lunedì 7 marzo 2016

Allenamento: la filosofia cardiocentrica


   "Il passo è il risultato della nostra corsa. La FC è un indicatore dello sforzo che stiamo facendo. Il risultato sarà sempre e comunque il passo. Solo che non ci si concentra sul risultato, ma sullo sforzo. Ecco la rivoluzione copernicana (che poi, come già detto da molti, non è che sia sta gran scoperta visto che milioni di persone al mondo corrono così). Io non esco a correre pensando che per allenarmi bene debba tenere un certo passo. Ma sapendo che per allenarmi bene devo dare alcuni stimoli al corpo e che questi stimoli corrispondono a un certo valore di sforzo. Se questo sforzo è conosciuto tramite la fc avremo un valore che risente di molte componenti anche occasionali (come il meteo, la temperatura o la digestione). Se invece lo deduciamo tramite il passo si rischia di essere meno precisi e di allenarsi male"

   E' un "Manifesto del Partito Cardiocentrista" che ho trovato su un forum... detto così il concetto non è sbagliato, come non è sbagliata la critica al "Partito Passocentrista"... tuttavia io lo definirei più un manifesto del "Partito Sforzista".

   Cosa significa "questo sforzo è conosciuto tramite la fc"? Fc assolute? No, i cardiocentristi riferiscono tutto alla PERCENTUALE della FC massima: ecco, ora abbiamo il cardiocentrismo in senso compiuto. E' il risultato di decenni di bombardamento mediatico a favore di allenamenti basati su "zone", o addirittura "punti" di frequenza cardiaca, che corrisponderebbero perfettamente a zone, o punti, di sforzo e usando le quali ci si allenerebbe piummeglio.

NON E' COSI!

   La teoria ha vari problemacci (la FCmax non è sempre la stessa per lo stesso soggetto... una stessa FC per lo stesso soggetto non corrisponde ogni giorno allo stesso livello di sforzo... ecc.), ma il peggiore di tutti è che pretendono di IMPORRE A TUTTI LE STESSE PERCENTUALI. Il fatto che la cosa non funzioni fu per me di immediata percezione già decenni fa e rimango veramente allibito che nessuno oltre a me se ne sia accorto... vabbè, comunque ve lo spiego.

   Prendiamo due atleti REALI, stesso passo in gara di 10km (mettiamo 3'25/km), entrambi fanno corsa lenta sui 4'20/km a 138bpm, entrambi fanno medi a 3'45/km, potrebbero benissimo allenarsi insieme.
L'unica differenza è che atleta1 ha una FCmax di 198bpm e atleta2 a 173bpm.

   Aaaarrrggghhh! Il cardiocentrico insorge: atleta2 "sbaglia"! Fa la cl all'80%! Ovvove ovvove! All'80% è medio! La cl va fatta al 70%! Invece atleta1 si allena bene, fa la cl al 70%...
   Secondo il cardiocentrico, atleta2 dovrebbe rallentare la cl e diminuire i relativi bpm fino a 119 (70% di 173).
   Senonchè alteta2, correndo a 119bpm, va a 7/km, un jogging lentissimo (per atleti con tempi peggiori ne risulterebbe un passo addirittura di 8 o 9/km: camminata!), perchè trarrebbe beneficio dal correre così lentamente? Risposta del cardiocentrico:

"PERCHE' SE CORRENDO AL 70% VA COSI' PIANO SIGNIFICA CHE E' AEROBICAMENTE UNA MEZZASEGA, quindi dovrebbe fare una notevole mole di lavoro a 119bpm finchè non aumenta notevolmente il passo a quel livello di FC... invece atleta1 è aerobicamente ottimizzato".

   E' un vero peccato che però nella realtà atleta2 è un centochilometrista da sub 7h già campione del mondo a squadre che fa 140km a settimana... mentre atleta1 è un ottocentista da 1'51 che fa 50km a settimana, questo sì aerobicamente inefficiente...






84 commenti:

  1. basta prendere Froome o il Pantani da ragazzo 18-19 anni (che pulito andava quanto Froome.. 'na bestia).
    Il primo accelera e a mala pena supera i 160bpm e va fortissimo mentre il secondo accelerava (allenamenti sugli appennini) e il suo cuore si impennava a 210.
    Il punto, ho preso un caso estremo come Froome, è che il sudafricano da 140 a 158bpm (dovrebbe essere la sua soglia) aumenta di tanto la sua velocità.

    Insomma, ogni atleta (in teoria, nella pratica è dura vuoi per soldi, vuoi per tempo, vuoi per opportunità) dovrebbe conoscere i suoi parametri ventilatori, della curva di lattato e delle sue velocità critiche.

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    1. il discorso è che anche le % sulla FCmax andrebbero individualizzate, ma allora è impossibile creare interi sistemi d'allenamento basati su % uguali per tutti, come invece si fa a iosa. comunque seguiranno altri articoli sull'argomento.

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  2. Io (con le dovute riverenze) ho un cuore alla Froome, a 158 bpm sono già molto impegnato.
    per chi è bradicardico c'è poco da fare, ogni battito vale più secondi a km di un tachicardico.
    Nel mio caso al 75% faccio un buon lento, se vado giù di altri 8 battiti rallento di 25" a km, diventa troppo lento, o quantomeno da fare solo ogni tanto.
    poi il cuore varia parecchio in base alle situazioni, soprattutto ad intensità alte, per cui tutto andrebbe sempre affiancato o meglio subordinato alle sensazioni personali.
    Zedemel
    Zedemel

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    1. io all'80% faccio un lento riposante, per "loro" è un medio, mah...

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  3. Mai usato un cardio in vita mia... È grave?

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    1. io manco se me pagano corro col petto stretto da na fascia cardio... ma qui ho voluto astrarre da considerazioni personali...

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    2. Luc, ogni tanto lo metti perchè avevi postato le tue FC ahah ahahah :-D :-)
      Comunque concordo con te, hanno inventato quello da polso che fa degnamente il suo lavoro, altrimenti la fascia non la porterei, mi dava noia in bici pensa te.
      Zedemel

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  4. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  5. Io lo uso sempre. Sono informazioni in più, spesso danno la conferma di sensazioni positive o negative.
    I piloti di auto non guardano il contagiri per cambiar marcia, ma a bordo ce ne è sempre uno per dargli un'occhiatina ogni tanto.

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    1. se qualcuno dei miei lo usa, non sono contrario. sono affari suoi. qui semplicemente critico il fatto di stabilire % valide per tutti e costruirci sopra intere metodologie.

