mercoledì 11 febbraio 2015

10000m e mezzamaratona: lo scarto (del chianti).

Il chianti è un buon vino, non di quelli più pregiati ma un buon vino; certo, come per tutti gli alcoolici, sarebbe meglio non abusarne...

Una nota "eminenza" della regione del chianti sostiene che lo scarto di passo fra la mezzamaratona e la VR (velocità di riferimento, intesa come soglia anaerobica e valutata pari a quella di una gara di 12km) deve essere al massimo di 10"/km... mah, cosa significa "al massimo"? Da 0 a 10?

E' una questione di non poco conto perchè sbagliare l'impostazione del passo in gara porta o a prestazioni al di sotto delle proprie capacità, se si imposta un passo troppo lento, o allo "scoppio", se si imposta un passo troppo veloce. Io sono contrario in generale sia ai cosiddetti "test" sia a questo genere di calcoli teorici, entrambi prescindono dall'analisi accurata dello stato dell'atleta attraverso l'evoluzione del suo allenamento, unica analisi che secondo me può portare a delle previsioni attendibili sulla prestazione in gara. Ma qualcuno obietta che agli amatori inesperti bisogna pur dare delle indicazioni... mah!

Anzitutto definire il passo alla soglia anaerobica come corrispondente al passo su una gara di 12km può avere senso solo per una ristretta cerchia di atleti. Sappiamo benissimo che atleti aerobicamente molto efficienti o molto portati per il fondo o che fanno molti chilometri possono tenere la soglia per tutta la distanza di mezzamaratona; sappiamo altresì che atleti poco efficienti aerobicamente o tendenzialmente veloci o che fanno pochi chilometri riescono a tenere la soglia per soli 10km o anche meno.

Ma diamo per buona sta valutazione sui 12km... e per semplificare mettiamo che quel "al massimo 10"/km" voglia dire "mediamente 8"/km". Quindi avremmo uno scarto di 8" tra 12 e 21km... estrapolando possiamo dire uno scarto di 10"/km tra le gare di 10 e 21km (arrivo a considerare il passo della gara di 10km perchè è un riferimento che più o meno tutti conoscono, mentre pochi conoscono il proprio passo sui 12km).

Questo scarto di 10"/km è lo stesso che hanno mediamente i runners d'elite, se predisposti e perfettamente allenati per entrambe le distanze. Ma per gli amatori cosa accade?

Su un forum calcolammo gli scarti per 15 atleti:
13 - 19 - 8 - 29 - 9 - 16 - 30 - 21 - 6 - 5 - 12 - 11 - 39 - 12 - 21 
media: 16.7

e questi i personal best e gli scarti di 17 miei atleti amatori che calcolai l'anno scorso:
F: 36'32     1h23'20     18
P: 36'59     1h23'01     14
T: 41'31     1h33'20     16
F: 46'05     1h42'10     14
I:  33'46      1h14'08      9
L: 39'46     1h29'22     15
S: 39'11     1h27'46     15
B: 44'47     1h39'09     13
E: 38'33     1h25'02     11
G: 38'40    1h26'07      13
M: 43'04    1h36'41     17
B:  46'11    1h51'56     41
M: 33'20    1h12'12       5
N:  41'30    1h30'22       8
M: 39'49    1h29'29     15
M: 36'20    1h20'14     10
D:  36'47    1h20'30       8
media: 14.2

Insomma, su un campione di 32 amatori, forti e meno forti, abbiamo uno scarto medio sui 15.4", ben più alto da quanto si evince dallo "scarto del chianti"... e errori di impostazione di passo di 5"/km portano a spiacevoli conseguenze...

Considerando rientranti nello "scarto del chianti" gli atleti con scarto 10-21 fino a 12, fra i 32 di cui sopra solo 13 rientrano... ma allora perché proporre" leggi generali" che poi si rivelano al massimo "leggi caporali"? 

sabato 7 febbraio 2015

Tecnica di corsa 1: Stalingrado.


