http://www.noivelocisti.net/component/content/article/22-metodologia/270-la-forza-terza-proposta-sul-metodo-a-velocita-variabile
Il ditirambo era quel "canto a Dioniso" che veniva intonato sotto l'ispirazione del vino. E sotto l'ispirazione del vino (pessimo) pare che vengano elaborate certe teorie in Italia ad opera della casta sacerdotale del dio.
Si legge un articolo (quello del link qui sopra), si analizza e si dibatte criticamente, si rimugina... a me piace procedere così, conoscenza in progress.
Partecipanti al dibattito:
- Corsaro
- V (allenatore non Fidal del nostro clan, enciclopedia vivente della forza e velocità)
- A (donatiano di ferro)
- P (allenatore Fidal - ostacolisti elite - del nostro clan)
Corsaro:
- Cambiare proprio esercizio all'interno della stessa serie? Che ne dici?
V:
- Parliamo del metodo complesso... secondo me per atleti intermedi (non per avanzatissimi) questi metodi possono andare bene specie per i caucasici, per un motivo molto semplice: stimolano il sistema neuromuscolare sia per altezza sia per larghezza (intensità e durata). Prima usi carichi elevati (che in genere fanno reclutare quasi tutte le fibre) e poi quasi da stanchi (per lo più il SN) forzi le fibre (e il SN) a produrre una certa potenza.
Secondo me, la famosa "trasformazione" (che non trasforma nulla perché i tempi di adattamento sono sui 12-14 gg e di settimane per altri) agisce su questo stesso versante.
Il discorso cambia quando hai animali da WR sui 100m e atleti talmente maturi che sollevano cariconi e che in questa loro fase devono diminuire i volumi.
Corsaro:
- "La possibilità di incrementare le combinazioni possibili dimostrava la validità del metodo."
Cioè, un metodo è valido quanto più mi invento combinazioni? Io credevo fosse valido quando fa CORRERE FORTE gli atleti...
V:
- Siamo nel campo delle "amenità"... come se non si diventasse campioni olimpici progredendo su 2-3 sedute similari...
Corsaro:
- “In tutti e due gli esercizi si raccomanda di tenere i talloni leggermente staccati da terra in modo che tutto il peso del corpo graviti sulla parte metatarsale (anteriore) dei piedi, per attivare maggiormente i muscoli del "tricipite surale", quelli che vengono impegnati maggiormente ad alte velocità” (Carlo Vittori).
Questa è il massimo!!! Cioè fanno volutamente squat e squatjump in punta di piedi???????
ARRESTATELIIIIII!!!!
E intanto Greco s'è rotto il tendine di nuovo...
V:
- Pazzi... rischiano di spaccare le ginocchia!
A parte il fatto che nel lanciato i polpacci lavorano per un settimo (come fanno a produrre tutta questa forza.. bah!) rispetto al totale.
A:
- Nella corsa i pesi sono totalmente inutili.
P:
- Ovviamente questa affermazione sarà suffragata da quintali di pagine di studi scientifici... o è solamente l'idea della setta? La setta che per avvalorare le proprie affermazioni continua a citare Vittori - Donati, come se i due fossero legati dalle stesse idee, dalla stessa filosofia.
Ecco cosa scrive Vittori nel suo ultimo libro a proposito delle idee Donatiane:
"Ci siamo chiesti, allora, come sia possibile che nell'ambiente circoli la convinzione (per fortuna limitata ad uno sparuto gruppo) falsa e fuorviante, che il miglioramento delle capacità di forza di uno sprinter si possa ottenere senza l'uso di sovraccarichi, contraddicendo il fondamentale principio metodologico, espresso dalla scienza fisiologica, basato sull'aumento progressivo di questi ultimi. L'insistenza nell'affermare la bontà di tali idee dimostra, al contrario, l'insipienza e la malafede, i cui effetti negativi vengono purtroppo pagati dai soli atleti, gli unici a risentire della stravaganza di una strategia strampalata e castrante" .
- insipienza
- malafede
- stravaganza
- strategia strampalata
- strategia castrante.
Quindi, per onestà intellettuale, finiamola di citare Vittori A SOSTEGNO delle filosofie Donatiane!
Corsaro:
- "nella corsa i pesi sono totalmente inutili" è un'affermazione semplicemente falsa, proveniente da chi di sport non sa nulla. I pesi nella corsa SERVONO ad alcuni più, ad alcuni meno, ad alcuni nulla, in alcune specialità più, in altre meno.




