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mercoledì 17 gennaio 2024

Ma le super-scarpe...




 Ho considerato i 10 migliori prestatori in maratona maschile degli ultimi tre sestenni, l´ultimo caratterizzato dall´uso delle super-scarpe al contrario dei primi due. Quindi ho calcolato la media dei loro tempi per ogni sestennio: 

2018-23: 0´35 1´09 1´41 2´48 2´55 2´55 3´00 3´00 3´04 3´13 media 2h02´26

2012-17: 2´57 3´03 3´05 3´13 3´13 3´13 3´23 3´38 3´42 3´46 media 2h03´19

2006-11: 3´02 3´06 3´59 4´27 4´27 4´40 4´53 4´55 4´58 5´04 media 2h04´21

Mi pare di vedere un miglioramento nel tempo piuttosto lineare, anzi un pó inferiore nell´ultimo sestennio.

Quindi mi pare di poter concludere che, almeno relativamente al campione considerato, un extra-miglioramento dovuto alle super-scarpe non sia visibile.





lunedì 10 dicembre 2018

Le maratone dei canguri (scarto di passo 10-42)


   Contrariamente ad altri ambiti, qui è una gara a chi ce l'ha più corto, ahahah!
   Interessante studio pratico-statistico di un team di miei colleghi australiani sui loro atleti, che collega alcuni dati con la performance sub 3h in maratona. Le variabili studiate sono:

- soglia anaerobica (intesa come prestazione sui 10k nei 12 mesi precedenti)
- volume (medio delle 4 settimane più voluminose degli ultimi 3 mesi)

   Il campione è costituito da 38 atleti sub 3h, quindi amatori di buon livello. Mi limito ad analizzare i 34 maschi per gruppi di prestazione (chilometraggio - passo 10k - passo 42k):

SUB 2h30 (n = 4)
159km - 3'12 - 3'29 (scarto 17)

2h30 - 2h39 (n = 6)
137km - 3'20 - 3'39 (scarto 19)

2h40 - 2h49 (n = 11)
121km - 3'29 - 3'53 (scarto 24)

2h50 - 2h59 (n = 16)
95km - 3'40 - 4'09 (scarto 29)

2h55 - 2h59 (n = 11)
98km - 3'41 - 4'12 (scarto 31)

   Concludono (scoperta dell'acqua calda) che maggiore è il volume e minore è lo scarto 10-42 (quindi maggiore l'efficienza in maratona), e poi altre considerazioni abbastanza ovvie (leggete l'articolo integrale).

https://www.runnerstribe.com/features/marathon-training-performance-breaking-down-the-sub-3h-marathon/

   Loro sono un team di 9 allenatori professionisti, allenano presumibilimente qualche centinaio di atleti, anche top, dagli 800 in su (solo di maratoneti sub 3h ne hanno avuti 61 in carriera)... ma da questi dati cosa possiamo dire della LORO e MIA efficienza come allenatori di maratoneti, misurata in base ai rapporti tra prestazioni, chilometraggi e scarti?
   Ad esempio i miei maratoneti 2h55 - 2h59 hanno uno scarto medio di 27" (contro il loro 31) e con chilometraggio medio (delle 4 settimane più voluminose) di 85km (contro il loro 98)... ne concludo che, ai fini dell'ottimizzazione in maratona, da queste parti ci difendiamo molto bene, meglio di loro.


sabato 1 settembre 2018

Eppur si muove... (post ottimista, quasi)


   Gran bel disco quello nella foto, lo consiglio a tutti i rockettari.
   Sono rimasto sorpreso che dopo gli europei è venuto giù il castello, attacchi furibondi da ogni parte, pare che molta gente solo ora riesca a vedere chiaramente il boccone sulla punta della forchetta. Per me invece nessuna novità, la profonda crisi dura da una dozzina d'anni e anzi quest'europeo, sicuramente negativo, non è manco stata la manifestazione internazionale peggiore.

   Qualcosina si muove in alcuni settori, vediamo dove in base a una statistica fatta da un amico alla vigilia degli europei: numero delle prestazioni 2018 migliori della trentesima all time italiana, solo distanze di corsa olimpiche in pista. I commenti sono dell'amico.

Disciplina - Tempo di riferimento - N° prestazioni, Atleta (N°)

100 - 10.25 - 14, Tortu (8), Jacobs (6) - solo due atleti, ma è una piccola rivoluzione
200 - 20.44 - 1, Desalu (1) - poco, ma inatteso, aspettando Tortu
400 - 46.01 - 11, Galvan (3), Re (6), Corsa (1), Scotti (1) - c'è movimento, c'è anche uno junior
800 - 1:45.84 - 0 - zero assoluto da anni, l'ultimo ingresso nel 2013 (Benedetti)
1500 - 3:37.67 - 1, Abdikadar (1) - poco più di zero da anni
5000 - 13:23.58 - 2, Crippa (2) - un mezzofondista da podio europeo con prospettive di ulteriore crescita
10000 - 28:02.30 - 1, Crippa (1) - idem
110h - 13.68 - 13, Dal Molin (4), Perini (5), Fofana (4) - c'è movimento, peccato i frequenti infortuni
400h - 49.72 - 9, Lambrughi (1), Vergani (3), Bencsome (3), Contini (2) - idem
3000s - 8:22.62 - 0 - il paragone col passato è impietoso, nonostante Chiappinelli

   Nota sul 3000st femminile: essendo disciplina introdotta di recente (20 anni fa) gli ingressi in lista sono più 'facili'.

100 - 11.42 - 5, Siragusa (3), Bongiorni (2) - si potrebbe dire bene, se solo azzeccassero le gare importanti
200 - 23.29 - 8, Siragusa (3), Hooper (4), Grenot (1) - numero elevato, ma non ci sono personali
400 - 52.24 - 13, Grenot (7), Chigbolou (4) - dietro i molti ingressi c'è poco, anche qui niente personali
800 - 2:01.23 - 1, Santiusti (1) - buio quasi assoluto
1500 - 4:08.65 - 1, Magnani (1) - idem
5000 - 15:30.91 - 1, Magnani (1) - dietro santa Margherita il nulla
10000 - 32:38.17 - 0 - no comment
100h - 13.32 - 11, Bogliolo (7), Di Lazzaro (4) - benino, grazie soprattutto ad un'atleta non in gsm
400h - 56.84 - 12, Pedroso (6), Folorunso (6) - benino, peccato l'appannamento a Berlino
3000s - 10:13.33 - 13, Mattuzzi (4), Merlo (3), Bertoni (5), Dalla Montà (1) - molto bene, grazie soprattutto ad un'atleta non in gsm

   Io sono dell'idea che sono i risultati tecnici ad indicare lo stato di salute del settore. Inseguire e contare medaglie in manifestazioni minori, per giunta nelle discipline dove c'è meno concorrenza, è uno dei mattoni di una politica perdente.
   Siamo fermi da decenni ed il ritardo da colmare con le altre nazioni è enorme, ma nel settore maschile qualcosa si è mosso.
   Era intuibile, ma ora abbiamo la certezza che la Grenot non potrà più farci da foglia di fico.
   Imperdonabile la strage di giovani mezzofondiste e inquietante il sospetto di averle perse definitivamente.
   Viene da chiedersi cosa ci sia dietro la differenza così marcata con la statistica al maschile, dove qualcosa si è mosso. Mi rendo conto che appare opinabile dire che le donne, che hanno più o meno gli stessi ingressi, siano andate peggio. Il fatto è che Grenot, Santiusti e Pedroso sono di un altro pianeta, ogni volta che corrono entrano in classifica, ma non riesco a vedere la cosa come un buon segnale per il movimento.



lunedì 26 febbraio 2018

Differenziale 200-400m


   Stiamo seguendo un'allieva di belle speranze, per ora 400ista e in futuro più 800ista (secondo noi... secondo lei un po' meno), di livello nazionale (quest'anno potrebbe entrare in finale ai campionati italiani).
   Esiste un rapporto tra il tempo dei 200 e quello dei 400 definibile come "t400 = 2(t200) + D", in cui D è un differenziale, o indice di resistenza. Molti, volendo semplificare, parlano di D = 4", ma le cose sono molto più complesse, è stato osservato che D varia a seconda dei seguenti parametri:

- sesso (gli uomini l'hanno inferiore alle donne)
- valore (gli atleti più forti l'hanno inferiore a quelli meno forti)
- età (gli atleti maturi e con più esperienza l'hanno inferiore a quelli giovani)

ed è appunto sulla base di questa variabilità che il mio socio-allenatore dell'allieva mi chiedeva lumi per prevedere i tempi in gara e in allenamento. E allora ho fatto una piccola statistica per i primi due parametri. In sostanza ci chiediamo: perchè il D femminile è maggiore? Dipende solo dal fatto che le donne sono meno performanti, ovvero che la loro gara dura di più? Oppure è una questione di diverse caratteristiche fisiologiche? Alcuni articoli (con qualche dato statistico) e studi letti non mi sembrano esaurienti sul "perchè":

https://link.springer.com/article/10.1007/BF00571458

   C'è anche un ampio studio statistico di Pegoraro sull'argomento ma anche lui non ci delucida sul "perchè":

http://www.fiammeoroatletica.it/wp-content/uploads/2015/11/Pegoraro_Atletica-Studi-n1-4_2014.pdf

   Allora anzitutto andiamo a vedere i primi 10 all-time mondiali maschi e femmine (i miei dati sono leggermente diversi da quelli di Pegoraro perchè in 4 anni s'è inserito qualcuno):

van niekerk 43.03 - 19.84 = 3.35
johnson 43.18 - 19.32 = 4.54
reynolds 43.29 - 20.46 = 2.37
wariner 43.45 - 20.19 = 3.07
watts 43.50 - 20.50 = 2.50
merritt 43.65 - 19.74 = 4.17
kerley 43.70 - 20.24 = 3.22
makwala 43.72 - 19.77 = 4.18
james 43.74 - 20.41 = 2.92
everett 43.81 - 20.08 = 3.65
---media 3.40

koch 47.60 - 21.71 = 4.18
kratochvilova 47.99 - 21.97 = 4.05
perec 48.25 - 21.99 = 4.27
bryzgina 48.27 - 22.44 = 3.39
kocembova 48.59 - 22.47 = 3.65
freeman 48.63 - 22.25 = 4.13
richards 48.70 - 22.09 = 4.52
brisco-hooks 48.83 - 21.81 = 5.21
cheeseborough 49.05 - 21.99 = 5.07
williams-darling 49.07 - 22.77 = 3.53
---media 4.20 (+23.5%)

   Per curiosità ho visto anche i primi all-time italiani (rispetto a Pegoraro ci sono dati nuovi e ho eliminato Fiasconaro perchè era più 800ista e perchè il suo dato sui 200 di Pegoraro era solo ipotizzato):

galvan 45.12 - 20.50 = 4.12
barberi 45.19 - 21.09 = 3.01
licciardello 45.25 - 20.95 = 3.35
zuliani 45.26 - 20.72 = 3.82
nuti 45.35 - 21.57 = 2.21
attene 45.35 - 20.57 = 4.21
vistalli 45.38 - 21.68 = 2.02
vaccari 45.47 - 21.54 = 2.39
saber 45.55 - 21.70 = 2.15
howe 45.70 - 20.28 = 5.14
---media 3.24

   Strabiliante: gli italiani hanno un D "migliore" dei top mondiali! Peccato vadano più lenti...
   Le donne quindi hanno un D sensibilmente "peggiore", ma è così perchè sono donne o perchè la loro gara dura di più (il che potrebbe far ipotizzare un maggior intervento di meccanismi energetici più lenti)?
   Allora sono andato a comparare i tempi delle all-time mondiali con quelli, simili, degli italiani maschi 2017 cat. senior dal 20° (non ho preso gli assoluti per eliminare le cat. giovanili che potrebbero falsare i dati e ho eliminato gli 800isti che fanno i 200 raramente e "tanto per"):

senior M 20°+
pagnini 47.94 - 21.85 = 4.24
gorla 48.32 - 21.51 = 5.30
angeli 48.47 - 21.26 = 5.95
david 48.59 - 22.04 = 4.51
santamaria 48.74 - 21.75 = 5.24
piredda 48.86 - 22.32 = 4.22
olivieri 48.87 - 22.64 = 3.59
bonora 48.93 - 22.21 = 4.51
franco 48.96 - 22.03 = 4.90
di giovanni 48.98 - 22.71 = 3.56
---media 4.60

   Vediamo che, a parità di tempi, le donne all-time hanno un D leggermente "migliore". Prendendo quindi le donne italiane 2017 cat. senior dalla 20a, il D "peggiora" di nuovo (anche qui ho eliminato le 800iste):

senior F 20°+
romeo 53.93 - 24.50 = 4.93
zappa 54.28 - 24.74 = 4.80
lazzara 55.64 - 24.54 = 6.56
ramini 55.73 - 24.40 = 6.93
reginato 56.15 - 25.45 = 5.25
gnoato 57.24 - 26.06 = 5.12
dallasta 57.27 - 25.34 = 6.59
pellanda 57.28 - 25.62 = 6.04
germani 57.55 - 26.05 = 5.45
ricciotti 57.70 - 25.36 = 6.98
---media 5.86 (+27.4%)

   Quindi sicuramente D risente sia del livello che del sesso, ma la differenza per sesso è "autonoma"? Insomma le donne sono meno resistenti alla velocità perchè (fisiologicamente e biomeccanicamente) donne o solo perchè la gara dura di più (come per i maschi meno performanti)?
   E se ribaltassimo tutto e considerassimo invece le donne "più veloci"?
   E se invece ci fosse anche un altro motivo, il modo diverso di allenare uomini e donne?
   A questo proposito, nella comparazione all-time tra italiani e mondiali uomini, è molto probabile che il D "migliore" degli italiani derivi dal diverso metodo d'allenamento (troppa insistenza sullo specifico e poca sulla velocità pura) come spiegai nei passati articoli sui 400m (etichetta "velocità").



mercoledì 24 gennaio 2018

La degenerazione dell'endurance italiana


   Nello scalare una montagna non bisogna aver fretta, occorre fare passi piccoli ma solidi e sicuri, e poi andare avanti senza dover continuamente tornare indietro. Stessa cosa nella ricerca della verità circa fenomeni complessi, peggio ancora se sono resi ancor più complessi dalla confusione creata dalla selva selvaggia di stupidaggini d'alto e medio fusto e di sottobosco, tutte tese a ribadire eternamente e ossessivamente le proprie posizioni e la difesa del proprio orticello. Quindi cerchiamo ora di risolvere definitivamente un piccolo particolare in modo da non doverci tornare su mai più.

   Un'ispirazione irrefrenabile m'è venuta alla lettura di questa frase di quest'articolo di Albanesi:

"i top runner oggi vanno leggermente più forte di allora. Riflettendo su questo punto, la frase diventa “tranne i top runner, oggi le media delle prestazioni è più bassa”".

https://www.albanesi.it/corsa/i-fissati-della-corsa.htm

   Sta facendo un discorso incentrato soprattutto sull'atletica amatoriale, ma è quella frase che voglio verificare e riguarda l'atletica d'elite. La mia tesi è che i top runner ESTERI vanno più forte di allora, quelli ITALIANI no. Se fosse vera la mia tesi si aprirebbe un grosso problema: perchè le cause che in genere vengono addotte per spiegare la degenerazione colpiscono gli italiani e non gli altri?

   Ho sotto mano le liste italiane maschili 1989, riporto le prestazioni del 1°, del 10° e del 20° e fra parentesi le corrispondenti prestazioni 2017 (per la maratona manca il 20°):

1500 - 3'32.9 (3'37.1), 3'42.8 (3'43.1), 3'44.8 (3'45.7)
3000st - 8'12 (8'22), 8'46 (8'50) - 8'53 (9'08)
5000 - 13'14 (13'28), 13'48 (14'02) - 13'58 (14'21)
10000 - 27'16 (28'33), 29'07 (29'42) - 29'14 (30'11)
42195 - 2h09'40 (2h10'56), 2h16'40 (2h20'20)

   Quindi un primo paletto è certo: I TOP RUNNERS ITALIANI SONO DEGENERATI DI BRUTTO.

