domenica 18 settembre 2016

Allenamento 10000m: test dei 7'.


   Il prosecco è un vino leggero, eppure pare che dia alla testa. E può accadere che un "imprenditore del prosecco" proponga un "test dei 7'" per valutare lo stato di forma, il passo da tenere nelle varie tipologie di sedute d'allenamento, la soglia anaerobica e il tempo previsto in una gara di 10km. Il test deve essere massimale e in prima battuta dovrebbe fornire una valutazione del massimo consumo d'ossigeno.

   E può capitare di leggere su un forum di un utente che effettua il test che dà i seguenti risultati:

- 1760m (3'59/km)
- soglia: 14.3 km/h (4'12/km)
- tempo previsto sui 10km: 42'
- ritmi d'allenamento:

corsa lenta 4'50 - 4'55
corsa media 4'30 - 4'40
ripetute medie-lunghe 3'55 - 4'10

   E può capitare che il suddetto utente riesca a tenere un passo in una gara di 10km di... 5'/km... uno scarto di 61" dal passo del test e un SOBRIO errore di appena 48" rispetto alla previsione. Per cui il malcapitato utente dovrebbe correre perfino i lenti più veloci del ritmo gara.

(NON RIDETE!!! Se ridete vi diranno che non rispettate le idee altrui e fate critiche distruttive...)

   E può capitare che il tale imprenditore magari sia un ex nazionale con tanto di tessera di allenatore della Federazione Irochese Di Atletica Leggera e abbia in scuderia 200 atleti (paganti). Ma nonostante tutte queste qualità non capisca che:

- un test così breve è poco correlato con prestazioni di durata 4-8 volte maggiore
- un test A TEMPO poco si addice a previsioni su gare A DISTANZA, perchè a uno scarso viene fuori 1700m mentre a un campione 2800m
- la relazione test/gara sarà fottutamente diversa a seconda della tipologia dell'atleta (veloce/resistente), del grado di allenamento aerobico, del chilometraggio sviluppato in allenamento.

   Come si fa a propinare alla gente roba del genere? Ti inventi una formuletta semplice perchè sai che la gente vuole questo, è un'operazione di marketing, sei un ottimo imprenditore appunto... poi però il prodotto non funziona e magari l'utente pensa che ad avere qualcosa di sbagliato sia lui e non il test o chi lo propina.

   Dice "ma hai preso un caso limiteeeeee!"... sarà, ma io credo che di gente che tra un 7' e un 10km scarta appena 13" ce ne sia poca in giro, specie tra gli amatori ai quali sto test è indirizzato.



  



martedì 6 settembre 2016

Atletica italiana: Vision & Mission (impossible?)

   
   Nel mio articolo post-olimpiadi l'amico "Fabrizio1959" fece un commento interessante che riporto sotto. Trattasi di affrontare il problema "sport" in un'ottica di marketing e sarebbe utile leggersi il documento del CONI da lui linkato, che tratta dello sport in generale e non solo dell'atletica, documento molto dettagliato, completo, ricco di dati e grafici. Da questo documento si evince come in Italia lo sport sia un po' meno praticato rispetto ad altri paesi dal PIL simile. Tuttavia, in termini di medaglie olimpiche mi pare che non stiamo messi proprio male... chi sta messa malissimo è l'atletica leggera.

   E ragionando in termini di market dico la mia:
- il marketing si occupa (anche) dello studio dei gusti dei consumatori relativamente ai prodotti.
- in ambito sportivo esistono (anche) dei prodotti chiamati "prestazioni dell'atletica nazionale d'elite" e dei consumatori di tali prodotti in moltissime nazioni; per "consumatori" intendo gli spettatori-fruitori del "prodotto" sportivo inteso come spettacolo culturale.
- dopo queste olimpiadi i consumatori del prodotto "prestazioni dell'atletica italiana d'elite" ne hanno dato un giudizio estremamente negativo.
   Al di là quindi dei fini che ognuno potrebbe dare all'attività sportiva, è un dato di fatto DEL MERCATO l'insoddisfazione dei consumatori circa questo prodotto: in italia molta gente vorrebbe vedere l'atletica vincente ma ciò non accade, il prodotto è una "sòla".
   Suddividendo i tesserati Fidal in 3 fasce-prodotti potremmo descriverne le dinamiche degli ultimi 20 anni così:

- atletica infantile: forte incremento di partecipanti, prodotto efficiente.
- atletica master: forte incremento di partecipanti e ottime prestazioni internazionali, prodotto efficiente.
- atletica impegnata e d'elite: forte decremento di partecipanti e di prestazioni, prodotto inefficiente; e inefficienza crescente via via dai cadetti agli assoluti.

