lunedì 22 agosto 2016

"Grande atletica leggera italiana... forse un po' troppo leggera... vacua"

   Iniziamo dalle cose brutte (nostre) dell'atletica a queste olimpiadi, poi seguirà un articolo sulle molte cose esaltanti e divertenti (altrui).
   Tempo fa così scrissi in un articolo preventivo: "sembra quasi che un dio malvagio ci attragga irresistibilmente verso gli inferi dello zero tituli". Oggi, a consuntivo, possiamo dire che il dio malvagio ha colpito ancora; certo era facilmente prevedibile, non erano necessarie grandi qualità profetiche. La speranza è l'ultima a morire... ma muore.

http://ilcorsarotraining.blogspot.com.br/2016/07/preview-olimpica-il-dio-malvagio.html

   Ma vediamolo sto bilancio consuntivo:

- zeru tituli, mentre 42 paesi hanno conquistato almeno una medaglia; toccato quindi il fondo anche alle olimpiadi, mentre ai mondiali già due volte (2009 e 2015)
- nella classifica a punti 28° posto
- 5 presenze in finale (primi 8): Giupponi, Grenot, Palmisano, Trost, 4x400 femminile
- un record italiano, 3'25.16 della 4x400 femminile in semifinale

   Veniamo ai miei consueti indici di rendimento:

- pb: Giupponi
- sb: Benedetti, Straneo, Pedroso, Palmisano
- 36 italiani prtecipanti hanno ottenuto 5 pb/sb (13.88%). 2351 partecipanti del resto del mondo hanno ottenuto 596 pb/sb (25.35%). Ai mondiali di Pechino lo scarto fu leggermente maggiore (9% contro 30.3%) ma insomma c'è sempre un abisso.

http://ilcorsarotraining.blogspot.com.br/2015/08/zeru-tituli-again.html

   Questo è un post collegiale. Lascio ad altri le giustissime (ma a mio avviso insufficienti) critiche alla dirigenza. Il titolo del post è di mio fratello e alcuni commenti qui sotto di amici atleti:

"Eh...ma il Tajikistan investe un sacco di soldi e fa le gabbie per il lancio del martello... e il Burundi? Hanno piste indoor e palestre che altro che Formia!"

"sicuramente abbiamo qualche problema di cultura sportiva (a partire dalle scuole) e carenze in termini di strutture. D'altra parte, se come dite voi a livello giovanile nell'atletica facciamo bene, mi sembra che questo suggerisca un serio problema tecnico: cambiare le teste serve solo se i ricambi portano veramente un nuovo metodo di lavoro. Da quanto leggo, invece mi sembra che la sostanza resti invariata da anni, sbaglio?"

"La medaglia di Alex S. non sarebbe certo stata un risultato del buon lavoro del sistema atletica italiana, visto che aveva contro mezza federazione, il 70% degli atleti e non trovava nemmeno uno disposto ad allenarlo. Si era fatto di tutto per non convocarlo, mi pare. E qui ci sarebbe da discutere sul perchè un Gatlin plurisqualificato viene reintegrato nella squadra USA una volta pagato il fio, mentre da noi AS è considerato un reietto a vita.
La medaglia di Tamberi NON era sicura. E qui ci sarebbe da discutere sul perchè nell'anno olimpico si fa gareggiare l'atleta di punta a ogni occasione cercando record italiani outdoor e indoor per raccattare briciole di visibilità e ospitate nei TG e nelle trasmissioni del pomeriggio, mentre un Mo Farah fa 2 gare in 6 mesi e poi ad Agosto vola.
La medaglia sicura delle marciatrici la sento ad ogni occasione e non arriva da 8 anni. La Giorgi cos'ha vinto in carriera per giustificare le speranze di medaglia? Le gare non si vincono con il personale fatto mesi prima, ma arrivando in forma di gambe E FORTE DI TESTA all'appuntamento principale.
Sui ragazzi promettenti...rifletti: il miglior piazzamento in pista dell'atletica italiana è una Trost (che a me e' anche parecchio simpatica) che a 23 anni, nel suo athletic prime, arriva 5a dietro una 37enne che non ha vinto mai nulla in carriera, una 32enne che ormai ha una gamba sola e saltando in finale meno di diverse epthatlete. Rossit, stessa storia.
Tutto a fronte di un movimento giovanile, un serbatoio di talenti e una tradizione che da 15-20 anni oggettivamente ci classifica tra i primi paesi al mondo nelle manifestazioni under 18. Chi visse sperando..."

"è solo un esempio: ogni tanto leggo qualcosa su "certi forum", ci scrivono in migliaia, la maggior parte scarsi, con pochissimo studio e esperienza...il 90% delle cose che leggo sono stupidaggini allo stato brado ma portate avanti con una convinzione e arroganza...
quello che voglio dire è che c'è un grave problema culturale a partire proprio dal popolino: voler SEMPRE aver ragione a tutti i costi, voler SEMPRE esprimersi a tutti i costi, punire (invece di ringraziare) chi potrebbe raddrizzare la baracca additando e comprovando gli errori.
questo "carattere" poi non cambia quando qualcuno di quel popolino va a fare i corsi allenatori o si laurea in SM o diventa dirigente federale.
il pesce puzza tutto, non solo la testa... e infatti nonostante le teste cambino i risultati non cambiano."

"leggo certe tesi di laurea in SM, fatte da allenatori che hanno in carico giovani di livello internazionale, scritte in un italiano che ti farebbe bocciare in prima media; e il prof-relatore, magari un responsabile di settore federale, non se ne accorge. Poi totale ASSENZA DI MEMORIA quando quei giovani scompaiono dopo qualche anno. Ormai la nostra non è più atletica ma al massimo "giovan-etica" o "campionatisocial-etica".

"leggo che Kipchoge e la Miller "sbagliano, braccia troppo alte"... ma hanno vinto l'oro cazzo!!! Poi mi scrivono raccontandomi che ai corsi allenatori il professorone di turno consiglia di mettere dei pesi in mano ai ragazzi se tengono le braccia alte... e allora le braccia cascano a me, e non solo le braccia".