Ora, SE I NOSTRI METODI D'ALLENAMENTO SONO BUONI QUANTO QUELLI ESTERI e se le cause generalmente addotte sono valide (crollo demografico, crisi economiche, fancazzismo infantile della modernità, dobbiamo studiare, non abbiamo tempo, invasione delle cavallette, ecc.) dovremmo vedere degenerazione anche all'estero, almeno nel mondo sviluppato. Sicuramente ci è impossibile andare a verificare i dati storici di ogni federazione estera e allora, insieme agli amici di Forumcorsa.it (Luca, Alberto, Andrea, Elia) abbiamo fatto una statistica "strana". Abbiamo preso come limite i 1189 punti delle tabelle IAAF (perchè è il punteggio più alto che garantisce la presenza di almeno una prestazione italiana in ognuna delle 5 specialità analizzate), abbiamo visto quando è stata fatta da un italiano l'ULTIMA prestazione migliore o uguale a quel punteggio e finalmente siamo andati a vedere quante prestazioni migliori o uguali nel mondo sono state fatte a partire da quella data.

   Nota bene: per essere buoni abbiamo escluso tutti gli africani, anche maghrebini, anche oriundi, anche di N-esima generazione, questo per escludere motivazioni "razziali". Cioè abbiamo visto quante prestazioni sono state fatte da caucasici o al massimo asiatici, quindi gente della nostra "razza", che vive nella modernità tecnologica e non in altura. Abbiamo contato le singole prestazioni (non gli atleti) divise anche per nazionalità.

   In questa tabella i risultati; nella prima riga riportiamo il tempo corrispondente ai 1189 punti, l'ultima prestazione migliore italiana e la data:

1500 - 3'33.99 - 3'32.94 (9/9/95)
55esp 10nzl 16por 19ukr 37usa 9aus 1den 8can 19gbr 5rsa 5fra 10rus 6nor 5ned 2cro 1cze 5ger 2irl - 215

3000st - 8'15.13 - 8'15.11 (7/9/99)
27spa 25usa 4fra 3aut 9ned 5ger 5fin 2can 1bel 1can - 82

5000 - 13'05.77 - 13'05.59 (18/7/90)
23usa 7ger 6aus 5esp 2irl 1bel 1por - 45

10000 - 27'23.65 - 27'16.50 (29/6/89)
6usa 1can 4mex 3por 2esp 1gbr 1ger 1fra 1bel - 20

42195 - 2h08'30 - 2h07'22 (23/4/06)
5usa 1nor 2bra 1esp 9jpn 3ukr 2sui 1pol 2kor 1chn 1ned - 28

   Il risultato è a mio avviso APOCALITTICO, specie nelle distanze più brevi; ad esempio nel mondo, a partire dal 9/9/95, i caucasici hanno fatto 215 prestazioni migliori di 3'33.99, mentre gli italiani zero.
   Quindi, secondo paletto solidissimo: I TOP ITALIANI SONO DEGENERATI, I TOP ESTERI CAUCASICI NO.
   Ma perchè?



domenica 8 ottobre 2017

800m: quanto migliorano i nostri junior?


   Andiamo ora a vedere ad oggi quanto sono migliorati gli ottocentisti junior, donne e uomini, delle ultime 12 stagioni che da junior avevano tempi sub 1'52 (uomini) e sub 2'10.6 (donne), tempi di uguale valore secondo i punteggi IAAF e che possiamo definire "di buon livello".    Scrivo subito i risultati della statistica, poi sotto il dettaglio anno per anno di ogni atleta col tempo da junior e accanto il PB da senior (eventuale).

UOMINI: 38 atleti, miglioramento in secondi (numero atleti): 3 (6), 2 (3), 1 (8), 0 (21), miglioramento medio in 6 anni 0.8"

DONNE: 20 atlete, miglioramento in secondi (numero atlete): 8 (1), 6 (2), 3 (2), 2 (3), 1 (4), 0 (8), miglioramento medio in 6 anni 1.8"

   La situazione mi pare TRAGICA, specialmente fra gli uomini. Pensate: 21 su 38 non sono più migliorati dopo i 19 anni... certo, qualcuno delle ultime stagioni ancora migliorerà (si spera) però già vedo che dei 18 junior maschi delle ultime 3 stagioni solo 5 hanno avuto un miglioramento. Ragazzi... media del miglioramento ZERO VIRGOLA OTTO SECONDI!!!
   Situazione appena appena migliore fra le donne.
   Molti nomi di cui poi non s'è più sentito parlare.

   Un altro dato inquietante è che, a fronte di un cospicuo aumento negli anni degli junior di buon livello, c'è stata una drastica diminuzione di quelli senior, è diventato un evento da festa nazionale vedere qualcuno sub 1'47.
   Le cose sono due: o questo incremento del numero di junior è il preludio a un'esplosione di senior buoni nei prossimi anni (me lo auguro), oppure stiamo sbagliando tutto nella programmazione dell'atletica giovanile, puntando tutto sull'uovo oggi, magari senza manco rendercene conto, trasformando l'atletica leggera italiana in una "giovanetica leggera".

UOMINI
2005
lukas rifesser 1'48 - 1'45
paolo zanchi 1'50
thomas neri 1'51
2006
---
2007
merihun crespi 1'50 - 1'48
luca molfetta 1'51
giovanni bellino 1'51 - 1'48
2008
giordano benedetti 1'47 - 1'44
mario scapini 1'48 - 1'46
2009
---
2010
mattia moretti 1'49 - 1'47
2011
stefano massimi 1'49
massimo falconi 1'51
marco zanni 1'51
aurelio esposito 1'51 - 1'48
2012
mohad abdikadar 1'48
emilio perco 1'48 - 1'47
soufiane el kabbouri 1'48 - 1'47
jacopo lahbi 1'49 - 1'46
joao bussotti 1'50 - 1'47
2013
stefano migliorati 1'48 - 1'47
luca ferro 1'51
2014
enrico riccobon 1'48
marco lano 1'50
yassin bouih 1'50
jacopo peron 1'50
emanuele vitali 1'51
guido lodetti 1'51 - 1'50
yeman crippa 1'51 - 1'50
2015
lorenzo pilati 1'49 - 1'48
danilo gritti 1'50
alessandro dal ben 1'50 - 1'49
leonardo tesini 1'51
federico mengozzi 1'51
2016
gabriele aquaro 1'49 - 1'48
lorenzo casini 1'50
luca beggiato 1'50
agostino nicosia 1'50
leonardo cuzzolin 1'50
federico maione 1'51

DONNE
2005
valentina costanza 2'09 - 2'08
2006
marta milani 2'09 - 2'01
giada mele 2'10
2007
---
2008
---
2009
federica soldani 2'10 - 2'07
2010
giulia viola 2'07
gloria tessaro 2'10 - 2'09
2011
nicole pozzer 2'09 - 2'08
2012
federica del buono 2'06 - 2'00
irene baldessari 2'08 - 2'02
2013
joyce mattagliano 2'06 - 2'03
elisa bortoli 2'09 - 2'07
giulia aprile 2'09
silvia pento 2'10 - 2'08
2014
----
2015
eleonora vandi 2'06 - 2'04
irene vian 2'07
saskia battistoni 2'10
2016
elena bellò 2'05 - 2'04
chiara ferdani 2'06
gaia tarsi 2'08
elisa serafini 2'08



domenica 1 ottobre 2017

800m: statistiche (introduzione)


   Le cose nell'atletica italiana vanno male e tutti siamo capaci di indicarne motivazioni e rimedi, ma spesso sento discorsi che non mi convincono. Allora iniziamo ad analizzare per bene piccole porzioni di fatti reali e vediamo di trarne utili indicazioni. 
   Nelle categorie giovanili non siamo messi affatto male, quindi uno dei maggiori problemi (forse il maggiore) è che non siamo più capaci di far crescere i "talenti giovanili". Qui prendo ad esempio gli 800 metri. 
   In questo primo articolo prendo i primi 20 all-time uomini e donne (che hanno PB che possiamo considerare di livello internazionale), vedo che tempi avevano da junior e quanto poi migliorarono da senior. Li raggruppo per PB da senior e accanto ad ogni nominativo scrivo il PB da junior.

UOMINI.

1'43
marcello fiasconaro
andrea longo 1'48
donato sabia 1'47
andrea benvenuti 1'49
giuseppe d'urso 1'47
1'44
giordano benedetti 1'47
andrea giocondi
1'45
marco chiavarini 1'49
davide cadoni 1'46
carlo grippo 1'48
alberto barsotti 1'47
giacomo mazzoni 1'52
tonino viali
andrea abelli 1'51
gennaro di napoli 1'48
lukas rifesser 1'47
maurizio bobbato
livio sciandra 1'49
1'46
riccardo materazzi 1'48
christian neunhauserer 1'58

   10 atleti stanno anche fra i primi 20 junior all-time. Dei 16 atleti di cui sappiamo il tempo da junior (media 1'49), il miglioramento medio è circa 5". Togliendo Fiasconaro, che da junior non correva, gli altri 3 certamente avevano tempi superiori a 1'49.6, altrimenti sarebbero compresi fra i primi 30 all-time junior consultabili sul web. Quindi il miglioramento medio è certamente superiore a 5".