   La battaglia più terribile, quella che decise le sorti della seconda guerra mondiale si giocò a Stalingrado, fu lì che finalmente la Russia disse "ora basta". Ed è ora di finirla anche con le troppe stupidaggini che si leggono in giro sulla tecnica di corsa. Ma prima di lanciare i missili, facciamo un'amichevole chiacchierata generale...
   E' mia opinione che della "tecnica di corsa" si parli troppo E focalizzando punti non essenziali E con contenuti spesso pure errati o quanto meno indebitamente generalizzati. Sui forum, intorno a questo argomento si scatena incredibilmente una violenza inaudita, fenomeno che andrebbe estrapolato dal contesto sportivo e trattato veramente in sede psichiatrica. Spesso sono i cosiddetti "tapascioni", amatori di livello medio-basso, a infervorarsi sulla questione (vi assicuro che gli elite ci si scervellano molto meno), quasi che fossero alla ricerca della pietra filosofale che tramuti in oro il piombo delle loro prestazioni... oppure ci sono altre motivazioni più profonde, inconsce.
   Farò molti post sull'argomento, ma per una volta voglio esordire con la fine della storia. Questo perchè la fine della storia (la mia opinione finale) non è molto divertente... molto più succulento sarà invece distruggere uno per uno tutti i dettagli errati di certe teorie biomeccaniche che vanno di moda. E le pietanze succulente vanno assaporate a poco a poco, giusto?

Sulla tecnica di corsa io sono un "relativista critico". Relativista perchè? Perchè la tecnica di corsa VARIA:

 - da atleta ad atleta
 - a seconda della velocità di corsa
 - a seconda della specialità preparata
 - a seconda della morfologia del corpo dell'atleta
 - a seconda del sesso dell'atleta
 - a seconda della "storia" dell'atleta, sportiva e non

   Si deve sempre partire dall'osservazione della realtà e non da teorie preconcette (o che si vogliono far apparire "concette" dando una comunicazione distorta o del tutto falsa della realtà) e allora, alla luce di tutte le possibili cause di variabilità che ho elencato, chi vi dice che TUTTI DEVONO SEMPRE correre così e cosà è un DEMENTE. Oppure un furbacchione che vuole vendervi magari un certo tipo di scarpe... o convogliare decine di migliaia di persone sul suo sito per fatturare con la pubblicità. Ma si sà... la realtà annoia... la falsità invece ha un incredibile potere d'attrazione, del resto siamo una specie di "creativi", l'intera "arte" si basa su questo, rappresentare il mondo come NON è. Lo stesso Tertulliano stigmatizzò questo processo mentale nel II secolo d.c. con il suo "Credo quia absurdum".
   Per carità, siamo in democrazia e ognuno è libero di essere demente... io stesso ho molti amici che in alcuni campi sono totalmente dementi, eppure ci sono in ottimi rapporti e li trovo ottime compagnie. Non voglio assolutamente discriminare i dementi, c'è chi ha il naso storto, chi ha la mascella squadrata, chi è demente...

   Però sono un relativista "critico", nel senso che non tutte le tecniche di corsa vanno bene per tutti, ovvero che si può tentare di agire per modificare la tecnica se COMPROVATAMENTE le prestazioni di un atleta sono inficiate da una tecnica per lui non adeguata o che sia per lui causa di infortuni. Tuttavia sono convinto che questi eventuali interventi migliorativi non possano essere impiantati semplicemente imponendoli coscientemente, ma debbano essere il risultato di azioni di lungo termine sulle cause di certe posture o meccaniche di movimento. Insomma se occorre intervenire occorre agire sui rapporti di forza/flessibilità di tutti i gruppi muscolari di tutto il corpo.
   Vediamo anche atleti da record del mondo che corrono con meccanica "brutta-errata", ad esempio Zersenay Tadese... ma insomma, se fa il record del mondo io non me la sentirei di andargli a rompere le scatole. Io francamente ho più rispetto per (o prendo ispirazione da) un grande atleta o un grande allenatore che non per un amatore da 51' sui 10km che crede di essere un semidio che ha trovato la pietra filosofale (e quindi tutti quelli prima di lui sono scemi) o uno pseudo-scienziato che produce PDF pieni di menzogne e in conflitto d'interessi perchè finanziato da una fabbricuccia di scarpe.


martedì 3 febbraio 2015

Doping 2: l'etica.


