venerdì 10 aprile 2015

Allenamento 10000m: un periodo "speciale" anni '80.


   Finita la stagione dei cross, nei mesi di aprile e maggio si entrava nel vivo, con un periodo di allenamento "speciale", definito anche di "ritmi-quantità".
   Rispetto al periodo precedente c'è una lieve diminuzione dei volumi cui fa riscontro un aumento dell'intensità.
   Le giornate dure sono solo due ma in entrambe si usa il "bigiornaliero hard", con parziale di fondo medio/veloce al mattino e ripetute al pomeriggio. Oggi Canova li chiama "special blocks".
   Il lavoro di ripetute brevi/lattacide del sabato si articola rispetto al periodo precedente e vediamo 2 sedute molto interessanti, definite "di sintesi", a velocità altissime (anche a ritmo gara degli 800 e 1500) e recuperi da fermo molto lunghi.
   Ma in sostanza si usano gli stessi mezzi d'allenamento del periodo precedente, ciò che nella moderna teoria internazionale viene definito "programmazione verticale".
   I recuperi in distanza sono di corsa a circa 4'/km, quelli a tempo sono da fermo.

1)
matt: 1h
pom: 40' + gym + allunghi

2)
matt: 1h collinare
pom: 40'

3)
matt: 5-6km a 3'-3'10
pom: ritmi gara a settimane alterne
 - 3x3000 (8'25-8'30) rec.1200
 - 5x2000 (5'25-5'30) rec.800
 - 6x1500 (4'08-4'10) rec.900
 - 8x1000 (2'43-2'45) rec.600
 - 10x800 (2'10-2'12) rec.400

4)
matt: 1h
pom: 40' + gym + allunghi

5)
15' + 1h collinare

6)
matt: 10-12km a 3'15-3'20
pom: resistenza lattacida a settimane alterne
 - 15-20x400 (64-65) rec.200
 - 15-20x300 (45-46) rec.100
 - 15-20x200 (28-29) rec.200
 - 3000 (8'15) r.8' + 800 (1'58) r.8' + 4x400 (58) r.2'
 - 2000 (5'25) r.8' + 600 (1'26) r.8' + 5x300 (42) r.1'30

7)
1h30'

lunedì 6 aprile 2015

Allenamento: generale, speciale, specifico.


   Riporto un pezzo di Canova, originariamente scritto sul sito americano Letsrun e postato dall'amico GB sul sito Noivelocisti.

a) Generale è tutto quell’allenamento che ha come obiettivo l’incremento delle nostre qualità, come base per migliorare la prestazione. Ve lo voglio spiegare con un esempio.
   Il talento di un atleta è come denaro per qualcuno che vuole costruire la sua casa. Se voi siete Gebre, la vostra casa può essere un grattacielo di 60 piani. Se siete un atleta normale, può essere un a casa di dieci piani. Ma, in ogni caso, prima di costruire la casa, dovete acquistare il materiale che dovrete usare.
   Questo è il periodo Generale. Dovete cercare di incrementare la vostra resistenza generale (base per ogni sport), la vostra forza, la vostra coordinazione, la vostra rapidità (non fate confusione tra rapidità, che è una qualità nervosa, e velocità: la velocità è una combinazione di forza e rapidità).
   Noi lavoriamo per diversi mesi (a seconda della specialità) per incrementare queste qualità.

b) Speciale è quell’allenamento che è connesso con la Specificità della prova , ma ancora non è molto Specifico. Per esempio, se usiamo esercizi pliometrici per un saltatore, questi sono esercizi Speciali: Specifico è quando noi saltiamo in modo vero e proprio facendo particolare attenzione alla tecnica della prova.
   Nel caso di un corridore, quando noi cerchiamo velocità più elevate del 10% della velocità di gara, o più lente del 10%-15% (a seconda della prova), possiamo parlare di allenamento Speciale della velocità.
Quando lavoriamo per incrementare la forza, noi lavoriamo in modo Generale, ma quando lavoriamo per incrementare la resistenza alla forza, estendendo la durata degli esercizi, lavoriamo in modo Speciale.