DONNE.

1'57
gabriella dorio 2'01
1'58
elisa cusma piccione
yusneysi santiusti 2'00
1'59
fabia trabaldo 2'01
patrizia spuri 2'09
2'00
agnese possamai
federica del buono 2'06
judit varga
2'01
nicoletta tozzi 2'07
elisabetta artuso
daniela reina
claudia salvarani
nadia falvo
marta milani 2'09
daniela porcelli 2'01
marta zenoni 2'01
paola pigni
magda maiocchi
alexia oberstolz 2'05
silvana cruciata

   6 atlete stanno anche fra le prime 20 junior all-time. Delle 10 atlete di cui sappiamo il tempo da junior (media 2'04), il miglioramento medio è circa 4". Le altre certamente avevano tempi superiori a 2'08.2 altrimenti sarebbero comprese fra le prime 30 all-time junior consultabili sul web. Quindi il miglioramento medio è certamente superiore a 4".

   Cosa possiamo evincere da questi dati?

1) il raggiungimento del PB da senior avviene mediamente a 24-25 anni, esattamente la stessa età dei primi 20 all-time mondiali
2) arrivano a un livello internazionale atleti che negli anni successivi al 19° migliorano molto (e vedremo dal prossimo articolo che 5" è molto)
3) per arrivare a un livello internazionale non sempre è necessario essere fulmini di guerra da junior

   Teniamo in serbo questi dati per il prossimo (tragico) articolo...



giovedì 7 settembre 2017

800 metri: eran giovani e forti...


   Bene, settembre è arrivato, le vacanze sono finite, si torna al lavoro e a litigare con mogli e mariti, la gente è perciò incazzatissima ed è quindi il momento perfetto per girare il coltello nella piaga e fare più male possibile, ahahah!

   Nella fattispecie presenterò alcuni articoli sul mezzofondo veloce, con focus particolare sugli 800m, con delle succulente - e tragiche - statistiche circa l'evoluzione nell'ultimo decennio dei nostri giovani talenti.
   Mezzofondo veloce in cui in passato abbiamo detto la nostra e pure pesantemente.

   Già nel 1969 Paola Pigni siglava il WR sui 1500, seguito da quello sul miglio del 1973; atleta di razza con dei PB ancora oggi sontuosi (2'01, 4'02) e capace di un bronzo olimpico (Monaco 1972) e tre ori ai mondiali di cross.

   Nel 1971 Franco Arese vinceva i 1500 agli europei. Poi fu la volta di Fiasconaro col suo leggendario WR sugli 800 del 1973. Forse pochi ricordano Carlo Grippo, finalista olimpico nel 1976 e l'anno dopo detentore del WR indoor sugli 800.

   Gli anni '80 videro brillare la stella di Gabriella Dorio, ancora oggi detentrice dei RI su 800 e 1500 e vincitrice dell'oro olimpico a Los Angeles in quest'ultima distanza. Donato Sabia correva gli 800 in 1'43, vinse un euroindoor e fu due volte finalista olimpico. Nei 1500 avevamo Mei, Lambruschini, Materazzi e Fontanella con tempi da 3'34 - 3'35, a 4-5" dal WR.

   Gli anni '90 furono generosissimi per i nostri colori, con gente come Di Napoli (1500), Benvenuti, D'Urso, Longo (800) produttori di tempi di livello mondiale e di diverse medaglie in manifestazioni internazionali.

   Poi le cose andarono progressivamente deteriorandosi... nell'ultimo decennio ricordiamo solo qualche tempino e una finale mondiale nel 2009 della Cusma e la finale olimpica di Obrist nel 2008. Dopodichè buio pesto.
   Perchè?

   Giusto per aiutare un po' l'industria farmaceutica produttrice di antidepressivi, diamo un'occhiata alle liste 2017 inglesi. Sorvoliamo sulla semplicità di accesso alle statistiche... a prescindere dai livelli assoluti degli atleti, quello che sconvolge è la quantità di atleti che quest'anno ha fatto PB: fra i primi 30 sono 22 negli 800 e 26 nei 1500 (in Italia rispettivamente 13 e 15). Pazzesco.








domenica 9 luglio 2017

Atletica giovanile: l'estinzione


   Mentre sui mondiali di Londra scendevano le prime ombre dell'ennesimo zeru tituli (ma accendiamo ceri votivi a San Gianmarco, del resto il santuario di Loreto dista solo 25km da Civitanova), continuiamo il discorso degli ultimi post citando un paio di studi.

1) Il primo studio è italiano e si propone di seguire l'evoluzione delle prestazioni giovanili (12-17 anni) e adulte (da 18 anni in poi) dei top-level nel salto in alto e nel salto in lungo maschile e femminile. Lo studio sorprendentemente giunge a percentuali quasi uguali a quelle da me rilevate (9-21%) nel precedente articolo: solo il 10-25% dei top-level adulti era top anche a 16 anni.
   Molto interessante la correlazione trovata tra il "rate" di miglioramento negli anni e la sopravvivenza da adulti (*).
   Per i dettagli:

http://journals.plos.org/plosone/article?id=10.1371%2Fjournal.pone.0170744

2) Il secondo studio è dell'Indiana University e ha un'impostazione un po' diversa ma comunque molto interessante (si vanno a vedere le MEDAGLIE), anche perchè riguarda il mondo intero. Analizza i 129 finalisti in 8 specialità (100, 200, 1500, 5000, lungo, alto, disco, peso) ai campionati mondiali junior e alle olimpiadi del 2000. Dei primi studia la carriera successiva, dei secondi quella giovanile. Risultati:

- il 23.6% dei finalisti junior poi vinceranno medaglie alle olimpiadi
- il 29.9% dei finalisti olimpici aveva vinto medaglie negli anni precedenti ai mondiali junior
- si conferma la (*) del precedente studio, ovvero chi è efficiente da adulto ha un alto "rate" di miglioramento negli anni, ovvero DA GIOVANE NON ERA UN FULMINE DI GUERRA.

https://www.sciencedaily.com/releases/2013/05/130531105413.htm

   Quindi è un problema non solo italiano... ma mi pare che in Italia sia molto più grave per il semplice fatto che ormai da anni il rapporto "medaglie adulti / finalisti junior" risulta a priori azzerato per ESTINZIONE DEL NUMERATORE.



lunedì 3 luglio 2017

Atletica giovanile: i sopravvissuti.

   Proseguiamo un discorso accennato nell'ultimo articolo e riguardante le eccessive "attenzioni" rivolte nell'atletica italiana alle categorie giovanili.

   Ho fatto una ricerchina statistica: "incrociamo le liste all-time italiane allievi e assoluti e vediamo quanti dei primi 20 compresi nella prima sono presenti anche nella seconda, divisi per specialità". I 3000 allievi li ho cofrontati con tutte le distanze maggiori degli assoluti. Questi i risultati, divisi anche per sesso:

100f: 1 (Marchetti)
200f: 2 (Calì, Arcioni)
400f: 1 (Milani)
800f: 3 (Trabaldo, Dorio, Porcelli)
1500f: 5 (Dorio, Trabaldo, Brunet, Rea, Di Santo)
3000f: 4 (Brunet, Dorio, Guida, Balsamo)

100m: 1 (Pavoni)
200m: 3 (Howe, Galvan, Pavoni)
400m: 3 (Licciardello, Sabia, Re)
800m: 4 (Sabia, Cadoni, D'Urso, Benvenuti)
1500m: 4 (Mei, D'Urso, Patrignani, Costa)
3000m: 5 (Mei, Battocletti, Baldini, Leuprecht, Bennici)

   Direi che:

1) la maggioranza dei nomi risalgono al cenozoico superiore, quindi il fenomeno nel tempo s'è accentuato
2) gli atleti che, campioni da allievi, poi si sono confermati tali anche da adulti sono RARI (36 su 240, 15%)
3) questa rarità si accentua al diminuire della distanza (velocità 9%, mezzofondo 21%)

   Interessante il punto 3... perchè avviene questo?

