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martedì 9 aprile 2019

Makhloufi training: lo famo strano


   Il mezzofondo veloce (800 - 1500) è la "terra di mezzo" fra velocità e fondo, come allenarlo? Le terre di mezzo sono le più difficili da gestire.

   In Italia le posizioni si polarizzano attorno a due partiti, quello "velocista" (scarsi chilometraggi, la corsa lenta fa male, intensità quasi tutti i giorni, schemi simili ai 400isti) e quello "fondista" (grandi chilometraggi, molta corsa lenta, poche giornate intense, schemi simili al mezzofondo prolungato). In genere un allenatore o un team scelgono un partito e allenano tutti in base all'ideologia del partito. Risultati buoni o meno buoni sono stati ottenuti a prescindere dal partito scelto.

   In realtà fra i due partiti esisterebbero un'infinità di "terze vie" e sarebbe certamente più produttivo che ogni singolo allenatore o team scegliessero la via più giusta per ogni singolo loro atleta invece che irrigidirsi in modo irriducibile su una sola via. Certo questo comporterebbe molto più impegno, studio, informazione, sperimentazione (le vie possono essere profondamente diverse fra loro)... "individualizzazione dell'allenamento" è una bella formula doverosa da enunciare ma poi sui campi vediamo grupponi di ragazzi che si allenano tutti insieme allegramente.
   Dice che "tutte le strade portano a Roma"... ma a seconda di dove uno si trova è solo UNA la strada migliore IN QUEL MOMENTO PER LUI, o no?

   Presento qui una delle tante terze vie, quella di Taoufik Makhloufi, nè migliore nè peggiore di altre, andava bene per lui.
   Bell'atletino: 1'42.61 e 3'28.75, un oro e due argenti olimpici. Atleta pesantuccio (70kg x 170), compatto, già a vista chiaramente muscolare. Da questo articolo ci arrivano informazioni (alcune "sorprendenti") sul suo allenamento. Non condivido totalmente le opinioni personali dell'autore, lo posto solo per le informazioni:

https://www.scullytherapyclinic.com/single-post/2017/02/18/Taoufik-Makhloufi-Training

1) il chilometraggio è contenuto soprattutto a causa dell'estrema lentezza delle corse lente (jogging a 6-7'/km) che raggiungono la durata massima di 70' a febbraio-marzo per poi scendere in estate a 45-50' massimo
2) assenza totale di sedute continue qualitative (medi, veloci); al massimo fa in primavera un fartlek di 40' - 4x (4' + 2' rec.2') - con tratti veloci a ritmo 3000
3) ritmi specifici in pista a partire da marzo e tiratissimi
4) sedute di "velocità" tutto l'anno, anche in salita in inverno
5) pesi molto pesanti; qui un esempio: certo, sono quartini (di squat) ma 180kg è notevole per un mezzofondista, visto che nostri saltatori postano video con carichi simili o appena maggiori

https://www.youtube.com/watch?v=9VTqFGiWKNo&feature=youtu.be

6) gran lavoro sul recupero e terapie (massaggi, stretching)
7) alcune sedute specifiche descritte sono impressionanti, quel 1200 in 2'44 proietta un WR a 3'25.8... mi chiedo se non si sfondasse troppo in allenamento visto che poi in gara il WR non l'ha avvicinato, oppure se non avrebbe tratto giovamento da un tantino di aerobia qualificata in più
8) lo schema qui sotto mostra appena 2 giornate intense a settimana; quindi nel complesso direi una originale filosofia volta ad un allenamento estremamente polarizzato, sia nel parametro intensità che in quello del rapporto sedute intense / facili





mercoledì 2 gennaio 2019

Jakob Ingebrigtsen... ma non solo



   Giorni fa sull'ottimo sito australiano Runnerstribe è uscito un articolo su Jakob contenente anche informazioni sul suo allenamento:

https://www.runnerstribe.com/features/we-will-be-the-best-the-training-making-of-jakob-ingebrigtsen/

   Riportato prontamente dagli amici di QA, pare che abbia destato parecchio scandalo tra i mezzofondieri italiani (o erano spie velociste-vittoriane?), a giudicare dai commenti su facciabuco:

https://www.facebook.com/groups/queenatletica/permalink/2145654838811818/

   Avevo parlato a marzo dell'allenamento del vecchietto Henrik, sul quale uscì un eccellente studio di gente esterna al "clan":

http://ilcorsarotraining.blogspot.com/2018/03/ingebrigtsen-il-vecchio-uno-studio-sul.html

   Tra l'altro alla fine dell'articolo mi auguravo che puntasse più sui 5000... detto fatto, dopo qualche mese abbassò il PB di ben 24".

   Henrik e Filip non furono dei fulmini da junior; Filip è il più veloce e meno resistente del clan per ora (1'47, 3'30 e 13'30), forse anche a causa delle sue dimensioni (187x75). Jakob è quindi il più precoce nei risultati.

   La questione "iniziare ad allenarsi in tenera età" non mi scandalizza: oltre a correre, sciavano e giocavano a calcio, un livello di attività non comune per i bambini odierni ma normale quando io ero bambino. A mio avviso non è qui il punto più importante, visto che anche in Italia abbiamo frotte di 8-12enni nelle scuole atletica. Il punto invece veramente decisivo è come ci si allena dai 14 ai 18 anni: il "clan" doppia quasi ogni giorno e fa volumi notevoli in comparazione ai nostri! E i volumi di Jacob certamente aumenteranno ancora, è del tutto probabile che seguirà l'evoluzione di Henrik in questo senso.

   Lo schema di allenamento e la programmazione annuale di Jacob sono simili a quelli di Henrik:

- assoluta predominanza della corsa lenta
- sedute attorno alla soglia voluminose ma frazionate
- non totale abbandono del lattacido in inverno (20x200 in salita)
- non drastica diminuzione dei volumi in estate
- numero di lavori non lenti che da 3 a settimana sale a 4-5 per poi tornare a 2-3 in agonistico
- quando fanno 4-5 lavori, sono spesso accoppiati nella stessa giornata (con il primo non spinto) in modo da non faticare mai più di 3 giorni a settimana e rispettare così il recupero

   Vorrei dire alcune cose ad alcuni commentatori della pagina facciabuco di QA sopra citata:

1) lo schema di allenamento seguito dal "clan" non mi pare affatto normale fra i mezzofondisti veloci italiani, fra i quali PURTROPPO prevale la mentalità "velocistica" che da 20 anni ammorba le piste, ovvero:
- minimi volumi
- una seduta al giorno
- massacro di 5-6 giornate intense a settimana, assenza di giornate easy
- la corsa lenta fa cascare il pisello

2) a quelli (evidentemente di mentalità "velocistica") che pensano che la corsa easy di Jacob sia a 3'10, mostro questo, 20km a 4:
https://www.facebook.com/ingebrigtsenjakob/photos/sundayfunday-with-a-20-km-long-run-with-the-squad-%EF%B8%8F%EF%B8%8F-filipingebrigtsen-ingebrigt/1085147268291746/

3) a quelli che "ma sarà vero quello schema?" consiglio di leggere lo studio indipendente esterno linkato nel mio articolo

4) a Mario Benati, che peraltro stimo, ricordo che nel mezzofondo la presenza di italiani nelle liste europee giovanili è in maggioranza recente, mentre in quelle assolute è in maggioranza antica; questo indica che c'è ECCOME un problema di gestione del "talento" (se veramente di questo si tratta e non di ragazzi troppo spremuti), peraltro pure finalmente riconosciuto in recenti conferenze federali, oltre che dal popolo dell'atletica

5) a quelli che "ma come si fa a doppiare a 17 anni" chiedo: e perchè i nuotatori lo fanno senza fiatare? Una o due volte nel weekend si può fare facilmente... e un'altra o due volte nei giorni scolastici, la sera prima SPEGNI QUEL CAZZO DI CELLULARE alle 23, vai a dormire, ti alzi alle 6, ti fai 40', doccia e colazione e alle 7.30 esci per andare a scuola!
   Poi... allenarsi 40' la mattina è un immane sacrificio... invece passare inutili 3 ore al campo al pomeriggio, la prima metà a fare zompetti, è tutto a posto... mah!



lunedì 5 febbraio 2018

Convegno al Campaccio: chi ha rubato i volumi?


   Un mese fa, prima del cross del Campaccio, si è svolto l'interessante convegno "Go for the gold" con relatori Giorgio Rondelli e Renato Canova. Potrebbe essere importante sapere cosa hanno da dirci questi tecnici per cercare di capire alcuni motivi della degenerazione del mezzofondo e fondo azzurri degli ultimi lustri. 
   Nello scorso articolo ho mostrato che altrove in "Caucasia" non si è verificato lo stesso fenomeno, quindi, tra i motivi, ce ne devono essere alcuni prettamente nostrani. E io ipotizzo che trattasi anche di motivi TECNICI.

   Le due relazioni del convegno possono essere scaricate dai link in fondo a questa pagina:


   Rondelli ci presenta delle interessanti tabelle dei suoi migliori mezzofondisti prolungati del periodo aureo; inoltre quelle che secondo lui sono delle premesse fondamentali per sviluppare atleti e prestazioni di altissimo livello. A questo proposito "curiosa" quella relativa all'"assenza di manager"...

