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mercoledì 13 gennaio 2021

ALLENAMENTO 400-800m


 Un esempio di come l´allenamento debba essere calibrato sul singolo atleta E sulla storia dell´atleta E sulle necessitá del momento di quell´atleta.

Emanuela é una 400-800ista con focus principale sui 400 ostacoli ma all´epoca (2013, quarantunenne) non disdegnava puntate su 100, 200 e 1500. Una master di livello mondiale top, in Italia ancora di valore assoluto nei 400h e 800.

Nel 2011 aveva ottenuto risultati strepitosi ma a costo di un allenamento eccessivo e un lungo  infortunio. Obiettivo era riabilitarla e ottenere ottimi risultati con un allenamento piú sostenibile. Quindi, dopo mesi di riabilitazione in palestra/piscina senza corsa e un periodo di robette, insieme al socio Valerio (esperto di forza e velocitá) partimmo a novembre con 3 mesi di preparazione generale. Obiettivo a medio termine di verifica, le indoor.

Noi siamo contrari a piani drasticamente strutturati, quelli in cui nel primi mesi usi solo i mezzi (e le velocitá) ABC e poi in periodo specifico solo quelli (e le velocitá) DEF. Usiamo una strutturazione media, in cui i mezzi DEF un minimo si mantengono pure nel periodo ABC. E procedendo "a freccia", ovvero curando inizialmente di piú i mezzi lontani dalla specificitá (senza abbandonarla totalmente) per poi convergere sempre piú.

Tre mesocicli di 4 settimane, circa uguali ma ovviamente con velocitá in crescendo, 3 settimane di carico e una di scarico. Microciclo settimanale con 6 sedute di cui 3 intense (2 nella settimana di scarico) e 3 easy. Nella settimana di scarico saltava il primo lavoro intenso (velocitá) e relativa palestra. Non dettaglio la palestra (fatta OVVIAMENTE alla FINE di una giornata intensa) comunque quasi tutti i giorni faceva anche "core".

Lavorammo su ritmi gara primaverili di 14.5 e 16.5 /100m per 400 e 800m.

Microciclo settimanale (ultimo mese):

1) LAVORO1, VELOCITÁ + palestra
 - 2x30 traino + 30/50 r.3/4 + 5x100 (13.9)r.2 + 4x30 run-a
 - 30 traino + 30/40/50 r.3/5 + 6x100 (13.5)r.2 + 5x30 run-a
 - 30 traino + 30/40/50 r.3/6 + 3x150 (21.3)r.3 + 6x30 run-a

2) easy, 12km corsa lenta

3) easy, risc + 8x300 o 4x800 (al 66%) rec 1´30

4) LAVORO2, VAM/LATTACIDO + gradoni + palestra
 - 1200 (19/24/19) + 800 (17/21/19) + 400 (15/20/19)r.5
 - 1200 (21) + 2x600 (19) + 2x300 (17)r.8/8/5
 - come la prima
 - 10x200 (16.3)r.2

5) easy, 8km corsa lenta

6) LAVORO3, SAN
 - 6km medio costante (4´10) + 8x80 salite r.1
 - 5km medio variato 1km/1km (3´55/4´15) + 6x60 salite r.1
 - come la prima
 - 5km medio variato 1km/1km (3´50/4´30) + 6x60 salite r.1

7) riposo

Nella prima e terza di lavoro2 (scrivo il passo /100m) le prove sono strutturate: veloci nei 2 quarti esterni, piú lente nei 2 quarti centrali; ció permette di toccare in un paio di tratti le velocitá specifiche ma senza esagerare.

I risultati alle indoor confermarono i nostri desideri: 2 record italiani sui 400 (59.24 e 59.06) e agli europei di S.Sebastian oro 800, argento 400, bronzo 4x200. 
In estate altra pioggia di record italiani, 2´12 negli 800 (ma da fine maggio rinunciammo a finalizzarli), nona agli assoluti sui 400h e ai mondiali master a Porto Alegre oro 800 e 400h, argento 400 e 4x400, bronzo 4x100.
Durante tutta la stagione non ebbe manco un doloretto.