c) Specifico è quell’allenamento direttamente connesso con la prova. Correre 3x600m in 1'18" con 10' recupero per un corridore da 1'44" è Specifico, correre 8x600m in 1'24" con 5' è Speciale, correre 12x600m in 1'30" con 2' è Generale (nota del Corsaro: qua esagera su tempi e volumi).
   Così, durante il periodo Speciale noi abbiamo già un poco di allenamento Specifico e durante lo Specifico noi continuiamo con un poco di allenamento Speciale. Il limite tra Speciale e Specifico è piccolissimo, noi ci muoviamo da un periodo ad un altro solo modificando la percentuale di un tipo di allenamento in raffronto all’altro.
   Inoltre durante il periodo Specifico, necessitiamo di avere ogni 3 settimane circa, un periodo Speciale che dura lo stesso tempo, per rinfrescare le qualità Specifiche che usiamo per la prestazione, in modo Speciale.
Questo significa ridurre un poco l’intensità (ma non troppo), per puntare nuovamente su alcuni esercizi Speciali (per esempio, non usiamo esercizi pliometrici durante le principali 3 settimane di competizione, ma, durante il successive 3 settimane senza competizioni, li usiamo nuovamente), e per incrementare ancora il volume.
   Solo usando in modo corretto una modulazione tra intensità e quantità, e tra allenamento Speciale e Specifico durante la stagione agonistica, possiamo mantenere per lungo tempo la forma massima.

   Un’altra cosa: vedo molti messaggi sull’influenza di Lydiard. Io fui, certamente, molto influenzato da Lydiard, anche perché iniziai ad allenare molto giovane, nel 1965, e Lydiard era un modello vincente con le sue teorie. Ma, francamente, questa disputa mi sembra ridicola.
   Se vogliamo che ogni tipo di ricerca, e ogni invenzione, possano essere utili per il futuro, noi sempre dobbiamo dare grande merito a chi ha iniziato questo sviluppo, ma non possiamo fermarci al suo punto di partenza.
   Così, una cosa sono i principi e la filosofia, che sono ancora una ”legge” fondamentale per tutti i migliori allenatori al mondo delle medie e lunghe distanze, un’altra cosa la loro applicazione, perché la scienza, la metodologia, le esperienze, la ricerca sono state in grado di avanzare durante gli ultimi 40 anni .
   Se qualcuno conosce la storia della metodologia, sa che vi sono stati nel passato diversi allenatori che hanno influenzato intere generazioni di atleti. Mihail Igloi, per esempio, l’ungherese che ha allenato Iharos (Record Mondiali dai 1500 ai 10000 negli anni 1955-56), Szabo, Rozsavolgyi. Oppure Van Aaken, il primo a studiare gli effetti delle lunghe corse sulla capillarizzazione. Oppure il francese Frassinelli, allenatore di Michel Jazy (correre 3 ore a ritmo molto lento, anche dopo avere battuto il record dei 2000 e 5000m con 13'24").
   Voi avete una particolare attenzione per Lydiard, perché egli era un allenatore di lingua inglese, e ha scritto libri in questa lingua. Ma voi non conoscete le idee e la filosofia di allenatori dell’est Europa, per esempio, che influenzarono il guru dell’ Etiopia, Woldemastre Kostre, che andò all’Università in Ungheria per la sua preparazione scientifica.
   Non comprendo e non so, non sono interessato nel conoscere ogni cosa sull’elettricità, ma sono molto felice che qualcuno l’abbia scoperta, inventata e sviluppata, così, quando entro in una stanza buia, devo premere un bottone solamente per illuminarla.
   Questo significa che non spreco tempo nel cercare di comprendere che cosa sia l'uso comune, ma inizio da lì per andare avanti con il mio lavoro.
   Voi siete nel paese del filosofo del pragmatismo, James. Cercate di essere più pragmatici: l’obiettivo finale non è discutere chi fosse, o è, il migliore tra i grandi allenatori della storia , ma conoscere il modo per fare correre più velocemente gli atleti.
   Per fare questo, dovete usare tutta la vostra conoscenza, non limitandovi ad una fonte sola.

giovedì 2 aprile 2015

Velocità del fondo lento: teribbbili perversioni (sottotitolo: radice quadrata del logaritmo elevato alla 3/4 della derivata seconda dell'integrale di pi greco).


   Incredibbbbile... iniziai a spiegare ste cose nel 2008 sui blog... le ho spiegate decine di volte su vari forum... eppure mi tocca leggere ancora cose del tipo:

"la cl va fatta al 70% della fcmax"...

