mercoledì 17 agosto 2016

Fratello nuoto, sorella atletica (bis)


   Non è che mi entusiasmino le nuotatrici eh... però, dovendo scegliere, meglio la Natalie Coughlin che la Pellegrini... ma che ci vedete nella Pellegrini? Boh.
   Ok, mentre continuiamo a deliziarci con l'atletica olimpica (cose turche!!!) vediamo qualche curiosità statistica sul nuoto.
   Ho fatto queste rilevazioni qualche mese fa, quindi magari nel frattempo avranno battuto 398 record mondiali.

   Nella prima rilevazione ho preso i record mondiali nello stile libero, sia maschili che femminili, e ho calcolato il passo ogni 100m e gli scarti di passo per distanze contigue. Si osserva che mentre in atletica al raddoppio della distanza gli scarti di passo sono simili (0.8 - 1, tranne il 400-800) nel nuoto:

- sono maggiori che in atletica
- sono fortemente decrescenti
- per le donne sono inferiori

   Perchè?

   Nella seconda rilevazione ho calcolato la differenza percentuale fra i record maschili e femminili. Ebbene, mentre in atletica all'aumentare della distanza sono simili (10-12%) nel nuoto sono fortemente decrescenti.

   Perchè?

MASCHILI

20.91 - 41.82
46.91 - 46.91 - 5.09
1'42.00 - 51.00 - 4.09
3'40.07 - 55.02 - 4.02
7'32.12 - 56.51 - 1.49
14'31.02 - 58.06 - 1.55

FEMMINILI

23.73 - 47.26
52.07 - 52.07 - 4.81
1'52.98 - 56.49 - 4.42
3'58.37 - 59.59 - 3.10
8'07.39 - 60.92 - 1.33
15'25.48 - 61.69 - 0.77

DIFFERENZA MASCHI-FEMMINE

13.00%
10.99%
10.76%
8.30%
7.80%
6.25%



23 commenti:

  1. Vasca corta, vasca lunga o vasca olimpica? Il nuoto ha anche lì variabili di non poco conto.

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  2. La resistenza fluidodinamica in acqua è alta. Più galleggi più vai veloce. Più vai veloce più galleggi.
    Le donne hanno più grasso e galleggiano di più. Sono tanti i fattori che influiscono.

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    1. eh sì, il contrario che nell'aria, dove la resistenza del mezzo aumenta geometricamente all'aumentare della velocità.
      poi ho pensato pure io al grasso... del resto anche i maschi non mi sembrano così definiti come in atletica.

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    2. Infatti. Tante variabili.

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    3. Esatto. Le variabili sono tante. Il galleggiamento e la tecnica hanno un'importanza così grande da ridurre le differenze di genere. Più la distanza si allunga più questo è rilevabile. Luciano, analizzando dati ed osservando fisici dei nuotatori master il fenomeno sarebbe ancora più evidente. Si vedono cose che voi umani... La corsa in un certo senso è molto più semplice da interpretare.

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    4. è come il calcio master dove si vedono pure panzoni? ahah!

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    5. Panzoni incredibilmente veloci, donne più veloci di uomini a parità di età, ottimi runners atletici lenti come zavorre...

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    6. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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    7. ho capito... insomma è no sport del cazzo :)

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    8. È uno sport bellissimo che io ho scoperto tardi. Secondo me offre potenzialità di allenamento anche per gli sport terrestri ancora poco conosciute e praticate che andrebbero esplorate anche dai non triatleti.

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    9. a me non piace perchè devi girare come un criceto in uno spazio angusto e spesso al chiuso... però in compenso non sudi, ahah!

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    10. si però, se l'acqua è calda il collasso è assicurato più di una corsa.

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    11. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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    12. È vero, le piscine non sono ambienti salubri per allenarsi rispetto ad altri sport all'aperto. Io preferisco le acque libere, ma i riferimenti di una vasca sono fondamentali per un allenamento razionale.

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  3. Più la distanza è breve, più l'uomo compensa con la maggiore forza. Al salire della distanza diventa sempre più aerobico e quindi incide sempre più il migliore galleggiamento femminile. Interpretazione di un non nuotatore :-)
    Zedemel

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  4. La "forza" nel nuoto è mooooolto relativa!!!

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  5. Differenza di forza che nelle distanze più lunghe pesa meno?

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  6. il problema del nuoto riguarda il fatto che in partenza si raggiungono velocità mostruose (si cade) e così dopo le virate.
    Le analisi andrebbero depurate da questi fattori.
    Un'altra cosa: andrebbero tolti i record gommati (tra cui l'1'42" del tedesco che non appena sono ritornati con i costumi normali è ritornato normale! pazzesco).

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  7. A parte le "depurazioni" dei record,
    il fatto è che il picco di velocità lo si raggiunga dopo il tuffo fa capire come le analisi siano distorte (così come la velocità post virata).
    Insomma, sarebbe interessante avere dati dai 15m al tocco (quindi i 35 di ogni vasca) per una comprensione migliore.

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    1. verissimo.
      tra l'altro mi viene da pensare che partenza+virata+postvirata contino percentualmente di più quanto più breve è la prova, giusto?

      questo è un aspetto opposto alla corsa. nella corsa la prima fase ha ovviamente una velocità inferiore a quella di crociera, nel nuoto la prima fase è quella più veloce.

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  8. sì sì.. avevo visto un grafico della velocità post partenza e post virata.
    per questo motivo nonostante non siano in picco di forma, nelle vasche da 25m nuotano tempi nettamente più veloci.

    Un problema non secondario (seppure non abbia letto molto in merito) riguarda il fatto che è vero che nel nuota si sta sempre in corsia ma se fai un 100m ad esempio, non puoi passare così facile sperando in una seconda vasca migliore perché possibilmente stando dietro si beccano le "onde" altrui (ammesso che stare mezzo corpo dietro sia un problema).
    i nuotatori passano ai 50m solo 1 secondo (o addirittura meno) più lenti rispetto al loro PB dei 50 (lo pagano ovviamente negli ultimi 25m della gara dove si fa una grossa differenza).

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