giovedì 29 novembre 2018

La maratona ai tempi dei Dire Straits 3


   Prima di esporre il periodo di rifinitura di Magnani, in cui ricombinava quantità e qualità dei periodi precedenti, scrivo subito alcune note e commenti finali.
   Anzitutto diciamo che all'epoca Magnani era un "amatore", oltre ad allenarsi lavorava normalmente come professore di educazione fisica a scuola.
   Nell'articolo della rivista da cui ho preso queste informazioni, Franco Fava ricorda che i notevoli volumi erano svolti anche per tenere basso il peso corporeo, Magnani era molto robusto ed eccedeva nel peso nei periodi di ridotto allenamento.
   Era poco efficiente nei 10000m.
   Eseguiva il protocollo di "svuotamento + ricarica" dei carboidrati nella settimana pre-gara.

   Cosa possiamo commentare oggi col senno di poi? Colpiscono alcune cose: il volume enorme nel primo periodo, la riduzione drastica nel secondo periodo, lo scarso scarico pre-gara. I chilometri nelle prime 3 settimane di queste ultime 4 dovrebbero essere circa 220, 215, 195. I lunghi venivano svolti lenti tranne l'ultimo di 2h40 con finale svelto (a 18 giorni dalla gara), molto più facili dei lunghi "keniani". Le ripetute lunghe si limitano al 3x5000, mentre Bordin e Baldini raggiungevano rispettivamente 21 e 25km totali.
   Forse correggendo alcune di queste cosette avrebbe potuto ottenere di più? Oggi il peso si potrebbe controllare con metodi più specifici? Non è assolutamente una critica, parliamo di un ottimo maratoneta (era a 3' dal record mondiale!) in un epoca ancora "pioneristica". Chissà, forse la sua esperienza servì qualche anno dopo ad atleti dalle caratteristiche simili (Bordin) per raggiungere risultati ancora migliori (2h08, oro olimpico).

1h /// 1h
1h05 /// 3x5000 r.1km
1h /// 1h05
50' /// 15km (3'08)
1h /// 50'
55' /// 50'
45' /// GARA 30km

45'
45' /// 1h
1h10 /// 1h
2h40 (42km, ultimi 10km a 3'22)
1h /// 1h + allunghi
1h /// GARA 18km
40' /// 2h

1h05 /// 3x5000 r.1km
1h15 /// 1h30
3x test conconi in 3h
1h /// 1h
1h /// 21km (3'03)
55' /// 1h05
riposo

test conconi + 28km + test conconi
55' /// 3x1000 r.1km
50' /// 30' + 30' fartlek (svuotamento carbo)
45' /// 1h
45' + 50'
45' + allunghi
MARATONA AGEN 2h13'29 (1°)



mercoledì 14 novembre 2018

La maratona ai tempi dei Dire Straits 2


   Veniamo al secondo periodo della preparazione di Massimo Magnani del 1981-1982, quello di qualità.

   Il calo di volume è drastico rispetto al periodo di quantità (dovrebbero essere circa 160-190km) e ci sono due sedute in meno.

   C'è mezzo lavoro in più (la progressione) e i lunghi sono completamente cancellati.

   Erano anni "sperimentali", alcune cose non condivisibili poi sono state corrette nei decenni successivi, ma ne parleremo alla terza ed ultima puntata.


1) 40' /// 1h15 - 1h30 + 10 allunghi
2) 40-50'  /// 15-25 x 1'/1'
3) 40-50' /// 3-5 x 3000 r.1000 in 4'
4) 40' /// 1h15 da lento a medio
5) ----
6) 1h /// 1h30
7) fondo veloce o gara



mercoledì 7 novembre 2018

La maratona ai tempi dei Dire Straits


   Non che mi facessero morire i Dire Straits (troppo commerciali per i miei gusti "progressive") ma furono campioni di vendite nel 1981.

   La maratona è la specialità che più è cresciuta da quei tempi. A livello di WR il miglioramento è stato di 7 minuti, a fronte di 23" dal 13'00 di Moorcroft (82) nei 5000 e meno di 1" dall'1'41 di Coe (81) sugli 800.
   Gia a quei tempi la gente faceva un botto di chilometri (come vedremo sotto), ma allora perchè tutto sto miglioramento? Al netto dell'entrata in scena massiccia dell'Africa, a livello tecnico perchè aumentarono i chilometraggi delle sedute specifiche: prima dei medi e ripetute, poi negli ultimi 15 anni dei lunghissimi, finalmente considerati LA seduta specifica per eccellenza: Quale sarà il prossimo passo? Forse supportare i lunghi specifici di 40km con lunghi più lenti ma ancora più lunghi? Vedremo...