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  6. Monitoro ogni volta che faccio scarico la FC e riesco a valutarne ogni piccola sfaccettatura. La FC ha notevole varianti nello stesso soggetto in 365gg e nei vari orari della giornata, variazioni rilevanti, anche di 7-8 battiti medi con impatto sulla media al km anche di 10"/km e più. Mai usato per lavori se non per qualche medio.

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    1. io rilevo spesso variazioni di 7-8bpm A PARITA' DI SFORZO... la fc, e ancor peggio la % di fc, non è un ottimo indice di sforzo, neanche per lo stesso atleta.
      ma qui volevo solo rilevare le assurdità che derivano dall'applicare a tutti le stesse %.

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    2. Il senso del post mi sembra chiaro, ma in questo caso, secondo me, la disputa tra l'utilizzo di una % fissa piuttosto che di qualche altro algoritmo su base FCmax per il calcolo delle andature passa in secondo piano proprio perchè la variabile di partenza non credo sia fissa nemmeno a parità di atleta. Io però, in quanto non iscritto al partito dei cardiocentrici, sono un po' critico a "a prescindere" come diceva Totò.

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    3. Esatto anche la base di partenza varia, dopo l infortunio alla clavicola, raggiunsi FC mai più raggiunte, per cui anche la FCmax varia e bene, in base alle condizioni.
      Zedemel

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  7. Ciao a tutti !

    Sono SteVa72 ovvero l'autore di quel brano virgolettato da cui prende spunto il post del blog.
    Ammetto di essere stato spiazzato per due motivi. Il primo, colpevole, è che non conoscevo questo blog e avevo solo sentito parlare confusamente di chi lo tiene e questo è male perchè, come scrivo più volte, mi piace leggere le opinioni di tutti e cercare di capirne il fondamento. In questa ricerca di "conoscenza" poi non mi metto certo a distinguere le fonti autorevoli da quelle meno "famose", ma se posso leggo tutto, mi mancava però questo blog. Ma ora posso recuperare ecco.
    Il secondo è che si definisce il mio "Diario" come un "Manifesto del partito Cardiocentrista" e non credo proprio di meritare tanta considerazione. L'allenamento su base cardiocentrica non lo invento certo io e ha fra i suoi "padri spirituali" gente che ha allenato decine di medaglie olimpiche. Io non sono un allenatore, non sono un preparatore atletico, non sono neppure un gran runner nè tantomeno uno che crede di poterla spiegare agli altri.
    Sono un tizio che ha iniziato a correre così per obbligo (sul mio diario spiego perchè, non credo interessi così tanto qui) e che ha iniziato quindi ad approfondire la fisiologia della corsa confrontandomi con medici dello sport, allenatori, cardiologi (purtroppo devo avere a che fare con sta gente ora) e gente che semplicemente corre.
    Ne ho tratto la convinzione che il miglior dato che possiamo monitorare mentre corriamo sia la frequenza cardiaca proprio per i motivi di "oggettività" che si leggono nel mio virgolettato.
    Il cuore adegua la propria attività alle richieste del nostro corpo durante lo sforzo fisico. Conoscere in che modo ci permette di capire che sforzo stiamo facendo. Ci sono ovviamente altri parametri anche più precisi, ma che non possiamo leggere facilmente durante la corsa quotidiana.
    Il passo è il risultato di uno sforzo di insieme che coinvolge molte componenti soggettive (potenza latticida, capacità di usare i vari componenti come combustibile, allenamento in senso lato e via andare) e oggettive (temperatura, salita o discesa, fondo regolare o sconnesso e via andare).
    Ha senso impostare tutto sul passo?
    Secondo me solo se si è costantemente seguiti e monitorati da un allenatore che "fa per noi" l'equivalenza Sforzo X = Passo X
    Se non lo abbiamo, questo allenatore che ci dice cosa fare e che ci monitora continuamente, o perchè corriamo per divertimento o perchè non ne abbiamo la possibilità allora cosa tocca fare? Trovare un modo per valutare cosa stiamo facendo. Il modo più preciso, per ciò che ne so io, è la fc proprio perchè altro non è che l'adeguamento del sistema cardio circolatorio alla corsa.

    C'è di meglio?

    Benissimo...ditemelo e me lo guardo.

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    1. non ho definito "manifesto" il tuo diario, ma solo le tue parole virgolettate... le ho prese solo come esempio, come avrei potuto prendere qualsiasi altra affermazione simile di chiunque.
      il resto del mio articolo poi non so se abbia a che fare totalmente con la tua visione della corsa, mi riferivo a tutte le filosofie cardiocentriche che stabiliscono % fisse e uguali per tutti: QUESTO è il particolare a mio avviso errato (e continuerò il discorso nei prossimi articoli).
      tu o altri potete pure monitorare quello che vi pare, se vi è comodo o vedete che vi è utile... ma, come mi comporto nei confronti di tutte le teorie, appena qualcuno pretende di trasformare una cosa valida per lui in valida per tutti, mi tocca intervenire per far capire che così non è.
      e questa frase l'hai scritta tu: ""sono convinto che CHIUNQUE dovrebbe usare il metodo cardio centrico per tutti gli allenamenti fino al medio".
      sai, sono nell'atletica da 37 anni... e spesso rilevo grossolane cantonate prese da personaggi (ricercatori, allenatori, atleti) famosi, quindi il fatto che come te la pensi qualche eminenza, per me non è una prova a favore.

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    2. So che avresti potuto citare chiunque, ma alla fine avendo citato me (o meglio avendo riportato con un virgolettato quello che ho scritto io in un Diario), tendo a sentirmi chiamato in causa. Credo sia capibile.
      Io però non "pretendo di trasformare una cosa valida per lui in valida per tutti" io parlo di una cosa molto più banale e che non necessariamente ha una sua importanza per ciò che fa a me. Il funzionamento del cuore non è un opinione ecco. Senza andare nel tecnico credo che anche un bambino possa sperimentare il fatto che se corre dietro al cane gli viene il fiatone e il cuore fa bum bum nel petto. O anche il nonno di quel bambino possa sperimentare che se sale le scale il cuore bum bum. Se le sale di corsa lo fa più forte. Se lo fa al massimo lo fa ancora più forte. Questo perchè il cuore serve proprio a quello...a pompare il sangue che porta l'ossigeno dove serve. E se ne serve di più aumenta la frequenza del battito. Non credo ci possano essere opinioni su questo. O quantomeno opinioni sensate. Chiunque lo pensi. Non credi? O forse hai qualche esempio di persone che hanno sperimentato una variazione del battito cardiaco disgiunta dallo sforzo? Ovviamente al di fuori delle patologie eh. Perchè quello che io provo a dire è che la fc sia il miglior parametro a nostra disposizione per valutare lo sforzo che sta facendo il nostro corpo. Questo è "il manifesto" cardiocentrico (mette al centro il cardio). Poi uno può usare questa impostazione come meglio crede. Anche andando a tutta sempre e comunque. Io però non sto dicendo a nessuno che correre "come faccio io" serva a tutti. infatti io ragiono cardiocentrico e, poi e soggettivamente, corro aerobico. Ma mica dico che correre aerobico funziona con me e quindi con tutti. Sto solo ed esclusivamente parlando di un parametro immediatamente e facilmente misurabile. Tra l'altro il virgolettato è estrapolato da un contesto di 3016 post su oltre 300 pagine di forum. Io nell'atletica manco ci sono entrato, ma cerco di studiare le cose, partendo dalle basi proprio. Tutto qui :-)

