lunedì 12 gennaio 2015

Allenamento della forza: ditirambi.


http://www.noivelocisti.net/component/content/article/22-metodologia/270-la-forza-terza-proposta-sul-metodo-a-velocita-variabile

   Il ditirambo era quel "canto a Dioniso" che veniva intonato sotto l'ispirazione del vino. E sotto l'ispirazione del vino (pessimo) pare che vengano elaborate certe teorie in Italia ad opera della casta sacerdotale del dio.
   Si legge un articolo (quello del link qui sopra), si analizza e si dibatte criticamente, si rimugina... a me piace procedere così, conoscenza in progress.
   Partecipanti al dibattito:
 - Corsaro
 - V (allenatore non Fidal del nostro clan, enciclopedia vivente della forza e velocità)
 - A (donatiano di ferro)
 - P (allenatore Fidal - ostacolisti elite - del nostro clan)

Corsaro:
 - Cambiare proprio esercizio all'interno della stessa serie? Che ne dici?
V:
 - Parliamo del metodo complesso... secondo me per atleti intermedi (non per avanzatissimi) questi metodi possono andare bene specie per i caucasici, per un motivo molto semplice: stimolano il sistema neuromuscolare sia per altezza sia per larghezza (intensità e durata). Prima usi carichi elevati (che in genere fanno reclutare quasi tutte le fibre) e poi quasi da stanchi (per lo più il SN) forzi le fibre (e il SN) a produrre una certa potenza.
   Secondo me, la famosa "trasformazione" (che non trasforma nulla perché i tempi di adattamento sono sui 12-14 gg e di settimane per altri) agisce su questo stesso versante.
   Il discorso cambia quando hai animali da WR sui 100m e atleti talmente maturi che sollevano cariconi e che in questa loro fase devono diminuire i volumi.

Corsaro:
 - "La possibilità di incrementare le combinazioni possibili dimostrava la validità del metodo."
   Cioè, un metodo è valido quanto più mi invento combinazioni? Io credevo fosse valido quando fa CORRERE FORTE gli atleti...
V:
 - Siamo nel campo delle "amenità"... come se non si diventasse campioni olimpici progredendo su 2-3 sedute similari...

Corsaro:
 - “In tutti e due gli esercizi si raccomanda di tenere i talloni leggermente staccati da terra in modo che tutto il peso del corpo graviti sulla parte metatarsale (anteriore) dei piedi, per attivare maggiormente i muscoli del "tricipite surale", quelli che vengono impegnati maggiormente ad alte velocità” (Carlo Vittori).
   Questa è il massimo!!! Cioè fanno volutamente squat e squatjump in punta di piedi???????
   ARRESTATELIIIIII!!!!
   E intanto Greco s'è rotto il tendine di nuovo...
V:
 - Pazzi... rischiano di spaccare le ginocchia!
   A parte il fatto che nel lanciato i polpacci lavorano per un settimo (come fanno a produrre tutta questa forza.. bah!) rispetto al totale.

A:
 - Nella corsa i pesi sono totalmente inutili.
P:
 - Ovviamente questa affermazione sarà suffragata da quintali di pagine di studi scientifici... o è solamente l'idea della setta? La setta che per avvalorare le proprie affermazioni continua a citare Vittori - Donati, come se i due fossero legati dalle stesse idee, dalla stessa filosofia.
   Ecco cosa scrive Vittori nel suo ultimo libro a proposito delle idee Donatiane:
"Ci siamo chiesti, allora, come sia possibile che nell'ambiente circoli la convinzione (per fortuna limitata ad uno sparuto gruppo) falsa e fuorviante, che il miglioramento delle capacità di forza di uno sprinter si possa ottenere senza l'uso di sovraccarichi, contraddicendo il fondamentale principio metodologico, espresso dalla scienza fisiologica, basato sull'aumento progressivo di questi ultimi. L'insistenza nell'affermare la bontà di tali idee dimostra, al contrario, l'insipienza e la malafede, i cui effetti negativi vengono purtroppo pagati dai soli atleti, gli unici a risentire della stravaganza di una strategia strampalata e castrante" .
- insipienza
- malafede
- stravaganza
- strategia strampalata
- strategia castrante.
   Quindi, per onestà intellettuale, finiamola di citare Vittori A SOSTEGNO delle filosofie Donatiane!

