Permettetemi ogni tanto un post leggero, ok? E' estate (da voi ora... qui nel nordest del Brasile è sempre estate).
Molti addetti ai lavori in Italia mi accusano di essere "esterofilo"...
In fatto di donne, se giudichiamo dai risultati (la maggioranza delle donne che ho avuto è straniera), potrei essere definito esterofilo... ma la responsabilità di ciò non risiede nei miei gusti! Che ci posso fare se le italiane me la davano in poche e dopo lunghe ed estenuanti "trattative", mentre le straniere facevano a coltellate tra loro per darmela al volo??? E mi pare razionale scegliere la via più facile e diretta per raggiungere l'obiettivo, o no?
Ma in atletica? Se seguite il blog vi sarete resi conto che ho attaccato Gajer (Francia), Hinriksdottyr (Islanda), Clarke (Australia), Magness (Usa), Morceli (Algeria) - e molti altri ne attaccherò - quindi direi che sono abbastanza globalizzato in tema di "critica distruttiva", mi manca solo di attaccare asiatici e antartici, ahahah!
No ragazzi, la questione è che se uno ha buona volontà, tempo a disposizione (e io lo ebbi! Come direbbe Totò) e conosce le lingue straniere (e io le conobbi!), soprattutto tramite quel malefico mezzo chiamato Internet può accedere a informazioni provenienti da ogni parte del mondo. Devo ammettere che alcune lingue non le parlo bene, ma a livello di lettura e comprensione me la cavo egregiamente e mi dò i seguenti voti:
- portoghese 10
- inglese 9
- spagnolo 8
- francese 7
Quindi direi che l'accusa di esterofilia è più che altro una questione di prospettiva da parte dell'accusatore: a uno che conosce solo o prevalentemente il proprio orticello può sembrare "esterofilo" chi invece ha una visione più completa e globalizzata. Del resto l'Italia è uno dei tanti paesi del mondo e in una visione globalizzata le si dovrebbe dare una percentuale contenuta di rilevanza. Questo come discorso generale, al di là di considerazioni sul "merito", ovvero sulla rilevanza relativa dei risultati ottenuti dall'atletica italiana.
Poi sul piano teorico, che posso farci se altrove ho trovato conferma di idee che ho da decenni (ad esempio l'attenzione al recupero, alla rigenerazione, al "taper", certi concetti sulla forza e sulla flessibilità muscolare, sul trattamento dei giovani, sulla programmazione, sulla "trasformazione della forza") e che in Italia sono generalmente osteggiate e seguite solo da poche voci fuori dal coro?
Un aneddoto... in un recente articolo su Le Monde a proposito di Pavoni, Il famoso tecnico francese Pierre-Jean Vazel (che conoscerete tutti... eeehhh...) esordisce cosi “Son nom ne vous dit peut-être rien, son cas est une curiosité connue seulement de quelques initiés”... in sostanza... in Francia Pavoni non lo ricorda nessuno! In effetti é stato solo uno che faceva 10.2 mentre in Europa c´era gente da 10.0, solo uno delle migliaia di atleti del mondo arrivato a una finale mondiale... se invece VOI lo ricordate come um gigante dell´atletica é perché VOI siete troppo nazionalisti e non io a essere esterofilo!
P.s. nulla contro Pavoni eh... anzi, il maggior talento dello sprint puro che abbiamo mai avuto, poi rovinato dai “soliti”... era solo un esempio di come il nazionalismo distorca i valori.