78 commenti:

  1. Non si può dare sempre la colpa alle scuole poco sportive, mezzi assenti ecc di bla bla bla. Perché in Italia qualcuno si allena e si allena anche molto bene! Altre discipline eccellono, arrivando all'oro, all'argento e al bronzo! Al legno ci potrebbe stare anche come statistica, ma se parliamo di gente che purtroppo si è trovata nel periodo storico sbagliato dove i primi tre sono veramente forti! Non c'è scusa, la federazione di atletica va rivista, ma non come giustamente scrive Luc, aggredendo tutti dalla testa alla coda, bovinamente senza capire cosa salvare e su cosa ripartire. Nel mondo imprenditoriale, se un dirigente cilecca va a casa, ma Aime in federazione parliamo di dirigenti parà statali, quindi para...salvati!!! Io non andrei oltre confine per capire come gestire un quadriennio olimpico, ma cercherei di capire dalle altre federazioni come si stanno gestendo...per iniziare. Poi secondo me l'atletica in Italia ha molti più seguaci di una lotta greco romana, un beach volley, una carabina, e tiro a volo (e lo posso confermare di quest'ultima perché praticato in famiglia); quindi quello che voglio dire è che i soldi circolano e ne circolano più di altri, solo dando uno sguardo al tariffario per organizzare una gara si può ben comprendere come ci possano essere interessi economici a saldarsi alla sedia. Io posso solo provare a inquadrare il problema, ma sono sicuro che qualcuno che gestisce manco quello ha ancora capito come si fa. Perché Bolt è Mo si vedono 2 volte in 4 anni e gli italiani più prezzolati tutti i mesi? Questi centri militari funzionano? Forse arrivare a fare il minimo significa per noi già essere "arrivati"? Proviamo a fare qualche bilancio...

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  3. Purtroppo senza Schwazer e Tamberi il quadro era scontato, ma le loro medaglie non avrebbero cambiato lo scenario complessivo.
    Io la mia ricetta l'ho scritta http://pensieriemovimento.blogspot.it/2016/03/virtuous-circle.html?m=1
    Mi sembra che il circolo virtuoso l'abbiano ben avviato gli inglesi, esteso a tutti gli sport olimpici: 67 medaglie a Rio! Nel 1996 ne presero 15, da allora un crescendo continuo per 20 anni grazie a soldi, interesse e meritocrazia. Virtous circle.
    Piccola nota polemica: chi e` "il campione" che parla di scarsi che scrivono su certi forum? Immagino un medagliato olimpico...

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    1. fabio... mi sa che tu (per tua fortuna) "certi forum" di atletica non li leggi...

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    2. E' vero, non li leggo e suppongo siano pieni di corbellerie. Parlare di arroganza di gente scarsa (scarsa rispetto a cosa?) e poca cultura (rispetto a cosa?) del popolino mi sembra la migliore manifestazione dell'ignoranza che si vorrebbe criticare. Poi rimango curioso di scoprire quante medaglie olimpiche ha vinto questo genio dello sport...

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  4. il punto non sono i soldi in sé ma quanti soldi in assoluto.
    Ne abbiamo poco.
    E' ovvio che in un Paese in contrazione da 24 anni, si espande il clientelismo e il vigore per mantenersi la cadrega.
    Con effetti nefasti.

    nel 2016 con ragazzi che crescono obiettivamente male (senza prospettive, con alimentazione del cavolo, mille distrazioni, inquinamento pazzesco) il pensiero è unico per quanto mi riguarda: bisogna elevare l'asticella della metodologia di 3 gradini (altro che uno).

    Mi chiedevo questo: che piani rigenerativi avevano i nostri dopo i loro turni (per i pochi che li hanno passati)?
    Poi ovvio che bisogna lavorare sia sulla base sia sul vertice.
    1) base: chi stipendia i coach? chi costruisce una marea di impianti seri (con piste in erba, palestre degne di quel nome, rettilinei e curve al coperto)?

    2) chi gestisce la transizione ai top level pagando profumatamente gli atleti (e i loro coach)?

    COME VEDETE SOLO QUESTA IDEA implica una bella vagonata di soldi.

    Venendo prosaicamente a noi: queste olimpiadi sono andate bene nel senso che a parte qualche eccezioni, gli atleti si sono comportati bene!
    L'atteggiamento c'era.
    Prendiamo per esempio Folorunso o Pedroso.. per la prima non cè stato PB (che sarebbe l'SB) ma perché conseguito a Rieti e migliorato di tanto rispetto allo scorso anno.
    Ma di certo ad alto livello (come mostrato dai tempi della staffetta).

    E così via.

    per i talenti: a parte Tortu (con 10"2x a 18 anni) chi vedete?
    In 4 anni abbiamo avuto soldo Gimbo (la Trost veleggiava a 189cm nel 2009 (7 anni fa a 16 anni, quindi era un prospetto per Londra).
    Voi ne ricordate altri?
    A Londra c'era Greco (ma sappiamo come gli è finita) e quindi non da tenere conto come prospetto per le medaglie (perché già lo era)

    Meucci lo considero eccellente a livello europeo ma a livello mondiale per la maratona servirebbe un atleta con una super resistenza e da 27'30" nei 10k (basta vedere Rupp come si è piantanto ieri!).

    Lanci? non ricordo nessuno!

    Marci?a ok, qualcuno forte ma nn ricordo se la Palmisano ci fosse a Londra (e fosse una papabile per le medaglie)

    Salti? forse può sopraggiungere Jacobs (forte il ragazzo)

    Velocità? nessuno

    Ostacoli? Folorunso attualmente non è da medaglie per Tokyo.. dovrebbe migliorare sui piani di un secondo e mezzo.. non è nemmeno tanto giovane e corre cmq ormai benissimo questa gara (penso possa scendere sotto i 55" ma non in maniera clamorosa).

    In poche parole, dove sono questi talenti?

    PS: nel caso della Trost il punto è che non sa fare l'arco e poi nei salti gli intoppi qua e là ahimé sono preventivabili (tenendo conto anche dello scarso supporto che ricevono i ragazzi)

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    1. a livello allievi i talenti ci sono.
      il problema è che altrove accadono ste cose:
      - il 21enne signor nessuno clyton murphy da junior faceva 1'50
      - arriva a rio e passa le batterie ripescato
      - in semi fa pb 1'44.30
      - in finale rifà pb a 1'42.96 e va a bronzo

      insomma gente che cresce alla grande ogni anno e riesce a scatenare un rendimento pazzesco proprio quando conta.

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    2. Gli impianti ci sono al nord.
      Rispetto agli altri sport? Xche loro vincono e noi no..
      Perché i nostri allievi gareggiano già con tempi da assoluti?