   Ma ecco quanto scritto da Fabrizio:

"Ho letto con attenzione quanto detto da FabioG (anche nel suo blog) e i commenti di tutti, ma manca una cosa fondamentale che non ho trovato da nessuna parte e in nessun commento: la Vision e la Mission. Per favore non inorridite - lo so che sono termini markettari - ma al di là delle parole o “parolacce markettare” identificano due concetti fondamentali sia si tratti di aziende sia si tratti di federazioni sportive o sport in generale. Due concetti semplici: dove si vuole arrivare e qual è il mestiere che vogliamo fare.
Non voglio fare una lezione di “Strategic marketing”, non ne sarei capace. Ma vi prego, prima di fornire ricette, sicuramente valide, non discuto sul tema, mi fate capire quali sono per voi la Vision e la Mission dell’atletica italiana e in generale dello sport in Italia? Partiamo da qui, proviamo a fare questo primo esercizio accademico, la qualità dei partecipanti è sicuramente adeguata. Secondo me verranno fuori opinioni molto diverse, a cui corrispondono azioni differenti.
Solo dopo aver individuato la Vision e la Mission potremo definire una strategia, analizzando l’offerta e la domanda, casomai anche attraverso la costruzione di una SWOT analisys e una GAP analisys. Ripeto tutto ciò viene dal marketing, ma si può applicare a qualsiasi contesto: è un metodo. Così come il metodo scientifico: si può applicare a qualsiasi contesto. Facciamolo sennò creiamo solo rumore di fondo ognuno con la sua cucina e pentoloni magici.
Per supportare lo sforzo richiesto vi suggerisco di leggere anche questo documento:

http://www.coni.it/images/Libro_Bianco_-_Sito.pdf

Parto con la mia definizione:
Vision – avere la percentuale più alta al mondo di praticanti sport, con particolare riferimento all’età infantile, dello sviluppo e adulta (>35 anni).
Mission – Sviluppare le attività sportive in maniera pervasiva e generalizzata, affidando l’attuazione pratica a una piramide di persone a mano a mano più specializzate.
Da quanto detto si potrebbe evincere che per me l’atletica (sport) di altissimo livello è una conseguenza e non punto di partenza, o traendo spunto da FabioG: un mezzo, ma non il fine (aggiungo io).
Da quanto leggo in questi giorni sul caso Gran Bretagna, capisco che hanno una vision completamente diversa: primeggiare nello sport di alto livello (conseguentemente soldi alle federazioni vincenti e vaffanc…. alle altre) e su questa loro vision hanno investito, direi bene visto i risultati, ma è completamente diversa dalla mia.
Lascio a voi – se vi va – di buttar giù qualche idea, visto mai che il prossimo Presidente del CONI ne traesse spunto (sono un incurabile sognatore)."



mercoledì 31 agosto 2016

Olimpiadi Rio 2016: le cose belle


   Dopo gli europei asfittici e noiosi, l'atletica a Rio mi ha dato emozioni forti, tre record mondiali, gare esaltanti. E colpi di scena, come l'oro del brasiliano Thiago Braz che si migliora di 13cm in un colpo solo dopo un duello all'ultimo sangue con Lavillenie... o anche come la Kipyegon che batte la Dibaba con un gran 800 finale in 1'57.9.

   Per quanto riguarda il mezzofondo, a sorpresa anche l'oro di Centrowitz con un Kiprop insolitamente inerte. In questi 1500 argento di Makhloufi che bissa l'argento negli 800, vinti dal solito Rudisha e con un Bosse quarto come al solito beffato nel finale. Da notare in questa gara il bronzo del "neofita" americano Murphy, un ventunenne che due anni fa aveva 1'50 e ora riesce a siglare PB sia in semifinale che in finale arrivando a 1'42, come i nostri ottocentisti insomma...
   Gran 3000st femminile col WR sfiorato di 9 decimi, forse impedito dal 2° km assassino in 2'54 e dai 32° di temperatura alle 11.15 di mattina (il famoso "fresco inverno carioca" di fidaliana memoria, ahah!); ma i complottisti (e io LO FUI) malignano che la Jebet abbia rallentato appositamente nel finale per tenersi il WR per un'altra occasione e fatturare di più, che fantasie malate sti complottisti... ooopppsss, a Parigi lo scorso weekend la Jebet abbassa il WR a 8'52, ahah!
   Farah è diventato una noia, ennesima doppietta con gli ennesimi finali di gara al fulmicotone che producono anche ottimi tempi finali nonostante le partenze in jogging. Nei 10000 (13'53 + 13'12 = 27'05) ultimo km in 2'29, nei 5000 ultimo km in 2'23.9 e ultimi 2 giri in 59.8 e 52.8.