Corsaro:
 - "nella corsa i pesi sono totalmente inutili" è un'affermazione semplicemente falsa, proveniente da chi di sport non sa nulla. I pesi nella corsa SERVONO ad alcuni più, ad alcuni meno, ad alcuni nulla, in alcune specialità più, in altre meno.

venerdì 9 gennaio 2015

Alimentazione: la mia colazione brasileira.


   Da quando vivo in Brasile mangio in modo un po' differente, la dieta brasiliana è spontaneamente in "zona", si mangia più proteico e meno carboidratico (famosi i loro "churrascos")... beh salvo i loro tipici carichi extra di carboidrati tramite... birra. E' uno strano spettacolo vedere gli atleti, alla fine di una gara, invadere come formiche i bar circostanti e vai con la birra a fiumi! Di mattina...
   Si usa poco la pasta e la base è costituita dalla triade riso bianco, fagioli e carne; nessun brasiliano si siede a tavola se manca uno di questi tre elementi. E siccome il riso bianco è meno buono della pasta, ne mangi poco e quindi assumi meno carboidrati. Mangio pasta solo un giorno a settimana, in genere dopo un allenamento lungo, ma non perchè non mi piaccia o a causa di certe ideologie alimentari modaiole, ma semplicemente perchè mi adatto ai costumi del luogo e perchè non amo cucinare... la pasta non la puoi lasciar fare a una brasiliana (in compenso lavo i piatti... lo dico così non verrò scorticato vivo dalle femministe).

   Non sopporto i discorsi talebani tipo "questo è sano... questo è naturale... questo è sbagliato... questo è malato... questo è criminale", quindi parlo in via del tutto personale: mi sono abituato a certi concetti della "zona", ad esempio alla presenza di tutti e tre i macronutrienti (carbo, proteine, grassi) in tutti i pasti, colazione compresa; se dissocio gli elementi non mi sento bene. Bisogna dire che già la mamma pugliese mi aveva ingenuamente introdotto a questa pratica e ho sempre fatto colazioni molto abbondanti, non sono proprio il tipo da un caffè e via.
   Ma la zona va bene per sedentari che devono dimagrire alla svelta, per noi runners deve essere integrata da carichi extra di carboidrati... ma allora non è più così zona e si avvicina alla dieta mediterranea, la quale poi è da definire per bene. Infatti, in ossequio a certe mode, leggo in giro "la dieta mediterranea è quella ricca in verdure, olio d'oliva e pesce"... mah... la mia stirpe viene da un paese pugliese a 10km dal mare e pesce non ne mangiavano mai, al limite ogni tanto le cozze. E poi si facevano quantità industriali di pane e pasta (ovvove ovvove!!!). Proteine soprattutto da polli e conigli (ovvove ovvove!!!). Invece per verdure e olio i conti tornano.

   Qua in Brasile mi alzo prestissimo, alle 4.30 e alle 5'30 esco a correre perchè dopo le 7 non si può correre, 30°, u.r. 99% e sole già alto. Due volte provai a correre alle 9 e entrambe le volte mi venne la febbre a 39 immediatamente dopo la seduta... poi vabbè, questi li vedi correre alle 14...
Così alle 4.30 mi faccio una pre-colazione: caffè (ultraleggero) con 2 cucchiaini di zucchero (ovvove ovvove!!!) e una fetta biscottata con marmellata.
Dopo la corsa è la volta della colazione pantagruelica:

 - caffelatte
 - 2 cucchiai di soia sgrassata (52% proteine, 37% carbo)
 - 1 panino con olio e sale
 - 1 panino con marmellata
 - 1 fetta di prosciutto
 - 1 fetta di formaggio
 - 3 noci o equivalente frutta secca.
 - frutta

   Poi alle 10 spuntino.
   Ho tendenza a dimagrire, allora ho studiato un po' e ho trovato una soluzione adatta per me: nelle 4 ore tra colazione e pranzo mi faccio un litro d'acqua con mezzo limone spremuto e 50g di zucchero (ovvove ovvove... un po' quello che fanno i keniani di Canova, vabbè loro ne usano 200g, corrono tanto), in questo modo sono riuscito a risolvere il problema, 200 calorie "aggratise", senza appesantire lo stomaco (ma di questo ne riparleremo) e senza bevande isoqualcosa.
   Insomma uso soluzioni pratiche, cibi facilmente reperibili, popolari e a buon mercato. Tanto a buon mercato che il prezzo a volte è zero: spesso la frutta la tiro giù dagli alberi di mango e jaca al parco dove mi alleno, ahah!
   E voi che fate a colazione? Vai col sondaggio.

lunedì 5 gennaio 2015

Allenamento 10000m: test 5x2000.