   Confesso che avrei enorme piacere ad assistere a un generale repulisti contro i dopati nell'atletica italiana (il perchè lo spiegherò nel terzo e ultimo post su questo spiacevole argomento), ci sono vari procedimenti in corso, vedremo se produrranno effetti. Intanto i tre moschettieri della staffetta del 2010 sono stati assolti... Ma il punto è che io non sono un facilone giustizialista, di quelli che si fermano all'isteria del "dagli all'untore!", a me piace capire e contestualizzare.

   Dice "chi si dopa è antietico non solo perchè truffa chi non si dopa, ma anche perchè offre un pessimo esempio alle giovani generazioni, perchè lo sport ha una funzione educativa".
   Mah... coi miei figli la funzione educativa ce l'ho IO. E il mondo là fuori è una giungla di tigri del Bengala pronte a tutto per farti la festa... quindi lo sport mi dovrebbe educare a cosa, mi dovrebbe preparare a affrontare quale limpida e bella vita sociale???
   Per me lo sport deve divertire, fare bene al corpo, al limite abitua a una certa "resilienza" psicofisica che può risultare utile anche in altri campi (però conosco tanta gente molto tignosa che non ha mai fatto sport alcuno)... ma non ha alcuna funzione etica o morale. Le comunità sportive sono fatte da uomini e donne normalissimi, più o meno buoni, più o meno cattivi, che a volte (o in alcuni campi) sono buonissimi e altre (o in altri campi) cattivissimi.
   La linea di demarcazione tra bianco e nero non è netta, è sfumata, o ondulata, e bianco e nero spesso si compenetrano. Non amo molto le filosofie orientali ma il simbolo del Tao riassume bene questi concetti.

   I miei figli non si doperanno mai e se si dopa il figlio di quello del palazzo di fronte, e schiatta, me ne frego. Mica sono il salvatore del mondo! Sì, vabbè, mi dispiace un po'... ma poi vinco 500 euro ai cavalli e mi passa la depressione (citazione dal grande Charles Bukowsky :)).
   Chi si dopa sa benissimo cosa sta facendo e i pericoli cui va incontro e non credo manco ai poveri atleti infinocchiati da "medici senza scrupoli". Mi ricorda la storiella degli spacciatori davanti alle scuole a fare i vu' cumprà con gli ignari e immacolati studentelli adolescenti... mah, io a scuola ci sono stato e ste cose non le ho viste... ho visto invece ignari immacolati quindicenni che andavano a fare le rapine e poi compravano la roba presso il pusher. Ragazzi, oggi i prodotti dopanti si comprano su internet, ma che scherziamo?

   Etica nello sport... come no! Basta andare a una partitella di calcio di periferia... io ho lavorato nel calcio: tifosi inferociti (dovreste vedere i genitori dei ragazzini delle categorie giovanili, nella vita normale tranquilli e ubbidienti impiegati), odii e invidie a tutto spiano, l'allenatore che fa le scarpe al preparatore, il massaggiatore al medico, il medico al vice presidente... e il presidente che ritardava i pagamenti degli stipendi. E nelle società d'atletica è diverso? Mai saputo di allenatori che si fanno le scarpe tra loro, anche nella stessa società? Mai saputo di allenatori e atleti, magari di qualità, perseguitati e cacciati perchè non fedeli alla linea di qualche "guru"? E tra gli amatori? Per l'amor di dio... lasciamo perdere che ste cose le conoscete tutti. Quanta gente in cuor suo gioisce se vi fate male o se le gare vi vanno male?
   E su certi forum? Beh ragazzi, qua a volte raggiungiamo vette himalahiane di cattiveria, invidia e infamia. Mi presero a parolacce perchè scrissi che la maggioranza dei maratoneti d'elite appoggia di tallone (è la verità... a proposito, se lo dici a un esame per allenatori FIDAL ti bocciano), mi minacciarono di denuncia per diffamazione per aver detto "la tal seduta di tal allenatore è sbagliata"; moderatori e amministratori, tronfi di un piccolo ridicolo "potere", autoinvestitisi DEMIURGHI che sfogano le loro frustrazioni personali della vita reale pretendendo di fare i "Robespierre de noantri", utenti suscettibili che si sentono dio in terra che ti denunciano ai moderatori se tenti di insegnare loro qualcosa di buono... eccetera. Veramente un Cottolengo mentale.
   Ehhhh... "noi runners, brava gente!"...
   E sto parlando solo di etica eh... se poi andiamo nel campo logico-scientifico ne vediamo di tutti i colori: irrazionalità, incapacità di vedere realtà anche banali, al limite dell'allucinazione e della demenza, conformismo e ossequio dell'autorità (auto)costituita contro ogni semplice evidenza empirica.

