martedì 9 agosto 2016

Fratell(astr)o nuoto, sorella atletica.


   In attesa della sorella, mi vedo in TV cosa combina il fratello. 
   Non sono esperto di nuoto, anzi "so di non sapere". Territorio per me misterioso ma potrei anche iniziare a studiarci su un po' di più, magari con le dritte di qualche commentatore indulgente. Sarebbe bello e utile studiare tutto ma il tempo è limitato; già nell'ambito della corsa ho sempre ritenuto utile, o necessario, essere sapienti su tutte le specialità e distanze, ma anche tracimare in altri sport può avere la sua utilità, si compara, ci si fanno domande. E le domande non sono mai stupide, qua in Brasile si dice "perguntar nao ofende".

   I "miei" misteri sul nuoto:

1) perchè ogni anno fanno un botto di record mondiali, da sempre? Perchè non è così in atletica? (pura curiosità, in sostanza me ne frego)
2) perchè anche i velocisti fanno volumi mostruosi? (interessante... cavolo, 6-7km al giorno equivalgono a 30-35km di corsa)
3) perchè si allenano solo a frazionati? Noi della corsa siamo scemi che corriamo continuo? (molto interessante...)

   Vorrei anche sapere se la 2 e la 3, portate avanti dalla Federazione Italiana:

- sono totalmente condivise all'estero
- sono recenti o antiche

   Scorrendo lo storico dei medaglieri italiani nel nuoto nelle manifestazioni globali notiamo che:

- OLIMPIADI: merdacce fino agli anni 90, boom a Sidney, poi calo e zeru tituli a Londra (4 ori in totale su 30 edizioni)
- MONDIALI: molto meglio che alle olimpiadi, boom 2009-2011 e poi calo (12 ori su 16 edizioni)

   Sembra ci sia un recente crisi prestativa, anche se meno profonda che in atletica. Ma perchè questa enorme differenza di rendimento tra mondiali e olimpiadi? Le olimpiadi hanno una risonanza mediatica molto maggiore, dovrebbero essere preparate meglio... forse in Italia non abbiamo nozione di programmazione pluriennale?

   Ma ecco che leggendo alcuni documenti tecnici federali vengono fuori anche spunti interessanti e utili ai nostri fini, ad esempio:

"Quello che cambia è la qualità degli allenamenti (un velocista farà più allenamenti anaerobici rispetto a un fondista) e, almeno in parte, le andature: un velocista che si allena a velocità di soglia terrà un'andatura inferiore rispetto a un fondista... Perché la capacità aerobica di un fondista sarà superiore a quella di un velocista! Viceversa, un fondista avrà un passo inferiore a un velocista negli allenamenti anaerobici".

   Quindi, negli allenamenti di fondo, i "resistenti" dovrebbero tenere una velocità maggiore dei "veloci"; per me un concetto banale, lo so da sempre, ma pare che in atletica in Italia lo abbiano capito in pochi visto che fanno correre gli ottocentisti più forte che i maratoneti... in sostanza:

- LA VELOCITA' DEI FONDI DEVE ESSERE INVERSAMENTE PROPORZIONALE ALLA VELOCITA' DELLA DISTANZA PREPARATA

- I RESISTENTI IN ALLENAMENTO DEVONO AVERE UNA FORBICE DI VELOCITA' PIU' RISTRETTA RISPETTO AI VELOCI


Seguirà un altro articolo con delle considerazioni statistiche.


23 commenti:

  1. Anch'io "so di non sapere"... però ci provo!

    1) Ovviamente togliendo il periodo dei "costumoni"... a mio avviso continuano a fare record perché il gesto è più complesso, quindi i margini di miglioramento sono maggiori. La moderna tecnologia (video ecc.) aiuta molto in questo.
    2) È meno traumatico della corsa, quindi devi "solo" (virgolettato obbligatorio) non esagerare da un punto di vista organico.
    3) Come durata, anche le gare "lunghe" restano sempre in ambito mezzofondo.

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    1. tenchiu, sentiamo gli altri...
      sul punto 3: però i 1500 duranno più di un 5000 di corsa... i 400 durano più di un 1500... e nei 1500-5000 di corsa di sedute continue se ne fanno a stufo.