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    3. la non-crescita dei giovani è il problema NUMERO UNO.
      altri sport... metà medaglie sono venute da tiro+scherma. il nuoto ancora sopravvive (1 oro e 2 bronzi) ma è in regresso

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    4. Concorde. Ma la crescita deve essere intesa come proficua non estremizzata

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  5. premesso che andrebbero studiate pure le eccezioni (in questo caso il percorso del ragazzo ovvero che maturità atletica per gli 800 avesse prima di affrontare l'anno olimpico).

    e qui cmq ritorniamo sui vecchi discorsi ovvero sulla crescita di lungo periodo dei giovani.

    PS: se tu corri 54" a 16 anni e poi lo stesso tempo a 18 non sei più un "prospetto interessante".
    E se vuoi eccellere cmq sia, devi avere 52" quando stai per approcciarti al professionismo.
    Per dire..

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  6. Non è che per certi paesi il talento giovanile poi continua a migliorare per mirabolanti esplosioni muscolari dopo i 20 anni?
    Zedemel

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  7. In USA we would view losing on the big stage (think Olympics semifinals or finals for team sports, or a 4th-5th place for individual athlete) is a "necessary growing pain" to develop a stronger you who will, in future come back and win on the big stage. As long as you can learn from your mistake, and develop the necessary motivation and fire to jump the extra centimeter higher or run a splyt second faster next time

    You guys seem instead to do the same mistake again, and again.

    Giorgi was disqualified in Beijing,she was in Rio again. Maybe, MAYBE, her coach should make her work on walking form and avoid the same to happen at the next event.

    Meucci...not sure if the transition to marathon was a good idea. Yes, he has won a EU championship, but in the last 2 years he looks simply lost.

    Trost....she has flaws, but she has the potential to jump 197.
    Will she have another chance at a medal at 197 cm? Not sure.
    Sometimes you wonder if she really wants to be on top, or she is just happy being a top 10 world high jumper.

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    1. Trost said that she is just happy being a top 10 world high jumper... this is a tipically italian problem! If you don't have a big dream you can't have a big reality...

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  8. Da rivedere anche i gruppi sportivi militari

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  9. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  10. Io spero che non me ne vogliano gli atleti di altri sport ma penso che non esista nessuna attività paragonabile all'Atletica.
    Io ho pochissima esperienza di campo come istruttore rispetto a voi che siete sicuramente più esperti però è indubbio e credo che i risultati siano abbastanza evidenti che gli atleti di colore siano nettamente SUPERIORI a noi.
    Penso che senza questo punto di partenza non si possa nemmeno pensare di iniziare a discutere. Con questo non voglio dire, appendiamo tutti le chiodate al muro e smettiamo di correre, però noto che in atletica ci sono alcune discipline in cui ci potremmo difendere meglio e i lanci secondo me sono i primi! però in 8 anni abbiamo portato 1 solo lanciatore o forse 2 ed entrambi 3 nulli e a casa.
    Continuiamo invece a puntare sui 100 metri quando in 150 anni di attività NESSUN italiano è sceso sotto i 10", qualcosa ci vorrà dire no?
    Penso che gli 800 siano un terreno più facilmente percorribile che altre gare di resistenza tipo 5k o 10k.
    In Italia penso sia pieno come esempi, il ragazzo dell'Uganda del 2000 che corre in 27'30 i 10k e tanti tanti altri. La differenza si nota anche a livello giovanile e quest'anno tra Allievi Europei e Mondiali Juniores la differenza è stata abissale.
    Detto questo io condanno TUTTO quello che la gestione degli ultimi anni ha fatto sia chiaro, non voglio assolutamente giustificare nessuno!

    Penso che la forbice tra noi e il resto del mondo sia destinata ad aumentare. Magari è la mia società parecchio sfortunata però 4 nuovi arrivi nella categoria cadetti lo scorso anno, 4 obesi di cui 2 con viti ai piedi già operati causa piede piatto. Ci dobbiamo rassegnare, almeno nella mia zona del piemonte, da noi arrivano gli scarti dei giochi di squadra dove l'obeso (che ovviamente è mollissimo e quindi nemmeno in grado di lanciare) dopo 2 anni di panchina si stufa e viene in un ambiente in cui è maggiormente accolto.
    Chiudo dicendo che da 2 mesi, 25 ragazzi provenienti dal Gambia e zone vicine (profughi ovviamente) sono venuti nel mio paesino. Uno di questi è venuto e tutt'ora si sta allenando con il mio gruppettino... 196cm 75kg. Mai visto chiodate pista o altro, dopo 1 settimana di allenamento ha già battuto il mio velocista che è arrivato quest'anno a 11"40, tempo ovviamente imbarazzante, ma per ribadire il concetto di cui sopra. Di tutti questi 25 ovviamente nessuno nemmeno in carne, 15 potrebbero fare mezzofondo, alti anche 2 metri e magrissimi, altri velocisti o lanciatori, uno poi è un armadio a 4 ante...

    Lasse Viren

    p.s: scusatemi se ho detto un mare di fesserie ma questo è l'unico posto in cui mi sento veramente libero di dire quello che penso.. buona serata a tutti

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    1. Concordo con te. I neri per conformazione fisica, come son sfavoriti nel nuoto, sono favoriti nell'atletica. Però è anche vero che le differenze potrebbero essere meno di quel che s'immagina. Rudisha fa 1'41" ma Bosse fa 1'42"5. Kipchoge è un alieno ma Rupp fa bronzo e i 10k in 27'. In Italia non si vede niente di ciò, certo è che in effetti si spingono i ragazzini agli sport di squadra anche per miraggi di ricchezza o cmqe di arrotondamenti di stipendio ( un giocatore di calcio promozione o prima categoria, che è pur sempre un brocco, ma magari piglia 300-400 euro di rimborso spese, cosa penso improponibile per chi fa atletica).
      Zedemel

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    2. Si si assolutamente!
      Io vi dico quello che vedo sui campi e nella mia zona...
      Se avessi la possibilità di allenare questi 25 ragazzi per i prossimi 10 anni io sono sicuro che ne uscirebbe qualcosa di meglio che allenare i miei.
      Il canada va bene? Nella 4x100 De Grasse il più chiaro... 4x400 donne? Tutte di colore!
      Anche la tanto decantata Inghilterra senza Mo e La Ennis (che proprio chiarissima non è) non faceva nulla, se non il lunghista in un periodo in cui Jesse Owens nel 36 saltava di più!
      Ho detto apposta 800 perché penso ci sia possibilità, sicuramente più che i 100. Anche nelle donne, se non fosse per le prime 3 che sono effettivamente parecchio mascolini, la Bishop, la polacca e l'inglese sono andate benissimo!
      La polonia è l'unica nazione che mi sembra si sia svegliata e abbia capito questa cosa. Tutti lanciatori, qualche 800ista e via :D

      In Italia poi, come detto sopra, c'è tutto che non va, perché comunque se qualcuno fa tempi buoni (vedi Bosse, super fortunato che hanno fatto gara tirata e non tattica, altrimenti arrivava ultimo) li possiamo fare anche noi.