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  8. Io sto iniziando a monitorare ad esempio l'ossigenazione nel muscolo con il BSX insight 2. Probabilmente è più preciso per vari motivi (in primis azzera o quasi la latenza della fc agli sforzi più variabili) ma di certo non è diffuso e semplice come la fc (tutti possono avere un cardiofrequenzimetro per pochi euro volendo).

    Detto questo e non volendo fare polemica di alcun tipo (sia ben chiaro), ma con spirito di approfondimento chiedo di pubblicare qualche settimana di traccia cardiaca dei due atleti citati. Ovviamente anche in modo anonimo (anche se non vedo problemi a pubblicare un dato che si ritiene inutile e del tutto casuale) perchè così a naso ci sono troppe cose che fatico a comprendere dal poco che è stato riportato.
    Ma soprattutto mi chiedo...se non è la fc, non è il passo...cosa è che fa "scegliere" una intensità di sforzo? Così sembra un mistero o una formula magica.
    Atleta 2 fa i lenti a una certa frequenza e non ad un altra in base a cosa? E perchè mai dovrebbe farli allo stesso passo di Atleta 1? Perchè hanno lo stesso pb sui 10K? Mi sembra troppo poco.

    Comunque se si vuole un confronto sul punto probabilmente non sarei io la persona adatta se fossimo fra medici o fra ex atleti di livello mondiale (quanti di loro ora fanno questo per campare?) ma se si è fra appassionati, chiarendo che io sono quello niubbo, ma volenteroso, io ci sono. Però mettiamo le carte sul tavolo ecco.

    Magari cambio approccio anche io, non dico per me stesso (ho dei limiti medici su questo punto), ma almeno come convinzione generale.

    Per finire chiarisco che io credo che nei lavori veloci la fc non sia utile perchè si "adegua" con troppa latenza agli sforzi massimali e "rientra" con troppa lentezza. Quindi per certi lavori sia imprescindibile basarsi sul passo.

    Ciao !

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    1. tranquillo, puoi anche fare polemica, qua non siamo come su certi nazi-forum (a proposito... perchè fosti bannato temporaneamente?).
      1) i suddetti 2 atleti non stanno in fissa a monitorare sempre il cardio, quindi non si può fare la rilevazione da te richiesta.
      2) atleti di alto livello non stanno così in fissa a monitorare tutto, questa è prerogativa piuttosto di alcuni amatori.
      3) "cosa fa scegliere un'intensità"? io, ripeto, qui voglio solo distruggere l'idea che:
      - la stessa % sulla fcmax sia valida per tutti
      - e quindi che sia il miglior indice di sforzo/utilità fisiologica.
      perchè spero che non mi vorrai convincere che 2 atleti con 34' sui 10km, uno deve fare cl a 4'20 e l'altro a 7 avendo le due andature lo stesso sforzo/significato fisiologico...
      questa è una PALESE ASSURDITA' che discende dall'usare tutti le stesse %.

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    2. Che cosa intendi con " si adegua con troppa latenza agli sforzi massimali"...?

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    3. intende che sulle ripetute non ha senso guardare le FC perchè ci vuole tempo prima che si alzino (e su questo concordo con lui). magari la ripetuta finisce addirittura prima che si raggiunga una FC consona alla velocità.

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    4. "Io sono convinto che nessuno (non il tizio lì, dico in generale) che ci viva abbia interesse a trovare una formula "universale" che si possa adattare facilmente al principiante come all'amatore più evoluto.
      E' ovvio che se passa il concetto di "il medio va corso a 80 84 %" poi questo per il principiante sarà una cosa e per l'evoluto un altra (in pratica intendo dire) ma il principiante mentre migliore non ha bisogno di altro ecco. E al limite decide poi da solo se sia meglio 80% o magari fare 85% o più probabilmente cambierà più volte...ma intanto la regola gli è stata data solo una volta e non richiede adeguamenti. Chi ci vive non può essere contento."

      e bravo steva72... quindi io sparo cazzate coscientemente a motivo del vile denaro...
      questa me la segno.

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    5. Attenzione. Cerchiamo di non travisare. Avevo già scritto una risposta prima di andare a pranzo ma mi sa che se l'è mangiata l'interfaccia. Provo a riassumerla.

      Se io scrivo "sono convinto che nessuno" già si capisce che non sto personalizzando un ragionamento. Poi, perchè sono cauto e ho diciamo intuito da varie cose che ho letto anche ieri sera in giro per Blog e annesso forum (sono rimasto stupito lo ammetto), ho anche voluto specificare che mi riferisco "in generale".
      Mi pare sufficientemente chiaro perchè si capisca che non mi riferivo a te, ma a una categoria di cui magari (non l'ho capito francamente) tu fai parte: quelli che vivono di allenamento nella corsa.
      Peraltro questo concetto lo trovi nel mio Diario più di una volta e ben prima che sapessi anche solo della tua esistenza (esistenza che ho scoperto 2 giorni fa).
      ma c'è di più. Io sono pure convinto che sia giusto. Perchè funziona così. Se uno vive di una cosa non ha alcun interesse (io ho scritto non abbia interesse, non ho scritto dire cazzate) che questa perda valore.
      Un meccanico aggiusta le macchine, mica insegna ad aggiustare le macchine. E se escono macchine che si aggiustano da sole non è contento.
      Cosa c'è di strano in questo ragionamento?
      Quindi prima di "segnarti" qualche cosa...prova a capirla senza incazzarti così di botto. E non attribuirmi ciò che non ho detto.
      Aggiungo un passaggio ulteriore. Io credo che se uno vada da un allenatore lo faccia per avere una soluzione fatta su misura. e l'avrà, se l'allenatore è in grado di darla ovviamente.
      Se io vado da un architetto per arredare casa mi aspetto che i soldi che gli darò servino ad arredare casa mia. E evidentemente credo di avere una casa che meriti tanta attenzione.
      Se no me ne vado all'Ikea e chiedo un parere al "consulente". Oppure mi prendo un catalogo e decido io. Oppure vado direttamente lì e compro ciò che mi gira (per scoprire magari che non va bene a casa mia).
      Ma non penso esistano mobilieri e architetti contenti dell'esistenza di Ikea e consulenti.
      Rapportandolo alla corsa io se voglio allenarmi molto bene e credo che ne valga la pena andrò da un allenatore. Se però non ho questa esigenza perchè non ho determinati obbiettivi allora potrei banalmente comprarmi un libro e usare quello per fare le cose con una logica. Se in quel libro trovo un sistema "universale" anche se non ottimizzato ovviamente è facile che non abbia più bisogno di nulla. Trovo naturale e corretto che per un allenatore sia criticabile. Ma che sia criticabile per chi ci lavora non vuol dire che sia stupido o offensivo.