   E giù calcoli su calcoli, rilevazioni costanti e ossessive, dibattiti interminabili sui forum, sensi di colpa se si sfora la percentuale o se a fine seduta si va in "deriva cardiaca".
   E giù test per la rilevazione della fcmax, test da campo per la rilevazione della velocità ad ogni preciso scaglione di fc (manco fosse l'IRPEF), e mi raccomando di fare i test esattamente sullo stesso percorso, e mi raccomando di calcolare le differenze che potrebbero derivare da condizioni climatiche diverse, in test fatti in diversi momenti, tramite l'algoritmo... eeehhh l'algoritmo!

   Cosa vi ho fatto di male? Perchè mi volete morto? Perchèèèè??? TELL ME WHY!!! Perchè lo dice qualche "eminenza"?
   Stabiliscono delle "zone d'intensità" con percentuali fisse calcolate sulla frequenza cardiaca massima... tipo "zona easy 60-70%"... boh, io non ho mai avuto nessun atleta che fa fondo lento al 70%... e sono uno che il fondo lento lo vede very easy!

   Prendiamo 2 atleti di ugual valore, mettiamo da 35' sui 10km, che fanno fondo lento a 4'30-4'40/km con frequenza cardiaca intorno a 140bpm, ma uno ha fcmax a 200bpm e l'altro a 170bpm.
 - Il primo ha la fc del fondo lento al 70%... promosso.
 - Il secondo ce l'ha all'82%... bocciato... kattywone, la devi portare al 70%, 119bpm... ma a 119bpm corre a 6'/km!!!

MI SPIEGATE PERCHE' CAZZO DUE ATLETI DI UGUAL VALORE DOVREBBERO FARE FONDO LENTO A PASSO 1'30/km DIFFERENTE??????????

   Nessuno ci vieta ogni tanto di farci un uscita in jogging... che ne so, incrocio una bella tipa e mi ci metto a correre insieme iperlento... ma che mi si viene a dire che uno che vale 50' sui 10km e ha fcmax 170bpm, al quale verrebbe naturale un fondo lento a 6'/km, lo debba fare a 8'/km perchè DEVE SEMPRE rispettare la SACRA percentuale... eh sì perchè (per chi non lo sapesse) ci sono degli "allenatori" che dicono alla gente di correre a 8' o addirittura 9'/km (io CAMMINO a queste velocità). E accade (per chi non lo sapesse) che a velocità così basse, vicine alla camminata, i parametri meccanici variano parecchio; ad esempio si usa molto il soleo (muscolo pieno di fibre lente perchè deputato alla stabilità della stazione eretta più che al movimento) e si usano poco i muscoli che più intervengono nella corsa (zone attorno alle anche).

CALCOLARE LE VELOCITA' TRAMITE PERCENTUALI FISSE DA UN (QUALSIASI) PARAMETRO FISSO E' IL METODO PEGGIORE CHE ESISTA!!!

   Lasciamo stare poi che il parametro fisso tanto fisso non è... ad esempio io ad agosto avevo fcmax 170 e facevo lento a 5'30 a 140bpm. Oggi ho fcmax a 180 e faccio lento sempre a 5'30 a 140bpm, con le stesse spiccicate sensazioni di agosto... invece secondo "loro" ad agosto avrei dovuto fare lento a 119bpm (a 7'/km...), oggi a 126 (a 6'20/km)...
   Sta formula del 70% va bene solo per chi ha fcmax alta (giovanissimi e adulti "tachicardici naturali sotto sforzo"), per gli altri no, perchè genera delle velocità troppo basse. E' sempre lo stesso discorso, si generalizzano cose valide solo per una minoranza... ma lo si fa enunciando una presunta legge che NON ESISTE (non esiste che è più efficace allenarsi a certe % fisse!!!). E con un occhio alle vendite dei cardiofrequenzimetri...

domenica 29 marzo 2015

Allenamento su tapis roulant: ce farà bene?