      Lasse Viren

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    3. abbiamo avuto Andrew Howe e Kaba Fantoni che avrebbero dovuto scendere sotto i 10"..
      a me non interessa in sé il colorito (seppure ci possano essere differenze nell'allenare un mozzarellone ed una belva come Asafa o Usain).
      qui parliamo di un movimento in cui il livello medio dei tecnici è bassissimo, in cui quasi nessuno ci guadagna, in cui le strutture sono poche, fatiscenti e non all'altezza

      Etc etc

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    4. lasse,
      i tuoi reportages dai campi sono sempre fondamentali.
      poi l'ultima frase è per me un grande complimento: qua come "casa delle libertà" facciamo concorrenza a berlusconi, ahahah!

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    5. io vi posso raccontare, senza bugie o mezze verità, quello che vedo nei campi in piemonte... e purtroppo la situazione non è bellissima..
      Alcune discipline stanno letteralmente sparendo. In un alcune società si tende ormai solo più ad allenare per cross e poi si passa alla strada o alla montagna...
      Lanci non ne parliamo...
      Ai campionati Piemontesi quest'anno il vincitore sui 100 11"02 che come sempre è la disciplina più frequentata. anche nella mia società, purtroppo...

      Lasse Viren

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  11. i neri non sono bravi nel nuoto perché non lo fanno!
    bisogna incominciare da bambini.. e con allenatori con le contropalle e mezzi non indifferenti (avete presente quanto costa un blocco per partire?).

    Per quanto riguarda i talenti..
    Ma anche nei 200m puoi vincere l'oro (tranne nel 1996, 2008 e 2012 con degli alieni in finale)!
    e nemmeno Van Nieckerk mi sembra così nerissimo!

    Il punto è che veramente serve un forte reclutamento e una forte struttura

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    1. Dove c'è da correre e saltare (a parte Edwards che resiste) non ci sono bianchi caucasici nei WR. Prendi una foto di Rudisha e Phelps e guarda le proporzioni busto/gambe.
      Sono d'accordo che non basta il genotipo per far vincere un atleta, e quantomeno non dà differenze di prestazione così abissali come un 7-8% che c'è tra una Ayana e una Inglese.

      Zedemel

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    2. E per il ciclismo dove i campioni sono bianchi?

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    3. 1/4 dei nostri a rio era "abbronzato", ma ndo stanno e medaje?

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    4. nel ciclismo non conta il fattore baricentro come nella corsa, e si parla comunque di differenze minime nell'ordine dell' 1%. Sulla gara secca il bianco forte può battere il nero. A livello di record invece si notano le differenze. Jager (AVERCENE :-) ) vale 8 minuti che è un tempo fantastico, ma il record è pur sempre 7 secondi più in là.
      Zedemel

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    5. jager se non fosse caduto quando battè birech avrebbe corso in 7'55-7'56
      nel lungo ricordo un certo robert emmyan da 8.86m
      nel triplo uno citato d TE ma che salta 18.43
      nei 100 c'è una netta superiorità caraibica per la nota esplosività di questi ultimi ma gia nei 200 è altra musica
      nei 1500 il wr c'è l'ha un mulatto
      negli 800 oltre rudisha e kipketer ci sono stati piu bianchi che neri sotto l'1'43
      i neri vincono di piu perche sono di piu ad alto livello e quindi la statistica pende a loro favore
      ma non è vero che un bianco non possa saltare 9m o correre i 400 in 42.90
      mi pare di ricordare anche un certo wariner da citare
      GIAN

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    6. al femminile i WR delle abbronzate sono la metà di quelli delle visopallide.

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    7. infatti ho scritto differenze minime che si dilatano un po' nelle distanze più lunghe.... poi chissà, nel tempo si vedrà.
      Sulle donne, troppe questioni steroidee, infatti non è improbabile che a breve l'intersex Semenya possa battere Kratochvilova
      Zedemel

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    8. Gian ha perfettamente ragione! Allungo la lista dei suoi esempi con l'alto sia maschile (Holm, Tamberi) che femminile (Vlasic, Beitia, Simeoni, Kostadinoca), i lanci in cui le eccezioni sono i neri.
      Nel fondo e mezzofondo i nostri Cova, Panetta, Antibo, Lambruschini battevano i neri.
      L'atletica non e` solo per i neri! Non abbiamo alibi noi bianchi!

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  12. Infatti io comunque do la colpa in primis alla federazione che non ha comunque dato linee guida generali ma si è sempre affidata alla speranza di un talentino in mano ad un tecnico buono e si spera nel miracolo.
    Già in un paio di articoli fa commentavo il fatto che io personalmente preferirei avere 1 atleta italiano nei primi 8 di ogni disciplina piuttosto che 2 ori (magari marcia e alto ...) e il resto niente di niente.
    Basta comunque vedere la validità dei corsi istruttore, allenatore e specialista per far capire il livello. La metà dei partecipanti qui in Piemonte sono i classici Tapascioni che corrono su strada o montagna. Giovani poi non ne parliamo, non ne vedo nessuno sui campi gara se non nella categoria Esordienti!!!!

    Non parliamo poi dei tanti allenatori (e magari ci sono dentro anche io, ma senza valutazioni come faccio a saperlo?) che spremono i ragazzi per il campionato regionale o il titolo italiano cadetti e chissenefrega del futuro (atletico) del ragazzo!

    Lasse Viren

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    1. le "linee guida generali" devono essere BUONE, altrimenti è meglio che non le diano...

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  13. scusami se vado un po' fuori tema, però sono curioso di sentire una tua opinione sull'incremento di prestazioni degli americani sulle mezzofondo e fondo, anche oltre le aspettative.
    Jager mi piace tantissimo ma da un anno non era così brillante, Centrowitz a livello mondiale avrebbe già fatto tanto con una medaglia era già tanto aspettarselo. oltre i già citati da voi Rupp, Chelimo ecc..

