venerdì 30 marzo 2018

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Ingebrigtsen (il vecchio): uno studio sul suo allenamento

   Uno dei migliori "diversamente africani" degli ultimi anni, 3'31 di PB, agli ultimi tre europei sempre a medaglia tra cui un oro, un 5° e un 8° posto rispettivamente a olimpiadi e mondiali.   Sicuramente un atleta più resistente che veloce (13'27 è migliore di 1'48).   Lo studio comprende le 5 stagioni fra i 17 e i 21 anni, le zone d'intensità (Tab.1) sono definite in base alla % max HR (sempre monitorata) e ai livelli di lattato (solo nelle ultime 3 stagioni).https://www.researchgate.net/publication/257303297_A_Longitudinal_Case_Study_of_the_Training_of_the_2012_European_1500_m_Track_Champion ...

venerdì 16 marzo 2018

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Tecnica di corsa: uno studio inquietante

   Gli studi scientifico/statistici vanno presi con le molle, hanno sempre delle limitazioni relative al tipo e grandezza del campione e alla specificità dei protocolli utilizzati; vediamo spesso che "comprovano" tutto e il contrario di tutto. Detto questo però dobbiamo studiarli, alcuni ci fanno riflettere su cose importanti e magari, studiandone a centinaia e confrontando con la nostra esperienza sul campo, chissà che non ci facciamo un'idea sufficientemente chiara della situazione.    Sul Journal of Strength and Conditioning Research (luglio 2015) esce questo studio...

mercoledì 7 marzo 2018

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Differenziale 200-400m: aggiornamento

1) Un commentatore al precedente articolo ipotizza che l'aumento del D all'aumentare dei tempi potrebbe essere frutto "semplicemente" di un calcolo percentuale al posto di quello in termini assoluti; ipotesi lecita che verifichiamo, se vera la percentuale dovrebbe mantenersi stabile al peggiorare dei tempi:3.40/43.5 = 7.81%4.60/48.5 = 9.48%5.86/55.5 = 10.56%non si mantiene stabile, aumenta pure la percentuale, anche se in modo meno accentuato rispetto ai valori assoluti.2) Ho analizzato ulteriori tre gruppi di atleti con tempi simili ad alcuni gruppi dell'articolo precedente e stavolta ho...