   In Italia, dopo il fulmine di Cindolo nel 75 (2h11'45) e prima delle tempeste di Pizzolato, Poli e Bordin (2h08-2h10), il momento chiave per la maratona furono i primissimi anni 80. Ad opera dello stesso Poli (2h11'19 nell'81) e di Magnani, Brunetti, Gerbi, Messina, Marchei, Bocci... avercela oggi tanta gente da 2h11-2h12.
   Conservo ancora gelosamente le riviste specializzate di quei tempi, che contengono preziose informazioni che non si trovano su internet. In una di queste del 1982 è mostrato nel dettaglio l'allenamento di Magnani, quello che più di ogni altro si allenava scientificamente sotto la guida di Lenzi. Sono gli schemi che usò prima della Coppa Europa di Agen del settembre 81, che vinse, e del Campionato Italiano 1982, che perse allo sprint dalla sorpresa Gerbi, un siepista "improvvisatosi" maratoneta (uso le virgolette perchè evidentemente era ben allenato).
   Magnani usava molto il test Conconi per calcolare i ritmi e divideva la preparazione in 3 periodi: quantità, qualità e specifico (in cui mixava quantità e qualità). I chilometraggi erano notevoli, quasi "giapponesi".
   Presento qui lo schema-tipo del periodo di quantità (gli altri due periodi nei prossimi articoli):

1) 1h /// 1h30'
2) 1h /// 30' + 40-75' medio
3) 1h /// 30' + 20-40' veloce
4) 1h /// 2h-2h30'
5) 1h /// 1h30'
6) 1h /// fartlek
7) 2h-3h

   Si dice che nelle settimane peggiori toccasse i 280km; in effetti le ore di corsa sono circa 16-18 che a una media di 16kmh dà 256-288km... urca!



giovedì 18 ottobre 2018

Caro Julien ti scrivo...


   "Sei molto lontano... sei partito... una grossa novità... qualcosa ancora qui non va", ma Lucio Dalla parlava di Julien Wanders???

Seguiamo con interesse e simpatia le peripezie di questo ragazzo che da 3 anni ha fatto la scelta seria di allenarsi in Kenia. Dopo l'exploit nella mezza di febbraio (60'09) tutti si aspettavano l'exploit in pista; io avevo molti dubbi (osservando come si allenava) e ho avuto ragione: in stagione non è andato al di là di 13'24 e 28'07 e due pessimi piazzamenti agli Europei (8° e 7°).
   Ora arriva la grossa novità: 27'32 su strada a Durban, miglior prestazione europea, gran botto anche se con tutte le indefinizioni delle gare su strada.

   Dopo la fine della stagione in pista s'è fatto 2 settimane di riposo (2-3 jogging a settimana di 30'). Quindi è tornato a Iten un mese fa, prime due settimane senza un programma definito, solo volume (210 e 195km) e quasi nulla intensità. Poi una settimana con 3 lavori culminata con un 12x1000 a 10 giorni dalla gara di Durban. Qui s'è accorto dello stato di grazia... insomma la massima forma è arrivata dopo 6 settimane a impegno ridotto.

https://www.athle.ch/2018/10/14/wanders-le-record-suisse-cest-une-etape-le-record-deurope-une-autre/

   Ora ok caro Julien, hai ragione a dire che non sono state le 6 settimane riposanti a COSTRUIRE questo risultato bensì l'enorme mole di lavoro svolta prima, però una costruzione ha bisogno anche di RIFINITURE che permettano il pieno manifestarsi del potenziale grezzo in tutta la sua maestosità e perfezione!
   Insomma, se volevi finalizzare bene gli Europei, avresti dovuto fare un taper più lungo, più drastico e che iniziava a fine giugno. Ovvero avete sbagliato la programmazione.
   Fermo restando che secondo me certe sedute che fate (chilometraggi mostruosi di ripetute medio-brevi a recuperi brevissimi) non sono l'ideale per il pieno sviluppo del potenziale nel mezzofondo prolungato.   Quando aggiusterete sti dettagli e ti inserirai tra i seguenti performers (in pista) non-afro, allora potremo dire di avere un campione. Hai 22 anni, c'è tempo.