- forse perchè i mezzofondisti maturano più tardi (causa naturale) e quindi da ragazzi li si spreme meno?
- forse perchè il settore velocità è quello in cui maggiormente insistiamo su metodi d'allenamento (causa artificiale) sbagliati, vetusti e inadatti a una corretta crescita dei giovani?

Quali che siano le ragioni, nella stragrande maggioranza dei casi pare che ESSERE DEI CAMPIONI DA ALLIEVI SIA UN OTTIMO PASSAPORTO PER L'INCONSISTENZA DA ADULTI..
Quindi, cari giovani Cappuccetti Rossi, non fatevi abbindolare dal Lupo Cattivo!






lunedì 1 maggio 2017

Allenamento maratona: analisi statistica dei fattori 2


   Riprendiamo il discorso dell'articolo precedente: perchè gli atleti deboli fanno maggior volume relativo a medio-alta intensità?

   La conclusione affrettata a cui si potrebbe giungere è questa: "visto che i forti fanno la stragrande maggioranza del volume a bassissima intensità, lo faccio pure io che sono debole così divento forte". In alcuni casi ciò potrebbe anche funzionare, ma attenzione a generalizzare perchè la situazione descritta nell'articolo precedente potrebbe anche avere le seguenti cause:

- perchè magari vari atleti deboli non sono specialisti della maratona e si allenano più per distanze più brevi
- perchè certe sedute specifiche non lente sono di distanza simile per tutti e quindi, per gli atleti deboli che non fanno grandi volumi, incidono maggiormente sul volume totale
- perchè per gli atleti forti le sedute intense non possono crescere molto di numero, altrimenti si spaccano o vanno in overtraining pure loro
- perchè gli atleti forti riescono in gara a essere più efficienti di quelli deboli
- perchè gli atleti deboli non riescono in gara a tenere una buona intensità, cioè non è la loro corsa easy ad essere svelta, è il loro passo-gara ad essere fiacco! Spesso vanno incontro a crisi nel finale di gara e la concludono a un passo da corsa lenta o addirittura peggiore.

   Ricapitolando, come concetto generale, è vero che gli atleti deboli fanno maggior volume relativo a medio-alta intensità.

   Ma nello specifico dello studio dell'articolo precedente... colpo di scena! Ci sono problemi causati dal metodo adottato dall'autore per classificare gli allenamenti nelle varie "zone": la calcolatrice di Riegel. L'autore dice che le zone easy e very easy corrispondono ai tempi previsti da Riegel per le distanze di 1000 e 10000km. Abbiamo così che un atleta che corre la maratona in 3h30 (passo 4'58 e presumibilmente 4'10 - 4'20 sui 10km) avrebbe un passo per le due zone rispettivamente di 6'03 e 6'56 al km, direi assurdamente lento per uno da 3h30 in maratona, quindi grazie al cavolo che ci fanno pochissimi chilometri! Il 99% degli atleti di questo livello si rigenera tranquillamente tra 5'15 e 5'45.
   Invece per atleti da 2h15 (3'12) otteniamo rispettivamente 3'53 e 4'27 che sono verosimili (una cl normale e una cl molto rigenerante) scostandoci al massimo 1'30 dal passo dei 10km. Poi casi rari di atleti che si scostano 2' ci sono, ma insomma qua parliamo di grandi numeri.



venerdì 21 aprile 2017

Allenamento maratona: analisi statistica dei fattori 1


   Discutiamo spesso sulle variabili dell'allenamento (volume, intensità, numero di sedute settimanali) e su come e quanto siano correlati alla prestazione. Sul nostro forum ci eravamo riproposti di raccogliere dati del genere usando la nota applicazione dove molti runners auto-sputtanano giornalmente le loro gesta. Per la maratona qualcuno ci ha preceduti ed ha analizzato i 4 mesi di allenamento precedenti alla maratona di Londra 2016 per tutti gli atleti che ottennero un tempo inferiore alle 3h30 e che sputtanano i loro dati.

http://willmycroft.com/2017/04/19/marathon-data-analysis-part-1-initial-thoughts/

   Nei primi 6 grafici vediamo dei dati abbastanza banali: la prestazione è correlata alla velocità media in allenamento, al chilometraggio e al numero di sedute settimanali. Non è correlata invece alla lunghezza della seduta più lunga: Per la maggioranza degli atleti questa si attesta tra le 20 e le 25 miglia, indipendentemente dalla prestazione; ma è banale anche questo: i lunghissimi s'hanno da fa' e di distanza grosso modo simile per tutti perchè la gara è a distanza e non a tempo.

   Ma l'autore ha analizzato anche un dato più interessante (foto sotto): la proporzione relativa dei volumi di ogni "zona d'intensità" in allenamento in relazione alla prestazione in gara, ricavando dei grafici per 3 gruppi di 10 atleti (i più forti, i mediani, i più deboli). E qui emerge un dato (anche questo per me banale, ma forse non per tutti) sul quale è bene riflettere perchè potrebbe anche portare a conclusioni precipitose sul piano dei rapporti causa-effetto: 
 - gli atleti più forti (2h15 - 2h25) hanno una proporzione enorme di volumi ad intensità "easy - very easy"
 - gli atleti più deboli (3h29 - 3h30) invece stazionano più su intensità medie "steady - marathon pace" e hanno anche proporzioni maggiori ad intensità alte


   Perchè accade questo? Possiamo dedurne lezioni utili per i nostri allenamenti? Dite la vostra che poi dirò la mia alla prossima puntata.











mercoledì 17 agosto 2016

Fratello nuoto, sorella atletica (bis)


   Non è che mi entusiasmino le nuotatrici eh... però, dovendo scegliere, meglio la Natalie Coughlin che la Pellegrini... ma che ci vedete nella Pellegrini? Boh.
   Ok, mentre continuiamo a deliziarci con l'atletica olimpica (cose turche!!!) vediamo qualche curiosità statistica sul nuoto.
   Ho fatto queste rilevazioni qualche mese fa, quindi magari nel frattempo avranno battuto 398 record mondiali.

   Nella prima rilevazione ho preso i record mondiali nello stile libero, sia maschili che femminili, e ho calcolato il passo ogni 100m e gli scarti di passo per distanze contigue. Si osserva che mentre in atletica al raddoppio della distanza gli scarti di passo sono simili (0.8 - 1, tranne il 400-800) nel nuoto:

- sono maggiori che in atletica
- sono fortemente decrescenti
- per le donne sono inferiori

   Perchè?

   Nella seconda rilevazione ho calcolato la differenza percentuale fra i record maschili e femminili. Ebbene, mentre in atletica all'aumentare della distanza sono simili (10-12%) nel nuoto sono fortemente decrescenti.

   Perchè?

MASCHILI

20.91 - 41.82
46.91 - 46.91 - 5.09
1'42.00 - 51.00 - 4.09
3'40.07 - 55.02 - 4.02
7'32.12 - 56.51 - 1.49
14'31.02 - 58.06 - 1.55

FEMMINILI

23.73 - 47.26
52.07 - 52.07 - 4.81
1'52.98 - 56.49 - 4.42
3'58.37 - 59.59 - 3.10
8'07.39 - 60.92 - 1.33
15'25.48 - 61.69 - 0.77

DIFFERENZA MASCHI-FEMMINE

13.00%
10.99%
10.76%
8.30%
7.80%
6.25%



lunedì 11 luglio 2016

Europei di Amsterdam: conclusioni


   Francamente è stata un'edizione che mi ha un po' annoiato. Non ci sono state prestazioni eclatanti, su 44 gare ben 29 hanno visto la prestazione del vincitore inferiore a quella di due anni fa a Zurigo. Magari la cosa è dovuta alle condizioni eccezionali di contorno all'evento:

- l'assenza degli atleti russi, 93 nel 2014
- le Olimpiadi fra un mese, qualcuno di classe mondiale ha snobbato gli Europei o non partecipando (ad esempio svariati inglesi e qualche francese) o non finalizzandoli troppo
- il clima freschetto che non ha favorito le specialità di potenza
- o magari... qualcuno ha elimnato/ridotto le "dosi" per paura dei recenti scandali "farmacologici"?

   Ma a questi ultimi vorrei dire che possono dormire sonni tranquilli, a meno di non essere russi o chiamarsi Alex.