   Quando le condizioni atmosferiche sono critiche (nubifragi, neve, gelo... o anche casi di disgraziati dimenticati da Dio che vivono in luoghi con temperature di 50°... ciao Lorenzo! Ahahah!) può essere utile usare il tapis roulant, o treadmill come dicono gli angli. Tuttavia in questi anni ho avuto la sensazione di una certa associazione tra la corsa su tapis e certi problemi ai piedi (tendini d'achille, fasciti).      Per carità, non sono un fisico nè un biomeccanico... però il cervello tende a lavorare e del resto il "senso comune" porta a fare certe ipotesi, come quella che "il tapis spinge dietro per noi". Ho letto di fisici che non concordano con questo senso comune.
   M'è capitato di leggere un articolo in cui si intervista un docente di Scienze Motorie che ipotizza un maggior intervento dei quadricipiti sul tapis, cosa che pare non abbia riscontro nella realtà sperimentale, come vedremo sotto:

http://www.corriere.it/salute/15_marzo_23/perche-corsa-all-aperto-risulta-meno-faticosa-quella-tapis-roulant-185a8c42-d14d-11e4-8608-3dead25e131d.shtml

   Poi c'è questo ottimo e dettagliato studio effettuato su 20 runners fatti correre alla stessa velocità delle loro gare sui 10km (mediamente 3.8 m/s) sia su terreno che su tapis, in cui si misurano tutti i parametri meccanici significativi e li si comparano:

http://img2.timg.co.il/forums/1_162564498.pdf

   In tabella 2 vediamo che i parametri tempo-distanza (frequenza, ampiezza, ecc.) non differiscono significativamente. Invece in tabella 3 vediamo delle differenze importanti:

 - i parametri cinetici (momento) delle caviglie sono maggiori sul tapis rispetto al terreno
 - i parametri cinetici di ginocchia e anche sono minori sul tapis rispetto al terreno
 - l'ammortizzazione delle caviglie è maggiore sul tapis rispetto al terreno
 - l'ammortizzazione di ginocchia e anche è minore sul tapis rispetto al terreno

parliamo di differenze del 25-30%, quindi piuttosto pesanti. C'è un "trasferimento di azione" dalle anche-ginocchia ai piedi-caviglie. E i ricercatori sono costretti (in "discussion") a concludere che "la nostra ipotesi che la cinetica della corsa su tapis e sul terreno sia simile non è del tutto supportata" e "the treadmill running lacks push-off"; quasi tutti i "momenti" (r x mv) risultano inferiori su tapis, indicando una minore quantità di moto, ovvero si spinge meno e quindi intervengono meno i muscoli più impegnati nella normale corsa su terreno (distretti anche-ginocchia). Ma se a parità di velocità si spinge meno vuol dire che un pochino il tapis spinge per noi... quindi pare che il senso comune sia abbastanza sensato in questo caso.
   E viene spiegata anche la maggior pericolosità per il distretto piede-caviglia che avevo ipotizzato, e a prescindere da eventuali pendenze dell'1% che in genere vengono usate sul tapis per ottenere velocità comparabili con la corsa su terreno.
   A dir la verità i miei dubbi non finiscono qui... la nostra velocità di corsa risente continuamente di due tipi di asimmetrie:
 - una "laterale" (una gamba produce più potenza e velocità dell'altra)
 - una "frontale" (in espirazione produciamo più potenza che in inspirazione... avevo letto uno splendido lavoro su questo ma non lo ritrovo)
   Siamo sicuri che queste asimmetrie non possano produrre ulteriori problemi correndo su un aggeggio che ti impone una velocità costante? Ne parlai con un biomeccanico che era scettico su questa possibilità, ma a me il dubbio rimane...



giovedì 26 marzo 2015

L'allenamento di Ron Clarke (lo Shiraz australiano).


   Cabernet, Merlot... molti vitigni classici hanno preso bene in Australia, ma nessuno quanto lo Shiraz. Hanno pure creato delle razze nuove, incrociando quelle classiche.
   E di razza superba era Ron Clarke, leggendario atleta australiano che negli anni '60 fece 23 record del mondo (tra le 2 miglia e l'ora) portando quello dei 10000 a 27'39.
   Si allenava da solo e dal suo gruppo uscì anche il record mondiale dei 3000st e della maratona (Derek Clayton).

