mercoledì 7 novembre 2018

La maratona ai tempi dei Dire Straits


   Non che mi facessero morire i Dire Straits (troppo commerciali per i miei gusti "progressive") ma furono campioni di vendite nel 1981.

   La maratona è la specialità che più è cresciuta da quei tempi. A livello di WR il miglioramento è stato di 7 minuti, a fronte di 23" dal 13'00 di Moorcroft (82) nei 5000 e meno di 1" dall'1'41 di Coe (81) sugli 800.
   Gia a quei tempi la gente faceva un botto di chilometri (come vedremo sotto), ma allora perchè tutto sto miglioramento? Al netto dell'entrata in scena massiccia dell'Africa, a livello tecnico perchè aumentarono i chilometraggi delle sedute specifiche: prima dei medi e ripetute, poi negli ultimi 15 anni dei lunghissimi, finalmente considerati LA seduta specifica per eccellenza: Quale sarà il prossimo passo? Forse supportare i lunghi specifici di 40km con lunghi più lenti ma ancora più lunghi? Vedremo...

   In Italia, dopo il fulmine di Cindolo nel 75 (2h11'45) e prima delle tempeste di Pizzolato, Poli e Bordin (2h08-2h10), il momento chiave per la maratona furono i primissimi anni 80. Ad opera dello stesso Poli (2h11'19 nell'81) e di Magnani, Brunetti, Gerbi, Messina, Marchei, Bocci... avercela oggi tanta gente da 2h11-2h12.
   Conservo ancora gelosamente le riviste specializzate di quei tempi, che contengono preziose informazioni che non si trovano su internet. In una di queste del 1982 è mostrato nel dettaglio l'allenamento di Magnani, quello che più di ogni altro si allenava scientificamente sotto la guida di Lenzi. Sono gli schemi che usò prima della Coppa Europa di Agen del settembre 81, che vinse, e del Campionato Italiano 1982, che perse allo sprint dalla sorpresa Gerbi, un siepista "improvvisatosi" maratoneta (uso le virgolette perchè evidentemente era ben allenato).
   Magnani usava molto il test Conconi per calcolare i ritmi e divideva la preparazione in 3 periodi: quantità, qualità e specifico (in cui mixava quantità e qualità). I chilometraggi erano notevoli, quasi "giapponesi".
   Presento qui lo schema-tipo del periodo di quantità (gli altri due periodi nei prossimi articoli):

1) 1h /// 1h30'
2) 1h /// 30' + 40-75' medio
3) 1h /// 30' + 20-40' veloce
4) 1h /// 2h-2h30'
5) 1h /// 1h30'
6) 1h /// fartlek
7) 2h-3h

   Si dice che nelle settimane peggiori toccasse i 280km; in effetti le ore di corsa sono circa 16-18 che a una media di 16kmh dà 256-288km... urca!



11 commenti:

  1. Chissà cosa potrà accadere nelle metodiche di allenamento, anche se poi la fisica e la matematica non mentono, per attaccare le 2h ci vogliono innanzitutto atleti da 2'30"/km sui 5000. Non semplice.
    Zedemel

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    1. tocca fa' na statistica sugli scarti 5-10-21-42...

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    2. Kipchoge ha 2'33" sui 5000 e 2'53" in maratona. Se 20" di scarto è il massimo di ottimizzazione....
      Ormai però è difficile fare valutazioni sulle nuove leve, perché gli atleti saltano a piè pari la pista per darsi a mezze e maratone.
      Zedemel

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    3. ma è sempre divertente fare statistiche! magari incluendo 10 e 21, che i 5 sono troppo da velocisti

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    4. Certo sarebbe interessante, ma il problema è il campione veramente limitato, chi è che ha fatto un po' seriamente dai 10 ai 42?
      In attività mi viene in mente Kipchoge, Bekele, Kamworor, Farah. Comunque ad oggi gli scarti tra i WR 5k 10k 21k 42k sono 6,8,7. Quello della mezza ora è debole.
      Zedemel

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    5. per me sta statistica, ai sensi della maratona italiana, ha questo significato: "a regà, se volemo trovà quarcuno che va a 3'00 in maratona, volendo esse proprio bboni 13'20 sui 5000 li deve fa'"

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    6. Casualmente Moen ha 13'20" sui 5000 ahahaha
      Crippa potrebbe essere uno in futuro da buoni tempi in maratona.
      Zedemel

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  2. Quindi con la motivata voglia di progresso, in passato abbiamo scoperto che avevamo la soluzione.
    Che ne pensi del monitoraggio della potenza su fondisti? Cioè allenarsi utilizzando questo parametro.

    Comunque il periodo è alcuni nomi sono un po’ chiacchierati...

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  3. la misura della potenza ha senso in un mezzo meccanico come la bicicletta mentre nella corsa o sprint va visto in un'ottica molto complessa.. se mi dici che usi meno frequenza per produrre la stessa velocità... ma sono così complicate.

    Nel ciclismo misuri la differenza (o rapporti) tra forza e frequenza di pedalata per capire:
    1) con quale rapporto puoi essere più potente a parità di sforzo (per esempio alla soglia);
    2) con quale frequenza puoi produrre la stessa potenza con minore sforzo.

    nel ciclismo andando in salita ci sono troppi tempi morti nella pedalata e quindi misurare la potenza è stato un motivo per aumentare la frequenza ma i ciclisti lo hanno visto con i loro occhi.

    Nella corsa a cosa potrebbe servire?
    se avesse la stessa funzionalità e gli stessi effetti per misura una sorta di efficienza allora ben venga!

    Note a margine.. i ciclisti sono migliorati facendo esercitazioni di respirazione e possono variare la frequenza di pedalata mentre nella corsa.. beh, mi immagino come migliorare la frequenza!

    Nel caso dei vincitori del tour de france si è passati da 75-85rpm a 90-95rpm che è una differenza enorme!
    Pantani (che poteva essere facilmente più frequente) andava ad 80rpm per esempio mentre Froome a 95rpm...siamo ad una frequenza del 18% superiore (quindi sprigionando nettamente meno forza e quindi risparmiando di più la gamba per questo i ciclisti di oggi sono nettamente migliorati nelle lunghe salite mentre in quelle brevi pagano secondo me il minore talento)...
    ME LO IMMAGINO nella corsa uno che accorcia il passo di tot cm volontariamente..

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    1. Come dici, se fossero strumenti affidabili potrebbe essere utile per valutare l'efficienza, non tanto per la frequenza, ma per valutare l'energia usata per avanzare. Infatti atleti con vo2max uguali possono avere prestazioni differenti, perché magari uno ha oscillazioni verticali maggiori di un altro.
      Zedemel

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