   Ne ha risentito negativamente perfino il mio "indice di efficienza" generale, ovvero la percentuale di atleti che producono un PB o SB proprio in occasione del campionato internazionale: per gli atleti non italiani (1394) i primati sono stati 208, per un tasso del 14.92% (nelle ultime olimpiadi e mondiali si aggirava sul 25-30%).
 
   Le prime due condizioni hanno parecchio favorito gli atleti italiani (e non solo) e infatti è stato per i nostri colori un europeo abbastanza positivo, quanto meno abbiamo finalmente mantenuto le premesse e le promesse della vigilia. Forse indirettamente ci ha favoriti anche la distanza di soli 10 giorni dagli Assoluti di Rieti, scoraggiando tutti dall'inserire in mezzo ulteriori gare deleterie, errore, spesso fatto dai nostri in passato, che impedisce un corretto "taper".

   Ma vediamo un po' di numeri che ci riguardano.

- Il nostro indice di efficienza è stato insolitamente alto, 14.66% (a olimpiadi e mondiali 7-9%). Abbiamo presentato una squadra numerosa e giovane, 75 atleti che hanno ottenuto 9 PB (Ferraro, Bamoussa, Inglese, Lambrughi, Galvan, Tortu, Fofana, Inglese, Folorunso) e 2 SB (Lahbi, Abate).

- Alla vigilia nelle liste europee figuravano una quindicina di prestazioni stagionali individuali di atleti italiani "da finale" (entro le prime 8), e proprio 15 atleti si sono classificati fra i primi 8 (Inglese x 2, Galvan, Trost, Rossit, Benedetti, Manenti, Grenot, Chatbi, Bamoussa, El Mazoury, Folorunso, Meucci, Tamberi, Crippa)

- Nella classifica del medagliere abbiamo ottenuto il 9° posto come nel 2014, mentre con lo stesso numero di medaglie nel 2014 ci saremmo classificati al'8°. La differenza è dovuta ovviamente al fatto che l'assenza dei russi ha distribuito le loro medaglie a tutti, non solo a noi.

- Le medaglie sono state 7: 2 ori (Grenot, Tamberi), 2 argenti (Inglese, squadra mezzamaratona femminile), 3 bronzi (Meucci, squadra mezzamaratona maschile, 4x400 femminile). Per trovare un medagliere più nutrito dobbiamo risalire nel passato fino all'edizione di Budapest 1998 (2, 4, 3).

- Ricordo che alla vigilia avevamo 5 atleti fra i primi 3 nelle liste europee, mentre le medaglie individuali sono state 4. Sono mancati all'appello Galvan e la Rossit e si è inserito Meucci.

   Per finire vorrei spezzare una lancia in favore della Panterita, un'atleta troppo spesso eccessivamente criticata ma che alla veneranda età di 32 anni ancora si mantiene ai suoi massimi livelli e a ottimi livelli mondiali, un'atleta che "salva la barca" e s'è opportunamente salvata dalla moria del quattrocentismo azzurro andandosene negli States. Oltre all'oro individuale, il bronzo in staffetta è solo merito suo con quella gran rimonta finale dal 6° posto. Avevo un po' paura per certe sue baldanzose esternazioni della vigilia ma stavolta ha mantenuto tutte le promesse. Veramente perfetta.



domenica 27 marzo 2016

Scarti 5000 - 10000m: aggiornamento.


   Riporto i dati raccolti negli articoli fatti a gennaio:

PB ELITE MONDIALI (40 casi, prestazioni sui 10000m da 26'17 a 26'49):
media 7.9

PB AMATORI MIEI (10 casi, da 33' a 43'):
media 7.9

SB AMATORI MM35 (25 casi, da 30' a 34')
media 7.2

SB AMATORI MM50 (21 casi, da 34' a 37')
media 8.2

   Ho fatto una ricerca abbastanza monumentale sul forum più grosso che c'è, mi sono letto centinaia di pagine prendendo i PB che gli utenti scrivono in firma. Ovviamente non ho potuto leggere tutto il forum e qualcuno mi sarà scappato, ma credo che i dati raccolti siano significativi visto che al 15° dato raccolto la media era già stabilizzata e praticamente uguale a quella finale.
   Ho escluso tempi oltre 50' sui 10km, o fatti in allenamento, o fatti come passaggi in altre gare.

spuffy 15'33 32'49 +10
full64 16'09 33'02 +4
aroldo 17'55 36'46 +6
moremio 17'57 36'40 +5
madferit 18'04 37'52 +10
luca87 18'29 38'09 +7
alex76 18'34 37'57 +5
daniloge 18'35 41'03 +23
amj78 18'32 37'11 +1
tafaz 18'39 38'52 +9
giova77 18'49 37'44 +1
gravity 18'49 38'45 +7
lordphil 18'58 39'26 +9
madseason 18'59 40'28 +15
simoc 19'10 39'26 +7
alor 19'27 39'55 +6
akiramax 19'29 39'36 +4
bark 19'38 39'39 +2

zecca 19'51 42'20 +16
antataz 20'13 41'50 +8
panormitanus 20'13 41'13 +5
pwm 20'14 41'14 +5
giusverzi 20'23 41'30 +4
alessiove80 20'38 42'02 +5
ale73 20'38 42'17 +6
whitwwolf 21'00 42'40 +4
ienaplinsky 21'23 45'19 +15
alemarconi 21'39 43'14 +0
victor76 21'51 45'17 +9
olivar 22'08 46'46 +1
falcopellegrino 22'24 46'50 +12
ale13474 22'40 46'40 +8
carloR 22'51 46'20 +4
kitt 23'15 47'44 +7
migliocri 23'16 47'30 +6
mod71 23'40 47'55 +3

su 36 soggetti: media 7.55
primi 18: media 7.27
ultimi 18: media 7.83

   Mi pare che i dati confermino in pieno quelli precedenti, sia degli elite che dei master.
   Allora? Dove sarebbe il famigerato aumento dello scarto al peggiorare delle prestazioni, riportato da certi "guru" famosi?



lunedì 25 gennaio 2016

Scarti 5000-10000m: gli amatori... e vediamo di quagliare.


   Terza ed ultima puntata.
   Analizzare i dati degli amatori è ostico, non abbiamo database dei PB per tempi alti e allora mi sono dovuto accontentare: ho preso le prestazioni stagionali 2015 degli MM35 e MM50 che hanno tempi in entrambe le distanze, sia su pista che su strada.
   Possiamo criticare quanto ci pare: la pista la fanno in pochi, i 10000m in pista sono estremamente rari, le gare su strada non sempre sono perfettamente misurate, gli SB sono diversi dai PB, c'è quello che è 1500ista e i 10000 li fa per scherzo, c'è quello che è maratoneta e i 5000 li fa per gioco, l'invasione delle cavallette, nel 2015 c'è stato el ninho... me ne frego, vedremo che i dati sono SORPRENDENTEMENTE CONGRUI.

MM35:
chiarelli 14'24 (2'53) 30'42 (3'04) +11
iannelli 14'56 (2'59) 30'34 (3'03) +4
magagnoli 15'19 (3'04) 31'30 (3'09) +5
claut 15'19 (3'04) 32'24 (3'14) +10
tosi 15'23 (3'05) 32'33 (3'16) +11
borghesi 15'23 (3'05) 32'19 (3'14) +9
del buono 15'28 (3'06) 31'36 (3'10) +4
bonomini 15'28 (3'06) 32'24 (3'14) +8
radice 15'29 (3'06) 33'20 (3'20) +14
miggiano 15'30 (3'06) 31'54 (3'11) +5
grosso 15'39 (3'08) 33'02 (3'18) +10
brigo 15'43 (3'09) 31'22 (3'08) -1****
gravina 15'48 (3'10) 33'28 (3'21) +11
catania 15'49 (3'10) 33'15 (3'19) +9
ricci 15'58 (3'12) 33'58 (3'24) +12
felici 16'01 (3'12) 32'50 (3'17) +5
meini 16'01 (3'12) 32'46 (3'17) +5
catullo 16'02 (3'12) 33'55 (3'17) +5
di mario 16'04 (3'13) 31'49 (3'11) -2****
lo piccolo 16'08 (3'14) 34'24 (3'26) +12
audia 16'15 (3'15) 33'56 (3'24) +9
rota 16'24 (3'17) 33'34 (3'21) +6
grande 16'30 (3'18) 33'57 (3'24) +6
pensiero 16'39 (3'20) 34'37 (3'28) +8
picollo 16'53 (3'23) 34'16 (3'26) +3