   Come gli altri "oceanici" dell'epoca (Lydiard e Cerutty) la sua filosofia era decisamente "fondistica" e contrapposta a quella europea precedente basata sull'interval training, quindi grandi volumi, molta corsa in natura lenta e in soglia, velocità poco o niente, solo corsa continua e NIENTE RIPETUTE (quest'ultima cosa tipica solo di Ron). Gli oceanici ebbero un ruolo determinante nell'avanzo della teoria dell'allenamento, forse il più determinante della storia a giudicare dai risultati: durante i 10 anni di regno di Zatopek il record mondiale dei 10000m avanzò 40", mentre nei 10 anni di regno oceanico 1'15.
   Praticamente Ron pensava che una distanza debba essere approcciata "dall'alto", ovvero a partire da distanze maggiori più lente di quelle di gara... ragionava così "qua tutti sappiamo correre un 100 in 12", quindi il problema sta nella resistenza, portare una data velocità per una distanza via via maggiore".
   Non voglio giudicare (oggi in genere vengono usati metodi "composti"... e io sono un relativista, nel senso che un metodo va bene per qualcuno e non va bene per altri, o non va bene per sempre per lo stesso atleta), voglio solo fare una proposta culturale:

http://blogs.teamtbb.com/mathieuohalloran/2012/03/14/the-myth-of-long-slow-running-by-ron-clarke/

   L'articolo è di 20 anni fa e Ron lo scrive in polemica con un allenatore australiano dell'epoca.
   Come dite? Volete per forza un giudizio? E vabbè: a me pare un po' matto. Io già da tempo ho cominciato a dubitare della verità delle affermazioni di certi allenatori o atleti circa le loro tabelle.
   Fermo restando la fondamentale importanza dei volumi e dei "tempo run"... ma dice che quasi tutte le mattine si facevano 16-20km in progressione che finivano con gli ultimi 5-6km a 2'48-2'55... lunghi domenicali con salitazze a media 3'07... dice che quanto più gareggi meglio è...
   Mah... secondo me se fai sedute così e poi nei 10000 in gara vai a 2'46 (lui) o 2'50 (altri) te devi SPARA'. Stai sprecando tempo ed energie! Investi troppo per raccogliere poco!
Non hai studiato economia all'università...
   Uno che in allenamento fa lunghi a 3'07 (manco i keniani di oggi!!!) e 5-6km al giorno a 2'50, sui 10000 dovrebbe fare 25' non 27'39. Se non lo faceva significa o che sta mentendo (circa i suoi allenamenti) o che non recuperava quel tour de force di allenamenti e gare.

   Oggi abbiamo splendidi esempi di atleti che metà sedute le fanno a 4 o anche più lente (Kipsang, Gebreselassie, Rudisha) e che a Ron Clarke o Derek Clayton gli danno 1'20 sui 10k e 7' sulla maratona...
   C'è pure da dire che nel frattempo l'umanità è cambiata, quella era gente nata sotto la guerra o prima, abituata alla durezza della vita spartana di quei tempi, abituata da ragazzini a giocare tutto il giorno a piedi scalzi... gente che da un punto di vista sia fisico che psicologico era PRIVILEGIATA rispetto agli atleti odierni (a parte forse i keniani). Gli atleti di quei tempi non avevano la tecnologia di oggi ma erano FATTI D'ACCIAIO AL TITANIO (tutto il popolo era fatto d'acciaio, o pensi che tuo nonno o bisnonno erano come te?): penso che le due cose si equilibrino e quindi i tempi migliori di oggi siano frutto di metodi d'allenamento migliori.
   Oggi l'atletica oceanica è molto forte ma non seguono esattamente il Clarke-pensiero.



domenica 22 marzo 2015

Alimentazione: rivoluzione e dittatura (reintegro di carboidrati post esercizio).


   Alimentazione tradizionale uguale Demonio, carboidrati uguale Lucifero, carboidrati ad alto Indice Glicemico uguale Belzebù, zucchero uguale Malefico in persona... questa una delle tante religioni alimentari in voga negli ultimi anni.
   Ci sono evidenze scientifiche di processi di estrazione dello zucchero dalla canna risalenti al 5000 a.c. in Oceania; da lì la canna da zucchero si espanse in Asia, Europa e Americhe e in quest'ultimo continente da qualche secolo la sua produzione ha stabilito la base principale. Lo zucchero da barbabietola fu scoperto in Europa qualche secolo fa e la sua produzione crebbe, e poi divenne massiccia, nel periodo napoleonico a causa del blocco navale della Royal Navy che impediva l'importazione dello zucchero di canna dalle Americhe. Piccola storia per dire che stiamo parlando di un alimento usato da migliaia di anni.