   Ecco, il mondo dello sport è anche questo, come ogni altro ambito frequentato da noi "animali razionali". Ma allora in che minchia consiste sta fantomatica "funzione educativa"???



giovedì 29 gennaio 2015

Allenamento mezzofondo giovanile: periodo fondamentale anni '80.


   Continuiamo con la "review" su "come si lavorava quando eravamo gagliardi" con l'esposizione del lavoro svolto da Francesco Panetta nel periodo "fondamentale" che andava da gennaio a tutto marzo. Ricordiamo che Francesco aveva 19 anni.
   Abbiamo 11 sedute settimanali... i nostri junior 3000isti oggi fanno 11 sedute settimanali? Uhmmmmmm... In questi mesi si raggiungeva il massimo volume, considerando circa 4km di riscaldamento abbiamo un chilometraggio totale di 150-155km settimanali. Che dite, i nostri junior 3000isti odierni si fanno questi volumi? Uhmmmmmm...
   Una domanda sorge spontanea (a me...): e se tra 19 e 20 anni si facevano questi volumi, che volumi venivano fatti in categoria allievi? 50km come fanno oggi? E poi in due anni triplicavano i volumi? Non credo proprio. Allora qual'è un sensato e sostenibile sviluppo dei volumi di corsa nelle categorie giovanili? Ne parleremo in futuro.

   Nella tabella notiamo alcune cose interessanti:
 - introduzione delle salite
 - si introduce il lavoro tecnico sugli ostacoli, "a secco" (ovvero non in corsa) il lunedì, e durante un fondo medio il martedì
 - una seduta aerobica qualitativa (medio-veloce) molto lunga al venerdì, simile a quella svolta da Cova però nel periodo introduttivo
 - la tabella è strutturalmente molto diversa da quella di Cova, il che indica una grande attenzione ai bisogni individuali dell'atleta, anche al di là della differenza della distanza principale da preparare; ad esempio sono assenti le ripetute (a parte le salite brevi), che Cova impiegava già a pieno regime da gennaio e che invece Panetta inseriva da aprile. Probabilmente Panetta a quel tempo aveva bisogno di solidificarsi aerobicamente.
   Vediamo la tabella:

1)
matt: 40' lento + gym e tecnica dell'ostacolo + allunghi
pom: 40' a 3'45/3'50

2)
matt: 30' lento
pom: risc + 10km medio in pista (3'30) con 5 ostacoli a giro

3)
1h15' a 3'45/3'50

4)
matt: 40' lento + gym + allunghi
pom: 40' a 3'40/3'50

5)
matt: 30' lento
pom: risc + 12km medio (3'15) rec.1km (4') + 3-5km veloce (3'-3'05)

6)
40' (3'50) + 10-15x100 salita rec.jogging + 20' (3'40-3'50)

7)
1h20' collinare con ultimi 20' medio (3'20)

lunedì 26 gennaio 2015

Preparazione atletica per altri sport: il tennis di Fabio.

  
   Ho un cugino più anziano che da ragazzo era un campione di salto in alto (forse anche questo ha dato un contributo al mio amore per l'atletica), poi si mise a giocare a basket e quindi per un paio di decenni fu allenatore di basket, anche a discreti livelli (A2). Ho dei ricordi vaghi di quello che raccontava sugli allenamenti che faceva fare, ma ricordo sicuramente che parlava di corse fino a due ore, almeno nel periodo estivo del ritiro. Era la fine degli anni '70 e andavano di moda i metodi "fondisti" alla Lydiard, ma anche della scuola finlandese. Nello stesso periodo ricordo che lessi di sedute di corsa di due ore fatte da Corrado Barazzutti.
   Non sono esperto di preparazione atletica di altri sport, a parte il calcio in cui feci il preparatore per un certo periodo tra 1989 e 1990 (ma successivamente mi disinteressai completamente a quell'ambientaccio), per cui quelle che scriverò sono mie riflessioni e sono benvenuti contributi da chi fosse addentro alla tematica.