   Sulla relazione di Canova invece ci informa in seconda battuta Gian Mario Castaldi che ne fa un riassunto. Riporto qui i passi a mio avviso più interessanti:

1) "La prima considerazione di Renato Canova è stata proprio sulle metodologie, in quanto negli ultimi venti anni, mentre si è assistito ad un aggiornamento delle metodologie dell’ allenamento delle corse su strada, per quanto riguarda l’allenamento delle gare su pista probabilmente è avvenuto un ristagno metodologico senza precedenti, se non addirittura un regresso. Difficile dire per quale motivo ciò sia potuto accadere, ma è chiaro che l’effetto finale è stato un sostanziale fraintendimento della modulazione dei carichi sull’asse “qualità-quantità”. Probabilmente anche alcune pubblicazioni sono state in un certo senso fraintese, per esempio quella del padre di Sebastian Coe. Nel suo libro Peter Coe spiega la filosofia dell’allenamento del figlio, ma quando dice che il figlio non correva mai per più di 90 km alla settimana non ha specificato che tutto il kilometraggio fatto a bassa intensità non era computato come allenamento"

2) "Quando un ragazzo si avvia alla corsa di resistenza sono necessari un certo numero di anni, diciamo quattro o cinque, in cui l’aspetto quantitativo è preponderante. Quindi quando un atleta comincia a correre il primo obiettivo è farlo correre tanto, aumentando i km a seduta e settimanali velocemente"

3) "stare molto attenti all’uso dei cardiofrequenzimetri. Questo ausilio infatti rischia di diventare controproducente per l’allenamento perché spesso viene inteso come qualcosa che ci dice “cosa non dobbiamo fare” (andare oltre certe frequenze cardiache) e non “cosa dobbiamo fare”. La qual cosa fa a pugni con la mentalità che deve avere un atleta quando si allena, vale a dire vivere il tutto come una continua sfida quotidiana ai propri limiti. Anche perché il cardiofrequenzimetro (così come la videocamera e qualunque altro strumento tecnologico) non sostituirà mai l’occhio e la sensibilità dell’allenatore"

   A parte l'ultimo punto, che riguarda forse più gli amatori (ne ho parlato a stufo negli articoli all'etichetta "cardio"), nei primi due si evidenzia un fattore di degenerazione che conferma ciò che ho sempre pensato. Perlomeno a partire dai 1500m in su (per gli 800 il discorso è più complesso) spesso in Italia:

- ci si allena poco in termini di volumi e quindi di numero di sedute
- si sostituiscono i volumi con l'intensità e i mal interpretati esercizi "tecnici"
- ciò avviene soprattutto nelle categorie giovanili


   Inomma, prendi un 14enne, pochi chilometri, un mare di zompetti, tre sedute intense e una media su quattro a settimana, un mare di gare. A 17 anni è fra i primi 10 al mondo, wow! Poi comincia a spaccarsi... poi cominci a capire che ci vogliono anche i volumi a bassa intensità e li aumenti in modo troppo repentino, ma comunque insufficiente. E, ammesso si sia salvato dagli infortuni, l'atleta va in stallo di prestazioni.

Non mi pare un andazzo produttivo di campioni internazionali da adulti.



martedì 16 gennaio 2018

Sondre Moen training


   Nuovo episodio della serie "ma ndo vai se il volume non ce l'hai", dedicata alla maggioranza di atleti/e italiani/e di endurance...
   Se ci fosse ancora qualcuno che non lo conoscesse, il 27enne norvegese è il nuovo detentore della migliore prestazione europea in maratona, 2h05'48 a Fukuoka il 3 dicembre. Il suo allenatore, il solito Renato Canova, gentilmente su Letsrun ci concede il dettaglio della preparazione delle ultime sei settimane, a partire dal bel 59'48 ottenuto nella mezzamaratona di Valencia il 22 ottobre.
   In neretto i "lavori" importanti, il resto è quasi tutto corsa lenta. Ecco, su questo vorrei fare un appunto (comunicativo, non tecnico) a Zio Renato perchè nelle interviste spesso parla in un modo che può essere frainteso in un'Italia dove domina il Partito Intensista. Spesso dice che la corsa lenta alias a bassa intensità è inutile se non nei primi anni di formazione... ebbene Sondre (come tutti gli altri campioni da lui allenati) fa la maggior parte del chilometraggio tra 3'40 e 4'00 al km, siamo 50-70"/km più lenti del ritmo mezza... insomma è CORSA LENTA DOCG. Non bistrattiamo la tipologia di allenamento sulla quale passiamo la maggioranza del tempo: nel fondo il volume in sè è una delle componenti più importanti e imprescindibili della prestazione. Ed è impossibile fare buoni volumi senza farli lenti per la maggior parte.

http://www.letsrun.com/forum/flat_read.php?thread=8576188

1st week (23 - 29 October) 210km:

Monday, 23 :
56’ at 3’50” > 3’40” (15 km) + Travel (Valencia – Madrid by car + flight Madrid – Dubai)

Tuesday, 24 :
Flight Dubai – Nairobi – Eldoret) + 37’45” at 3’50” > 3’40” (10 km)

Wednesday, 25 :
a) 1h14’ at 3’45” > 3’40” (20 km) in Iten
b) 1h04’30” at 3’50” > 3’45” (17 km)

Thursday, 26 :
a) 1h29’ at 3’45” > 3’40” (24 km)
b) 47’45” at 4’05” > 3’55” (12 km) + 12x80m sprint uphill

Friday, 27 :
a) 18’30 warm-up (4.7 km) + 1h10’ Fartlek (5 times 3’fast / 1’moderate + 5x2’/1’ + 10x1’/1’ + 15x30”/30”) (21.3 km)
b) 58’ at 3’55” > 3’50” (15 km)

Saturday, 28 :
a) 59’15” at 3’50” > 3’40” (16 km)
b) 48’45” at 3’50” > 3’40” (13 km)

Sunday, 29 :
2h24’18 at 3’31” (Moiben Road) (41 km) (35’08 + 35’22 + 35’16 + 35’14 + 3’18)

2nd week (30 Oct - 5 Nov) 226km:

Monday, 30.10 :
a) 56’45” at 3’50” > 3’40” (15 km)
b) 57’45” at 3’55” > 3’45” (15 km)

Tuesday, 31.10 :
19’15 warm-up (5 km) + 30 km in 1h37’23 (3’14”8) with 10 times 2km recovery 1km in : 6’22/3’22 – 6’16/3’25 – 6’14/3’20 – 6’15/3’29 – 6’16/3’32 – 6’16/3’30 – 6’19/3’29 – 6’28/3’36 – 6’24/3’25 – 6’16/3’09 (average 20 km fast: 3’06”3 - average 10 km recovery: 3’25”7)

Wednesday, 1.11 :
a) 1h15’ at 3’50” > 3’40” (20 km)
b) 1h06’ at 4’ > 3’45” (17 km)

Thursday, 2.11 :
a) 59’45” at 4’ > 3’50” (16 km)
b) 48’ at 4’ (12 km) + 12x80m sprint uphill

Friday, 3.11 :
a) 1h at 4’ > 3’50” (16 km)
b) 58’45” at 4’ > 3’50” (15 km) + 4x100m fast

Saturday, 4.11 :
a) 17’ warm-up (4.5 km) + 1h with short variations of speed (30”/1’) every 3’ (17.6 km)
b) 58’15” easy (15 km)

Sunday, 5.11 :
a) 49’15” at 3’50” > 3’45” (13 km) + 4x100m fast
b) 49’30” at 3’50” > 3’45” (13 km)

3rd week (6 – 12 November) 222km:

Monday, 6 :
a) 1h03’ at 3’45” > 3’40” (17 km) + 12x80m sprint uphill
b) 49’45” at 3’55” > 3’45” (13 km)

Tuesday, 7 :
a) 58’ at 3’50” > 3’45” (16 km)
b) 39’10” easy (10 km)

Wednesday, 8 :
a) 15’ warm-up (3.5 km) + 33 km in 1h46’25 (3’13”4) (16’03” – 31’56” – 47’53” – 1:03’48” – 1:19’57” – 1:36’06” + 10’19”)
Note : Training planned on 40 km, but at 31 km Sondre felt some problem in one heel and I decided to stop at 33 km
b) 31’ easy (8 km)

Thursday, 9 :
a) 1h01’ easy (15 km)
b) 46’30” at 3’55” > 3’50” (12 km)

Friday, 10 :
a) 58’45” at 3’55” > 3’45” (16 km) + Gym
b) 46’ at 3’55” > 3’50” (12 km) + 5x100m fast

Saturday, 11 :
a) 18’15 warm-up (5 km) + Track: 2x3000m (recovery 3’) + 3x2000m (rec. 3’) + 5x1000m (rec. 2’) + 6x500m (rec. 1’30”) in:
9’00”8 / 8’55”2 – 5’54”8 / 5’55”2 / 5’53”7 – 2’57”4 / 2’57”1 / 2’57”3 / 2’56”9 / 2’59”2 – 1’27”6 / 1’27”3 / 1’28”7 / 1’27”3 / 1’27”8 / 1’25”6
b) 38’ at 3’50” > 3’45” (10 km)

Sunday, 12 :
a) 1h09’40” with short variations of speed at 3’35” > 3’25” (20 km)
b) 35’ easy (10 km)

4th week (13 – 19 November) 211km:

Monday, 13 :
a) 1h04’15” at 3’40” > 3’30” (18 km)
b) 38’40” at 3’55” > 3’45” (10 km)

Tuesday, 14 :
a) 1h14’27” at 3’40” > 3’25” progressive (21.1km) + 6x100m fast
b) 38’10” at 3’55” > 3’45” (10 km)

Wednesday, 15 :
a) 14’15 warm-up (4 km) + 27km in 1h24’43” (average 3’08”3) with 7x3 km recovery 1km in: 9’03/3’27 – 9’03/3’25 – 9’05/3’21 – 9’14/3’25 – 9’24/3’26 – 9’06/3’20” – 9’18
(average 21 km fast : 3’03”7 - average 6 km recovery : 3’24”)
b) 38’30” at 3’55” > 3’45” (10 km)

Thursday, 16 :
a) 1h07’30” at 3’50” > 3’40” (18 km)
b) 41’10” at 3’50” > 3’40” (11 km)

