegnere):
"Esplosivita': forte rilascio di energia in limitat(issim)a unita' di tempo. Elasticita': in questo caso e' un ritorno elastico legato all'impatto. Se il ritorno elastico avviene in brevissimo tempo, l'associazione ha senso.
Una palla rimbalza a terra. Quanto velocemente ritorna in alto? E quanto in alto rispetto alla quota iniziale? Una "buona palla" ritorna velocemente molto in alto. Un'altra palla (elastica, non esplosiva) torna molto in alto in un tempo "lungo". Un'altra (esplosiva, non elastica) rimbalza velocemente ma a quota "bassa". La ciclicita' non la associerei nella stessa frase. A meno tu non voglia distinguere tra azioni cicliche (corsa) e a-cicliche (singolo balzo da fermo)"

   V (allenatore velocità e forza):
"dal punto di vista fisiologico la FExpl è la potenza. La forza reattiva-esplosiva (o elastica-esplosiva) è quella che produci con l'effetto pliometrico (di potenziamento da riflesso miotatico). Ciclica è la corsa (aciclici sono i lanci per esempio). A dire il vero, nelle salite la componente reattiva diminuisce all'incremento della pendenza. Quindi, poteva evitare una definizione del genere in quanto la corsa è sempre esplosiva-reattiva-ciclica.
Quanto esplosiva, quanto reattiva dipende dalla fase (scatto, lanciato, passo, ritmo, pendenza..) e dalle circostanze. Ciclica lo è sempre (salvo l'esplosione dai blocchi che è esplosiva da posizione isometrica)."

   Quindi, secondo N l'uso dei tre aggettivi è reciprocamente coerente, L mi pare che dia una lettura più problematica. V è critico circa l'utilità di una definizione del genere. Io dico che:
1) ogni tipo di corsa è espressione di forza ciclica
2) le salite brevi sono esplosive rispetto a cosa? un unico balzo massimale è certamente più esplosivo
3) le salite brevi sono elastiche? in salita i tempi d'appoggio aumentano, si usa più forza e meno velocità, le salite si situano più a sinistra-alto nella curva di Hill rispetto a una corsa della stessa distanza in piano.
4) ai fini dell'allenamento, possono essere considerate utili ai fini della ricerca di "forza esplosiva-elastica" al massimo per chi fa solo fondo lento-medio, altrimenti ci sono metodi migliori per curare quelle qualità, tanto che oltreoceano le salite sono considerate piuttosto "forza resistente"... il riferimento poi alla ciclicità è proprio assurdo.
   Riassumendo, a mio avviso è una definizione che, sebbene possa avere coerenza interna, all'atto pratico viaggia tra l'inutile (perchè tutte le corse sono cicliche-esplosive-elastiche) e il falso (in salita di elasticità ne abbiamo poca, quindi se voglio elasticità non vado a fare salite per questo fine).