25 atleti, media 7.2


MM50:
filiberto 16'38 (3'20) 35'16 (3'32) +12
panduccio 16'42 (3'20) 35'12 (3'31) +11
avigo 16'45 (3'21) 36'07 (3'37) +16
franco 16'55 (3'23) 34'38 (3'28) +5
cacciamani 16'57 (3'23) 34'28 (3'27) +4
caporale 16'59 (3'24) 34'03 (3'24) +0
grassi 17'01 (3'24) 35'26 (3'33) +9
bove 17'04 (3'25) 36'06 (3'37) +12
bisol 17'12 (3'26) 36'52 (3'41) +15
terzoni 17'16 (3'27) 35'17 (3'32) +5
guareschi 17'25 (3'29) 36'17 (3'38) +9
baldo 17'26 (3'29) 37'06 (3'43) +14
cimino 17'28 (3'30) 36'10 (3'37) +7
loria 17'36 (3'31) 36'21 (3'38) +7
bianchi 17'38 (3'32) 36'32 (3'39) +7
brancatelli 17'41 (3'32) 37'12 (3'43) +11
pantaleo 17'42 (3'32) 36'55 (3'41) +9
terenghi 17'46 (3'33) 36'41 (3'40) +7
pinca 18'10 (3'38) 36'47 (3'41) +3
corti 18'12 (3'38) 37'00 (3'42) +4
puccini 18'25 (3'41) 37'18 (3'44) +3

21 atleti, media 8.2


   Allora, ricapitoliamo (tengo conto di tutti i casi analizzati, senza discorsi del tipo "metti quello, togli quell'altro" che alla fine si compensano):

PB ELITE MONDIALI (40 casi, prestazioni sui 10000m da 26'17 a 26'49):
media 7.9

PB AMATORI MIEI (10 casi, da 33' a 43'):
media 7.9

SB AMATORI MM35 (25 casi, da 30' a 34')
media 7.2

SB AMATORI MM50 (21 casi, da 34' a 37')
media 8.2

Allora? Al netto di piccole variazioni casuali, dove sarebbe il famigerato aumento dello scarto al peggiorare delle prestazioni?

P.S.: su questo argomento anche le tabelle di punteggio Iaaf (oltre alle opinioni di certe eminenze) fanno letteralmente ridere i polli:

1300p: 12'36 26'15 +6
1200p: 13'03 27'17 +7
1000p: 14'00 29'28 +9
800p:   15'03 31'54 +10
500p:   16'56 36'13 +14
200p:   19'31 42'12 +19



sabato 16 gennaio 2016

Scarti 5000-10000m: gli atleti world class


   Riprendiamo il discorso sullo scarto di passo 5000-10000; ricordo che la "letteratura ufficiale" in genere indica scarti in sec/km crescenti al crescere dei tempi di percorrenza (ovvero al decrescere del livello dell'atleta) mentre la "letteratura corsara" non concorda con quest'opinione.
   Vediamo cosa ne pensa Jack Daniels, l'autore famoso che forse più si avvicina alle mie posizioni:

5000 in 12.37 - 10000 in 26.19
5000 in 12.45 - 10000 in 26.34
5000 in 12.53 - 10000 in 26.51
5000 in 13.01 - 10000 in 27.07 (2'42.7 - 2'36.2 = 6.5)
5000 in 13.09 - 10000 in 27.24
5000 in 13.18 - 10000 in 27.41
5000 in 13.26 - 10000 in 27.59
5000 in 13.35 - 10000 in 28.17
5000 in 13.44 - 10000 in 28.36
5000 in 13.54 - 10000 in 28.55
5000 in 14.03 - 10000 in 29.14 (2'55.4 - 2'48.6 = 6.8)
5000 in 14.13 - 10000 in 29.34
5000 in 14.18 - 10000 in 29.44
5000 in 14.23 - 10000 in 29.55
5000 in 14.33 - 10000 in 30.16
5000 in 14.49 - 10000 in 30.49
5000 in 15.06 - 10000 in 31.23 (3'08.3 - 3'01.2 = 7.1)
5000 in 15.18 - 10000 in 31.46
5000 in 15.29 - 10000 in 32.11
5000 in 15.42 - 10000 in 32.35
5000 in 15.54 - 10000 in 33.01
5000 in 16.07 - 10000 in 33.28 (3'20.8 - 3'13.4 = 7.4)

   Quindi secondo Daniels ci sarebbe un lieve aumento dello scarto, comunque molto meno che proporzionale al peggioramento della prestazione (13.8% contro 27.3%).
   Altre eminenze (Letessier, Gardner, Purdy, Pizzolato) concordano sul fatto che lo scarto, a livelli top, sarebbe 6 per poi aumentare progressivamente (anche di brutto). Ma ste eminenze da dove li prendono i numeri? Sanno esattamente di cosa stanno parlando?

   Ebbene, io i numeri li prendo dalle liste all-time IAAF. Ho preso i primi 20 diecimilisti che hanno anche tempi sui 5000m e ho calcolato passi e scarti... ma ho preso pure i primi 20 cinquemilisti che hanno anche tempi sui 10000m... e vediamo che ci sono delle sorprese:

26:17.53 Kenenisa Bekele 12:37.35 (2'38 - 2'31 - 7)
26:22.75 Haile Gebrselassie 12:39.36 (2'38 - 2'32 - 6)
26:27.85 Paul Tergat 12:49.87 (2'39 - 2'34 - 5)
26:30.03 Nicholas Kemboi 13.01.14 (2'39 - 2'36 - 3)
26:30.74 Abebe Dinkesa 12:55.58 (2'39 - 2'35 - 4)
26:35.63 Micah Kogo 13:00.77 (2'39 - 2'36 - 3)
26:36.26 Paul Koech 12:56.29 (2'40 - 2'35 - 5)
26:37.25 Zersenay Tadese 12:59.27 (2'40 - 2'36 - 4)
26:38.08 Salah Hissou 12:50.80 (2'40 - 2'34 - 6)
26:38.76 Abdullah Ahmad Hassan 13:04.65 (2'40 - 2'37 - 3)
26:39.69 Sileshi Sihine 12:47.04 (2'40 - 2'33 - 7)
26:39.77 Boniface Kiprop 12:57.11 (2'40 - 2'35 - 5)
26:41.75 Samuel Wanjiru 13.12.40 (2'40 - 2'38 - 2)
26:43.98 Lucas Rotich 12:55.06 (2'40 - 2'35 - 5)
26:44.36 Galen Rupp 12:58.90 (2'40 - 2'36 - 6)
26:46.57 Mohamed Farah 12:53.11 (2'41 - 2'35 - 6)
26:48.35 Imane Merga 12:53.58 (2'41 - 2'35 - 6)
26:48.99 Josphat Bett 12:57.43 (2'41 - 2'35 - 6)
26:49.02 Eliud Kipchoge 12:46.53 (2'41 - 2'33 - 8)
26:49.20 Moses Masai 12:50.55 (2'41 - 2'34 - 7)
media 5.3



12:37.35 Kenenisa Bekele 26:17.53 (2'38 - 2'31 - 7)
12:39.36 Haile Gebrselassie 26:22.75 (2'38 - 2'32 - 6)
12:39.74 Daniel Komen 27:38.32 (2'46 - 2'32 - 14)
12:46.53 Eliud Kipchoge 26:49.02 (2'41 - 2'33 - 8)
12:46.81 Dejene Gebremeskel 26:51.02 (2'41 - 2'33 - 8)
12:47.04 Sileshi Sihine 26:39.69 (2'40 - 2'33 - 7)
12:47.53 Hagos Gebrhiwet 27.57 (2'48 - 2'33 - 15)
12:48.64 Isiah Koech 27:17.03 (2'44 - 2'34 - 10)
12:48.66 Issac Songok 28'46 (2'53 - 2'34 - 19)
12:48.77 Yenew Alamirew 28.34 (2'51 - 2'34 - 17)
12:48.81 Stephen Cherono 28.05 (2'48 - 2'34 - 14)
12:49.04 Thomas Longosiwa 28.11.30 (2'49 - 2'34 - 15)
12:49.28 Brahim Lahlafi 27.43.05 (2'46 - 2'34 - 12)
12:49.50 John Kipkoech 28.48 (2'53 - 2'34 - 19)
12:49.71 Mohammed Mourhit 26:52.30 (2'41 - 2'34 - 7)
12:49.87 Paul Tergat 26:27.85 (2'39 - 2'34 - 5)
12:50.24 Hicham El Guerrouj ???
12:50.25 Abderrahim Goumri 27:02.62 (2'42 - 2'34 - 8)
12:50.55 Moses Masai 26:49.20 (2'41 - 2'34 - 7)
12:50.72 Moses Kipsiro 27:04.48 (2'42 - 2'34 - 8)
12:50.80 Salah Hissou 26:38.08 (2'40 - 2'34 - 6)
media 10.6

media generale su 40 atleti: 7.9


   Quindi dobbiamo concludere che:

- gli atleti più 10000isti che 5000isti hanno mediamente uno scarto un po' inferiore rispetto a ciò che dice la letteratura
- gli atleti più 5000isti che 10000isti hanno mediamente uno scarto molto superiore rispetto a ciò che dice la letteratura
- c'è qualche motivo per cui dovremmo dare più importanza ai primi che ai secondi? No, per cui ha senso calcolare la media generale dei 40 atleti e questa è significativamente MAGGIORE (7.9 contro 6) rispetto a ciò che dice la letteratura. Ergo, non è vero che i top scartano 6.
- ma allora ste eminenze letterarie di che minkia parlano???