   Anch'io fino a qualche anno fa caddi nell'errore della demonizzazione, infarcito (come tutti) dalle cose che si leggono in giro... poi però quado uno si mette a studiare seriamente in forma autonoma e a ragionare liberandosi da tabù e mode, le idee cambiano. Il guaio, come sempre, è la generalizzazione, l'assolutizzazione di idee che sono valide solo in alcuni casi.
   Fino a qualche decennio fa la maggioranza delle persone trovava il proprio sostentamento da attività lavorative manuali e molto faticose, mio padre negli anni '50 spianava colline a picconate per la costruzione di superstrade... poi, con l'avanzo tecnologico e la trasformazione dei paesi evoluti in economie di servizi, le attività lavorative sono divenute sempre più fisicamente leggere. Questo ha fatto sì che, in media, il fabbisogno calorico oggi sia inferiore rispetto al passato. Ma le tradizioni alimentari (come tutte le tradizioni) tardano ad adattarsi alla nuova situazione, risentono di un certo effetto inerziale, e così è venuta fuori la figura dell'individuo sovrappeso-sovralimentato ed è aumentata l'incidenza di alcune malattie, fra cui il diabete. Da qui tutto un fiorire di studi nutrizionali tesi a risolvere il problema (si spera...).
   Ma come spesso accade, una "rivoluzione", resa necessaria da una situazione non più sostenibile, si trasforma in "dittatura totalitaria"...

   Concetti come "riduzione dei carboidrati, minimizzazione dei carboidrati ad alto IG" sono VALIDI PER INDIVIDUI CON PROBLEMI di obesità e/o diabete, NON SONO VALIDI PER INDIVIDUI SANI E SPORTIVI!!!
   Bruciamo una marea di calorie provenienti dai depositi di glicogeno, questi devono essere assolutamente reintegrati e ALLA SVELTA, altrimenti il corpo potrebbe andare a smontare proteine dalle fibre muscolari per garantire l'energia necessaria. E io veramente non ce la faccio più di vedere atleti (anche miei) la cui salute viene messa in pericolo da "ideologie alimentari totalitarie" che misconoscono questi fatti, non ce la faccio più di vedere gente con gli indici di distruzione muscolare (azotemia, cpk) altissimi e i reni posti in pericolo per seguire le teorie alla moda di certi "guru" prezzolati.
   E neanche ce la faccio più di vedere che l'introiezione inconscia di certe teorie causa prima comportamenti alimentari ossessivi per poi sfociare nella vera e propria anoressia (specie nelle donne, ma non solo).
   Insomma... spandere e pubblicizzare certe teorie a destra e a manca senza fare distinguo è CRIMINALE.

   Vi voglio presentare uno studio... per alcuni (ad esempio per me) è difficile imbottirsi di cibo solido nella quantità sufficiente per il reintegro dei substrati energetici consumati durante l'esercizio... in questi casi è utile (se non necessario) assumere carboidrati liquidi subito dopo l'esercizio, qualche centinaio di calorie "aggratise" (senza sovraccaricare il sistema digerente) per poi seguire con la normale alimentazione. I depositi di glicogeno si ricostruiscono in modo più efficiente e rapido usando zuccheri semplici disciolti in acqua. Io ad esempio sciolgo 50g di zucchero in un litro d'acqua (con l'aggiunta di mezzo limone e un pizzico di sale) e ne assumo 2/3 nella mezz'ora immediatamente successiva all'allenamento (vabbè, qua fa caldo e sudo tantissimo) e il resto entro altre 2 ore. Naturalmente le dosi sarebbero da vedere caso a caso... come anche il fatto stesso se usare un metodo del genere oppure no.
   Leggendo lo studio (che vi propongo sia tradotto, sia nell'originale) non andate in fissa coi numeri, forse a volte un po' esagerati (bisognerebbe andarsi a studiare dettagliatamente in bibliografia su che tipo di soggetti sono state fatte le rilevazioni sperimentali e che tipo di attività sportiva svolgevano), l'importante è il concetto:
   i carboidrati ad alto IG, per sportivi sani, non solo non fanno male ma anzi sono il modo più efficiente per reintegrare le riserve di glicogeno.

http://www.fituncensored.com/forums/nutrizione/7698-alimentazione-e-ripristino-delle-scorte-energetiche-muscolari-dopo-l-esercizio.html

http://www.sgsm.ch/fileadmin/user_upload/Zeitschrift/51-2003-1/07-2003-1.pdf



giovedì 19 marzo 2015

Infortuni: relazioni pericolose 2.