  
Da cosa nasce cosa... allora riprendiamo la discussione, sviluppatasi nei commenti all'ultimo post, sulla verità delle idee di un certo imprenditore di successo d'oltre-Adriatico.
   L'episodio odierno riguarda l'idea che un ottimo test previsionale del passo che si terrà in una gara di 10000m sia correre 5x2000 con 2' recupero da fermo e poi aggiungere 6-10" al passo medio ottenuto nelle prove.
   La questione è importante, perchè se in gara sbagli l'impostazione della velocità o scoppi o fai una prestazione al di sotto delle tue possibilità, a seconda che l'errore di target sia dovuto a eccessivo ottimismo o eccessivo pessimismo... e la questione investe quella degli "scarti" di passo fra le varie distanze. Vediamo il passo tenuto sui 3000m e 10000m da alcuni nostri elite e lo scarto:

 - Meucci: 2'34 - 2'45 - +11
 - La Rosa: 2'35 - 2'49 - +14
 - Lalli: 2'41 - 2'50 - +9

   Gli scarti dipendono dalle caratteristiche naturali, da come uno si allena, da quale distanza prepara più meticolosamente. La Rosa è meno resistente e ha scarto maggiore, Lalli è meno veloce e ha scarto minore, Meucci rientra perfettamente nella media mondiale, anche fra i due primati mondiali lo scarto è di 11". Lo scarto fra i 10000m e i 5000m invece è mediamente di 6-7".
   Ma allora, se il test proposto dall'imprenditore è valido, saremmo in grado di sostenere una seduta di 5x2000 a un passo che si situa fra quello dei 3000 e quello dei 5000... ebbene chiunque alleni qualche mezzofondista prolungato, anche amatore, si accorge facilmente che la probabilità che ciò avvenga è prossima allo ZERO.
   Volendo proprio sforzarmi di essere buono potrei concepire l'esistenza di qualche raro atleta aerobicamente molto fiacco, molto veloce e molto poco resistente, che riesca a sostenere in allenamento un test del genere. Ma per atleti "normali", che i 10000m li preparano normalmente, SFIDO CHIUNQUE A SOSTENERE UN 5x2000 ALLA VELOCITA' DI UNA GARA DI 4km!!! Ma stiamo scherzando???
   I miei riescono a fare i 10000m a un passo corrispondente perfino a quello di una seduta di 4x2000 con un margine d'errore massimo di 2-3". Vediamo qualche esempio:

M: 4x2000 (3'39) - gara 3'42 (15° più calda della seduta)
L: 4x2000 (3'58) - gara 3'59
E: 4x2000 (3'56) - gara 3'56
F: 4x2000 (3'37) - gara 3'38
M: 4x2000 (3'28) - gara 3'27
P: 5x2000 (3'45) - gara 3'45
I: 5x2000 (3'29) - gara 3'27

   Questo ovviamente in condizioni seduta-gara comparabili... ovvio che se faccio la seduta in pista e poi la gara su sterrato collinare le cose cambiano. Le sedute dei miei spesso sono eseguite con recuperi di 3' in jogging iperlento, che corrisponde bene ai 2' da fermo.
   Ma vediamo anche i commenti di alcuni amici (ne parlai altrove):

 - "A me facendo questa somma viene il passo della mezza... il passo dei 10000 in gara credo che sia all'incirca uguale al passo medio delle ripetute."
 - "se dovessi fare ora questo test probabilmente mi verrebbe quasi il ritmo della mezza"
 - "In una gara da 10, dove non avevo neanche dato il massimo, ho uno scarto di 3""
 - "Ma normalmente i 2000 non andrebbero corsi a ritmo dei 10k?"
 - " Se aggiungo 10' secondi mi avvicino al passo della mezza"

Insomma, dite la vostra ma pare proprio che abbiamo il tipico caso di qualcuno (scientifico!) che enuncia una legge universale basata su casi reali tendenti a zero... normale!

giovedì 1 gennaio 2015

Psicologia e prestazione atletica: a me gli occhi!