   Allora, la prima parte della teoria letteraria ("gli atleti top scartano 6") è falsa. Poi vedremo altre sorpresine riguardanti gli atleti di livello amatoriale-master, per verificare se la seconda parte della teoria letteraria ("lo scarto in sec/km aumenta al peggiorare delle prestazioni") è vera.



sabato 2 gennaio 2016

Scarti 5000-10000m


   Prendo occasione dai recenti commenti dell'amico Giorgio per tornare sulla questione degli "scarti", ovvero dei differenziali di passo fra le varie distanze.
   Per quanto riguarda lo scarto fra gare di 10 e 21km, già ne parlai qui:

http://ilcorsarotraining.blogspot.it/2015/02/10000m-e-mezzamaratona-lo-scarto-del.html?showComment=1450716817919#c8499937000776454067

   Ribadisco che a mio avviso è scorretto ricavare gli scarti in base a calcoli percentuali perchè così si generano scarti troppo alti per atleti di basso livello, con tempi alti.
   Ma parliamo ora dello scarto fra le distanze dei 5 e 10km; per gli elite specialisti in entrambe le distanze, si aggira fra 6 e 8 secondi circa.
Vediamo gli scarti riportati da Giorgio secondo alcune fonti "autorevoli":

Calcolatrice di Riegel:

un atleta da 27' sui 10k ha uno scarto 5/10 di 7
un atleta da 30' sui 10k ha uno scarto 5/10 di 7
un atleta da 40' sui 10k ha uno scarto 5/10 di 10
un atleta da 50' sui 10k ha uno scarto 5/10 di 12

Pizzolato:

un atleta da 30'16'' sui 10k ha uno scarto 5/10 di 6
un atleta da 34'39'' sui 10k ha uno scarto 5/10 di 9
un atleta da 40'31'' sui 10k ha uno scarto 5/10 di 10
un atleta da 45'48'' sui 10k ha uno scarto 5/10 di 12
un atleta da 52'40'' sui 10k ha uno scarto 5/10 di 13
un atleta da 59'51'' sui 10k ha uno scarto 5/10 di 15

   Mah... mentre Riegel almeno segue una formula precisa, Pizzolato mi pare invece tirare fuori numeri a casaccio: da 30 a 34' lo scarto aumenta di 3", nello scaglione successivo solo di 1", poi torna a 2", poi scende di nuovo a 1"... boh!
   Vediamo invece tempi, passi e scarti per alcuni miei atleti che hanno dei tempi "sicuri" sui 5 e 10km:

I: 16'13 (3'15) 33'46 (3'23) +8
S: 17'17 (3'27) 35'48 (3'35) +8
J: 17'26 (3'29) 36'21 (3'38) +9
P: 17'48 (3'34) 36'59 (3'42) +8
F: 17'37 (3'31) 37'02 (3'42) +11
D: 18'20 (3'40) 37'30 (3'45) +5
M: 18'43 (3'45) 38'26 (3'51) +6
L: 18'59 (3'48) 39'46 (3'59) +11
T: 20’25 (4'05) 41’31 (4'09) +4
M: 20'47 (4'09) 43'04 (4'18) +9

media + 7.9
   Se escludiamo F e L (specialisti solo sugli 800 e 1500) la media è + 7.1, praticamente uguale a quella degli elite mondiali.
   Se dividiamo il campione in 2 gruppi di 5 atleti, più forti e meno forti, i primi hanno media + 8.8 e i secondi + 7.
   Certo non è un campione numeroso, ma anche sulla base delle osservazioni fatte nei decenni credo proprio che non ci sia l'aumento dello scarto al peggiorare del livello dell'atleta come sostenuto dalle "eminenze".
   Aumento di scarto invece rilevabile quando si va sui 21km e ancor più sui 42km... ma perchè l'amatore in genere fa un chilometraggio insufficiente per ottimizzare queste distanze e NON perchè a priori lo scarto debba aumentare in valore assoluto in relazione inversa al livello di prestazione, come risulta se si calcola in percentuale. Infatti se prendiamo un mezzofondista fortissimo e che fa un chilometraggio esiguo, con tutta probabilità avrà scarti alti pure lui.
   Quindi, per valutare le prestazioni di un atleta sulle varie distanze (e anche per valutare i ritmi d'allenamento) IO mi baso sull'analisi degli scarti assoluti, a prescindere dal livello delle prestazioni. VOI fate come vi pare. E la questione non è di poco conto... perchè se per Pizzolato uno da 45' sui 10km con uno scarto di 12" è normale e perfettamente ottimizzato, per me invece è uno che si allena male per i 10km, oppure uno di tipologia "veloce" inadatto ai 10km. E quindi IO prendo nei suoi confronti delle decisioni strategiche che Pizzolato non prende.



lunedì 16 novembre 2015

Record mondiali femminili: questione di gender?


   Che brutta parola "gender"... mi ricorda "gendarmi", ahahah!

   Analizzando le gesta della Dibaba nel precedente post mi sono venute delle riflessioni.
   Pare che negli scarti in termini di secondi/km fra i World Records maschili dai 200m in su, viga una "legge del 10": al raddoppiare la distanza gli scarti sono di circa 10"/km, con due eccezioni, 400-800m (molto più alto) e 5000-10000 (più basso).

   Applicando gli stessi scarti alle donne, molti WR femminili risultano anacronistici, dovrebbero essere migliori (tranne quello in maratona della Radcliffe).
   1'53 sugli 800 dovrebbe corrispondere a 3'45 sui 1500 (tempo alla portata della Dibaba), ma allora quello dei 3000 dovrebbe essere 8'00 invece che 8'06. Sui 5000 dovremmo avere 13'45 invece di 14'11. E sui 10000 28'30 invece di 29'31.
   Volendo calcolare in percentuale, tra i wr maschili e femminili c'è una differenza del:

100m: 9.49%
200m: 11.20%
400: 10.23%
800: 12.25%
1500: 11.68%
5000. 12.38%
10000: 12.31%
21km: 11.59%
42km: 10.14%

   Quindi le percentuali confermano il dato precedente basato sugli scarti: dagli 800 alla mezza maratona le donne sono in ritardo. Perchè?

- E' un fattore naturale? Ma allora perchè non lo è nella velocità?
- Dipende dal fatto che le specialità del mezzofondo e fondo femminile fanno parte dei programmi internazionali da poco tempo (i 5000 dal 1996, i 10000 dal 1988, la maratona dal 1984)?
- Dipende dal fatto che culturalmente consideriamo ancora le donne degli esserini deboli e delicati? Tanto che, oltre a non mandarle a spaccare pietre nelle miniere di molibdeno del Niger, le prove multiple hanno solo 7 gare di cui la più lunga sono gli 800m (invece che i 1500m dei maschi)...

   Ma, studiando decine e decine di tabelle, io direi che questa discrepanza esiste perchè assurdamente ancora si continua a far fare alle donne chilometraggi inferiori che agli uomini. Probabilmente anche perchè spesso i volumi di lavoro sono determinati a tempo e non a distanza, e siccome le donne sono più lente degli uomini, fanno meno chilometri... della serie che se in 1h30' a 3'45 fai 24km, a 4'15 ne fai 21.

   Però, catzum, uno si allena per i 10000 METRI e non per i 30 MINUTI...