   "Posso resistere a tutto, tranne alle tentazioni" (Oscar Wilde).

   Eeehhh... lo so, la tentazione è forte, la carne è debole... a volte si cede e arriva puntuale la punizione; e spesso è pure difficile apprendere dagli errori fatti.
   Dopo l'esempio 1, relativo a un master e esposto nel primo post sull'argomento di qualche settimana fa, vediamo ora due esempi riguardanti stavolta atleti d'elite. Per carità, a volte occorre rischiare e sono il primo a dire che gli infortuni hanno spesso anche delle componenti extrasportive difficilmente controllabili, però in molti casi mi pare che la relazione pericolosa sia rilevabile, se non proprio palese.

ESEMPIO 2.
   400ista elite italiano famoso, allenato da un'"eminenza" famosa. 2° anno junior.
Giugno... fa il record italiano junior (2 gare). La settimana dopo i societari (2 gare). La settimana dopo convocazione imprevista in Coppa Europa (1 gara).
Seguono due settimane molto intense (con dei 100 in 10.6, 200 in 21.4, 500 in 67, ecc.), dopodichè Golden Gala in cui fa 4 decimi peggio di un mese prima (strano?).
   Due giorni dopo spara 6x80 in 8.5 e IL GIORNO DOPO 2x300 in 32.84 e 33.51, rec.15'.
   Penso... "eccolo, mo' se spacca"... 3 giorni dopo STRACK! 8 giorni fermo e figuraccia agli Europei Junior che erano l'appuntamento clou della stagione (5° in semifinale).

   Quel 32.84 (in gara di 300 aveva un personale di 33.70) non è un tantinello eccessivo per uno junior da 46.5? Proietta un 43.79!!! E 15' di recupero non sono pochini prima del successivo? E un 2x300 a quell'intensità non è un volume eccessivo? E farli il giorno dopo di un 6x80 al fulmicotone non è "audace"? E farli 3gg dopo una gara non è "diversamente responsabile"?

   Tempo fa vidi un video di una seduta simile (quasi) di Pavel Maslak: 150 (15.2) rec 30' + 350 (38.44). Regà, parliamo di sedute tremende che dovrebbero farsi non più di 2-3 volte l'anno eh... ma rispetto all'italiano di cui sopra:
- Maslak è adulto e ha già vinto europei e mondiali indoor
- ha un pb di 44.84 e non 46.5
- la seduta ha un volume totale di 450m e non di 600m
- tra le 2 prove il recupero è doppio
- la seduta non è stata preceduta da un'altra intensissima il giorno prima e da una gara 3gg prima
- il 350 in 38.44 proietta un 43.9
quindi maslak, rispetto all'italiano, fa una seduta meno intensa, con meno volume, con più recupero, non preceduta da giorni intensi.
   Maslak s'è spaccato? No! Anzi, è arrivato in forma agli Europei Indoor e li ha vinti.

ESEMPIO 3.
   Ragazza qualche anno fa tra le prime 5 in italia sui 1500-3000m, allenata da uno famosissimo e osannatissimo...
   Lasciamo stare i vari obbrobri tecnici a lei propinati dal mammasantissima (possiedo il day by day di 3 anni di allenamenti, grazie ai miei servizi segreti, attivissimi e onnipresenti) e concentriamoci solo sugli eventi infortunistici.
   Ottobre, 15gg di riposo totale a fine stagione, quindi 2 settimane di ripresa fatta solo di corsa lenta 4 volte a settimana, da 20' a 1 ora. La terza settimana se n'esce così, come un fulmine a ciel sereno:

LU:  40’ + palestra
MA: 4x1000 salita r. 2’30
ME: 8k medio (matt) - 8k medio (sera)
GI:   40’ (matt) - palestra (sera)
VE:  50’ bici
SA:  8k medio r. 6’ + 4x1000 r. 2’30
DO: INFORTUNIO AL GINOCCHIO...

E grazie al ciufolo!!!!!!!!!!!!!!! Non è un tantinello "diversamente intelligente" inserire dal nulla 4 sedute intense e 2 palestre in 6 giorni?