   Un allenatore del mio staff mi mandò uno studio presentato a un convegno IAAF da tale Samuele Marcora, italiano che insegna all'università del Kent, che comproverebbe l'importanza di certi "input motivazionali" nella percezione individuale della "fatigue", da cui si dedurrebbe la natura psicologica più che fisiologica della fatigue stessa.
   Praticamente sparando immagini piacevoli durante un esercizio massimale al cicloergometro, il "time of exhaustion" di 13 volontari aumenta un 17%. Stessa cosa avviene, in altro esperimento, se i soggetti vengono "allenati" a resistere allo stress mentale tramite l'esecuzione di compiti mentali complessi immediatamente prima di prove fisiche. Insomma la "fatigue" sarebbe in certa misura superabile coi giusti input.
   Noakes, interpellato sulla cosa, ci fa uno studio in cui ipotizza l'esistenza di un "governo centrale" che ti spara la "fatigue" per impedirti di "raschiare il barile" e trovarti quindi in condizioni di pericoloso esaurimento.

   Secondo me sta storia della mente è un po' come quella dell'alimentazione... troppe fisse. Secondo me una vita quotidiana sufficientemente tranquilla e soddisfacente è tutto quello che ci vuole. Non credo alle tecniche con le quali si interviene dall'esterno, coscientemente, per imporsi una mente "buona".
   E filosoficamente io sono un "realista", anti-idealista. L'idealismo in filosofia è quella corrente che dà tutta l'importanza alla soggettività, all'individuo, alla "volontà", alla "coscienza", rispetto alle condizioni oggettivo-materiali. Da qualche decennio l'idealismo è tornato di moda, "la mente può tutto": pensiero magico-mistico.
   Dice che alcuni studi sull'argomento sono stati finanziati dalla Redbull e Marcora è in inciucio con la Recon Instruments (quella di quegli occhialetti ipertecnologici...), un po' come i profeti del "minimalismo" foraggiati da certe industrie di scarpe.

   Comunque, ammesso che ci siano i sistemi per "raschiare il barile", ovvero eludere l'inconscia barriera che impedisce di intaccare le riserve di sopravvivenza, ma CE FARA' BENE? E farlo spesso, che effetti produce a lungo termine, anche a livello fisico? Io dico distruttivi, perchè ci saranno buoni motivi se evolutivamente si sono sviluppate quelle barriere.
   Mah... io sono materialista e credo nel lavoro e tutte ste cose mi fanno pensare a mezzucci per ottenere le cose senza fatica'... un po' come nella stregoneria. O nel doping. Oggi tutti vogliono tutto subito, tutti principini a cui tutto è dovuto, tutti frettolosi... tutti con l'"ATLETICATIO PRAECOX"... si è persa la percezione delle condizioni oggettivo-materiali-naturali... e si andrà a sbattere le corna.
   Io, vedendo l'essere umano come un tutto olistico autoequilibrantesi nel lungo termine, non ho mai creduto agli aiutini esterni, sia di natura farmacologica come di natura psicologica.

   Comunque io anni fa feci un esperimento per vedere se conta più il corpo o la psiche.
   Presi 2 atleti e feci fare loro un 10000m:
- uno (k.b.) con condizioni psicologiche medie ma fisiche eccezionali
- uno (corsaro de corsaris) con condizioni psicologiche eccezionali ma fisiche medie.
   Il primo fece 26'17
   Il secondo 40'...