Friday, 17 :
a) 58’20” at 3’40” > 3’35” (16 km)
b) 45’30” at 3’50” > 3’45” (12 km)

Saturday, 18 :
a) 58’ at 3’40” > 3’35” (16 km)
b) 45’30” at 3’50” > 3’45” (12 km)

Sunday, 19 :
1h44’20” at 3’45” > 3’40” (28 km)

5th week (20 – 26 November) 172km:

Monday, 20 :
a) 20’ warm-up (5 km) + 24 km alternating speed in 1h15’03 (average 3’09”5):
2’56/3’14 – 3’03/ 3’20 – 2’56/3’20 – 2’57/3’26” – 2’59/3’22 – 3’03/3’20 – 2’59/3’24 – 3’00/3’14 – 3’07/3’31 – 2’56/3’23 – 2’52/3’20 – 2’56/3’10
(Total time 12 km fast : 35’44”, average 2’58”3) - (Total time 12 km slow : 40’04”, average 3’20”3)
b) 38’ easy (10 km)

Tuesday, 21 :
a) 1h07’50” at 3’50” > 3’40” (18 km)
b) Rest (Sauna)

Wednesday, 22 :
a) 1h06’30” at 3’45” > 3’35” (18 km)
b) 38’30” at 3’55” > 3’50” (10 km)

Thursday, 23 :
a) 46’30” at 3’55” > 3’50” (12 km)
b) 59’45” at 3’45” (16 km) + 4x100m fast

Friday, 24 :
a) 18’ warm-up (5 km) + Track (Tambach, 1930m altitude, very muddy for the rain of the night):
10 x 600m (rec. 1’45” < 1’55”) in: 1’45”1 – 1’39”2 – 1’39”5 – 1’39”2 – 1’39”5 – 1’39”6 – 1’41”5 – 1’38”0 – 1’40”1 – 1’37”0 - Rest 7’ -
10 x 400m (rec. 50” < 55”) in: 64”6 – 63”2 – 63”6 – 63”8 – 63”6 – 64”1 – 62”9 – 64”0 – 63”8 – 62”1
b) Rest

Saturday, 25 :
a) 1h07’ at 3’45” > 3’40” with short variations of speed (18 km)
b) Rest

Sunday, 26 :
a) 1h at 3’50” > 3’40” (16 km)
b) 38’ at 3’50” > 3’45” (10 km)

6th week (27 November – 3 December) 131km:

Monday, 27 :
a) 1h at 3’50” > 3’40” (16 km)
b) Rest (Flight Nairobi – Abu Dhabi)

Tuesday, 28 :
a) Rest (Flight Abu Dhabi – Seoul – Fukuoka)
b) 1h at 3’50” > 3’40” (16 km) + 4 x 100m fast

Wednesday, 29 :
a) 37’30” at 3’50” > 3’40” (10 km) + 4x100m fast
b) 44’30” at 3’45” > 3’40” (12 km) + 5 km on the road in 14’52” (Marathon Pace)

Thursday, 30 :
a) 28’55” at 3’40” > 3’35” (8 km) + 4x100m fast
b) Rest

Friday, 1 :
a) 27’50” at 3’30” > 3’25” (8 km) + 4x100m fast
b) Rest

Saturday, 2 :
a) 28’ at 3’35” > 3’25” (8 km) + 4 x 100m fast
b) Rest

SUNDAY, 3 :
FUKUOKA MARATHON : 1st in 2:05:48 (European Record)
[14:59 – 30:01 (15:02) – 44:59 (14:58) – 1:00:02 (15:03) – 1:03:19 – 1:15:02 (15:00) – 1:30:08 (15:06) – 1:44:44 (14:36) – 1:59:23 (14:39) – 2:05:48 (6:25)]



domenica 29 ottobre 2017

Ripetute per la potenza aerobica?


   Io ritengo fondamentali le questioni terminologiche, bisogna intendersi sui termini altrimenti si generano equivoci che possono produrre problemi anche sul piano pratico. Questo specialmente se definiamo le sedute d'allenamento in base alle qualità fisiologiche che pretendiamo di stimolare. 
   La questione nasce da una discussione su una seduta di ripetute (8x1000 rec 1'30 jogging) presuntamente "per la potenza aerobica".

   Dobbiamo fare due differenziazioni.

PRIMA DIFFERENZIAZIONE.

   Che significa "potenza aerobica" e quindi "allenamento per la potenza aerobica" e quindi "ripetute per la potenza aerobica"?
   Parliamo di "Soglia ANaerobica" o di "Velocità Aerobica Massima (vo2max)"? Due cose molto diverse. In termini fisici "potenza" è una quantità (di lavoro) fratto tempo, quindi se vogliamo stimolare la potenza di un processo, in contrapposizione alla sua resistenza o capacità, ci dobbiamo posizionare nella zona più intensa di quel processo; quindi dobbiamo definire la potenza aerobica nel senso di VAM, ovvero la velocità alla quale il metabolismo aerobico raggiunge la massima potenza. E' un livello di sforzo che può essere mantenuto mediamente per 6-7', molto meno del tempo in cui possiamo mantenere la SAN. Ma c'è anche qualcuno che per potenza aerobica intende la SAN.
   Tutto influenza tutto ed entrambi i parametri migliorano sia che (ad esempio) aggiungi al solito allenamento un lento di 20km o un Tabata di 4'. Poi un 7-8x1000 in genere coincide col ritmo 5000 che è a metà strada tra la SAN e VAM. Insomma come cavolo ci dobbiamo allenare? 
   Ecco che io preferisco ragionare più sui bisogni di gara che sulle caratteristiche fisiologiche.

SECONDA DIFFERENZIAZIONE.

   A seconda del livello dell'atleta, la SAN si situa a un ritmo tra le gare di 10 e 21km, la VAM tra i 1500 e i 3000. Allora sta potenza aerobica si allena a ritmo mezza o a ritmo 1500??? Aiutooooo!

   Mischiando le due differenziazioni possiamo ottenere sedute estremamente diverse, perfino usando la stessa distanza dei 1000m. Prendiamo i due estremi:

1) atleta elite E intendiamo con "potenza aerobica" la SAN (che regge per 21km).
Otteniamo ad esempio sta seduta: 8x1000 a ritmo mezza e rec. 1000m a ritmo di medio.

2) tapascione E intendiamo con "potenza aerobica" la VAM (che regge per un 1500).
Otteniamo sta seduta: 1x1000 a ritmo 1500 (due non riuscirebbe a farne).

   In mezzo ai due estremi abbiamo un'infinità di sfumature...

Ecco gli equivoci ai quali andiamo incontro basandoci troppo sulle caratteristiche fisiologiche, che spesso non sono nemmeno chiaramente definite all'unanimità.



sabato 24 giugno 2017

Atletica italiana: l'illuminazione.


   Ieri, mentre ero a pranzo davanti a un magnifico lombo al forno con patate e piselli, ho avuto L'ILLUMINAZIONE.

   Ho improvvisamente capito cos'è la Fidal e l'atletica italiana: un sistema chiuso su sè stesso volto solo a mungere soldi (bruscolini!) al proprio interno, allo Stato e ai propri iscritti. E per fare ciò sono superflui i grandi risultati internazionali. 
   Ed ecco allora il preponderante "interesse" rivolto alle categorie giovanili (che però poi crescendo avvizziscono), ai campionati sociali, agli amatori-master. 
   Ed ecco quindi la frettolosità nel far performare i giovani, l'insufficienza nella visione degli sviluppi a lungo termine, l'indifferenza nei confronti dell'integrità fisica degli atleti, il focalizzarsi sull'uovo oggi invece che sulla gallina domani. 
   Ed ecco le roboanti lodi e osanne al campioncino allievo e ai suoi gestori, e il totale oblio del fatto che poi, giunto a maturazione, nella migliore della ipotesi (la peggiore è la totale scomparsa) questi si ritrova a vivacchiare su posizioni di rilievo solo nazionale o regionale. Dimenticare il fallimento, tanto poi qualche nuovo campioncino sbuca sempre fuori...

   Negli ultimi anni neanche più si sono visti quei punti di discontinuità (le rare medaglie alle manifestazioni globali) che salvavano baracca e burattini.

   Quindi giungiamo alla paradossale deduzione che rispetto al suo minimale obiettivo la gestione Fidal è efficiente.

   Altre federazioni invece sono sistemi aperti volti soprattutto a mungare soldi (tanti) agli sponsor, ma per fare ciò sono necessari i grandi risultati internazionali.
   Cavolo, parecchi SINGOLI atleti americani hanno un fatturato annuale dell'ordine di grandezza di quello della Fidal!

   Un'"impresa" con 200.000 "dipendenti" dovrebbe fatturare miliardi non milioni.



lunedì 27 marzo 2017

Record del mondo "di cittadinanza"



E che ce vo'?

600 dollari, te compri cuffie e app e in 4 settimane migliori del 13% COMPROVATAMENTE!
http://www.atleticalive.it/32183/arrivano-le-cuffie-che-migliorano-forza-esplosivita-e-resistenza-il-test-su-5-atleti-delite-a-rio/

   Senonchè, di trovate mirabolanti ce ne sono un sacco, COMPROVATAMENTE i loro effetti sono cumulativi (interesse composto) se usate tutte insieme! E così:

- te metti gli occhialetti miracolosi e migliori 17% (100 > 117)
- te metti ste cuffie e migliori 13% (117 > 132)
- magni colla dieta mirabolante e migliori 5% (132 > 139)
- diventi minimaletico e migliori 8% (139 > 150)
- diventi monitoretico de tutto e migliori 8% (150 > 162)

   Praticamente, se fai i 10000 a 17km/h, nel giro di un paio di mesi passerai a 27,54km/h che significa un tempo sui 10000 sotto i 22'.

COMPROVATAMENTE eh...