      Io faccio l'avvocato...quanta gente è convinta di potersi tutelare da sola? sono contento esistano i siti dell'avvocato risponde? la differenza la faccio con chi viene in studio da me...certo non ci fossero alternative facili magari ci verrebbe più gente.

      Ora credo tu possa toglierti l'appunto ecco...

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    6. Io credo che chi fa seguire e chi usa tabelle e approcci preconfezionati siano due insiemi con pochissimi elementi in comune.
      Anche perché se il ruolo del coach sta solo nel dirti come fare il lento o il medio ciaone...

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    7. Io credo che chi fa seguire e chi usa tabelle e approcci preconfezionati siano due insiemi con pochissimi elementi in comune.
      Anche perché se il ruolo del coach sta solo nel dirti come fare il lento o il medio ciaone...

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    8. beh, devi ammettere però che è strano che scrivi quella cosa (poco gentile) proprio subito dopo che leggi st'articolo, o no?
      comunque non è il mio caso. a parte che non vivo solo di atletica (e se la mia scuderia si azzerasse domani non mi cambierebbe nulla, non sono un pizzolato con 200 clienti), la prova che me ne frego della "concorrenza sleale" sta proprio nel fatto che attacco senza problemi proprio le teorie più alla moda e le eminenze più seguite, generando reazioni negative in gente che potrebbe essere mio bacino di utenza.
      io sono fatto così, se leggo cose false o imprecise sento il dovere di correggerle.
      se leggi nuovi siti e blog di neo-allenatori, vedi che stanno attentissimi a seguire l'onda della moda (minimalismo, cardio, tecnologia, monitoriamo e testiamo questo e quello), è così che si fanno i soldi, non come faccio io.

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    9. orso lunatico,
      e hai ragionissima! però in entrambi i casi dovrebbe essere individuabile una certa razionalità

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    10. ho risposto ad un commento sul diario...e ho ribadito una cosa che avrò detto XX volte in 300 e rotti pagine.

      Poi ho pensato che l'avresti presa come una cosa personale (visto anche cosa hai scritto sul forum) e ho voluto specificare in modo esplicito che è una cosa generalizzata e non mirata a te. Più che scriverlo chiaramente.

      Comunque io non ho aperto siti, blog, non sono un neo allenatore, non sono un eminenza seguita da nessuno (non c'è manco uno che corre come faccio io e questo non mi procura alcuna sensazione di alcun tipo) e neppure propongo un metodo per allenarsi. Faccio una considerazione di metodo che si applica a chiunque e a qualunque metodo.
      Per questo sono "cardio centrico".

      Il passo è il risultato dello sforzo.
      La fc è un indicatore dello sforzo.

      Mi pare banale come concetto....ma io qui mi fermo.

      Su quello che dico dopo come i medi a 85% riporto opinioni altrui che mi paiono sensate. Tutto qui. Se devi attaccare insomma non credo abbia senso attaccare ciò che scrivo io perchè basta leggerlo per capire cosa scrivo.

      e non mi sogno neppure di mettermi a discutere sul mio diario di ciò che scrivo qui.

      Insomma ribadisco la convinzione...puoi cancellare l'appunto

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    11. vabbè, incidente chiuso.
      il succo è questo: le FC sono un sufficiente (non ottimo) indice di sforzo per il SINGOLO, se applichi le stesse % a tutti diventano un pessimo indice.
      mi pare banale come concetto.
      a seguire altri articoli...

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  9. Ti posso rispondere sul cosa fa scegliere un'intensità di sforzo.... le proprie sensazioni! respirazione facile e gamba facile, ascoltare sé stessi, una persona dopo qualche settimana che esce a correre dovrebbe distinguere quantomeno 3 macrocategorie di sforzo: facile, leggermente impegnato, molto impegnato. Se uno va facile potrà variare di qualche battito senza cardio (io sono cmqe uno di quelli che lo usa), ma non rischia stravolgimenti, secondo me già la respirazione basta e avanza per dare buoni riferimenti
    Zedemel

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    1. Non sono molto concorde, avvolte ti trovi a correre molto impegnato su una corsa facile perché magari il giorno prima hai lavorato e durante la corsa facile c'è vento piuttosto che un meteo avverso ecc. Infatti credo che proprio le scale di borg ecc siano peggio del calcolo % di fcmax o di andature calcolate con % fisse X tutti.

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    2. scusa zio... ma "molto impegnato" e "corsa facile" sono in contraddizione grave.
      se in genere faccio cl a 5 e un giorno sto sderenato o il meteo fa schifo, vado a 5'30 senza che me lo dica il cardio.

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    3. Zedemel io, giusto per chiarire ancora di più cosa penso, credo che la fc non sia altro che un parametro facilmente utilizzabile da chiunque per "indicizzare" lo sforzo. Perchè le sensazioni in senso assoluto credo siano troppo generiche. Ma le due cose sono molto connesse. Il problema è che c'è chi pensa di "non riuscire a correre a 5' al km perchè così lento faccio più fatica" che, secondo me, è un nonsense logico. Quindi si prova a oggettivizzare una cosa che, per come la descrivi tu, è troppo soggettiva. Poi certo se corri tu e basta funziona eh. Ma se ti vuoi far allenare o vuoi dare anche solo un tuo parere ad un amico che dici domani fai un progressivo da sforzo semplice a molto impegnato...è un casino. Se tu quando corri hai un range (durante la corsa non a riposo sia chiaro) che va da 110 a 180 battiti puoi pensare che abbia un senso correre in modo tale che ogni tot minuti hai uno sforzo maggiore in modo progressivo. Oppure puoi dire faccio il primo km a 5' e poi tolgo 5" a ogni km. Quale'è il parametro apparentemente più logico?