   P.s.: l'allenatore che mi mandò lo studio di Marcora mi ha appena confermato che il tizio ha addirittura pubblicizzato gli occhialetti-robocop al convegno IAAF... vu cumprà? Ecco perchè rigetta l'ipotesi di Noakes, perchè se i "limiti" alla prestazione sono utili, vende meno occhialetti. Ma no, compratevi gli occhialetti che vi sparano immagini di Miss Venezuela che vi dice "se fai il PB te la dò" e diventerete tutti campioni... io non mi fido dei "miglioratori dell'umanità" e la "Cura Ludovico" nel lungo termine non funzionò con Alex di "Arancia Meccanica"...
   A me piace la psicoanalisi... ma la psicoanalisi si occupa di RECUPARARE LA NATURA BIOLOGICA UMANA bistrattata dalla coscienza-società, non di storcerla ulteriormente come vorrebbero fare questi qua.

http://www.newyorker.com/tech/elements/what-is-fatigue
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3323922/



lunedì 29 dicembre 2014

Maratona: Canova su Baldini 2, analisi.


   Ripartiamo dal PDF di Gigliotti segnalato da Eric nell'ultimo post.
   Il secondo grafico di pag.5 (1/8/2004) indica una velocità di deflessione a 21.82 km/h, ovvero a 2'45/km... questo la dice lunga sulla validità di questo parametro (o quello delle 4mmol) ai fini della rilevazione della "soglia anaerobica". Uno che ha la soglia a 2'45, quanto vale sui 10000m e in mezzamaratona? Ragazzi, qui siamo a valori di soglia da record mondiale su queste distanze!
   Il primo grafico di pag.5 è di fondamentale importanza:
 - anzitutto vediamo delle curve velocità/lattato assolutamente "pazze", forme completamente differenti e deflessioni oscure.
 - in secondo luogo, dice che la maratona si fa a 2mmol, vogliamo verificare?
   Il grafico riporta 6 test effettuati in prossimità di 6 maratone, riporto per ognuna il passo tenuto in gara e quello corrispondente alle 2mmol:

- Londra 1997: 2h07'57 (3'01.9) - test sempre sopra 2mmol (al ritmo maratona ha 2.3mmol)
- Londra 2002: 2h07'29 (3'01.3) - 3'00.9
- Londra 2003: 2h07'56 (3'01.9) - test sempre sopra 2mmol (al ritmomaratona ha 2.7mmol)
- Parigi 2003: 2h09'13 (3'03.7) - 3'04.1
- Londra 2004: 2h08'37 (3'02.9) - 3'01.7
- Atene 2004: 2h10'55 (3'06.1) - 2'55

   Quindi abbiamo:
 - nel 2004 maratona a Londra deludente, poi maratona olimpica in condizioni da record mondiale su tutte le distanze dai 10000 in su
 - due occasioni in cui test e maratona sono circa congrui, 2002 e mondiali di Parigi 2003
 - quattro occasioni in cui non sono congrui
 - due occasioni in cui addirittura nei test sta sempre parecchio sopra 2mmol eppure fa ottime maratone.
   Insomma... DOVE STA LA PERFETTA CORRELAZIONE TRA TEST E MARATONE???
   Avevo già detto che Canova cita solo le maratone che servono ad avvalorare le sue tesi omettendo le altre.
I critici mi diranno... "MA SE in quella gara il clima fosse stato ics... MA SE in quell'occasione non ci fosse stata l'invasione delle cavallette ipsilon... MA SE la regina d'Inghilterra non fosse una menagrama..."... cari ragazzi, MA SE il mondo è pieno di cause di variabilità allora A CHE MINCHIA SERVONO STI TEST???
   Questi valori 2 e 4mmol sono convenzioni, medie (forse...) ma se applicati al caso singolo nel momento singolo portano spesso a scostamenti anche importanti e sappiamo anche che le "soglie" misurate con altri metodi portano a risultati differenti.
   Dice "ah ma il test PIU' O MENO indica un passo tra 3'00 e 3'05"... a parte che una previsione così "accurata" la può fare pure un tapascione, magari anche meglio... è la demagogia del "più o meno", come dire che vado a un'agenzia di viaggi per una vacanza al mare e mi manda a L'Aquila perchè "più o meno" sta tra Tirreno e Adriatico, ahahah!
   Poi Canova, nella stessa discussione su Letsrun, parla di un lunghissimo fatto da Baldini in preparazione ad Atene in cui, su un passo base di 3'20, innesta ripetute da 2000 ben più veloci:

"in 2004 he started to change something in Stefano's training. In St.Moritz, for example, Stefano went for a long run of 2h30 at basic pace of 3'20 per km, including 4 times 2 km in 5'40 for immediately after running again at 3'20".