   P.s. cazz, Antibo è ancora l'8° all-time diversamente afro...

Rupp 26'44
Solinsky 26'59
Levins 27'07
Barrios 27'08
Pinto 27'12
Mamede 27'13
Roncero 27'14
Antibo 27'16



mercoledì 18 aprile 2018

Allenamento 10000m: un taper nobbuono


   Su un forum leggo di una master F45 e di un suo progetto andato male; per carità, non vorrei mortificare il suo allenatore (che è un amico) che si domanda il perchè della debacle, ma analizzando il percorso magari si può dedurre qualcosa che può essere utile a tutti i lettori.

   Nelle 9 settimane analizzate l'atleta effettua solo 3 giornate di riposo, quindi si allena quasi tutti i giorni. L'obiettivo clou è il 10000 in pista a metà aprile in cui si punta a 40'. Vince i regionali di cross, poi a febbraio in 3 settimane fa una gara di 10km a 4'06 con salitelle, quindi 17a di categoria agli italiani di cross, lavori (gare incluse): 2 - 3 - 2.

   Da inizio marzo, ultime 6 settimane:
- 2 lavori
- 2 lavori
- 3 lavori (inclusa gara 10km a 4'10 con salite dure)
- 4 lavori (l'ultimo: 4x2000 a 4'05)
- 3 lavori

- 1 lavoro (sfinita) + 10000 PISTA 42' alto (cotta dall'inizio)

   Non è importante sapere i singoli lavori, che possono anche andare bene.

   Sub 41' si poteva fare ma lo scarico drastico dell'ultima settimana non è bastato, dov'è l'errore? Aver fatto una cosa cui non era abituata, ovvero un periodo di INTENSITA'-VOLUME proprio quando il volume dell'intensità (e il numero di sedute intense) avrebbe dovuto essere tagliato, dalla quart'ultima alla penultima settimana. Solo rendendo più rarefatte le sedute intense si possono raggiungere i picchi massimi di intensità nelle singole sedute senza rischiare sovrallenamento, se da un lato vuoi ottenere da un altro devi cedere.

   Ecco un'idea a grandi linee di come potrebbe essere una programmazione di 9 settimane per una gara importante:

1) 2 settimane di volume generale (2 lavori) + 1 settimana di scarico
2) 2 settimane di volume-intensità con taglio del volume generale (3 lavori) + 1 settimana di scarico
3) 2 settimane di picco-intensità tagliando anche il volume dell'intensità (2 lavori) + 1 settimana di scarico drastico generalizzato pre-gara

   In questo caso nelle ultime 4 settimane non si superano mai i 2 lavori e si effettuano 4 lavori in meno rispetto al piano seguito dalla master.



sabato 2 settembre 2017

2017: fuga dal "raduno"


   Ok, è colpa del decentramento, dei gruppi sportivi militari, del reclutamento, delle scuole, della playstation, della grinta...
   Un amico atleta mi manda il programma d'allenamento svolto a un raduno di fine agosto da una cinquantina di cadetti e allievi mezzofondisti, i più forti di una certa regione (a proposito, una cosa organizzata da un comitato regionale è accentramento o decentramento? Boh). Non importa quale sia la regione, ne ho visionati diversi di diverse regioni e la musica è la stessa.

Premessa 1: i ragazzi di quste categorie normalmente sono abituati a svolgere 3-5 sedute settimanali.
Premessa 2: i ragazzi di queste categorie in genere tra fine luglio e ferragosto fanno pausa completa e vacanze.
Premessa 3: il raduno si svolge in altura e i ragazzi non sono abituati all'altura.

   Programma svolto:

venerdì: corsa continua + tecnica la sera
sabato: corsa continua la mattina / GARA in montagna la sera.
domenica: 12x400 la mattina / corsa continua la sera.
lunedi: corsa continua la mattina
martedì: ripetute lunghe la mattina / corsa continua + tecnica la sera
mercoledì: corsa continua la mattina

   Nove sedute in 5 giorni e con una gara. Edificante l'accoppiata gara + 400 tra sabato sera e domenica mattina.
Mi devo incazzare?
   Dice "ma a fine settembre ci sono le finali dei CIDDIESSEEEEEEE!"... e allora:

- o gli vieti le vacanze e li fai allenare normalmente a luglio-agosto, non che gli fai fare in una settimana quello che hanno saltato in tre settimane
- o anticipi ste finali dei ciddiesse, dimodochè la stagione si chiude a luglio e ricomincia a settembre e buonanotte
- o elimini dalla faccia della terra i ciddiesse (ma che all'estero fanno i ciddiesse?).
- o FUCILIAMO IN MASSA l'80% del settore tecnico, se più del "centro" o della "periferia" decidete voi.