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    4. Oltre a certi livelli di lentezza, diventa veramente più faticoso, perchè il movimento si fa più innaturale.
      E' un casino? si e no, nel senso che comunque un po' il senso di fatica delle gambe e di respirazione progressivamente più affannata uno dovrebbe averlo, poi vabbè io qualche sport più o meno l'ho sempre fatto, magari per chi non ha mai fatto niente è un po' più complesso.
      Il problema del parametro è che non è detto che funzioni sempre o comunque. Se sei stanco o altri motivi esterni il valore del cuore (ma anche del passo ovviamente) può variare e ti devi adattare un attimino.
      Può esserci quel giorno che vai a 150 battiti senza sforzo eccessivo e un altro giorno ti sembra un macigno.
      A me sembra che tu faccia allenamento del cuore (ed è chiaro che 150 battiti per il cuore siano 150 battiti) quindi ragioni come sforzo del cuore (oh sia chiaro, con quello che hai avuto lo capisco benissimo), ma che non è l'allenamento della corsa che comprende tutto il corpo (respirazione, metabolismo, muscoli, tendini).
      E' chiaro anche che se uno non spinge mai, il problema non si pone, per cui FC, passo, fatica, saranno sempre abbastanza in linea.

      Zedemel

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    5. Luc, sto dicendo che la scala di percezione della fatica è un altro elemento poco attendibile(rispondendo a zedemel sulle percezioni). Proprio perché se il giorno che sono sderenato vado a vedere il crono mi dice 5.30 se inserisco anche il cardio sono a 150bpm, il fiato e corto e respiro con la bocca e non con il naso, le gambe di legno. Per cardiocentrici a 150 sto facendo un lavoro, per i passocentrici sto facendo tutt'altro per quelli che usano la scala di borg e affini sto facendo una cronoscalata....

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    6. allora il risultato è che non ci sono parametri attendibili. ti conosco è so che per te attendibile = numeri. per me non è così. io non mi sono mai basato nè sul cardio nè sul passo. mi sono sempre basato su un'"elaborazione inconscia" di vari elementi. lo imparai al 5° allenamento della mia vita cos'è "sforzo da fondo medio" (avevo 16 anni) e ancora oggi seguo quell'automatismo. e il passo può variare +/-5" a seconda delle giornate, i bpm possono variare +/-2 a seconda delle giornate... ma sforzo e respirazione sono sempre gli stessi.
      non per tutti è così? ok, allora basatevi sui numeri, no problem... però il SUCCO dell'articolo era far capire che usare per tutti gli stessi numeri è fallace.
      SU QUESTO NON CI PIOVE.
      ma allora chi ti assicura che la TUA cl debba essere associata a un numero X?
      perchè, se vogliamo essere precisi alla zioleo, una DEFINIZIONE deve essere una cosa comune a tutti, ma come ti ho provato qui la cl non può essere definita da un numero uguale per tutti.
      allora che si fa?

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    7. @nrzioleo
      è attendibile invece, perchè se vai a 5'30" e hai il fiatone come in una cronoscalata, le sensazioni ti dicono che quel giorno sei cotto ed è meglio che riposi o che vai molto piano. Più che altro per dire che non è obbligatorio spaccarsi perchè lo dice una tabella.

      Zedemel

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    8. è attendibile quello che dice Luc...che è quello che vorrei dire, c'è una via di mezzo molto "facile" che si attesta tra cardiocentrici e passocentrici. Con qualche collega a lavoro un giorno mi stufai pure di ragionarci perché aveva preso una sorta di autismo e ripeteva solo di % di % di bpm e di allenamenti per dimagrire basati su x% che sarebbero state uguali per tutti.

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  10. Se uno corre con finalità salutistiche e vuole monitorare lo " sforzo" cardiaco, un approccio " cardiocentrico" può essere sensato.

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    1. basta però che faccia calcoli sulle FC sue personalissime e non con % (in)valide per tutti.

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    2. e comunque se voglio solo fare il salutista non mi metto a fare il fisico del cern di ginevra (considerazione personale e arbitraria eh...)

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    3. Approccio cardiocentrico non vuol dire "a fc basse" ma solo "misurando la fc". Comunque non ho capito la considerazione su chi si metterebbe a fare il fisico del cern. Devo ipotizzare ti riferisca a me e se è così c'è da farsi una risatona eh. Basta leggere cosa scrivo e come. non è neppure molto gentile ecco...come considerazione gratuita.

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    4. "cern" parlavo in generale. a me piace l'ironia.

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  11. 2 piccolo appunti
    1) su questo per esempio i ciclisti stanno meglio (una volta no, erano indietro).
    Loro guardano grazie ai power meter non solo ai battiti in sé ma anche alla potenza sviluppata.

    Questo è un primo punto.
    Per esempio è facile per un ciclista lavorare in zone (1 facilissima e corta, 2 facile e per il lungo, 3 per il medio, 4 per il medio veloce, 5 per la soglia o sforzi di 40', 6 per il leggero sovrasoglia.. etc etc).

    Ma poi... le zone dei runners sono i ritmi corsa! quindi uno che correrà la maratona avrà i ritmi dei 3k e dei 10k per migliorare la potenza aerobica e quella del medio per migliorare la potenza lipidica.
    E poi: questo è un valore che oscilla..

    2) Un secondo punto che invece sottolineato riguarda invece lo stato di recupero.
    e per fare questo sono quasi 15 anni che si usano strumenti come l'omegawave (c'è una società che in lombardia produce aggeggi simili).
    ovvero parliamo di variabilità dei battiti cardiaci piuttosto che dei battiti.

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    1. eh sì... non lo sai ma va di moda anche il monitoraggio HRV, un'altra bufala secondo me (magari ne scriverò).
      già ampiamente sperimentato che è una bufala.
      peggio ancora se ci va in fissa gente che in gara fa 53' sui 10k.

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  12. @Anonimo
    una cosa sono i tapascioni come me (con la mega panza come può confermare Luc) un'altra cosa sono gli atleti di livello oppure gli amatori di alto livello.
    Se io (proprio personalmente) devo allenarmi.. vado forte e basta (tanto è lentissimo).
    Oppure faccio altro lavoro di velocità o distanze corte.
    La distinzione degli sforzi arriva con il tempo (subito poco) e le gare...
    Se (io) volessi correre una 10km avrei queste cose da fare:
    1) un anno per perdere 30 kg (quindi un anno disoccupato e mi tocco).

    2) dopo un anno incomincerei a correre per capire i miei livelli su 800 ("potenza lattacida" del mezzofondo) e 3000 per esempio (potenza aerobica 1 per il mezzofondista).

    3) con la prima gara dei 10k avrei il mio primo riferimento da soglia.

    Quindi, solo dopo 2 anni conoscerei su che basi potrei lavorare (parlo di me in quanto principiante assoluto).