   Ma veniamo alla "ciccia"...

   Van Niekerk finalmente aggiorna il vecchio WR del grande Michael Johnson nel 400 più veloce della storia (media di 44.04). Interessante paragonare i due WR; MJ vanta un PB sui 200 molto migliore di VN, però c'è da dire che all'epoca del WR sui 400 i 200 li correva in 19.9. Comunque, come vediamo, un MJ "più veloce" produsse un 400 con una distribuzione di un equilibrio fuori del comune, mentre la distribuzione di VN è più canonica. VN / MJ:

100m 10.7 / 11.10
200m 20.5 / 21.22
300m 31.0 / 31.66
400m 43.03 / 43.18

ultimo 100: 12.0 / 11.5
differenza 200-200: 2.0 / 0.8

   Dulcis in fundo, un incredibile, esaltante 10000m femminile che finalmente riscrive la storia della specialità dopo 23 anni. Già partono di gran carriera sotto i 3/km, ma a metà gara (quando la Inglese viene già doppiata) Ayana se ne va, inanella giri a 67-68 e fa il vuoto. Un pazzesco record del mondo portato a 29'17 e un mare di record continentali (la Huddle a 30'13), nazionali, personali (tranne la nostra Inglese). Una gara che ricorderemo per sempre! Mi viene la pelle d'oca, mi commuovo quando vedo gare del genere.
   La Ayana poi non si ripete nei 5000, evidentemente devastata dalla prestazione mostruosa nella distanza doppia.
   Un dettaglio: la Ayana non è un'atleta degli altipiani, di quelli beneficiati dal nascere e vivere in altura, è originaria del distretto di Benshangul/Gumaz, ovest Etiopia al confine col Sudan, altitudine 600-1000m.

P.s.: chi era che diceva che i 10000m sono noiosi?
P.p.s. sia Van Niekerk che Ayana secondo molti fidalotti corrono male (braccia e mani alte, angolo al gomito chiuso) e quindi sono due pipponi che non vinceranno mai nulla, ahahah!






lunedì 22 agosto 2016

"Grande atletica leggera italiana... forse un po' troppo leggera... vacua"

   Iniziamo dalle cose brutte (nostre) dell'atletica a queste olimpiadi, poi seguirà un articolo sulle molte cose esaltanti e divertenti (altrui).
   Tempo fa così scrissi in un articolo preventivo: "sembra quasi che un dio malvagio ci attragga irresistibilmente verso gli inferi dello zero tituli". Oggi, a consuntivo, possiamo dire che il dio malvagio ha colpito ancora; certo era facilmente prevedibile, non erano necessarie grandi qualità profetiche. La speranza è l'ultima a morire... ma muore.

http://ilcorsarotraining.blogspot.com.br/2016/07/preview-olimpica-il-dio-malvagio.html

   Ma vediamolo sto bilancio consuntivo:

- zeru tituli, mentre 42 paesi hanno conquistato almeno una medaglia; toccato quindi il fondo anche alle olimpiadi, mentre ai mondiali già due volte (2009 e 2015)
- nella classifica a punti 28° posto
- 5 presenze in finale (primi 8): Giupponi, Grenot, Palmisano, Trost, 4x400 femminile
- un record italiano, 3'25.16 della 4x400 femminile in semifinale

   Veniamo ai miei consueti indici di rendimento:

- pb: Giupponi
- sb: Benedetti, Straneo, Pedroso, Palmisano
- 36 italiani prtecipanti hanno ottenuto 5 pb/sb (13.88%). 2351 partecipanti del resto del mondo hanno ottenuto 596 pb/sb (25.35%). Ai mondiali di Pechino lo scarto fu leggermente maggiore (9% contro 30.3%) ma insomma c'è sempre un abisso.

http://ilcorsarotraining.blogspot.com.br/2015/08/zeru-tituli-again.html

   Questo è un post collegiale. Lascio ad altri le giustissime (ma a mio avviso insufficienti) critiche alla dirigenza. Il titolo del post è di mio fratello e alcuni commenti qui sotto di amici atleti:

"Eh...ma il Tajikistan investe un sacco di soldi e fa le gabbie per il lancio del martello... e il Burundi? Hanno piste indoor e palestre che altro che Formia!"