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    2. Però sono sicuramente più "vicini" a un 5.000 m che a un 10.000 m...

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    3. 1) parliamo di idrodinamica. più affinano la tecnica di conseguenza e la stessa idrodinamica più migliorano la prestazione a parità di bilancio energetico.
      2) conseguenza della 1 l'impegno è totalmente diverso, gravità, peso, dinamica, impegno muscolare per cui anche per la velocità la necessità è di arrivare al carico paritetico per creare stimolo
      3) più l'impegno è continuativo è più la tecnica di nuotata è diversa, quindi lontana dall'obiettivo.

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    4. ok, quindi è tutto per motivi tecnici...

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    5. Sicuramente è preponderante. pero non si può allenare il nuoto come gli altri sport terrestri. La respirazione è diversa e già respirare cambia assetti, un polmone pieno ti fa galleggiare di più, vuoto scendi. Le gambe sul fondo servono a una cosa, nella velocità ad altro. Organicamente per raggiungere carichi equiparabili devi fare tanto tanto tanto. La forza la alleni creando resistenze, ma in gara devi annullare gli attriti. Considera che un mio collega alle prove in accademia di corsa forse non reggeva nemmeno 2km in 15' di corsa continua, sui 100 arrivava ultimo con 20", ma in acqua tranquillamente dava una spanna a tutti. Mentre interessante è la differenza con gli apnee isti, in tutti gli sport non acquatici reggono tranquillamente.

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  2. E che cazzo Pitt! hai rubato le mie considerazioni!!!!!
    Sul punto 1 e 2 la penso esattamente come te.
    Sul 3 ti do la mia interpretazione.
    Mi alleno ogni giorno AL FIANCO (li vedo solo sfrecciare) della squadra di fondisti, tra cui il campione mondiale Rufini.
    Credo che l'alternanza di volumi/qualità sia dovuta al fatto che le gare di fondo sono spesso risolte allo sprint (molto più spesso del fondo podistico).
    I ragazzi fanno allenamenti di alta qualità e velocità anche al termine di sessioni infinite di fondo.
    Per gli allenamenti frazionati con ripartenza interna sento che comincia ad essere usata da qualcuno anche nell'atletica.
    Sulla bontà di tale metodologia non so... staremo a vedere

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    1. Eh ma le mie allora valgono doppio, perché non ne so veramente un ca..o!!! :-D

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    2. 1) che è sta "ripartenza interna"?
      2) ok l'alternanza volumi/qualità... ma la questione è: fanno o no sedute di fondo (lento, medio, veloce) CONTINUE?

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    3. La ripartenza interna e' ad esempio i 100@1'15" significa che se per fare un 100 si impiega 55" o 1', sempre a 1'15" bisogna ripartire.

      "Lunghi lenti" intesi come la corsa non esistono. In allenamenti di IronMan (quindi 3800mt di nuoto) la ripetuta più lunga frazionata è un 1500 che comunque va fatta non aerobica (nel
      Massimo della forma andrebbe fatta a ritmo gara, almeno come alleno io).

      Per farti un'idea, Un allenamento di nuoto standard si struttura così:
      Riscaldamento con parte tecnica (unica fase di nuoto "sciolto"), attivazione con brevi richiami di qualità o forza, lavoro principale dai 1400 ai 2000 comunque frazionati a seconda di cosa si vuole allenare e defaticamento.

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    4. 1) allora la ripartenza interna io la uso da sempre, per motivi pratici

      2) ma se la gara poi è continua, perchè allenarsi solo frazionato? e se sto metodo è efficiente, perchè non è efficiente nella corsa o nel ciclismo?

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    5. 2) calcola che i recuperi nel nuoto sono brevissimi, 15/20" per allenamenti soglia per esempio.
      Il motivo principale secondo me è che interrompendo brevemente (e quindi non abbassando troppo i battiti facendo altro lavoro), si riesce a rifocalizzare l'attenzione sul gesto tecnico (fondamentale anche negli atleti di altissimo livello) che una frazione lunga penalizzerebbe.