   Il metodo "fondista" potrebbe ragionare così: "siccome la partita, al lordo dei tempi di recupero, dura un paio d'ore, allora è utile ogni tanto farmi due ore di corsa". Non è un ragionamento in assoluto campato in aria; io ad esempio trovo molto facilitante fare 1h30 di palestra in periodi in cui corro 1h30. Tuttavia, fondamentalmente sono un corridore di endurance, sono abituato a correre a lungo e non ho una conformazione fisica "anaerobica", non sono pesante con grosse masse muscolari... francamente non ce li vedo gli animali della NBA o della NFL a correre per due ore.
   Quindi comincio col dire che la preparazione atletica in certi sport dovrebbe adattarsi alle caratteristiche dei singoli, oltre che ovviamente tener conto delle caratteristiche di quel particolare sport. Quando preparavo i calciatori non facevo fare le stesse cose a tutti: parlando di corsa continua, a certi centrocampisti o terzini facevo fare anche 30-40' di corsa, ai portieri 15-20'. Ma comunque le sedute erano più che altro impostate su una lunga sequenza di mezzi intervallati, comprendenti corse veloci, pliometria, forza, variazioni "situazionali" con la palla.
   Il calcio si avvicina abbastanza all'atletica di mezzofondo, è comune vedere calciatori che in una partita percorrono 10-12km in totale, ma sempre intervallati e comunque fatti di gesti sovente lattacidi o esplosivi. Molti ottimi mezzofondisti provengono dal calcio. Forse lo sport di squadra che più si distacca dal mezzofondo è il volley, caratterizzato da movimenti molto brevi e esplosivi. Rugby e ancor più football americano hanno più attinenza con lo sprint in atletica. Il basket mi pare una via di mezzo. Ma su queste cose il mio socio Valerio può dire certamente più e meglio di me.

   Il tennis è un discorso a sè, durante la disputa di un punto ci si muove di continuo ma con frequenti scatti e cambi di direzione e anche episodi esplosivi. Sono frequenti i recuperi ma le partite possono durare diverse ore, non c'è un limite di durata. Ci vuole anche forza e bisogna essere rapidi. Si lavora spesso in posture inusitate di ogni genere e ci si deve spesso sollevare da posizioni "basse".
   Fabio veniva da un periodo di ottima forma aerobica, in pochi mesi avevamo portato a 36' e 1h23' i suoi personali nei 10 e 21km. Decise di riprovare col tennis, suo vecchio amore. Inventai una tabella di due sedute settimanali (nel frattempo giocava) che tenesse conto dei seguenti fattori:
 - logistica e tempo da dedicare alle sedute
 - condizione aerobica buona: da non peggiorare troppo
 - condizione lattacida/alattacida: da sviluppare, sia come "picco" che in "ripetitività"
 - forza: da sviluppare, molto core, qualcosa specifica (con esercizi adatti alle situazioni del tennis), qualcosa di potenza e di pliometria.
   Utilizzammo balzi + lanci (con Med Ball) + sprint. In sala pesi gli esercizi usati furono: squat-clean + push-press, croci, rear deltoid, lumberjack.
   Mi ha raccontato che si trovò molto bene poi in competizione (vinse pure un torneo) e che grandi campioni si allenavano in modo non molto dissimile... insomma, preparatori del tennis TREMATE che arrivooooo!!!
(scherzo eh!)
   Qui le due sedute settimanali nel dettaglio:

1)
30’ fondo lento
3x6 drills
2 allunghi
3x(400-300-200-100) rec.2’ (nei recuperi 12 serie di forza a corpo libero)
2x3 pliometria
Pesi

2)
20’ fondo lento
2x6 drills
balzi-lanci con medball + sprint
2 allunghi
3x10m accelerazioni 3 appoggi r.1’
3x20m accelerazioni 3 appoggi r.2’
3x800 "speedmaker" [800: 4x(50accel-50decel-100jogging)] rec.4’
Pesi


venerdì 23 gennaio 2015

Doping 1: aspetti sociologici.