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    1. beh io direi che la vecchia IAAF "corrotta" beccava dopati anche angloamericani, nella nuova IAAF "onesta" gli angloamericani sono comprovatamente tutti puliti :)

      comunque, al netto della mia cattiveria complottista, bisogna ammettere che gli angloamericani sanno lavorare e spesso fanno piani pluriennali coscientemente volti a massimizzare le prestazioni nell'anno olimpico. pensano in grande, non gliene frega niente del campionato del quartiere. sanno far crescere correttamente i giovani. sanno rigenerarsi e hanno bassa incidenza di infortuni.
      in campo tecnico sono umili e furbi, prendono le idee buone da qualunque fonte provengano, non pensano a priori che loro sono i migliori, se arrivi tu dall'esterno e gli insegni qualcosa di buono TI RINGRAZIANO e non ti segano le gambe come invece fanno in italia.
      perfino io, nel mio piccolo, ho avuto esperienze in tal senso con americani

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    2. Corsaro,

      cosa pensi della decisione della IAAF di togliere mondiali Allievi (molto probabilmente succederà anche con gli Europei)?
      Qui in patria ormai il dibattito è aperto e leggo parecchie persone che vorrebbero la cancellazione anche di Italiani Cadetti e Allievi...

      Io penso comunque che sia un problema di allenatori che per il loro tornaconto personale uccidono gli atleti, e questi ci saranno sempre anche se la competizione più importante fosse la corsa alla sagra del cavolo..

      Lasse Viren

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  14. Mi riallaccio all'ipotesi che i neri siano avvantaggiati nell'atletica evidenziando come, in maniera del tutto evidente, gli asiatici sono chiaramente superiori nel badminton. E nel tennistavolo.
    (però, nonostante ci sia sempre una racchetta di mezzo, sono scarsi nel tennis. Mah, forse prima di fermarsi all'evidenza bisognerebbe vedere quali e quante persone praticano quello sport, o no?)

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    1. infatti deve entrarci anche un fattore culturale

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    2. Si ragazzi tutto vero, io sto parlando di sport in cui la componente genetica/fisico prevale in maniera preponderante su tecnica. Ovvio che anche nel tiro con l'arco i coreani sono i migliori e non c'è uno colorito nemmeno a pagare...

      Lasse Viren

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    3. Edoardo EastLondoner24 agosto 2016 13:28

      Lasse, vabbé che sei piemontese, ma Mennea era pugliese, non africano! Con i tempi che faceva lui negli anni '70 (!) qualche finale in più l'avremmo fatta.

      In America i ragazzi praticano 2-3 sport durante l'high School, poi scelgono quello che gli piace di più o quello per cui sono più portati; Michael Johnson dice che sarebbe potuto diventare un campione di football, Marion Jones era un fenomeno a basket.. in Italia lo dici pure tu che in pista ci arrivano solo quelli troppo scarsi per il calcio.

      Per me è una questione di cultura, non di genetica; per chi non l'avesse fatto, leggete il post sul circolo virtuoso

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    4. La cultura sportiva è a 0 nel nostro paese purtroppo...
      Sicuramente con più soldi le cose andrebbero meglio.
      Parlo con tantissimi allenatori dove nella loro società gli assoluti sono "vincolati" per problemi di orario, soldi da dare agli allenatori a 3 allenamenti a settimana.
      Con 3 allenamenti a settimana penso che anche Asafa o Usain avrebbero problemi ad avere prestazioni eccezionali.
      Mettiamoci poi il fatto che effettivamente non tutti i ragazzi sono disposti a sacrifici, ma qualcuno che ha voglia di fare c'è! Cerchiamo di fare il bene almeno per loro che hanno voglia, poi quello più talentuoso come sempre si troverà più avanti nelle prestazioni ma almeno il livello medio iniziamo ad alzarlo...

      Lasse Viren

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    5. Faccio una considerazione un po' alla buona, visto che sulla boxe ne so davvero pochino, però ho la sensazione che finché parliamo di "boxe dilettantistica" i bianchi le suonano ai neri. Ma se parliamo di "boxe professionistica" suonati e suonatori s'invertono. Eppure sempre di boxe si parla.
      Insomma, io sono convinto che il colore della pelle non conti proprio nulla.
      Ma il bello del blog di Luc è che -diversamente da facebook- qui si discute, si impara e talvolta si cambia anche idea!

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    6. in jamaica fanno bigiornaliero tutti i giorni pure gli sprinters di 16 anni, li fanno alzare alle 5 per fare la prima seduta prima della scuola, magari per strada in una favela.
      in italia non fanno bigiornaliero manco i mezzofondisti 20enni.
      certo se devi stare a farti le seghe sulle webcam fino alle 2 di notte c'è poco da fare.

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    7. Edoardo EastLondoner24 agosto 2016 16:49

      Ma non mi puoi paragonare i pro giamaicani con gli assoluti Italiani part time; guarda che gli italiani dei gruppi sportivi militari non fanno mica i militari, si allenano e basta! Non credo che Howe faccia l'aviatore (quelli dell'Aeronautica si chiamano aviatori?)

      In teoria la situazione è ideale in Italia; si allenano, prendono uno stipendio da statale (non il massimo, ma meglio di niente), e hanno un lavoro quando finisce la carriera sportiva.

      In Inghilterra prendono molti più soldi dai fondi della lotteria, ma se si rompono è tutto finito! E anche se non si dovessero rompere, quando la carriera sportiva finisce, non hanno molto da parte (escludendo i super campioni tipo Mo); per allenarsi nei training Camp spendono fino a $20,000 all'anno!

      Se poi la situazione è migliore in Inghilterra o in America non è una questione di come è strutturato il sistema; è una questione di persone e di cultura... Ma forse stiamo dicendo la stessa cosa...

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    8. io parlavo dei regazzini 16enni jam, che poi vanno pure a scuola e pure a coltivare la campagna!
      vabbè che lì l'atletica è lo sport nazionale eh...

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    9. Edoardo EastLondoner24 agosto 2016 17:31

      Scusa Corsaro, era una risposta a Lasse.

      Da quanto vedo nei media in Giamaica ed in America negli sport nazionali esaltano la fatica, il lavoro, il sogno americano... Poi magari non è vero, ma è l'immagine che viene data ai giovani, che si allenano anche di mattina.

      In Europa e in America Latina lo sport nazionale è il calcio, dove il messaggio è che furbizia e talento naturale contano più del sacrificio; anche qui, magari non è vero, anche i calciatori si fanno il mazzo, ma è il messaggio.