   45km a media 3'15?
   Ebbene questo lunghissimo non lo vedo. Forse si confonde con un 38km svolto il 24 luglio in cui fa prima 19km in 1h14' (3'54) e poi 19km con ripetute (5+4+3+2+1) a media 3'12. Ma la media totale è 3'33, non 3'15 come dice lui.
   Ma ben altra cosa sono i lunghissimi dei keniani (quelli che VERAMENTE valgono 2h04) di 40km a 3'05-3'10 su sterrato collinare a 2300m di quota, non credete? Cioè, se uno che fa lunghi a 3'33 vale 2'57, quelli che fanno lunghi a 3'05 quanto valgono???
   E se Baldini valeva tutti i record mondiali dai 10 ai 42km e aveva soglie fantascientifiche, perchè in allenamento andava così piano?

http://www.letsrun.com/forum/flat_read.php?thread=5974736&page=1

sabato 27 dicembre 2014

Maratona: Canova su Baldini.


   Ricordo bene quella mattina... nel volley il Brasile aveva appena battuto l'Italia in finale e la città era esplosa in un boato. I brasiliani non sono "sportivi", seguono solo gli sport in cui possono vincere, vogliono vincere identificandosi nei loro eroi, gli altri sport non esistono, la bellezza dell'Uomo che compie gesta esplorando i limiti della sua potenza, a prescindere da specialità e nazionalità, a loro non interessa. Sono nazionalisti compulsivi. Ed è un atteggiamento che non approvo.
   Così, devo confessarlo, godetti particolarmente della vittoria di Baldini e dell'"attacco" subito dal brasiliano Vanderlei De Lima... mi spiego, mi dispiacque moltissimo per l'atleta ma fu una mia personale vendetta ideale contro l'assenza di sportività del popolo brasiliano... rosicarono alla grande, ahah!
   De Lima comunque sarebbe stato preso anche senza l'"attacco" del pazzo, al 30°km il suo vantaggio era 48" mentre al 35° soli 28". De Lima fu l'unico brasiliano che non rosicò, sapeva che avrebbe perso comunque.

   Ad agosto di quest'anno, dopo la vittoria di Meucci agli europei, nel forum del sito americano "Letsrun" appare una discussione su Meucci cui partecipa anche gente del calibro di Renato Canova e Antonio Cabral, famoso allenatore portoghese. Renato è un grande, uno che ci mette la faccia, uno che "parla", uno che "si abbassa" a dibattere coi comuni mortali sui forum... mica come le nostre "eminenze" intoccabili che rimangono nel loro olimpo.
   E, come dovrebbe essere in ogni buon forum, da cosa nasce cosa, la discussione prende direzioni inaspettate (e interessantissime), si va Off Topic, si litiga pure (arrivano agli insulti, ahah!) e NESSUNO si azzarda a moderare o bannare... in certi forum italiani avremmo avuto Canova e Cabral bannati, pensate un po', si sarebbe preferito sacrificare il bagaglio di succulente informazioni che certi personaggi possono offrire in nome della "morale" o del gusto sadico di azzittire la gente di certi "Robespierre de noantri"... paese di peracottari prossimo al default.

   Improvvisamente Canova lancia la bomba atomica, secondo lui il giorno della maratona olimpica Baldini valeva 2h04 ("se" il clima fosse stato ideale, "se" il percorso fosse stato ideale, "se"...), allora record mondiale. Il suo raziocinio è basato:
 - su dati del test di Faraggiana-Gigliotti che riportava in quel momento un passo di 2'57 per le 2mmol di lattato (la "soglia aerobica" che secondo alcuni corrisponde al ritmo maratona)
 - sul fatto che il test in passato dette dei valori corrispondenti al passo effettivamente tenuto da Baldini in alcune maratone (ma Canova non riporta i dati di tutte le maratone)
 - sulla considerazione che la Fidal ci tiene a presentare i suoi atleti di punta ai campionati al massimo della forma
 - sull'idea che Baldini facesse le maratone fuori dai campionati, quelle coi crono migliori, non al massimo della forma ma soprattutto per fatturare dollars.
   Ma alcuni utenti non concordano, soprattutto uno fa presente a Canova che se Baldini quel giorno valeva 2h04, anche gli atleti che gli sono arrivati a ridosso valevano temponi... possibile che nessuno di questi in nessuna maratona avesse mai fatto meglio di 2h08?
   Vediamo la classifica:

 - Baldini 2h10'55
 - Keflezighi 2h11'29
 - De Lima 2h12'11 (senza attacco avrebbe fatto vicino a Kefle)
 - Brown 2h12'26

   Kefle ha fatto un mare di maratone, mai meglio di 2h09'08 e nel 2004 poi corse a New York in 2h09'53. Forse valeva un ideale 2h07-2h08?
   De Lima personal best vecchio di 2h08'31, nel 2004 stagionale di 2h09'39, anche lui tante maratone all'attivo.
   Brown in quel momento personal best di 2h09'44, poi limato di poco l'anno successivo.
   Insomma, se Baldini valeva 2h04, questi valevano 2h05-2h06... possibile che nessuno l'abbia mai fatto?
   Poi la considerazione sulla Fidal che porta la gente ai campionati alla massima forma... mah... mi pare che accada molto di rado.
   Che vi devo dire... con i "se" e con i "ma" la scienza non si fa... fa pure rima.

mercoledì 24 dicembre 2014

Buon nataleeee!!!


   Sono blasfemo dite? Che bisognerebbe tornare a un natale delle origini e depurato da condimenti materialistici? Allora mo' vi beccate il pappone antropologico.

   Diverse chiese protestanti, che sono molto ligie all'antico testamento, non festeggiano il natale... anzi non festeggiano proprio niente. La festa intesa come commemorazione legata al ciclo annuale è qualcosa di pagano, ciò che è "annuale" segue un andamento dettato dalla posizione degli astri e quindi dalla natura materiale, anche del ciclo agricolo. Il cattolicesimo "rubò" il natale (e tante altre cose) al paganesimo preesistente, mantenendo nei fatti un forte legame con la materialità. E nella materialità rientrano alla grande le funzioni nutritive e sessuali.

   Il sesso era parte integrante della ritualità religiosa pagana e in certo senso la cosa s'è mantenuta col cattolicesimo, anche se in forma nascosta, privata: durante le feste di fine anno si fa più sesso. La prova di ciò è che la maggioranza delle nascite si concentra nei mesi di settembre e ottobre, nell'emisfero boreale. E guarda caso nell'emisfero australe (dove io vivo) si nasce soprattutto a marzo-aprile e guarda caso il periodo festivo maggiore non è in quest'epoca ma nell'inverno australe, la festa di S.Giovanni il 24 giugno, esattamente a sei mesi dal natale...
   Insomma le feste religiose hanno sempre avuto anche un connotato sessuale e quindi la foto che ho messo non è blasfema, eheheh! Per cui vi auguro tanto sesso che fa pure bene all'atletica.

   E il natale ha a che fare col cibo. In epoca imperiale era la festa del "Sol invictus" che a sua volta derivava da feste del solstizio d'inverno presenti in tutte le culture fin dal neolitico, si commemora il momento in cui il sole abbandona la posizione di minimo alzo sull'orizzonte e inizia a sollevarsi sempre più facendo presagire il ritorno del calore e il futuro raccolto agricolo (vedi l'eccellente "Il ramo d'oro" di Sir James Frazer). La gran magnata natalizia (e del capodanno) ha un significato augurale nei confronti dell'abbondanza del futuro raccolto, secondo i principi della "magia simpatica".
   Quindi non è blasfema manco la magnatona.
(Poi se qualcuno ancora mi trova blasfemo, beh, si faccia gli affari suoi che tanto all'inferno ci andrò io mica lui.)
   Personalmente non ho religione, ma diciamo che in questi casi aderisco di buon grado alla ritualità pagana, ahah! Quello che non apprezzo sono i regali, ma vabbè, anche lo spreco è da sempre parte integrante della festa e della ritualità religiosa.
   E siccome mi piace sempre guardare anche il "lato oscuro della luna", vi metto qui un tragicomico augurio di natale di Stanley Kubrick, buonanima... ah, il video m'è stato mandato da un runner, cattolico praticante, grande ideologo del vino, cui faccio una dedica:

   "A mio fratello: tanti km, tanta volontà, ma che al traguardo ha trovato il suo frutto, l'UVA ...spremuta".