   E del resto mi spiegate perchè il record del mondo lo possono fare solo i forti e non le pippe? Aaarrrggghhh!!! questa è PIPPOFOBIA!!! Insopportabile ingiustizia!!! Auspichiamo esportazione di democrazia e bombardamenti NATO sui fautori di un costume sociale così retrogrado e i pippofobi saranno giudicati al Tribunale dell'Aia!

   Ad esempio, quelli degli occhialetti hanno scorrazzato impunemente per 2 anni per le "conferenze" fidal (alcune migliaia di euri a botta?). COME AL SOLITO mo' è passata la moda e non se li fila più nessuno... ma nessuno ha memoria del meccanismo, molte volte ripetuto nei decenni:

- scoperta "rivoluzionaria"
- moda, conferenze, "abbiamo trovato la pietra filosofale"
- la pietra filosofale si rivela una bufala
- la moda finisce dopo che ci ha fatto sprecare tempo e soldi
- avanti con la prossima scoperta "rivoluzionaria"...

La minimaletica sta facendo la stessa fine.
La cuoretica farà la stessa fine.
Le varie dietetiche faranno la stessa fine.
Ecc ecc.

   Però il qui presente scrivente, che per salvarvi vi mette in guardia in anticipo, la paga cara perchè sarà sempre il kattywone che non rispetta le idee altrui.



sabato 4 febbraio 2017

Corsa + ciclismo... e fake news.


   Ultimamente infuria la polemica sulle fake news (tutti i media mainstream sono una gigantesca fucina di fake news dai tempi di Gutenberg... ma lasciamo perdere) così come va molto di moda il "cross training".
   Non discuto su gusti, obiettivi salutistici o estetici, efficacia di certe strategie in casi particolari (neofiti, gestione infortuni)... ma se l'obiettivo è massimizzare la prestazione IN UNA SOLA SPECIALITA' il discorso si fa tremendamente serio.

   Gira voce che sostituendo sedute di ciclismo a sedute di corsa si possa migliorare la prestazione nella corsa di più rispetto al fare sola corsa, ad esempio:

https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=715746598592813&id=663350253832448

   Riporto i passi salienti:

"Una ricerca specifica ha valutato l'efficacia del ciclismo come metodo di cross - training per un gruppo di fondiste che si preparava alle gare in piscina (???) al termine della stagione di cross country.
Nello specifico, gli scienziati hanno cercato di capire se, sostituendo il 50% del volume di allenamento di corsa con il ciclismo in un periodo di recupero di cinque settimane al termine della stagione di cross country, le prestazioni sui 3000 m e l'indice di VO2max restavano gli stessi.
A questo scopo, le atlete sono state suddivise in due gruppi:
1 Gruppo di corsa
2 Gruppo di corsa e ciclismo, che eseguiva le due attività sempre in giorni separati
Entrambi i gruppi si sono allenati al 75 - 85% della frequenza cardiaca massima. Il volume di allenamento era simile a quello della stagione competitiva, eccetto per il fatto che, come anticipato, il ciclismo rappresentava il 50% dell' allenamento di uno dei due gruppi. Alla fine del periodo di studio, durato cinque settimane, i ricercatori hanno scoperto che i tempi di percorrenza dei 3000 m erano migliorati di 9 secondi - che corrisponde a un aumento della velocità pari al 1,4% - nel gruppo delle runner che si erano dedicate anche al ciclismo.
(...)
Le implicazioni di questo nuovo studio vanno oltre la dimostrazione della mera bontà del ciclismo come forma di cross - training da abbinare alla corsa: i dati indicano che il ciclismo può comportare un miglioramento delle prestazioni di corsa nell'arco di tutto il macrociclo di allenamento.
(...)
Come linea guida molto generale, la distanza percorsa in sella dovrebbe crescere tre volte di più rispetto a quella che si percorre correndo affinché l'allenamento comporti effetti cardiovascolari simili. La frequenza cardiaca dovrebbe essere la stessa per mantenere un'intensità analoga."

Analisi critica (distruttiva):

1) Vabbè, quel "piscina" iniziale è sbagliato, s'è confuso, è chiaro dal prosieguo che si parla di allenamento finalizzato alla corsa.

2) Dove sono i riferimenti alla fantomatica "ricerca"? Devo dar retta ai sentito dire? Troppe volte ho letto delle interpretazioni piuttosto "personali" degli studi scientifici...

3) La fake news sta nei passi evidenziati: tralasciando il fatto, che ho più volte spiegato (etichetta "cardio"), che in uno sport stessa percentuale di FC non significa stessa intensità per tutti, figuriamoci tra sport diversi! Io seguo molta gente che ha fatto anche ciclismo o che tuttora lo alterna alla corsa, ebbene osservo che allenarsi al 75-85% della fcmax NELLA CORSA non ha alcuna specificità per preparare un 3000, invece nella bici è molto PIU' SPECIFICO perchè è più difficile alzare la FC! Questo è vero soprattutto per chi è specializzato nella corsa e mi pare che sia il caso delle atlete dello studio in questione... cavolo, sto seguendo un atleta che fa 50' di medio a 176bpm se di corsa e a 150bpm se in bici! Per raggiungere 176 in bici dovrebbe produrre un'intensità mostruosa, oppure per correre a 150 basterebbe un lento. Ma lo stesso fenomeno si nota facilmente su una marea di gente: un runner non ha nè la forza nè la meccanica specifiche per raggiungere alte FC come un ciclista specialista.

   Quindi lo studio, ammesso che sia stato riportato e interpretato correttamente, è FASULLO: le atlete che hanno anche pedalato hanno fatto meglio perchè si sono allenate in bici molto duramente (e a intensità specifiche per i 3000), mentre quelle che hanno fatto sola corsa hanno fatto solo lenti e medi-facili.

   Fake news in agguato... occhio!



mercoledì 18 gennaio 2017

Fidal, settore tecnico: accentramento o decentramento?


   Tornando ai "dolori" dell'atletica azzurra, leggiamo le opinioni di un grande vecchio, Ugo Ranzetti, l'ex allenatore di Gabriella Dorio.
   Come si potrebbe non condividere l'impostazione generale estremamente critica dell'intervista? Come si potrebbe non condividere l'opinione che i problemi sono soprattutto di natura tecnica? Tuttavia ci sono alcuni passi che mi piacciono di più e altri a mio avviso molto problematici. Ce n'è anche uno "diversamente vero". Vediamone alcuni estratti.

http://www.sportolimpico.it/index.php?option=com_content&view=article&id=1412:saro-greve-atletica-sui-sentieri-della-cultura-smarrita&catid=1:focus

1) "a mio avviso sono stati due i motivi che hanno portato al “disastro olimpico” 2016. Il primo è legato all’adozione di una nuova struttura tecnica federale, quindi un fatto strutturale a cui consegue il secondo nell’anarchia operativa di atleti e tecnici conseguente alla nuova impostazione tecnica federale"

   Quindi Ranzetti è per l'accentramento e contro il decentramento. Mah, in un paese come l'Italia, non proprio un campione della libera circolazione delle idee e della meritocrazia, francamente l'accentramento mi fa paura. Il discorso è che se poi "al centro" dominano i soliti matusa con le loro idee comprovatamente errate vecchie di 40 anni che nel mondo producono solo ilarità e scherno, allora mi tengo il decentramento. Poi del resto, se analizzate come ci si allena a Napoli o a Milano, gli schemi sono gli stessi, quindi un certo accentramento "inconscio" non è mai venuto meno.

2) "Non serve a nessuna causa fare riferimento al saltatore in alto o alla quattrocentista in giro per il mondo a spese FIDAL o ai velocisti mandati inutilmente negli USA per essere assistiti da un tecnico ben pagato, ma di fatto senza beneficio alcuno"

   Questo è diversamente vero. Nel settore velocità ad esempio, gli unici atleti che negli ultimi anni hanno fatto qualcosa di buono (Grenot, Galvan, Hooper) sono proprio quelli andati in Florida da Seagrave, il quale poi non è certo il migliore del circo... e infatti è pagato poco dalla Fidal (dice 1000 euro lordi mensili) rispetto agli standard dei paesi NORMALI in cui gli allenatori sono trattati da professionisti. Invece per Ranzetti 1000 al mese è troppo... bravi, continuate con l'ideologia del "volontariato" che andrete lontano.

3) "mentre alcuni tecnici italiani di valore hanno lavorato con ottimo profitto per altre nazioni"

   Questo è vero. Penso ad esempio a Carlo Buzzichelli, grande esperto di "forza" che sta seguendo con profitto diversi elite della nazionale cubana... ma vedi Ranzetti, la gente preferisce lavorare a Cuba dietro lauto stipendio che non a Cologno Monzese da (quasi) volontario. E poi Carlo è un perfido eretico che, superata la tradizione Bosco-Vittori, se ne andò a studiare con Tudor Bompa e Dan Pfaff...

4) "mentre i settori giovanili hanno prodotto gli abituali buoni risultati, cosa che sarebbe normalmente avvenuta grazie al nostro ottimo movimento di base, a livello di vertice le forze si sono disperse in esperienza personali, prive di guida centrale e di controllo tecnico plurimo, sociale e federale"

   Vera la prima parte, con buona pace di quelli che "non c'è la base giovanile, non si fa promozione nelle scuole, i ragazzi di oggi sono pigri"; tuttavia anche qui penso che l'accentramento non risolva i problemi di cui al punto 1. I raduni "centralizzati" si fanno, ma vari allenatori mi raccontano come i loro ragazzi spesso si infortunino proprio durante questi raduni.