      Tornando al tuo paragone con il nuoto, i ragazzini italiani che nuotano fanno sessione pre-scuola anche da molto piccoli... Quelli che fanno atletica no

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    10. edoardo,
      anche questo è vero.
      poi non capirò mai perchè i 12enni nel nuoto fanno già 2h al giorno tutti i giorni e invece i 15enni in atletica si scocciano con 3 allenamenti a settimana... boh!
      forse perchè la piscina la paghi e quindi è piummeglio in quanto più consumistica...

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    11. Corsaro...una domanda:
      Spesso scrivi che i giovani italiani più promettenti vengono super - sfruttati e rotti da certi allenatori per scalare posizioni all'interno della federazione.
      Poi però mi scrivi che i jam 16enni si sparano tutti i giorni dei bi - giornalieri.
      Non c'è contraddizione in ciò? Grazie

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    12. domanda pertinente (te possino... ahahah!).
      una cosa è il numero di allenamenti e altra cosa l'intensità e il volume delle robe intense.
      un piano settimanale con 2 sedute intense (ciascuna con 400m di volume) e 10 generali (circuiti, esercizi vari, corsette al 70%, drills) è meno dirompente di uno con 4 sedute al fulmicotone (ciascuna con 1000m di volume) e 1 generale.
      è un esempio riguardante lo sprint eh...

      aneddoto: un grande allenatore americano vide una tabella italiana e disse "maronn, troppa roba intensa in un mese di allenamento!"... gli risposero: "veramente è UNA SETTIMANA...".
      ahahah!

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    13. un ottocentista di livello nazionale su 10 allenamenti settimanali, 3 sono di elevata intensità, il resto low

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    14. Oltre al nuoto, la stessa cosa vale anche per la ginnastica. In quest'ultima A 12 anni hai già 5 anni di esperienza e sei già nel top del volume-allenamento.
      Poi sento gli allenatori di atletica che fino a 15 anni i ragazzi devono giocare: "allenamenti" 3 volte a settimana.

      Ok, forse spremere così tanto un bambino a 12 anni in atletica vorrebbe dire bruciarlo molto presto, ma dipende anche dal come vengono svolti gli allenamenti. Quindi rientra la cultura. In qualche modo i genitori pensano che 30 minuti di corsa siano più devastanti di 2 ore di palestra e ginnastica (o nuoto). Boh!

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  15. Concordo pienamente con Edoardo (non solo perche` ha suggerito la lettura del mio post).
    La rinascita dell'atletica italiana passa dalla comparsa di tanti, tanti, tanti bambini (bianchi, neri, gialli) che sognano di vincere una medaglia olimpica, sanno quanto e` lunga una pista di atletica, sanno che differenza c'e' tra un vortex, un disco e un martello e non vedono l'ora di andare al campo in qualunque momento della loro giornata.
    Volete sapere perche` in nuova zelanda sono forti nel rugby? Seguite la giornata di un bimbo ad aukland...
    Luciano, comunque nel nuoto non siamo in regresso: abbiamo Paltrinieri, una specie di Bolt della piscina, Detti, Dotto, molti giovani interessanti e non dobbiamo commettere il solito errore italiano di dimenticare presto un MITO come la Pellegrini. Poi tuffi e pallanuoto, in cui siamo fortissimi, sono "cugini" del nuoto e figli dello stesso sistema.

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    1. Edoardo EastLondoner24 agosto 2016 19:56

      Ai miei tempi fare uno sport pieno di ragazze in forma e con completini piccolissimi era fonte di grande motivazione... Saranno cambiati i tempi...

      Scherzi a parte, vorrei aggiungere al bell'esempio di Fabio sulla Nuova Zelanda una leggenda nel mondo del basket:
      Magic Johnson andava a scuola tutti i giorni camminando per miglia, sempre palleggiando; all'andata con una mano, al ritorno con l'altra. Magari non è vero, o magari ricordo male io, ma è indicativa della cultura. Quando si parla del mazzo che si faceva Mennea tutti a dire "lavoro inutile, un altro si sarebbe spaccato"; che poi sia vero è un altro discorso...

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    2. Pellegrini has been allowed (and sometimes encouraged) to change coach as frequently as her underwear (and choose the one she wanted)

      Trost is being KILLED for considering being coached by Tamberi's dad after 3 years of no progress on form and repeated injuries.

      This is another point holding back talents. Best talents must be coached by best coaches.

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  16. ah... non dimentichiamo anche nuoto di fondo e sincronizzato...

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    1. vabbè, allora se ci mettiamo corsa in montagna e 100m anche in atletica siamo al top.

      medaglieri storici italia nuoto.
      OLIMPIADI: merdacce fino agli anni 90, boom a sidney, poi calo e zeru tituli a londra.
      MONDIALI: meglio, boom 2009-2011 e poi calo.

      https://it.wikipedia.org/wiki/Nazionale_di_nuoto_dell%27Italia

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    2. Il nuoto di fondo e` piu` vicino alla corsa su strada ed maratona. Alla pallanuoto ed al sincronizzato si arriva solo sapendo prima nuotare (non come il calcio con la corsa ad esempio).
      Comunque da Londra siamo in crescita, anche piu` di quanto dicano le medaglie. Io firmerei per una crescita analoga nell'atletica per Tokio: da zeru tituli a 3 o 4 medaglie.

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  17. Ho letto con attenzione quanto detto da FabioG (anche nel suo blog) e i commenti di tutti, ma manca una cosa fondamentale che non ho trovato da nessuna parte e in nessun commento: la Vision e la Mission. Per favore non inorridite – lo so che sono termini markettari- ma al di là delle parole o “parolacce markettare” identificano due concetti fondamentali sia si tratti di aziende sia si tratti di federazioni sportive o sprt in generale.
    Due concetti semplici: dove si vuole arrivare e qual è il mestiere che vogliamo fare.
    Non voglio fare una lezione di “Strategic marketing” non ne sarei capace. Ma vi prego, prima di fornire ricette, sicuramente valide non discuto sul tema, mi fate capire quale sono per voi la vision e la mission dell’atletica italiana e in generale dello sport in italia. Partiamo da qui, proviamo a fare questo primo esercizio accademico, la qualità dei partecipanti è sicuramente adeguata. Secondo me verranno fuori opinioni molto diverse, a cui corrispondono azioni differenti.
    Solo dopo aver individuato la Vision e la Mission potremo definire una strategia, analizzando l’offerta e la domanda, casomai anche attraverso la costruzione di una SWOT analisys e una GAP analisys. Ripeto tutto ciò viene dal marketing, ma si può applicare a qualsiasi contesto: è un metodo. Così come il metodo scientifico: si può applicare a qualsiasi contesto. Facciamolo sennò creiamo solo rumore di fondo ognuno con la sua cucina e pentoloni magici.
    Per supportare lo sforzo richiesto vi suggerisco di leggere anche questo documento http://www.coni.it/images/Libro_Bianco_-_Sito.pdf
    Parto con la mia definizione:
    Vision – avere la percentuale più alta al mondo di praticanti sport, con particolare riferimento all’età infantile, dello sviluppo e adulta (>35 anni)
    Mission – Sviluppare le attività sportive in maniera pervasiva e generalizzata, affidando l’attuazione pratica a una piramide di persone a mano a mano più specializzate.
    Da quanto detto si potrebbe evincere che per me l’atletica (sport) di altissimo livello è una conseguenza e non punto di partenza, o traendo sunto da FabioG: un mezzo, ma non il fine (aggiungo io).
    Da quanto leggo in questi giorni sul caso Gran Bretagna, capisco che hanno una vision completamente diversa: primeggiare nello sport di alto livello (conseguentemente soldi alle federazioni vincenti e vaffanc…. alle altre) e su questa loro vision hanno investito, direi bene visto i risultati, ma è completamente diversa dalla mia.
    Lascio a voi – se vi va – di buttar giù qualche idea, visto mai che il prossimo Presidente del CONI ne traesse spunto (sono un incurabile sognatore).
    Grazie a Luc-Corsaro dell’ospitalità.