    Sul fatto di monitorare l'ossigenazione dei muscoli.. se la cosa è pratica e la potete implementare ogni giorno va benissimo!
    Molto prosaicamente, basta farsi 3 giri di campo per capire la soglia del giorno.
    e da questo andando a ritroso o in avanti i ritmi da mantenere.
    Vuoi sapere i tempi sui 250m? basta avere quello dei 30.

    E tutto questo senza scomodare l'omegawave

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    1. infatti la mia era una distinzione più salutistica che competitiva. Era per dire che non c'è bisogno di strumenti particolari per verificare certe sensazioni. Per qualsiasi persona penso sia possibile distinguere il jogging, da una corsa un po' impegnata, da quella con fiatone notevole. E questo vale anche se rispettivamente parliamo di 7, 9, 11 km/h. E' anche evidente che per veramente tanti kg di sovrappeso, c'è da fare attenzione e magari pensare prima ad una dieta e attività meno impattanti.
      Non sono tanti, ma esistono anche atleti elite (corsa, ciclismo) che sia allenano a sensazione (mi viene in mente Bruseghin).
      Zedemel

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    2. Valsandra ti rispondo solo con la mia esperienza diretta, senza coinvolgere il cardio o meno. Io ho iniziato a correre pesando fra i 115 e i 120 kg (a certi pesi non sai mai esattamente quanto pesi) per 180 cm. Un anno dopo esatto ho corso una 10km in 50.04 (tempo fidal gun time...il real time non c'era) a 96 98 kg. Poco più di un anno dopo ho corso la Stramilano in poco meno di 2 ore. Ora peso 90 kg netti e se corro piano è per altri motivi.
      Insomma volendo tante cose si possono fare senza farsi del male. Io sono un pelo fissato (giusto un pelo) quindi leggo e approfondisco, ma non mi sono mai fatto nulla durante tutto questo periodo. E ho perso 25 30 kg in meno di 2 anni controllandomi a tavola (non mettendomi a dieta eh) e correndo molto. Ora non so perchè tu dici che dovresti licenziarti perchè non ti conosco. Ma si può fare. Ciao !

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  13. va provato.. per esempio ero curioso di capire con la variabilità "pressoria" al mattino.
    Un'altra cosa, quando si è stanchi si ha subito il fiatone quando si fanno drills di potenza.
    Ma qua siamo allo stato dell'arte per capire tutti i segnali e sapersi regolare.
    Ovviamente quando si è stanchissimi i battiti non salgono nemmeno a pagarli oppure il freddo è un altro limitatore di questo parametro.

    La capacità di "mulinare" le gambe nei run a's è per esempio un indice di freschezza del SN.

    Insomma, la cosa che non ho mai capito perché in 20 anni la federazione abbia fatto poco in tal senso con ZERO aiuti pratici agli atleti

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  14. ma non si può allargare il campo dove scrivere i post?
    Non riesco mai a rileggerli bene e poi scrivo cose assurde.
    Per esempio
    "per esempio ero curioso di capire con la variabilità "pressoria" al mattino."

    doveva essere
    "per esempio ero curioso di comprendere il fenomeno della variabilità pressoria presa al mattino e capire poi la performance al pomeriggio".
    Ma chi ha tempo ed energie per misurarsela ogni giorno e verificarla possibilmente in posizioni differenti?

    Detto questo, per la potenza per esempio anche la semplice gittata di un pallone medicinale dice qualcosa sul SN..

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    1. per il campo-commenti vediano cosa si può fare.
      io non credo all'HRV primo perchè non monitora tutto e secondo perchè ciò che accade durante il giorno muta la situazione.
      già ho letto di molta gente che la mattina aveva HRV ciofeca e poi il pomeriggio fa seduta monstre.
      senza contare la rottura di cazzo del monitorare la mattina, durante il sonno... oh, c'è gente (non cardiopatica) che fa l'holter a questo scopo!
      ma rilassatevi!
      e senza contare dello "scienziato" furbacchione di turno che sfruttando la moda ti vende l'app... e devi avere pure l'iphone.
      ma insomma... siamo immersi tutto il giorno nell'esaurimento nervoso tecnologico, mo' pure ste cose? ma fateve na trombata in più che è meglio!

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  15. Ovviamente tra mattino e pomeriggio le cose cambiano e spesso di parecchio ma riguarda una variabilità di un certo tipo (diverso quando sei proprio spompo).
    Il punto è che tra il commerciale e il campo c'è la scienza e ormai in Italia pare che la facciano solo nel calcio (dove sono rimasti gli ultimi soldi e stanno sparendo pure qua)

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    1. ok, ma vedi, non mi riferivo all'atletica d'elite... mi riferivo agli amatori da 48' sui 10k.
      tutti sti monitoraggi, tutti sti "giochiamo al piccolo fisiologo" secondo me si inseriscono in una forma mentis "immaterialistica", ovvero come ottenere risultati senza lavurà e alla svelta.
      è una mentalità magico-religiosa, si cerca la pietra filosofale, la pozione magica, l'"aiuto esterno" dei racconti di mitologia di cui parlava l'antropologo joseph campbell.
      o l'"appagamento di desiderio" di cui parlava freud.

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    2. @valsandra i soldi sono un effetto che diventano anche causa in un circolo virtuoso...
      http://pensieriemovimento.blogspot.it/2016/03/virtuous-circle.html

      @corsaro vuoi mettere essere 'na pippa supermonitorata e superattrezzata con l'essere 'na pippa e basta! L'ego ne trae beneficio! AHAHAHA

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  16. ma per uno che si allena 3 volte a settimana...
    Assurdo.
    Penso sia più utile imparare i nomi dei tipi di lavoro che si fanno.. iihhihi

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    1. ridotto il font dei commenti...
      Riguardo il campo commenti è allargabile da chiunque... c'è un triangolo nell'angolo in basso a destra che cliccando e tenendo premuto permette di allargare il box commenti.

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  17. @SteVa72
    il punto non è stato però centrato.
    Ma perché?
    Perché pochi allenatori provano ad insegnare gli allievi.
    Non si fa per vari motivi (uno perché gli allievi sono poco propensi ad imparare. Un altro per motivi di ego. Un altro per soldi e via dicendo).

    Detto questo,
    se Stefano Baldini si fa il medio a +40" dal suo ritmo maratona (soglia sui 2'50", non so se mi spiego) e le ripetute a 3'10", qualcuno ha da ridire visto la strapotenza mostrata ad Atene?
    direi di no!