5) "“Il progetto attuale di formazione dei tecnici è vecchio di almeno trent’anni. Lo avevo concretizzato proprio io ed io stesso avevo anche segnalato, alla luce della mutata realtà culturale dei nuovi tecnici e dell’ambiente territoriale, la necessità di rivedere il sistema, non più adeguato ai bisogni di apprendimento dei nuovi utenti. Verso la fine del quadriennio 2000/2004 pure Carlo Vittori aveva colto questa necessità"

   Ecco, questa necessità di svecchiare la cultura tecnica è il punto più interessante, ma perchè citare Vittori? Ogni volta che qualcuno vuole esprimere un'opinione autorevole ci deve mettere dentro per forza Vittori, come fosse un marchio assoluto di positività. Le idee di Vittori, se funzionarono con Mennea, rovinarono Pavoni e molti altri; e quando furono (assurdamente) estese anche al mezzofondo causarono disastri.
   La polemica continua...


martedì 9 agosto 2016

Fratell(astr)o nuoto, sorella atletica.


   In attesa della sorella, mi vedo in TV cosa combina il fratello. 
   Non sono esperto di nuoto, anzi "so di non sapere". Territorio per me misterioso ma potrei anche iniziare a studiarci su un po' di più, magari con le dritte di qualche commentatore indulgente. Sarebbe bello e utile studiare tutto ma il tempo è limitato; già nell'ambito della corsa ho sempre ritenuto utile, o necessario, essere sapienti su tutte le specialità e distanze, ma anche tracimare in altri sport può avere la sua utilità, si compara, ci si fanno domande. E le domande non sono mai stupide, qua in Brasile si dice "perguntar nao ofende".

   I "miei" misteri sul nuoto:

1) perchè ogni anno fanno un botto di record mondiali, da sempre? Perchè non è così in atletica? (pura curiosità, in sostanza me ne frego)
2) perchè anche i velocisti fanno volumi mostruosi? (interessante... cavolo, 6-7km al giorno equivalgono a 30-35km di corsa)
3) perchè si allenano solo a frazionati? Noi della corsa siamo scemi che corriamo continuo? (molto interessante...)

   Vorrei anche sapere se la 2 e la 3, portate avanti dalla Federazione Italiana:

- sono totalmente condivise all'estero
- sono recenti o antiche

   Scorrendo lo storico dei medaglieri italiani nel nuoto nelle manifestazioni globali notiamo che:

- OLIMPIADI: merdacce fino agli anni 90, boom a Sidney, poi calo e zeru tituli a Londra (4 ori in totale su 30 edizioni)
- MONDIALI: molto meglio che alle olimpiadi, boom 2009-2011 e poi calo (12 ori su 16 edizioni)

   Sembra ci sia un recente crisi prestativa, anche se meno profonda che in atletica. Ma perchè questa enorme differenza di rendimento tra mondiali e olimpiadi? Le olimpiadi hanno una risonanza mediatica molto maggiore, dovrebbero essere preparate meglio... forse in Italia non abbiamo nozione di programmazione pluriennale?

   Ma ecco che leggendo alcuni documenti tecnici federali vengono fuori anche spunti interessanti e utili ai nostri fini, ad esempio:

"Quello che cambia è la qualità degli allenamenti (un velocista farà più allenamenti anaerobici rispetto a un fondista) e, almeno in parte, le andature: un velocista che si allena a velocità di soglia terrà un'andatura inferiore rispetto a un fondista... Perché la capacità aerobica di un fondista sarà superiore a quella di un velocista! Viceversa, un fondista avrà un passo inferiore a un velocista negli allenamenti anaerobici".

   Quindi, negli allenamenti di fondo, i "resistenti" dovrebbero tenere una velocità maggiore dei "veloci"; per me un concetto banale, lo so da sempre, ma pare che in atletica in Italia lo abbiano capito in pochi visto che fanno correre gli ottocentisti più forte che i maratoneti... in sostanza:

- LA VELOCITA' DEI FONDI DEVE ESSERE INVERSAMENTE PROPORZIONALE ALLA VELOCITA' DELLA DISTANZA PREPARATA

- I RESISTENTI IN ALLENAMENTO DEVONO AVERE UNA FORBICE DI VELOCITA' PIU' RISTRETTA RISPETTO AI VELOCI


Seguirà un altro articolo con delle considerazioni statistiche.


domenica 24 aprile 2016

Allenamento cardio: addio alle percentuali 2.

   
   Veniamo ad altri due studi interessanti... purtroppo stavolta non sono riuscito a beccare i full test, quindi in attesa di rimediarli accontentiamoci degli abstracts...

STUDIO 1.

"Differences in adaptations to 1 year of aerobic endurance training: individual patterns of nonresponse"

   Siccome alcune menti geniali si accorsero già decenni fa dell'inefficacia delle percentuali calcolate sul HRmax, qualcuno provò a limitare gli errori stabilendo delle percentuali della HRR ("riserva cardiaca": HRmax meno HR a riposo). Lo studio analizza appunto le differenze degli effetti dell'allenamento, della durata di un anno, al 60% della HRR su 18 soggetti principianti.

http://onlinelibrary.wiley.com/enhanced/doi/10.1111/j.1600-0838.2010.01139.x/

   Io prevedo che le cose andranno maluccio anche così... infatti confrontando la formula per me ("brady") e per un mio ex atleta ("tachy"):

- corsaro: 122 (50 + 60% di 170-50)
- atleta: 144 (60 + 60% di 200-60)

per me otteniamo un HR che corrisponde alla camminata veloce (3'30/km più lento del mio passo sui 10km), per l'atleta invece è esattamente l'HR della sua corsa lenta (55"/km più lenta del suo passo sui 10km), quindi due livelli di sforzo mostruosamente diversi. E' un esempio didattico (reale), non sto dicendo che differenze così abissali siano la regola, ma non sono neanche rare.

   Ma vediamo i risultati dello studio:

- 8 soggetti hanno miglioramenti in tutte le variabili
- almeno una variabile migliora in tutti i soggetti
- in 10 soggetti non migliorano una o due variabili: "VO2max, rHR, eHR and IAT (soglia anaerobica) remained unchanged in four, four, three and one cases, respectively".

   Conclusione: "Data indicate that endurance training adaptations might be detected in each individual using multiple variables of different adaptation levels and intensity domains. Nonresponse seems to occur frequently and might affect all variables".


STUDIO 2.

"Is determination of exercise intensities as percentages of VO2max or HRmax adequate?"

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/10487378

   Stavolta trattasi di 36 ciclisti e triatleti ben allenati e si mettono in relazione potenza e lattato a certe percentuali del VO2max (60 e 75%), del HRmax (70 e 85%) e alla soglia anaerobica (IAT).

   Risultati: mentre i valori medi di potenza e lattato, al 75% del VO2max, all'85% del HRmax e della IAT sono simili, a livello individuale si rilevano differenze enormi:

- all'85% HRmax si rilevano valori di lattato tra 1.25 e 4.93 e una distanza dalla IAT tra -13% e +16%
- al 70% HRmax si rileva lattato tra 0.70 e 2.91 e una distanza dalla IAT tra -15% e -47%

   Conclusione: "In a moderately to highly endurance-trained group, the percentages of VO2max and HRmax vary considerably in relation to the IAT. As most physiological responses to exercise are intensity dependent, reliance on these parameters alone without considering the IAT is not sufficient."



lunedì 18 aprile 2016

Allenamento cardio: addio alle percentuali.

 

Negli strascichi delle discussioni seguenti ai miei precedenti post di marzo sull'argomento, mi capita questo studio del 2009:



   Si propone di verificare gli effetti dell'allenamento alla stessa percentuale del VO2max (70%) su soggetti non allenati; la cosa è interessante per due motivi:
- molti amatori che abbracciano certe filosofie basate sul cardio sono principianti
- il fatto di non essere allenati isola i risultati dalle interferenze dell'allenamento passato.
   I 24 soggetti vengono sottoposti a un allenamento di 6 settimane strutturato su 4 sedute settimanali di 45' pedalando al 70% del VO2max; test-gara di 15' vengono effettuati prima e dopo il periodo di allenamento per verificare il miglioramento della prestazione, così come si verificano e correlano tra loro le variazioni della prestazione nel test, del VO2max e di altri parametri, enzimi e metaboliti muscolari importanti per le capacità aerobiche.

RISULTATI.

1) Come previsto, e come riportato nella letteratura precedente, l'allenamento effettuato produce miglioramenti... IN MEDIA

2) tuttavia la variabilità INDIVIDUALE è enorme, nel test-gara qualcuno migliora del 2% e altri del 35%, il lattato qualcuno lo abbassa di poco e altri quasi lo azzerano, molecole ed enzimi qualcuno li abbassa e altri li aumentano del 370%, ecc. (vedi figura sopra)

3) nonostante il VO2max sia altamente correlato col test-gara sia pre che post training, l'ENTITA' del miglioramento del VO2max ha individualmente una correlazione col miglioramento nel test-gara prossima allo zero, come vediamo nel terzo grafico qui sotto:



   Gli studiosi concludono che la grande variabilità individuale nei risultati sia dovuta proprio alla standardizzazione del protocollo utilizzato, ovvero all'uso della stessa percentuale per tutti ("it is more likely that these correlations are due to the way the training intensity was standardized, i.e., as a fixed percentage of Vo2max"); il che detto in altra forma, significa che USARE STESSE PERCENTUALI PER TUTTI NON E' EFFICIENTE, porta a risultati molto diversi... che poi è la stessa cosa che io dicevo nei precedenti post (e sappiamo che le percentuali della FC sono lo specchio quasi perfetto di quelle del VO2max).

   E ancora:

"... we showed in the present study that standardizing in this manner results in a large range of metabolic responses... standardizing training intensity to a set percentage of Vo2max in training studies aiming to study aerobic performance will result in large interindividual differences in the magnitude of the training stimulus... the metabolic response to exercise of individual subjects may vary considerably, potentially affecting any changes in performance... Therefore, as others have suggested (17, 30), the present study demonstrates that Vo2max cannot be considered a universal parameter to standardize aerobic exercise".