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    1. In effetti le tue sono considerazioni interessanti, perchè in effetti forse si dà per scontato che lo scopo sia per forza primeggiare a livello top.
      Però ci sarebbe da capire come gira il circolo vizioso, mi spiego, con Pantani tutti a comprare bianchi e tutti in bicicletta, con Tomba tutti esperti sciatori :-). Un volano dato dalla presenza del campione c'è, è altrettanto vero che più ampio il bacino più è probabile trovare campioni (in kenya sono anche geneticamente fortunati, ma praticamente nella zona kalenjin corrono tutti, in Italia chissà quanti modesti calciatori potrebbero essere ottimi runners).
      Zedemel

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    2. fabrizio,
      mooolto interessante (poi io come formazione sono un economista, eheheh).
      e se ci facessi un post apposito copiando pari pari sto tuo commento?

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    3. La vision e la mission che hai indicato purtroppo in Italia non credo ce le possiamo permettere oggi. Una mission top down, dove si seguono bene i talenti, con la speranza che ispirino tante persone, dovrebbe essere alla nostra portata. Forse...

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    4. Fabrizio, grazie del prezioso intervento. Vorrei seguire il tuo invito all'approfondimento , ma... a questo punto aspetto un post ad-hoc da Luc-Corsaro.

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  18. ciao a tutti, la vision che ha indicato Fabrizio potremmo quasi indicarla per un ministero dello sport/salute (piu' sport ed attività fisica porta anche benefici in termini di salute) piu' che per un comitato olimpico e per una federazione. è ovvio poi che avere una vision cosi' a cascata ha effetti positivi anche su coni e le varie federazioni perché allarga la base su cui poi andare a scovare i talenti piu' adatti allo sport. usando i tuoi termini.
    l'obiettivo di una federazione dovrebbe essere quello di avere un gran numero di tesserati e, da questo far derivare un movimento che porti a risultati a livello assoluto, nei limiti del possibile, ovviamente.
    il discorso è come individuare questi risultati e a che livello. per l'atletica i risultati dovrebbero essere riferiti alle olimpiadi, ai mondiali ed agli europei.
    tutto il resto, anche e soprattutto l'attvità giovanile, dovrebbe essere strumentale a questo. non si spinge eccessivamente un allievo (per non parlare dei cadetti) per ottenere una medaglia agli europei di categoria, si allena un allievo per testarne le qualità e poi intensificare nella categoria junior per poi affondare a livello senior e raccogliere i frutti del talento e dell'allenamento.
    come ricordava Zedemel i campioni ed i risultati fanno da volano positivo, creqndo un minimo di curiosità anche nei non adepti. oggi non si vede piu' l'atletica in TV. i grandi meeting una volta erano tutti in diretta (su TMC e sulla RAi o anche Koper credo), adesso si fa fatica a veder le repliche delle agre delle olimpiadi. ricordo con piacere che negli anni 90 mi capitava di dover "istruire" i miei amici calciatori su cosa volesse dire il record di aouita nei 3000 (sub 7.30) dopo che si erano appassionati a vederlo per caso in TV, o le imprese di antibo nei 10.000 nel 1989 e 1990. adesso non si vede piu' niente, e ne risente il movimento che non riesce a penetrare nell'immaginario degli adolescenti. se poi aggiungiamo la fatica che fare atletica comporta è già un successo che le piste siano in qualche modo occupati dai partecipanti attuali....
    Lorenzo

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  19. ricollegandomi alle olimpiadi hanno avuto un risultato quasi scntato, con gliinfortuni di Gimbo e la ssqauliica si Schwazer le unich speranze erano le marciatrici (chissà che la tradizione non faccia il miracolo...) e forse meucci che veniva dato in forma. ma si trattava di speranze. non abbiamo elementi di talento mondiale, ormai è acclarato. ed anche a livello europeo siamo molto deficitari. la speranza è che i nostri junior e promesse non si perdano nei prossimi anni e che non abbiano esagerato nel massimizzare l'allenamento troppo presto, altrimenti i miglioramenti a livello senior saranno molto pochi.
    speriamo anche che i processi di oggi non siano solo un fuoco di paglia per far finta di cambiare come spesso succede in italia e che servano a rivedere tutto l'impianto dell'atletica di vertice e non. certo che nessuno ha la bacchetta magica ma è ovvio che deve essere rivista la modalità di spesa del budget, di per sé non paragonabile ad alcuni paesi.
    per me l'idea di base è fare che gli atleti siano veramente professionisti e non stipendiati a vita dallo stato attraverso i gruppi limitari.
    cosi' facendo credo che si potrebbero avere anche piu' soldi per glisportivi (atleti e tecnici), si risparmierebbero tutti i soldi dati alla sovrastruttura dei G.S. i soldi si danno agli atleti direttamente, sulla base di un piano 4ennale (ogni ciclo olimpico) rinnovabile in base ai risultati ottenuti. risultati ovviamente di un certo livello , non i 900 punti che venivano chiesti oer mantenere il posto in squadra nel G.S, che in alcuni casi erano di basso livello. credo che si avrebbe maggiore voglia da parte degli atleti di ricercare i propri limiti, di non accontentarsi perchè cmq c'e' la sicurezza del posto di lavoro.
    altro punto che è stato toccato è la superiorità degli atleti di colore. è vero, geenticamente sono piu' predisposti, ma negli anni 80/90 avevamo in europa "visipallidi" che dominavano con tempi che ancora oggi garantirebbero medaglie olimpiche, anche d'oro: coe, ovett cram erano atleti da 3.29 e 1.42 su 1500 e 800, ancora oggi super competitivi, se non migliori nella loro specialità; i portoghesi Mamede lopez e gli italiani Cova Mei Antibo Panetta con tempi da 27.13 a 27.30, considerando i miglioramenti nelle metodologie di allenamento piu' evolute, sarebbero ancora da top10; idem per panetta e lambruschini nelle siepi con 8.08 sarebbero da top5/6 anche alle olimpiadi.
    il talento c'e' e si puo' coltivare anche negli anni futuri, gli allenatori italiani ci sono (basti vedere rosa e canova, solo per citare i primi che mi vengono in mentei), io credo che con gli stimoli giusti, una programmazione seria, quella che non non fa occorrere tutta la serie di infortuni che su questo blog ho letto spesso, e uscendo dai nostri piccoli e sicuri confini per affrontare quelli bravi nei meeting, anche con il rischio di fare figuracce, si potrebbe tornare ad un livello accettabile. almeno a livello europeo dove non misembra che ci siano atleti incredibili, per lo meno nel mezzofondo.
    scusate sono stato un po' lungo, ma ogni volta che che trovo un posto dove poter discutere del mio sport mi emoziono ;)
    Lorenzo