    Un elemento va dichiarato e inserito solo quando utile.
    ad un allievo (sia 18enne o 50enne) va spiegata la cosa.
    Ma non puoi dirgli 80-85% perché non saprà che fare.
    Però è anche vero che se gli setti bene la seduta e gli dai indicazioni differenti per diversi periodi.
    Esempio.. se curi la potenza aerobica fai il medio lentamente ovvero con molti secondi al km più lento al km rispetto al ritmo maratona.
    dove sta questa famosa percentuale?
    in nessuna parte.
    però quando sei nella fase specifica di allenamento il medio lo tiri veramente e le ripetute diventano spaziali (da 3'/km per Baldini o meno).

    Sono esempi.

    Ma poi ripeto, nessuno runner serio lavora guardando il cardio per settare i ritmi.. si usano o cronometro (pista) o GPS (strada e boschi).


    PS: per riderci sopra: gli ultramaratoneti guardano alla velocità..

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  18. Baldini però chi lo ha detto che a quel ritmo non abbia una fc dell'84%?

    Io tutti i dati che ho potuto vedere (anche di professionisti della maratona) li ho visti in linea con queste indicazioni (più o meno eh...). Quando mi si dice che non lo sono poi è sempre gente che non ha i dati da mostrare. Quindi non so che fare. Poi ora non vorrei riassumerti 310 pagine di diario...ma discutiamo proprio di queste cose. Ci sono altri spunti sulle soglie comparando la misurazione ematica del lattato e la fc...ma se apro anche questo capitolo qui non ne usciamo più e già faccio fatica a stare dietro al Diario che non mi posso permettere di duplicarlo. Se non trovo uno sponsor ovviamente ;-)

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    1. ma di che dati da mostrare parli? i campioni non fanno l'holter, se ne fregano dell'hrv e spesso manco sanno qual'è la fcmax. e non s'allenano col cardio.
      io alcuni dati che ho (ma ne ho molti di più, di altra gente) li ho scritti, ora tu spiega che ci fa un campione con la cl a 7/km.

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  19. Approfitto del momento di calma per dirvi che non riesco a stare dietro a una discussione così specifica. già devo conciliare il "Diario" con i lavoro. Due discussioni parallele non ho proprio le possibilità di seguirle. Chi volesse sa dove trovarmi. Qui posso rispondere a eventuali contestazioni diciamo molto personalizzate e circostanziate, per il resto non me la sento proprio. E non mi pareva educato non farlo senza dire nulla. Ci sono arrivato perchè mi ci "hanno portato" e ho risposto volentieri...ma io sono un semplice "runner scarso lento e ancora sovrappeso" che tiene un diario dei suoi allenamenti e che ama confrontarsi con gli altri. Nulla di più :-) ciao !

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  20. un meccanico aggiusta i motori ma non insegna.. ovvio, altrimenti guadagnerebbe meno.
    Bisogna capire che coach si è.. solo tabelle o pure insegnanti perché se oggi nella CL noti che invece di 5'15" fai 5'05" perché parametrizzare le ripetute a 4'05" e non a 3'55"?
    Si chiama valore aggiunto.
    poi è dura (soldi, tempo, predisposizione mentale, capacità intuitive) aggiustare le sedute ma il processo educativo nell'allenamento è FONDAMENTALE.

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  21. ma il punto è che la FC serve per monitorare lo sforzo intra seduta e non per altro!
    Nessun running serio si allena con il cardio come strumento a sé.
    Ci si allena banalmente con i ritmi.. ti fissi un ritmo (dalle ripetute sui 300 al corto veloce) e poi se s è bravi si aggiusta il tiro.
    Per esempio se si vuole limitare l'atleta si possono fissare dei paletti (a mo' di esempio.. non superare i 160bpm dopo 1,6km di corto veloce).

    Suvvia

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  22. non riesco a conciliare sport con lavoro.. arrivo troppo stressato a fine giornata.
    Da disoccupato (soldi a parte) studi e fai attività ogni giorno e detta tra di noi, sarebbe l'ideale (mio) di vita (soldi a parte)

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  23. un piccolo appunto.. baldini poteva fare un medio ritmo maratona a 3'05" con media 152bpm (e massima 161) oppure andare più lento o più veloce (c'è un allenamento di 1'h15' con 161bpm che se avesse avuto FCMax 185 avrebbe portato a 87% della FCMax.
    Nota... media!
    ma finisce a 172 (che sarebbe 90-93% FCMax in base al fatto che possa averla avuta all'epoca sui 185 o 190).

    ma attenzione... era ritmo medio veloce che per lui era ritmo maratona.

    E quando faceva il medio lento (ergo lento lunghissimo)?
    Una nota: con l'esperienza uno si regola nel far capire che ad esempio i battiti non devono superare tot livelli dopo un certo kilometraggio e così via.
    Aiuta.. ma la misura dello stato di recupero è una cosa più importante per i runners che la misura della FCMax in maniera asettica

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    1. appunto... molti sono fissati con la "deriva cardiaca", passano anni a cercare di eliminarla... e baldini con le derive ci vinceva le olimpiadi :)

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  24. sul fatto che non puoi seguire.. pazienza.
    Una cosa: nelle guide per il training dei ciclisti per il medio si danno intensità tipo 84-94% della Frequenza di soglia (che poi varia ma in media per loro è sul 95% della FCMax):
    quindi il medio lo farebbero all'80-90% della FCMax.

    Detto questo,
    a) ognuno ha una sua soglia di potenza lipidica
    b) non tutte le sedute sono estreme (anche sul versante medio o medio veloce)
    c) esiste la variabilità della giornata e delle condizioni


    PS:
    grazie Luc.. ingrandito!!!

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    1. c'èp un problema.
      quando si parla di atleti elite (running o ciclismo) ci si riferisce a gente mediamente 25enne. i 25enni mediamente hanno fcmax 190-200... ecco che certe percentuali producono ritmi d'allenamento consoni.
      ma se andiamo sugli amatori 45enni le cose cambiano!
      uno con fcmax di 170 all'80% fa il lento non il medio!
      e al 70% fa jogging quasi-camminata, non il lento!
      QUESTO è il concetto che voglio rimarcare e che nessuno comprende!

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  25. @Corsaro
    trovo pazzesco che nel 2016 un articolo possa scrivere
    http://www.ilcoach.net/lo-studio-della-biomeccanica-della-corsa-come-strumento-per-sviluppare-un-allenamento-coerente-degli-ischiocrurali-nello-sprinter/

    <>

    Nel 2016 si possono scrivere queste cose?

    RispondiElimina
  26. l'inciso

    Sebbene l’azione degli ischiocrurali sarebbe principalmente la flessione del ginocchio, dai dati riportati in questo studio, si evince che durante la corsa ad alta velocità non compiono assolutamente questo genere di azione, infatti la fase in cui gli questi muscoli partecipano meno al ciclo del passo è proprio quella in cui il ginocchio si flette!!