   Inoltre, certe cose già si sapevano da 30 anni:

- Lortie G, Simoneau JA, Hamel P, Boulay MR, Landry F, Bouchard C. Responses of maximal aerobic power and capacity to aerobic training. Int J Sports Med 5: 232–236, 1984.
- Prud'homme D, Bouchard C, Leblanc C, Landry F, Fontaine E. Sensitivity of maximal aerobic power to training is genotype-dependent. Med Sci Sports Exerc 16: 489–493, 1984.
- Bouchard C, Rankinen T. Individual differences in response to regular physical activity. Med Sci Sports Exerc 33: S446–463, 2001.

   Se non vi basta, seguirà un altro post la settimana prossima...



domenica 10 aprile 2016

Allenamento keniani: la "vecchia scuola".


   E' primavera... come ogni anno in questa stagione il numero di atleti della mia scuderia tende a crescere fino a minacciare il livello di guardia (sì, sono strano, non voglio sorpassare il numero di tot atleti, sono un artigiano e non un industriale) e quindi mi tocca fare dei post politicamente scorretti, fuori moda, rendermi antipatico per fare una pre-selezione dei candidati a entrare in scuderia, ahahah!
   M'è capitato di leggere quest'articolo, niente di che, uno dei tanti sui corridori keniani:

http://www.npr.org/2012/07/28/157503759/kenyan-runners-dash-to-olympic-gold-and-wealth

   In un epoca in cui in Italia siamo invasi dalle varie "fisse" sulle magnifiche e progressive sorti dell'uso smodato di mezzi e prodotti tecnologico-consumistici legati alla corsa, il direttore inglese di un training camp a Iten, Peter McHugh, ecco cosa ci dice:

"We are distracted enormously by heart rate monitors, by distance monitors, by very sophisticated gymnasiums, by taking blood tests, by measuring all sorts of things."

"Forget sports drinks and nutrition bars. Here they eat corn, beans, kale and an occasional steak."


   Mchugh si dichiara "old school"... e io con lui.

   Non voglio dire che tutti gli aiuti tecnologico-consumistici siano sempre inutili o dannosi, ma mi pare che in molti casi si oltrepassino i limiti dell'ECCESSO, al punto di dimenticare l'obiettivo fondamentale di CORRERE E CORRERE FORTE... e la cosa che mi colpisce è che ciò avviene soprattutto fra gli amatori e soprattutto fra quelli principianti e/o dalle prestazioni diciamo "acerbe". Pare quasi che circondandosi di un aura di "scientificità" alcuni cerchino di sopperire a una obiettiva debolezza prestativa... ma chissà che non sia anche proprio questo "scientismo" a limitare i miglioramenti...

   E così si mette in secondo piano l'Atletica Leggera al punto che secondo me dovrebbero fondare delle nuove federazioni di:

- Cuoretica Leggera (quelli in fissa col cardio)
- Cadenzetica Leggera (quelli in fissa con la cadenza)
- HRVetica Leggera (quelli che dormono col cardio per misurare l'HRV la mattina presto)
- Oscillazionetica Leggera (quelli in fissa con l'oscillazione verticale)
- Contattetica Leggera (quelli in fissa coi tempi di contatto al suolo)
- Bilancetica Leggera (quelli in fissa col bilanciare i tempi di contatto al suolo fra destro e sinistro)
- Derivetica Leggera (quelli in fissa con l'annulamento della deriva cardiaca)
- Mangetica Leggera (quelli in fissa con le diete)
- Avampiedica Leggera (quelli in fissa col non atterrare di tallone)
- Minimaletica Leggera (quelli in fissa col minimalismo)
- Sottetica Leggera (quelli in fissa ad atterrare sotto il centro di massa)
- Monitoretica Leggera (quelli che monitorano in tempo reale perfino il ritmo di caduta dei peli delle ascelle)
- Misuretica Leggera (quelli che misurano tutto in tempo reale)
- Appetica Leggera (quelli in fissa con le apps)

   P.s.: se volete diventare allenatori online di successo (con centinaia di atleti paganti) o bloggers di successo (con tanta pubblicità di aziende varie), NEI VOSTRI SITI E BLOGS DITE L'ESATTO CONTRARIO DELLE COSE CHE DICO IO, ahahah!



domenica 20 marzo 2016

Allenamento: filosofia cardiocentrica 3 (fondo medio)


   Come abbiamo visto nel precedente articolo, fissare una percentuale sulla FCmax valida per tutti è una tremenda stupidaggine: Allora, per salvarci in calcio d'angolo, proviamo a considerare un range di frequenze, nella speranza di farci rientrare tutti gli atleti.
   Ad esempio, per il fondo medio si parla in genere di un range compreso tra l'80 e l'85% della FCmax.

   Torniamo ai due atleti-cavia dei precedenti articoli, ricordo che entrambi hanno una soglia (fondo veloce) a 3'30/km, ma il primo al 90% (178 bpm) e il secondo al 94% (162 bpm).
   Il fondo medio lo fanno normalmente entrambi intorno a 3'45/km, tuttavia:

- Atleta1 all'82% (162 bpm)
- Atleta2 all'89% (154 bpm)

   Allora, secondo le sacre scritture cardiocentriche, Atleta1 lo fa bene, Atleta2 no... dovrebbe farlo tra 138 e 147 bpm... ma lui a 138 bpm va a 4'20! E' il suo lento rigenerante iperfacilissimo! E a 147 bpm va a 4, è un lento sveltino!
   Mediamente (82%) dovrebbe andare a 4'10... ma lui ci corre la 100km a questo passo, com'è possibile che sia lo stesso sforzo e lo stesso significato fisiologico di Atleta1 che un medio all'82% lo regge massimo per 12-13km???

   Insomma, anche ricorrere al "range" non funziona. Arrendetevi, non c'è niente da fare: usare stesse percentuali è un modo PESSIMO per comparare e valutare atleti diversi e quindi PESSIMO per organizzare il loro allenamento.

   Come ragiona il cardiocentrico? "Le percentuali sono sempre valide per tutti, quindi se Atleta2, allenandosi alle sacre percentuali, va troppo piano è segno che è scarso aerobicamente, quindi per migliorare dovrebbe correre il medio al passo dell'attuale lento e il lento al passo della camminata veloce".
   Ma se è proprio lui quello aerobicamente forte! E' campione della 100km!!! E' Atleta1 quello scarso aerobicamente, è un ottocentista che fa 50km a settimana!!!

   P.s. c'è in giro gente che dice che fare i lenti al 70% è piummeglio per tutti perchè fu il risultato di una fantomatica ricerca effettuata... sui topi.

   Ho visto cose che voi umani...



domenica 13 marzo 2016

Allenamento: filosofia cardiocentrica 2 (fondo veloce)


   Riprendiamo il discorso iniziato nel precedente articolo, nel quale mostravo le assurdità che derivano dall'applicare, nel fondo lento, la stessa percentuale della FCmax su due stleti di egual valore ma con differente FCmax.

   Si legge spesso in giro che "il fondo veloce va fatto al 92% della FCmax", assumendo come fondo veloce una corsa continua alla velocità corrispondente circa alla Soglia ANaerobica.
   Ho avuto molti atleti che conoscono sia la propria FCmax che la SAN, ebbene rilevano una SAN tra l'88.8% e il 94.1%... e OVVIAMENTE (perchè "ovviamente"?) hanno una percentuale maggiore proprio quelli con FCmax minore.

   Dice "vabbè, ma il 92% è un valido valore medio!"... ma come, non volevate allenarvi col cardio per aumentare la precisione e l'efficienza? E poi scusate, se vado da un agenzia a prenotarmi una vacanza al mare con opzioni Versilia o Romagna e quelli mi mandano sul Monte Cimone perchè "mediamente" sta fra Tirreno e Adriatico, io come minimo prendo una tanica di benzina e dò fuoco all'agenzia, ahah!

   Ma veniamo agli atleti-cavia del precedente articolo. Hanno una SAN entrambi a 3'30/km e in allenamento ci corrono dei fondi veloci di 6-8km, ma Atleta1 al 90% della FCmax mentre Atleta2 al 94%.
   Secondo il vangelo cardiocentrista "sbagliano" e quindi:

- Atleta1 dovrebbe aumentare del 2%, che corrisponde a 3.6bpm che corrispondono ad un aumento di passo di 11"/km
- Atleta2 dovrebbe diminuire del 2% che corrisponde a 3.2bpm che corrispondono ad una diminuzione di passo di 10"/km.

   Quindi Atleta2 dovrebbe correre il fondo veloce a 3'40... ma per lui è il passo della maratona ed è abituato a correrci in allenamento per 20-25km...
   Atleta1 dovrebbe correre il fondo veloce a 3'19... ma lui è il passo di un 5000m in pista, come potrebbe farci un fondo veloce di 6-8km in allenamento?????

    Ecco mostrato nuovamente come A UNA STESSA PERCENTUALE POSSONO CORRISPONDERE LIVELLI DI SFORZO E SIGNIFICATI FISIOLOGICI MOLTO DIVERSI DA ATLETA AD ATLETA... da cui si deduce che il sogno cardiocentrista di legare in modo preciso UNO sforzo a UNA percentuale valida erga omnes è un FALLIMENTO EPOCALE.