"sicuramente abbiamo qualche problema di cultura sportiva (a partire dalle scuole) e carenze in termini di strutture. D'altra parte, se come dite voi a livello giovanile nell'atletica facciamo bene, mi sembra che questo suggerisca un serio problema tecnico: cambiare le teste serve solo se i ricambi portano veramente un nuovo metodo di lavoro. Da quanto leggo, invece mi sembra che la sostanza resti invariata da anni, sbaglio?"

"La medaglia di Alex S. non sarebbe certo stata un risultato del buon lavoro del sistema atletica italiana, visto che aveva contro mezza federazione, il 70% degli atleti e non trovava nemmeno uno disposto ad allenarlo. Si era fatto di tutto per non convocarlo, mi pare. E qui ci sarebbe da discutere sul perchè un Gatlin plurisqualificato viene reintegrato nella squadra USA una volta pagato il fio, mentre da noi AS è considerato un reietto a vita.
La medaglia di Tamberi NON era sicura. E qui ci sarebbe da discutere sul perchè nell'anno olimpico si fa gareggiare l'atleta di punta a ogni occasione cercando record italiani outdoor e indoor per raccattare briciole di visibilità e ospitate nei TG e nelle trasmissioni del pomeriggio, mentre un Mo Farah fa 2 gare in 6 mesi e poi ad Agosto vola.
La medaglia sicura delle marciatrici la sento ad ogni occasione e non arriva da 8 anni. La Giorgi cos'ha vinto in carriera per giustificare le speranze di medaglia? Le gare non si vincono con il personale fatto mesi prima, ma arrivando in forma di gambe E FORTE DI TESTA all'appuntamento principale.
Sui ragazzi promettenti...rifletti: il miglior piazzamento in pista dell'atletica italiana è una Trost (che a me e' anche parecchio simpatica) che a 23 anni, nel suo athletic prime, arriva 5a dietro una 37enne che non ha vinto mai nulla in carriera, una 32enne che ormai ha una gamba sola e saltando in finale meno di diverse epthatlete. Rossit, stessa storia.
Tutto a fronte di un movimento giovanile, un serbatoio di talenti e una tradizione che da 15-20 anni oggettivamente ci classifica tra i primi paesi al mondo nelle manifestazioni under 18. Chi visse sperando..."

"è solo un esempio: ogni tanto leggo qualcosa su "certi forum", ci scrivono in migliaia, la maggior parte scarsi, con pochissimo studio e esperienza...il 90% delle cose che leggo sono stupidaggini allo stato brado ma portate avanti con una convinzione e arroganza...
quello che voglio dire è che c'è un grave problema culturale a partire proprio dal popolino: voler SEMPRE aver ragione a tutti i costi, voler SEMPRE esprimersi a tutti i costi, punire (invece di ringraziare) chi potrebbe raddrizzare la baracca additando e comprovando gli errori.
questo "carattere" poi non cambia quando qualcuno di quel popolino va a fare i corsi allenatori o si laurea in SM o diventa dirigente federale.
il pesce puzza tutto, non solo la testa... e infatti nonostante le teste cambino i risultati non cambiano."

"leggo certe tesi di laurea in SM, fatte da allenatori che hanno in carico giovani di livello internazionale, scritte in un italiano che ti farebbe bocciare in prima media; e il prof-relatore, magari un responsabile di settore federale, non se ne accorge. Poi totale ASSENZA DI MEMORIA quando quei giovani scompaiono dopo qualche anno. Ormai la nostra non è più atletica ma al massimo "giovan-etica" o "campionatisocial-etica".