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    Risposte
    1. ihihih... ma sai, c'è gente che è proprio all'oscuro dell'abc...

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    2. c'è di peggio, ambulanzaaa!!!
      "le braccia devono avere un angolo gomito-avambraccio di circa 90 gradi"

      http://www.ilcoach.net/influenza-della-stiffness-nella-corsa-prolungata-di-alberto-mazzucchelli/#sthash.dqvEUuX1.dpuf

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    3. il ragazzo che cura il sito ha buona volontà ma nn si infilano articoli senza revisione..
      se leggi quello su Nocera ci si fanno 4 risate (per non piangere)

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    4. anzitutto è gente che non sa scrivere in italiano, e la cosa è grave per un laureato e ancora più grave per il suo prof-relatore.
      poi si fa il temino "ortodosso politicamente corretto" dove si ripetono le stesse cretinate da 35 anni, il grafichetto minimale di bosco, l'omaggio ai defunti (stiffness-vittori) e idee allucinatorie sulla meccanica.
      e questo sarebbe un laureato che poi va ad insegnare sport in giro.

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  27. @SteVa72
    ho riportato dei numeri reali e queste frequenze oscillano per il 10%.
    Ma è normale per chi sa cosa significa allenamento ovvero:
    a) adatti la giornata
    b) adatti la seduta al piano generale (un medio oggi non ha la stessa importanza di un medio domani)

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  28. in un mio esempio era palese.. con soglia sui 160-162 e lento a 140 siamo all'85-86% e ovviamente 75-78% della massima (un esempio che conosco)

    Alla fine:
    1) se uno potesse comprendere il trend del recupero nel medio periodo farebbe un affare migliore

    2) ci si regola con i tempi...
    per la mia amica 800 metrista fare medio significare fare 10 sec più veloce del lento (su erba).
    50-55' sono tanti per atleti non perfettamente allenati aerobicamente (penso che per esserlo bisogna prepararsi almeno per i 1500 e fare 5-6 sedute settimanali, sempre almeno).
    Quindi, anche qua.. cosa se ne fa uno della media?

    3) più interessante capire che relazioni ci siano tra i vari elementi del training

    RispondiElimina
  29. @Nrzioleo
    poi dopo 2 gg vai ancora peggio e dopo altri 4 scoppi.. suggerimenti?
    scarica per 5 gg..
    la percezione della fatica è una cosa particolarissima.
    Prendiamo ad esempio un velocista.
    Se non sei al top (la maggior parte delle seconde metà delle preparazioni) in termini di velocità paghi qualcosa e nelle prove lunghe i tempi non sono mai soddisfacenti.
    Ma questo non lo capisci!
    Lo capisci dal crono.
    Cosa importante è avere i valori di forza elevati e di forza expl su certi livelli.
    Quando poi scarichi la velocità ritorna ai suoi livelli e per esempio puoi volare anche sulle distanze lunghe (facendo lavori lattacidi eccellenti).

    Potenza lattacida (in senso relativo).
    in quella fase in cui non sei al 100% con la vel non lo sei nemmeno con questa.
    Ovvio che nelle ripetute con pause basse paghi.. poi scarichi e passi da fare prove sui 50" nei 300 m con 5' di pausa (con chiodate) a 3' senza chiodate e come giornata media.
    Per dire...

    Lo ripeto per la 5a volta: non è problema in sé della singola giornata (che va sempre gestita) bensì di quadro generale dell'allenamento e comprensione dello stato di recupero nel medio periodo.
    Tutto questo abbisogna di fortuna ovviamente (e dipende anche dalla casualità)

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    1. tutto corretto e condivisibile, ma stiamo dicendo la stessa cosa. Il mio esempio era volto a dimostrare che non è dimostrabile l'associazione cardio-sforzo. Sono mode, come lo sono i minimalisti, le diete del giorno dopo e le teorie più strampalate per vendere! teleimbonitori. chi sta sul campo riesce a percepire delle piccole variazioni non misurabili e pòarametrabili che rientrano nella sfera della pratica dell'allenamento.

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  30. ma l'uso del cardio o la sua "venerazione" non è una moda.. è utile, anzi utilissimo (per esempio l'adoravo quando giravo con la bici).
    Ma il punto non è questo.
    Purtroppissimo (per i cardiocentrici), a differenza del ciclismo (dove il power meter ormai è una necessità), nel running lo sforzo lo monitori con il cronometro o il GPS!
    nel ciclismo non lo puoi fare se non hai il power meter.

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    1. utilissimo non direi, sul piano individuale.
      sul piano delle comparazioni fra atleti poi, è proprio inutile se non deleterio, come sto spiegando in questi articoli.
      mo farah o i keniani corrono sempre col cardio? mankupukazzu... al massimo 2 volte l'anno se vogliono testare qualche dato.
      forse non hai idea di quello che succede nei forum dei master fondisti...

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  31. sarebbe interessante come (tra esperienza e scienza) Salazar monitora lo stato di recupero dei suoi atleti (che poi è insieme ad un sistema volto a migliorare il recupero il cardine di tutte le "analisi")

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    1. io penso che se hai esperienza, intelligenza e "vivi con gli alteti", per monitorare non hai bisogno di misurazioni tecnologiche.
      poi so che applica schemi abbastanza fissi (3 lavori a settimana, tranne periodi agonistici) per cui ci può essere al massimo anticipo/ritardo di un giorno nel fare un lavoro.

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  32. .

    Scusami corsaro non capisco.
    Scrivi:

       "Prendiamo due atleti REALI, stesso passo in gara di 10km (mettiamo 3'25/km), entrambi fanno corsa lenta sui 4'20/km a 138bpm"

    Ma se hanno una Fc max diversa, come è possibile che a 4'20" abbiano gli stessi battiti?

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    1. Elia, per come l'ho capita io, la tesi del Corsaro è proprio che non si può partire dalla Fc max per stabilire su base % fissa a quanti battiti si fa CL piuttosto che CM. I due atleti dell'esempio sarebbero un caso in cui a 4'20" fanno entrambi CL a livello di sforzo, pur impegnando il loro cuore per una percentuale diversa rispetto alla rispettiva fc max.
      Personalmente anch'io ho delle perplessità sul fatto che una situazione di questo tipo sia molto frequente, piuttosto che una specie di eccezione...

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    2. è un caso reale, quindi è possibile... e vi dico che non è affatto infrequente.
      pure io a 18 anni ero del loro stesso esatto livello, facevo cl a 4'20 con fc 135-140 e avevo fcmax 190.

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