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    1. emozionati e scrivi quanto vuoi, lorenzo.
      condivido il tuo punto di vista.

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    2. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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    3. Lorenzo, capisco la tua emozione e condivido moltissimo di quello che hai scritto (molte cose erano gia` sparpagliate nei miei commenti in questo ed altri post corsari).
      Solo sulla critica estrema ai gruppi sportivi militari dissento un po' con il tuo parere, che peraltro e` molto diffuso. Secondo me la loro eventuale riforma e` molto legata al tema della Vision e della Mission lanciato da Fabrizio, ne riparleremo...

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  20. Grazie Corsaro, aspettiamo un post apposito.
    Approfitto per dare un altro elemento di riflesione sul perchè (forse) non abbiamo più atleti di vertice.
    Leggendo il seguente studio: http://www.fidal.it/upload/files/CENTROSTUDI/CENTROSTUDI2011/ARTICOLI/AL.2.aprile.08.pdf
    dove si ricostruisce l'andamento dell'atletica dal 1982 al 2007 si evidenzia quanto segue (cito pag.6)

    " il settore agonistico assoluto (S-P) presenta un trend complessivamente negativo, con leggere
    oscillazioni, ma altrettanti pochi segnali di recupero, ultimi anni compresi, perdendo quasi un
    quarto dei tesserati nel periodo in esame (-23.7%);
    iv) il settore agonistico giovanile (J-A) pres enta invece un trend positivo dal 1982 al 1993, poi un
    forte e preoccupante calo fino a dimezzarsi nel 2002, infine negli ultimi anni si mantiene
    stazionario (-52.7%); "

    Negli anni a seguire la cosa non migliora, con il superamento dei Master rispetto a tutte le altre categorie (non ritrovo il dato e vado a memoria)
    Ora un piccolo ragionamento geometrico: se la base di un triangolo equilatero si dimezza anche l'altezza si dimezzerà, idealizzando il triangolo equilatero come la raffigurazione della distribuzione dei talenti discende la lapalissiana evidenza che se la base è stretta tanto in alto non vai...e addio talenti di alto livello.
    Poi per fortuna ci si mette il caso e qualcuno può anche uscire: lo chiamerei "culo", non programmazione.


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    1. quanti tesserati fa la FITAV? quanti la lotta greco romana? quanti la scherma?

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    2. fabrizio, concordo a metà.
      1) bisogna vedere perchè la base si è dimezzata, non sarà anche perchè i giovani li distruggiamo con programmazioni deleterie?
      2) io ho un altro studio (su atleticastudi 2015) in cui emerge che in 10 anni di campionati internazionali allievi abbiamo fatto 12 medaglie (quindi il talento c'è nonostante il dimezzamento della base) ma degli atleti che le hanno ottenute solo 2 poi hanno medagliato ai mondiali senior e zero alle olimpiadi.
      allora non è solo problema di base ma di altezza. direi che il triangolo è diventato isoscele con altezza molto minore della base :)

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  21. @Fabrizio59
    non ho letto lo studio ma ti ringrazio per i dati..
    Purtroppo prima di parlare servono i numeri e poi qualcuno che li sappia interpretare.
    Secondo me se ne fregano di questo sport altrimenti farebbero di tutto per avere impianti e attività che coinvolgano i ragazzi.

    A proposito di tempra: giusto o sbagliato che sia, i ragazzi di oggi sono meno forti nella tempra e quindi gliela devi servire.
    Il marketing è vastaso ma cosa fare?
    questo con altri mille problemi (pesanti) del movimento

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  22. Secondo me il numero di tesserati di una federazione è un indicatore utile, ma non necessariamente correlato alla dimensione di un movimento sportivo ed ancora meno ai risultati di alto livello. Introduco qui il discorso sui gruppi sportivi militari: ci sono sport olimpici in Italia come scherma, tiro a segno, judo, canottaggio in cui raccogliamo medaglie con una certa regolarità pur avendo relativamente pochi praticanti ma grazie al buon funzionamento del sistema dei GS. Sono situazioni triangolari con altezza lunga e base corta. Non è così per l'atletica, ma occhio a non buttare il bambino con l'acqua sporca...

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    1. Quello che voglio dire anche io è questo....che quella federazione in quei casi lavora, in altri no. Il numero di tesserati NON può essere un indice! Ma assolutamente no! L'organizzazione può essere invece valutata, in questo caso il boarding non sta funzionando.

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    2. ho letto lo studio postato da fabrizio.
      c'è un calo degli atleti senior e soprattutto (del 50%) nelle cat.giovanili (cadetti, allievi, junior).
      l'ultimo dato si spiega con la demografia: in italia il numero di nati è stato molto alto fino al '75, con picco (oltre 1milione) nel '64. ora s'è ridotto proprio del 50%.
      ma è un fenomeno comune anche agli altri paesi, mentre le medaglie distribuite sono anzi aumentate.
      quindi la "base assottigliata" non spiega nulla.

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