"leggo che Kipchoge e la Miller "sbagliano, braccia troppo alte"... ma hanno vinto l'oro cazzo!!! Poi mi scrivono raccontandomi che ai corsi allenatori il professorone di turno consiglia di mettere dei pesi in mano ai ragazzi se tengono le braccia alte... e allora le braccia cascano a me, e non solo le braccia".











mercoledì 17 agosto 2016

Fratello nuoto, sorella atletica (bis)


   Non è che mi entusiasmino le nuotatrici eh... però, dovendo scegliere, meglio la Natalie Coughlin che la Pellegrini... ma che ci vedete nella Pellegrini? Boh.
   Ok, mentre continuiamo a deliziarci con l'atletica olimpica (cose turche!!!) vediamo qualche curiosità statistica sul nuoto.
   Ho fatto queste rilevazioni qualche mese fa, quindi magari nel frattempo avranno battuto 398 record mondiali.

   Nella prima rilevazione ho preso i record mondiali nello stile libero, sia maschili che femminili, e ho calcolato il passo ogni 100m e gli scarti di passo per distanze contigue. Si osserva che mentre in atletica al raddoppio della distanza gli scarti di passo sono simili (0.8 - 1, tranne il 400-800) nel nuoto:

- sono maggiori che in atletica
- sono fortemente decrescenti
- per le donne sono inferiori

   Perchè?

   Nella seconda rilevazione ho calcolato la differenza percentuale fra i record maschili e femminili. Ebbene, mentre in atletica all'aumentare della distanza sono simili (10-12%) nel nuoto sono fortemente decrescenti.

   Perchè?

MASCHILI

20.91 - 41.82
46.91 - 46.91 - 5.09
1'42.00 - 51.00 - 4.09
3'40.07 - 55.02 - 4.02
7'32.12 - 56.51 - 1.49
14'31.02 - 58.06 - 1.55

FEMMINILI

23.73 - 47.26
52.07 - 52.07 - 4.81
1'52.98 - 56.49 - 4.42
3'58.37 - 59.59 - 3.10
8'07.39 - 60.92 - 1.33
15'25.48 - 61.69 - 0.77

DIFFERENZA MASCHI-FEMMINE

13.00%
10.99%
10.76%
8.30%
7.80%
6.25%



martedì 9 agosto 2016

Fratell(astr)o nuoto, sorella atletica.


   In attesa della sorella, mi vedo in TV cosa combina il fratello. 
   Non sono esperto di nuoto, anzi "so di non sapere". Territorio per me misterioso ma potrei anche iniziare a studiarci su un po' di più, magari con le dritte di qualche commentatore indulgente. Sarebbe bello e utile studiare tutto ma il tempo è limitato; già nell'ambito della corsa ho sempre ritenuto utile, o necessario, essere sapienti su tutte le specialità e distanze, ma anche tracimare in altri sport può avere la sua utilità, si compara, ci si fanno domande. E le domande non sono mai stupide, qua in Brasile si dice "perguntar nao ofende".

   I "miei" misteri sul nuoto:

1) perchè ogni anno fanno un botto di record mondiali, da sempre? Perchè non è così in atletica? (pura curiosità, in sostanza me ne frego)
2) perchè anche i velocisti fanno volumi mostruosi? (interessante... cavolo, 6-7km al giorno equivalgono a 30-35km di corsa)
3) perchè si allenano solo a frazionati? Noi della corsa siamo scemi che corriamo continuo? (molto interessante...)

   Vorrei anche sapere se la 2 e la 3, portate avanti dalla Federazione Italiana:

- sono totalmente condivise all'estero
- sono recenti o antiche

   Scorrendo lo storico dei medaglieri italiani nel nuoto nelle manifestazioni globali notiamo che:

- OLIMPIADI: merdacce fino agli anni 90, boom a Sidney, poi calo e zeru tituli a Londra (4 ori in totale su 30 edizioni)
- MONDIALI: molto meglio che alle olimpiadi, boom 2009-2011 e poi calo (12 ori su 16 edizioni)

   Sembra ci sia un recente crisi prestativa, anche se meno profonda che in atletica. Ma perchè questa enorme differenza di rendimento tra mondiali e olimpiadi? Le olimpiadi hanno una risonanza mediatica molto maggiore, dovrebbero essere preparate meglio... forse in Italia non abbiamo nozione di programmazione pluriennale?

   Ma ecco che leggendo alcuni documenti tecnici federali vengono fuori anche spunti interessanti e utili ai nostri fini, ad esempio:

"Quello che cambia è la qualità degli allenamenti (un velocista farà più allenamenti anaerobici rispetto a un fondista) e, almeno in parte, le andature: un velocista che si allena a velocità di soglia terrà un'andatura inferiore rispetto a un fondista... Perché la capacità aerobica di un fondista sarà superiore a quella di un velocista! Viceversa, un fondista avrà un passo inferiore a un velocista negli allenamenti anaerobici".