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    6. Domanda per Stefano: ipotizziamo di non dover respirare ogni tot bracciate, ma di poter respirare continuamente (senza specificare come)... quanto più veloci si va?

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    7. mmmm determinare un parametro così è troppo per me :) ma non credo che sia totalmente determinante.
      Tra l'altro l'espirazione completa dell'aria fa parte proprio della corretta tecnica perchè aiuta anche a riequilibrare l'assetto orizzontale dell nuotata (che con una cassa toracica piena d'aria sposterebbe l'asse di nuotata)

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  3. Perché l'efficacia è relativamente bassa (attrito, mancanza dell'eccentrica riflessa, etc etc). In maniera assoluta vanno già lenti, paragonati ovviamente ad altre azioni che l'uomo può fare (cosa, salti etc). Ecco perché usano i frazionati (e i recuperi lunghi poci gli servono). La forbice non è la stessa di altre specialità. I lunghi poco gli servono perché già con i frazionati sono (relativamente), "lenti".

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  4. Perché l'efficacia è relativamente bassa (attrito, mancanza dell'eccentrica riflessa, etc etc). In maniera assoluta vanno già lenti, paragonati ovviamente ad altre azioni che l'uomo può fare (cosa, salti etc). Ecco perché usano i frazionati (e i recuperi lunghi poci gli servono). La forbice non è la stessa di altre specialità. I lunghi poco gli servono perché già con i frazionati sono (relativamente), "lenti".

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    1. uhm uhm... nel prossimo articolo vedremo altre "stranezze"

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  5. Nel nuoto la componente tecnica ha un peso incommensurabilmente superiore a quello che ha nella corsa.
    La tecnica, affinata passando moooolto tempo in acqua fin da piccolissimi, migliora quella qualità fondamentale, anche un po' misteriosa, che in gergo viene detta acquaticita'. In acqua può succedere una cosa incomprensibile per chi corre: aumentare intensità dello sforzo e frequenza di bracciata e ridurre la velocità. Provare per credere.

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  6. Edoardo EastLondoner15 agosto 2016 11:52

    Tempo fa guardavo un documentario su uno sprinter di nuoto inglese. Era notte fonda e non ero sufficientemente sveglio per capire tutto, ma mi sembra di ricordare che lui si alleni 50% in palestra e 50% in piscina; diceva che e' un cambiamento epocale rispetto al passato, quando i velocisti si allenavano praticamente solo in acqua.

    Qualora fosse vero, o anche solo parzialmente, sarebbe interessante. Come durata i 50 stile libero sono assimilabili ad un 200 metri di corsa, ma non mi sembra che gli sprinter si allenino 50% in palestra... o sbaglio? ....o forse non ho capito il documentario?

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    1. beh gli sprinters anglo-americo-caraibici curano la forza quasi tutti i giorni, diciamo 3 volte a settimana pesi e altre 2-3 volte circuiti.
      gente che ha conosciuto fioravanti (il grande nuotatore italiano) m'ha detto che fioravanti gli ha detto che gli americani si concentrano molto sulla VIRATA... e quindi sulla forza.

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    2. Edoardo EastLondoner16 agosto 2016 14:39

      Molto interessante.

      Mi sono per caso perso un tuo post sull'allenamento della forza (pesi e circuiti) in Italia ed in giro per il mondo, per velocisti, mezzofondisti e fondisti? (escludo tutti i post su uno dei tuoi cavalli di battaglia, la trasformazione della forza)

      Se non l'hai ancora scritto, potresti farlo? Quello che vedo in Inghilterra e' che ogni allenatore ha una visione diversa; si passa dai minimalisti, tutti i giorni ma 15-20 minuti massimo con carichi modesti e solo raramente sessioni "pesanti", ai velocisti/culturisti.

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    3. è un argomento di estrema complessità e variabilità individuale. ho fatto solo 3 articoli sulla forza (vedi etichette) ma molto generali. ne parlerò...
      magari leggiti i 3d relativi nel nostro forum, volendo puoi anche iscriverti:

      http://www.forumcorsa.it/viewforum.php?f=12&sid=f76864511f225c79dc5f5eba359312a2

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