   Per salvare in corner la baracca cosa si potrebbe fare? Stabilire delle "zone di tolleranza"? Ma allora si perde qualsiasi precisione, una zona ampia 5% significa 10bpm e 30"/km!!!
   Ne riparleremo nel prossimo articolo...






lunedì 7 marzo 2016

Allenamento: la filosofia cardiocentrica


   "Il passo è il risultato della nostra corsa. La FC è un indicatore dello sforzo che stiamo facendo. Il risultato sarà sempre e comunque il passo. Solo che non ci si concentra sul risultato, ma sullo sforzo. Ecco la rivoluzione copernicana (che poi, come già detto da molti, non è che sia sta gran scoperta visto che milioni di persone al mondo corrono così). Io non esco a correre pensando che per allenarmi bene debba tenere un certo passo. Ma sapendo che per allenarmi bene devo dare alcuni stimoli al corpo e che questi stimoli corrispondono a un certo valore di sforzo. Se questo sforzo è conosciuto tramite la fc avremo un valore che risente di molte componenti anche occasionali (come il meteo, la temperatura o la digestione). Se invece lo deduciamo tramite il passo si rischia di essere meno precisi e di allenarsi male"

   E' un "Manifesto del Partito Cardiocentrista" che ho trovato su un forum... detto così il concetto non è sbagliato, come non è sbagliata la critica al "Partito Passocentrista"... tuttavia io lo definirei più un manifesto del "Partito Sforzista".

   Cosa significa "questo sforzo è conosciuto tramite la fc"? Fc assolute? No, i cardiocentristi riferiscono tutto alla PERCENTUALE della FC massima: ecco, ora abbiamo il cardiocentrismo in senso compiuto. E' il risultato di decenni di bombardamento mediatico a favore di allenamenti basati su "zone", o addirittura "punti" di frequenza cardiaca, che corrisponderebbero perfettamente a zone, o punti, di sforzo e usando le quali ci si allenerebbe piummeglio.

NON E' COSI!

   La teoria ha vari problemacci (la FCmax non è sempre la stessa per lo stesso soggetto... una stessa FC per lo stesso soggetto non corrisponde ogni giorno allo stesso livello di sforzo... ecc.), ma il peggiore di tutti è che pretendono di IMPORRE A TUTTI LE STESSE PERCENTUALI. Il fatto che la cosa non funzioni fu per me di immediata percezione già decenni fa e rimango veramente allibito che nessuno oltre a me se ne sia accorto... vabbè, comunque ve lo spiego.

   Prendiamo due atleti REALI, stesso passo in gara di 10km (mettiamo 3'25/km), entrambi fanno corsa lenta sui 4'20/km a 138bpm, entrambi fanno medi a 3'45/km, potrebbero benissimo allenarsi insieme.
L'unica differenza è che atleta1 ha una FCmax di 198bpm e atleta2 a 173bpm.

   Aaaarrrggghhh! Il cardiocentrico insorge: atleta2 "sbaglia"! Fa la cl all'80%! Ovvove ovvove! All'80% è medio! La cl va fatta al 70%! Invece atleta1 si allena bene, fa la cl al 70%...
   Secondo il cardiocentrico, atleta2 dovrebbe rallentare la cl e diminuire i relativi bpm fino a 119 (70% di 173).
   Senonchè alteta2, correndo a 119bpm, va a 7/km, un jogging lentissimo (per atleti con tempi peggiori ne risulterebbe un passo addirittura di 8 o 9/km: camminata!), perchè trarrebbe beneficio dal correre così lentamente? Risposta del cardiocentrico:

"PERCHE' SE CORRENDO AL 70% VA COSI' PIANO SIGNIFICA CHE E' AEROBICAMENTE UNA MEZZASEGA, quindi dovrebbe fare una notevole mole di lavoro a 119bpm finchè non aumenta notevolmente il passo a quel livello di FC... invece atleta1 è aerobicamente ottimizzato".

   E' un vero peccato che però nella realtà atleta2 è un centochilometrista da sub 7h già campione del mondo a squadre che fa 140km a settimana... mentre atleta1 è un ottocentista da 1'51 che fa 50km a settimana, questo sì aerobicamente inefficiente...






lunedì 29 febbraio 2016

Allenamento mezzofondo giovanile: allenando furioso.


   Nell'ultimo post abbiamo parlato del furore agonistico, ora vediamo cosa combinano in allenamento. Prendo un esempio a caso, una tesi di laurea in Scienze Motorie:

http://www.ilcoach.net/daniele-barison-analisi-stagione-agonistica-del-campione-italiano-2013-dei-1000-cadetti/

    Secondo il testo l'allenamento giovanile "deve essere basato sul perseguimento di numerosi obiettivi, favorendo la costruzione delle esperienze motorie di base"... "un USO eccessivo di mezzi per lo sviluppo della resistenza specifica PRODUCONO spesso un ristagno delle prestazioni"... "anzitutto formare un'importante base aerobica".

   Sorvoliamo sui molti gravi errori sintattici (nella seconda frase citata il soggetto è "uso", singolare... l'uso produce, non "producono") e facciamo un riassunto:

dal 25/3 al 13/10 (29 settimane)
sedute totali: 143 (5 a settimana)
gare: 17
ripetute: 27
medi e fartlek: 23
cl: 21 (3 di 50', 2 di 40', le altre di 20-30')

   Attenzione che:
- alle sedute intense bisognerebbe aggiungere quelle di forza, tecnica e test
- i due mesi di luglio e agosto sono di "recupero attivo" (abbassa l'intensità, aumenta la cl, fa corsa in acqua), gli unici in cui si allena meglio... e infatti poi abbassa il PB sui 1000 di quasi 3".

   Interessanti le settimane 8 e 9:

GARA 1000m
30'cl + tecnica e andature
2x2000 + 600
ripetute sui 100hs e 200hs
GARA 300m
tecnica + hs + 4km fartlek (gambe dure per la gara)
300+500+800+500+300 rec.5'
hs + 3 partenze
20'cl + hs e accelerazioni dai blocchi
GARA 1000m
contrattura al polpaccio.

   Mi domando:

1) 21 sedute di corsa lenta (mediamente di 30') su 143 sedute costruiscono un'importante base aerobica?
2) è razionale che le sedute di aerobia intensa (23) siano in numero maggiore di quelle di corsa lenta (21)?
3) è razionale che le sedute intense (17 + 27 + 23 = 67) siano il triplo delle sedute di corsa lenta (21)?
4) è così che si evita l'eccesso di lavoro specifico e si perseguono esperienze motorie di base?
5) il professore di Scienze Motorie relatore della tesi di laurea (e responsabile FIDAL mezzofondo) concorda con tutto questo?

   Confrontiamo ora con lo schema seguito da cadetto dall'inglese Markhim Lonsdale (1'50 e 3'48 nel 2015 da allievo, totale 16 gare: 2 cross e 14 pista):

3 miglia risc+def + 3x8' (soglia) r.4'jogging
riposo
8km cl a 4'20
10km cl a 4'20 oppure fartlek
riposo
3 miglia risc+def + 8' (soglia) + 8x80sal + 5' (soglia) + 400 (veloce)
14km a 4'20

   Che ne dite?






lunedì 22 febbraio 2016

Allenamento mezzofondo giovanile: lavori forzati.


   Sono stato, e ancora sarò, spesso critico nei confronti di alcune idee di Carlo Vittori (ne parlerò presto), ma concordo con queste sue parole durante un'intervista ad Atleticalive:

"i ragazzi di 14 anni un tempo seguivano una strategia… oggi seguono quella opposta, ovvero fanno dei lavori specifici! Nonostante la crescita e il lavoro specifico, questi fanno i risultati: infatti credo che nelle manifestazioni mondiali giovanili si sia tra i migliori… e poi? Dove vanno a finire questi? Glielo dico subito: vanno a finire al cimitero degli elefanti! Eh sì, perché a 16 o 17 anni, finita la crescita, la ripetitività dell’allenamento, che deve essere “assolutamente” speciale-specifico, è talmente alta (visto che si è iniziato a 14 anni) che non dà più frutti l’allenamento! Perché l’organismo si è adattato! Non supercompensa più! Quindi questi, finita la crescita… non crescono più, l’allenamento è ripetitivo, crollano a 16-17 anni e a 18 scompaiono. Con un carissimo amico, il Professor Bonomi di Rieti, facemmo una valutazione della Lombardia: ebbene, a 18 sparivano quelli che erano andati forti gli anni prima, e invece arrivavano elementi nuovi… e ci siamo domandati: ma dove venivano questi nuovi 18enni che non c’erano l’anno prima?!"

http://www.atleticalive.it/22062/vittori-a-qa-formia-ci-vorrebbe-la-mano-di-cristo-ecco-cosa-ci-ha-detto/

   La questione mi è d'attualità in quanto abbiamo avuto un cadetto di buon livello ai recenti campionati italiani di cross a Gubbio. Il ragazzo è andato bene ma sarebbe potuto andare meglio se ci avessero lasciato finalizzare la gara per benino, invece sono stati inseriti improvvisamente 2 cross extra "irrinunciabili" per un totale di 4 gare in 18 giorni ed è arrivato a Gubbio stanco, cedendo nel finale di gara.

   E allora valgono le parole di Vittori di cui sopra, basta sostituire "GARE" a "LAVORI SPECIFICI": qual'è il lavoro specifico più esaustivo? La gara!

   Ecco come ho commentato (nel mio stile "vivace", un po' "alla Vittori" se vogliamo...) la cosa agli amici sul nostro forum:

"La questione è complessa... qua non parliamo di amatori ma di gente che un giorno potrebbe essere atleta assoluto. Allora secondo me bisognerebbe avere maggior cura e costruire con calma le basi (dove per "costruire" non intendo i lentoni di 2h a 7/km).
La scorsa stagione agonistica l'ha finita il 29/9... sai quando ha ricominciato a gareggiare? A novembre... neanche 2 mesi per riposarsi e ricominciare... poi una gara a dicembre, una a gennaio e ora 4 cross a febbraio. E meno male che siamo riusciti a salvarlo dalle indoor!
Ora bisognerebbe riposarsi, poi richiamare un paio di settimane di "fondo" e poi un paio di mesi di lavoro per la pista. Invece quando iniziano le gare in pista? Il 3 aprile!!!
Cioè l'anno è diviso in 10 mesi agonistici e 2 di allenamento... per 15enni!!!
Seb Coe a 15 anni si faceva 15 gare l'anno e questi se ne fanno 25-30... e non possono scappare, perchè la società deve sempre partecipare... la scuola deve sempre partecipare... e magari vincere, e la cosa si aggrava quanto più il ragazzo è forte, lo portano pure alla gara del condominio.
Come fai a implementare dei bei cicli di planning in queste condizioni?
Come fai a mantenere lavori di forza, tecnica, fondo se gareggia ogni 3 giorni?"

COSI' NON VA.

E per gli amatori non vale il discorso?

   Rileggiamo questa mia frase: "qua non parliamo di amatori ma di gente che un giorno potrebbe essere atleta assoluto"... ora, ci sono amatori che stanno lì pazientemente appostati da mesi, come cecchini delle forze speciali, aspettanto una minima mia frase che finalmente li autorizzi ad affermare il loro "furore agonistico", a raddoppiare il numero di gare, maledetti (ahahah)!
   No cari, nessuna autorizzazione... avevo distinto gli amatori non perchè per questi sarebbe razionale fare gare in più, ma perchè sono "sacrificabili", ovvero... se si spaccano e/o non performano non gliene frega niente a nessuno (tranne a loro stessi e forse al loro allenatore online...).



domenica 14 febbraio 2016

Idee irritanti-urticanti?


   Su un forum qualcuno aprì una discussione sul nostro libro "10 21 42km". Abbiamo ricevuto recensioni e giudizi, per la maggior parte positivi, qualche critica, qualcuno ha espresso qualche dubbio che ho cercato di chiarire... tutto nella norma. Ma non è di questo che voglio parlare.
   Mi ha incuriosito invece la recensione di un utente che ha trovato IRRITANTI l'introduzione e la premessa del libro. In questi due pre-capitoli individuo quattro categorie di sportivi amatori che prendono la corsa in modo un po' estremo:

- quella che SCHERZOSAMENTE definisco la setta del fondista integralista
- quella del palestrato integralista
- quella degli eccessivamente fissati
- quella degli eccessivamente rilassati-anarchici

   Cosa cerca un amatore dalla corsa? Piacere, salute, prestazione... ebbene SECONDO ME A VOLTE atteggiamenti estremisti POTREBBERO mettere a repentaglio uno o più di questi obiettivi.
   Nei libri altrui non si leggono considerazioni di questo tipo, nè tanto meno a inizio libro (sono più furbi di me, fanno estrema attenzione a non irritare nessuno, per aumentare le vendite), ma io ho voluto parlarne, e a inizio libro, perchè ritengo fondamentale riflettere su certi punti (anche al costo di irritare qualcuno) perchè nella mia trentottennale frequentazione dell'ambiente della corsa ho visto molte volte gente che ha dovuto ridimensionare i suoi intenti o addirittura abbandonare la corsa a causa di atteggiamenti estremisti. Quindi mi si dovrebbe ringraziare se metto in guardia il pubblico.
   Certo, un po' di psicologia la mastico e mi rendo conto che se qualcuno è portatore di tali atteggiamenti si senta colpito in prima persona dalle mie parole, beh questo qualcuno capisca che volevo solo fargli del bene.

   L'utente si chiede a chi allora il libro fosse diretto, praticamente interpreta le mie parole come un ostracismo nei confronti degli "estremisti"! Assolutamente no! Un "estremista" nel leggere le mie parole potrebbe rifletterci su e correggere qualcosa, un "moderato" potrebbe rifletterci e prevenire il cadere nell'estremismo. E poi molti non hanno alcun atteggiamento estremista e non l'avranno mai...
   Poi ho corredato tutta la trattazione in quei due capitoletti da termini RELATIVISTI del tipo:

- "ognuno è libero di pensare e fare come vuole" (non "dovete fare come dico io"!)
- "consigliamo" (non "obblighiamo"!)
- "ascoltiamo pure le opinioni di tutti" ("non cassiamole a priori!")
- "pensiamoci due volte" (invito alla riflessione!)
- "è un aspetto molto personale" (non assoluto!)
- "certi atteggiamenti tendono a" (tendenza... non certezza matematica!)
- "per qualcuno può" (non "per tutti è"!)
- "alcuni infortuni possono avere" (non "tutti gli infortuni hanno"!)
- "suggeriremmo" (non "imporremmo"!)
- "spesso" (non "sempre"!)

   Insomma, se si legge per bene cosa scrivo ci si rende conto che non esprimo concetti assoluti e totalitari, non vedo buoni motivi per irritarsi. Ma qui bisognerebbe aprire discorsi più ampi sulla comunicazione in generale oggi nel mondo moderno, non solo nell'atletica e non solo su internet. Praticamente a qualcuno NON PIACE sentire idee diverse dalla sua, il solo sentirle lo irrita e per giustificare l'irritazione cerca di dipingere l'altro come "totalitario irrispettoso"... è veramente una grande noia (e tristezza) vedere che la gente nei dibattiti è costretta ad aggiungere ad ogni frase "poi ognuno la pensa come vuole" oppure "non per criticare eh"... come se fosse un crimine esporre idee differenti!

   Ragazzi, che "ognuno la pensa come vuole" è un DATO DI FATTO IMPLICITO, non dovrebbe essere necessario ribadirlo ogni minuto...



lunedì 1 febbraio 2016

Allenamento 400m: comparazione ITA - USA.


   In due post precedenti avevo iniziato ad analizzare le problematiche relative alla specialità in cui negli ultimi decenni siamo risultati più scarsi:

http://ilcorsarotraining.blogspot.com.br/2015/09/allenamento-400m-massimalismo-o.html

http://ilcorsarotraining.blogspot.com.br/2015/09/allenamento-400m-il-gioco-delloca.html

   Le mie considerazioni riguardavano solo l'allenamento della velocità massimale; nel primo post ne spiegavo l'importanza fondamentale, nel secondo rilevavo come in Italia i quattrocentisti la trascurino.
   Ora affrontiamo altri due problemi basilari:

1) se la velocità la alleniamo poco e niente, cosa alleniamo in modo preponderante?
2) come distribuiamo le intensità di allenamento nel corso della stagione?

PROBLEMA 1.
   Compariamo i volumi sostenuti in allenamento, distanza per distanza, nella stagione 2008-2009 da Claudio Licciardello con uno schema classico di Dwaine Miller (ex coach di LaShawn Merritt):

Distanza - Licciardello - Miller

30m:            600              240
40m:                0            1680
50m:                0              400
60m:                0            1860
80m:          5200              160
100m:        6200            1000
120m:              0              240
150m:        5550            2400
200m:      13200            8000
250m:          500            1000
300m:      20700          13800
320m:              0                  0
350m:              0            6300
400m:        8800            3200
450m:              0            1800
500m:        7000            7000
600m:        3000          30000
800m:        1600                  0
1000m:      4000                  0 
              --------        --------
totale       76350          79080

Osserviamo che, a fronte di un volume totale simile:

- l'allenamento di Licciardello presenta dei "buchi" specialmente nelle distanze che allenano la velocità massima (40-60m)
- le distanze più gettonate da Licciardello sono quelle "centrali" (150-300m), ovvero le più lattacide
- è scarso il lavoro di Licciardello sulle "overdistance" (450-600m), notevole invece in Miller.

   Direi quindi che mentre Miller distribuisce in modo equilibrato, Licciardello predilige il centrocampo e sguarnisce l'attacco e la difesa... un 4-3-3 a fronte di un 2-7-1...

PROBLEMA 2.
   Leggiamo anzitutto l'opinione dello stesso Licciardello:

"L’Italia non riesce a sviluppare il talento dei propri atleti perché troppo spesso, gli stessi, sono costretti a richiudere le ali a causa di problemi fisici, legati SOLO ed ESCLUSIVAMENTE alla programmazione dell’allenamento.
Abbiamo lavorato, (e ancora “lavoriamo”) a intensità troppo alte. Il quattrocentista è un velocista che lavora ritmi mediamente troppo alti durante quasi tutti gli allenamenti che produce. L’impostazione classica, ci ha abituato a usare tantissimo volume di lavoro ma è lo svolgerlo ad intensità altissime ad aumentare la propensione agli infortuni."

http://www.ilcoach.net/claudio-licciardello-i-miei-400-metri-tra-catania-formia-e-la-florida/

Licciardello 2007-2008, intensità media in % delle prove di corsa, per periodo:

- introduttivo 80.93
- fondamentale 83.71
- intensivo 85.16
- rifinitura indoor 94.23
(media macrociclo indoor 86.01)

- fondamentale 86.52
- intensivo 92.11
- speciale 93.79
- rifinitura 97.16
- agonistico1 96.34
- preolimpico 92.95
(media macrociclo open 94.17)

   Beh questo è tipico in Italia... la classica programmazione "orizzontale" in cui prima si fa tutto a media intensità e poi tutto al fulmicotone... ma voi riuscireste (sopravvivendo...) a correre da marzo ad agosto TUTTO al 94% di media?

RIEPILOGANDO...

1) in Italia i quattrocentisti non allenano la velocità massima
2) si ammazzano di acido perchè si concentrano prevalentemente nelle distanze a maggior accumulo acido
3) si ammazzano al quadrato perchè le intensità medie sono troppo alte, da suicidio dalla primavera in poi.

Correggendo questi tre errori qualcosa di buono si potrebbe ricominciare a vedere.

   Più in là vedremo anche gli schemi di Clyde Hart, il leggendario coach americano che ha seguito Johnson, Wariner, la Richards, schemi parecchio voluminosi ma con distribuzione delle intensità molto particolare.