   Quindi, negli allenamenti di fondo, i "resistenti" dovrebbero tenere una velocità maggiore dei "veloci"; per me un concetto banale, lo so da sempre, ma pare che in atletica in Italia lo abbiano capito in pochi visto che fanno correre gli ottocentisti più forte che i maratoneti... in sostanza:

- LA VELOCITA' DEI FONDI DEVE ESSERE INVERSAMENTE PROPORZIONALE ALLA VELOCITA' DELLA DISTANZA PREPARATA

- I RESISTENTI IN ALLENAMENTO DEVONO AVERE UNA FORBICE DI VELOCITA' PIU' RISTRETTA RISPETTO AI VELOCI


Seguirà un altro articolo con delle considerazioni statistiche.


sabato 30 luglio 2016

Infortuni, teorie e propaganda.


   Tempo fa feci un articolo sulla eccessiva (a mio avviso) attenzione che in Italia si riserva ai piedi, sia in generale nella cultura sia in particolare in atletica, tanto che potrei ironicamente parlare di "piedetica leggera", così come c'è la cuoretica, la minimaletica, la mangetica, la monitoretica, la derivetica, la cadenzetica, la testetica, la mitocondretica, l'acidolattetica, ecc... insomma tutte le fisse che focalizzano UN particolare e ne fanno il centro di gravità attorno al quale tutto dovrebbe ruotare:

http://ilcorsarotraining.blogspot.com.br/2015/10/tecnica-di-corsa-piedi-vs-culi.html

   L'occasione che mi diede la voglia di scriverlo furono certe mie perplessità a proposito di un convegno "piedetico" dell'autunno scorso:

http://www.ilcoach.net/convegno-tracollo-podalico-nei-paesi-occidentali/

   Tale convegno fu tenuto anche dal tale Marco La Rosa, allenatore di Giulia Riva, una velocista azzurra che nel 2015 si mise in bella mostra. Come funziona in Italia in questi casi? L'atleta in una stagione fa ottime cose, il suo allenatore viene osannato e presentato come quello che (finalmente) ha capito tutto e ha certamente dei segreti da rivelarci, si parte con interviste a tutto spiano e campagne-convegni (e soldi) in giro per il paese:

http://www.ilcoach.net/intervista-giulia-riva-e-marco-la-rosa/

   PREMESSA: non ho mai conosciuto direttamente o indirettamente l'atleta e l'allenatore di cui sopra, non ho niente contro di loro, magari sono anche dei buoni professionisti nelle loro aree... ne sto parlando solo come ESEMPIO di come funzionano le cose in Italia.

   Senonchè stamattina mi sveglio e mi sorge l'idea "ma Giulia Riva che fina ha fatto?"... vedo che è tornata alle gare solo ora, dopo un anno di assenza e con un 100m mezzo secondo peggiore dello scorso anno... oddio, mica si sarà infortunata??? Faccio una ricerchina e trovo una foto di marzo con la dicitura "Recupero post infortunio con visuo-propriocezione ad alta frequenza per la velocista della nazionale italiana Giulia Riva":

https://www.facebook.com/ldalab/posts/1119222951441754

   Ma era ovvio, se una è assente dalle gare per un anno probabilmente è perchè s'è infortunata. Per carità, un infortunio può accadere anche nelle migliori famiglie (in Italia però sono un po' troppe ste famiglie...), non è detto che sia colpa dell'allenatore, di certe teorie, di certi sistemi d'allenamento... però possiamo dire che la piedetica come minimo non ci salva dagli infortuni.
   Ma soprattutto mi chiedo: perchè quando le cose vanno bene allenatori e teorie vengono strombazzati a destra e a manca e invece quando poi le cose vanno male SILENZIO DI TOMBA? Forse sarebbe più prudente moderare gli entusiasmi quando le cose vanno momentaneamente bene, o no?

   Questa omissione di comunicazione, questo deficit di MEMORIA quando le cose vanno male sono deleteri alla cultura atletica, producono delle distorsioni nella valutazione degli assunti teorici che vengono fruiti da parte del pubblico e in particolare dei tecnici.

   Siate svegli, siate vigili, siate critici, non vi fidate... e magari aumentate il FOSFORO nella dieta, ma non quello bianco che ha dei sobri effetti collaterali: