La settimana scorsa il sito Atleticalive mi ha pubblicato un articolo riguardante la "tecnica di corsa" e, come prevedevo, su Facebook s'è scatenata la viuleeeenza. Per carità, adoro gli insulti, li trovo divertenti, anzi revitalizzanti (ahah!).
Diciamo che grosso modo i detrattori si sono divisi in due fazioni: quelli dell'articolo insulso-inutile-banale e quelli dell'articolo errato-cazzaro. Le due fazioni si annichiliscono a vicenda perchè secondo la prima non avrei espresso contenuti mentre per la seconda sì (errati).
In verità in verità vi dico: l'articolo era solo un'introduzione generalissima nell'ambito di una guerra che da anni mi vede opposto alla religione dei "minimalisti-barefoot-totalitari"; invece è finito nelle grinfie di allenatori FIDAL, professori IUSM, ex atleti d'elite famosi. Vabbè, allora visto che ci siamo mi rivolgerò anche a questi.
L'unico contenuto che ho espresso è la demenzialità dell'imporre a tutti e per sempre la stessa tecnica di corsa, quindi a quelli della fazione "articolo errato" dico: quindi voi imponete a tutti e per sempre la stessa tecnica? A quelli della fazione "articolo banale" dico: quindi per voi è normale, banale che la tecnica sia relativa...
Ebbene io in queste due affermazioni non ci vedo alcuna relatività:
«.....il contatto col terreno, che avviene dapprima con la parte esterna del metatarso (contatto ancora non vero) , quindi con tutto il metatarso (contatto vero);...» A. Cazzetta (1984), Atleticastudi, 6pp 541-543
«...il piede si presenta in leggera supinazione a prendere contatto col 5° metatarsale, per scendere rapidamente e in maniera elastica, su tutta la pianta....» C. Vittori (1997), L’allenamento del giovane corridore (dai 12 ai 19 anni), centro studi e ricerche FIDAL, pp60
Deo gratias, invece qui appare un barlume di relatività:
«Il momento del contatto col terreno è fondamentale per la nuova fase di impulso. Questa deve avvenire,
ad elevate velocità, con una presa ‘’metatarsale’’, con il piede quasi sotto la verticale del ginocchio.» F.Di Mulo (2009), Mezzi e metodi di allenamento dello sprinter di elevato livello, centro studi e ricerche FIDAL, pp 28
La posizione di molti commentatori al mio articolo era: "è normale che la tecnica vada adattata al singolo ma comunque ci sono dei
parametri fissi irrinunciabili". E quali? Prendo a caso un "Manuale corso allenatori" del 2012 (cavolo, un manuale dei corsi deve contenere i "parametri"!):
"1) La presa di contatto avviene di metatarso/avampiede, con un movimento dall’alto verso il basso e da davanti verso dietro"
- ahahah, questa è la più "pittoresca"; vera nello sprint e nel mezzofondo veloce, ma poi... la Straneo "sbaglia", l'85% dei maratoneti elite del mondo "sbaglia", il 75% dei mezzomaratoneti "sbaglia", il 30% dei diecimilisti su pista "sbaglia", la maggior parte dei mezzofondisti e fondisti del mondo in allenamento, quando vanno più piano che in gara, "sbagliano" (impattano di tallone, comprovato da miriadi di ricerche statistico-scientifiche... ma basterebbe osservare con ONESTA', liberandosi da paraocchi ideologgggici funzionali solo al pedissequo adattamento al dogma).
"2) Nella fase di ammortizzazione l’arto di appoggio deve sostenere il peso del corpo e cedere il meno possibile"
- vabbè...
"3) Un attimo prima dello stacco del piede dal terreno si deve completare la fase di estensione dell’articolazione dell’anca, ginocchio e caviglia"
- non ci siamo; è vero per i mezzofondisti, invece oggi gli sprinters non estendono completamente il ginocchio, secondo voi quindi questo qua "sbaglia".
"4) Il tallone dell’arto di spinta risale velocemente sotto il gluteo determinando la flessione della gamba sulla coscia e di questa sul bacino"
- vabbè...
"5) Busto leggermente inclinato in avanti"
- mah, oggi, sia nello sprint che nel mezzofondo, quelli forti fanno di tutto per tenere il busto più verticale possibile, per "anteriorizzare" la meccanica. Quindi la Meadows (e tanti altri) secondo voi "sbaglia".
"6) Azione rilassata delle braccia che accompagnano il movimento senza creare torsioni delle spalle"
- non ci siamo; un sacco di atleti world class torcono le spalle di brutto, specie donne-bassine-fianchi larghi (mi sapreste spiegare il perchè?); quindi secondo voi "sbagliano".
Insomma, gli atleti più forti del mondo secondo la FIDAL "sbagliano", non seguono 4 dei 6 "parametri fissi irrinunciabili"... sono tutti scemi, e pure i loro allenatori e gli staff che ci stanno dietro.
P.s.: gli atleti che appaiono in foto non sono eccezioni, vi potrei mettere MIGLIAIA di foto, video, fermo immagine, sequenze di frames (e lo farò in futuro).
P.p.s.: a un mio amico, al corso, lo stavate bocciando, perchè osò accennare al fatto che QUALCHE (in realtà la stragrande maggioranza) maratoneta world class impatta di tallone... dovette abiurare... no, giusto per puntualizzare da che parte stanno i "soloni"...