   Io sono un ingenuo "naturista"... no, non pensiate che vada in giro con la ciolla di fuori!!! Ma nel senso, nello specifico, che non mi interessa nessun mezzo che possa farmi (forse) migliorare che non sia il lavoro, l'alimentazione tradizionale e il riposo. Non credo manco agli integratori e aborro perfino le eccessive ossessioni alimentari, per non parlare degli improbabili mezzucci "mentali" alla Mago Merlino. Già rimango stupito quando leggo "mi faccio il magnesio, lo zinco, il bicarbonato"... quindi pensate quanto io possa essere lontano dalla farmacologia proibita.
   Tempo fa un mio maratoneta, prima di un lunghissimo, assunse del guaranà (quando lo seppi lo cazziai di brutto, ahah!), sostanza che contiene caffeina, la quale non è più considerata doping (ma rientra nel programma di "monitoramento" della WADA) ma ha importanti controindicazioni. L'allenamento andò maluccio, dopo un inizio scoppiettante il corpo presentò il conto con gli interessi... ecco, io credo all'esistenza di equilibri omeostatici "a termine", e questo termine può presentarsi dopo minuti o anni, ma prima o poi i debiti si pagano. E io ragiono a lungo periodo, gli effetti immediati li lascio alla magia.

   Questo del doping è un argomento delicato, che ha a che fare con la giustizia anche penale, quindi bisogna fare attenzione a ciò che si scrive.
   Non mi piace parlare di quest'argomento, alleno soprattutto master e non mi riguarda. Mi stimola invece molto la curiosità l'osservare l'atteggiamento della gente nei riguardi di questo fenomeno. Quando leggo un giornale salto sempre la pagina della cronaca nera... al contrario è la pagina più seguita dalla massa, i TG pullulano di notiziacce "noir", e anche nei blog e siti di sport si battono i record di visite quando si posta su quest'argomento (tira più un pelo di fi... aletta... ahah!). QUESTO è un fenomeno molto interessante, da analizzare: se noi siamo tanto pervasi dal BENE, perchè ci interessa tanto il MALE? Perchè ci provoca piacere immergere la nostra mente nel male? Certo, per evitare il male bisogna conoscerlo... però cacchio non al punto da dedicargli la maggioranza del nostro tempo o delle nostre preferenze. Francamente in questo ci vedo qualcosa di strano, morboso direi.
   Forse lo facciamo coscientemente per mostrare che siamo dalla parte dei buoni e ricevere applausi dalla platea... beh, questo sarebbe un obiettivo egoista più che da buoni. Oppure sotto sotto qualcuno prova un'inconscia invidia dei cattivi?

   Ogni società ha un sistema giuridico, stabilisce regole e sanzioni per chi non le rispetta, questo è necessario... ma non è sufficiente per sconfiggere il male. Io ho un atteggiamento materialista, scientifico, credo che nulla si crei e nulla si distrugga, credo nel principio di causa-effetto e quindi credo che per tentare di limitare il male bisogna indagarne le cause. E personalmente ritengo poco efficaci, e a volte anche immorali, le "soluzioni finali" o l'eccessiva durezza nella repressione, si corre anche il rischio che i buoni si trasformino in cattivi. Penso che tutti siamo in grado di fare qualche genere di male, dipende dalle circostanze; ma una società "buonista" deve rimuovere da sè questa realtà e allora si creano appositi "capri espiatori" sui quali convogliare tutto il male (l'"agnello di dio che toglie i peccati dal mondo"), come se questo fosse caduto dal cielo o creato dal nulla.
   Ma noi siamo buoni? Sicuro che nessuno di noi abbia mai infranto una legge, che so, un'ingiuria, una calunnia, una truffetta, un'evasioncina fiscale? O qualcuno che conosciamo? Siamo andati a denunciarlo, noi buoni che vogliamo salvare il mondo? Noooo? E perchè no? Fare gli "etici" a parole è facile, sono capaci tutti...
   Noi buoni non ci vestiamo bene per acchiappare il cliente, non vogliamo la bella macchina per acchiappare donne, non ci siliconiamo le tette per acchiappare mariti, non usiamo pillolette per turbinare coiti altrimenti asfittici? Non sono forse questi (e molti altri) tutti mezzi per "truffare" il prossimo, per bypassare il "merito" e vincere nella vita tramite la furbizia, il potere e la forza invece che tramite la ragione e l'obiettività?
   Insomma rega', il doping esiste perchè l'uomo è così, da sempre, e non vedo come lo sport possa essere esente da questi processi. La vita umana è costantemente immersa in un brodo di truffe e menzogne. Chi non si rende conto di queste semplici verità o non ha mai riflettuto sull'uomo o ha secondi fini, coscienti o inconsci.
   Quindi repressione sì, ma asetticamente, senza perdere la testa e senza sognare PROGROM nazistoidi. Le leggi esistono, che si applichino, i controlli esistono, che si facciano. Punto.
   Seguiranno altri due post in cui parlerò di aspetti etici e tecnici.

lunedì 19 gennaio 2015

Allenamento 10000m: un periodo "fondamentale" anni '80.


   Io non capisco  i "metodi" secondo i quali tutti gli atleti dovrebbero fare le stesse cose... mah...
   In barba al Lydiard-method, da gennaio Cova iniziava un periodo fondamentale, della durata di tre mesi, in cui, oltre a raggiungere i massimi volumi, erano già presenti tutti i mezzi d'allenamento che poi venivano portati avanti fino a fine stagione. Su questo punto, relativo alla filosofia della programmazione, lavoravano allo stesso modo anche sia Panetta che Mei. Quest'ultimo addirittura in novembre già si produceva in sedute tipo:

 - 6x1200 (2'50-2'55)
 - 10x150 (21") + 2000 (2'50) + 10x150 (21")

   Anche Antibo iniziava le ripetute in gennaio, ma solo sui 3000; distanze inferiori le inseriva solo in primavera. Quindi diciamo che per Antibo il concetto "long to short" era molto accentuato, almeno per quanto riguarda il lavoro specifico, non tanto per quello di fondo (sappiamo di notevoli quantità di corsa lenta anche in estate).
   Cova poi in questi tre mesi effettuava anche delle competizioni, comunque in modica quantità, strada o cross (specialità in cui ottenne un gran 7° posto ai Mondiali di Roma all'Ippodromo delle Capannelle, sotto ai miei occhi).

   Ma vediamo com'era strutturata una settimana tipo; possiamo notare, rispetto al periodo introduttivo che ho descritto in un post precedente, una riduzione del lavoro di ginnastica (compensata dall'introduzione delle ripetute in salita) e l'introduzione del "bigiornaliero hard" tipico di Rondelli, in cui si faceva un parziale di fondo medio/veloce la mattina e ripetute di varia natura nel pomeriggio. Oggi Canova adotta la stessa accoppiata, li chiama "special blocks". Pare che sia meglio lavorare durissimo un giorno, facendolo poi seguire da 2-3 giorni facili, che non lavorare mediamente duro tutti i giorni o quasi.
  Poi vedremo anche come lavoravano Panetta e Mei.

1)
matt: 1h (3'50)
pom: 1h (3'40) + allunghi

2)
20km medio collinare sterrato (3'20-3'30)

3)
matt: 40'
pom:
 prima fase su terreno da cross, a settimane alterne:
 - 5x2000 (5'55-6') r.400
 - 8x1200 (3'30-3'33) r.400
 - 10x800 (2'18-2'20) r.400
 seconda fase in pista, a settimane alterne:
 - 5x2000 (5'40-5'45) r.800
 - 8x1200 (3'20-3'24) r.400
 - 10x800 (2'14-2'15) r.400

4)
matt: 1h (3'50)
pom: 1h (3'40) + allunghi

5)
matt: 14km collinare
pom: 40' + gym

6)
matt: 6-8km (3'05-3'10)
pom:
 prima fase su terreno da cross o in salita, a settimane alterne:
 - 15/20x300 r.300
 - 15/20x400 r.400
 seconda fase in pista, a settimane alterne:
 - 15/20x300 (47-48) r.100
 - 15/20x300 r.200

7)
1h30'