   Ragazzi, il problema principale dell'atletica italiana è l'incapacità di sviluppare i talenti giovanili, ed è un'incapacità soprattutto TECNICA, di fare tabelle, di programmare in modo razionale.

   Macchè, è colpa del decentramento, dei gruppi sportivi militari, del reclutamento, delle scuole, della playstation, della grinta...



lunedì 1 febbraio 2016

Allenamento 400m: comparazione ITA - USA.


   In due post precedenti avevo iniziato ad analizzare le problematiche relative alla specialità in cui negli ultimi decenni siamo risultati più scarsi:

http://ilcorsarotraining.blogspot.com.br/2015/09/allenamento-400m-massimalismo-o.html

http://ilcorsarotraining.blogspot.com.br/2015/09/allenamento-400m-il-gioco-delloca.html

   Le mie considerazioni riguardavano solo l'allenamento della velocità massimale; nel primo post ne spiegavo l'importanza fondamentale, nel secondo rilevavo come in Italia i quattrocentisti la trascurino.
   Ora affrontiamo altri due problemi basilari:

1) se la velocità la alleniamo poco e niente, cosa alleniamo in modo preponderante?
2) come distribuiamo le intensità di allenamento nel corso della stagione?

PROBLEMA 1.
   Compariamo i volumi sostenuti in allenamento, distanza per distanza, nella stagione 2008-2009 da Claudio Licciardello con uno schema classico di Dwaine Miller (ex coach di LaShawn Merritt):

Distanza - Licciardello - Miller

30m:            600              240
40m:                0            1680
50m:                0              400
60m:                0            1860
80m:          5200              160
100m:        6200            1000
120m:              0              240
150m:        5550            2400
200m:      13200            8000
250m:          500            1000
300m:      20700          13800
320m:              0                  0
350m:              0            6300
400m:        8800            3200
450m:              0            1800
500m:        7000            7000
600m:        3000          30000
800m:        1600                  0
1000m:      4000                  0 
              --------        --------
totale       76350          79080

Osserviamo che, a fronte di un volume totale simile:

- l'allenamento di Licciardello presenta dei "buchi" specialmente nelle distanze che allenano la velocità massima (40-60m)
- le distanze più gettonate da Licciardello sono quelle "centrali" (150-300m), ovvero le più lattacide
- è scarso il lavoro di Licciardello sulle "overdistance" (450-600m), notevole invece in Miller.

   Direi quindi che mentre Miller distribuisce in modo equilibrato, Licciardello predilige il centrocampo e sguarnisce l'attacco e la difesa... un 4-3-3 a fronte di un 2-7-1...

PROBLEMA 2.
   Leggiamo anzitutto l'opinione dello stesso Licciardello:

"L’Italia non riesce a sviluppare il talento dei propri atleti perché troppo spesso, gli stessi, sono costretti a richiudere le ali a causa di problemi fisici, legati SOLO ed ESCLUSIVAMENTE alla programmazione dell’allenamento.
Abbiamo lavorato, (e ancora “lavoriamo”) a intensità troppo alte. Il quattrocentista è un velocista che lavora ritmi mediamente troppo alti durante quasi tutti gli allenamenti che produce. L’impostazione classica, ci ha abituato a usare tantissimo volume di lavoro ma è lo svolgerlo ad intensità altissime ad aumentare la propensione agli infortuni."

http://www.ilcoach.net/claudio-licciardello-i-miei-400-metri-tra-catania-formia-e-la-florida/

Licciardello 2007-2008, intensità media in % delle prove di corsa, per periodo:

- introduttivo 80.93
- fondamentale 83.71
- intensivo 85.16
- rifinitura indoor 94.23
(media macrociclo indoor 86.01)

- fondamentale 86.52
- intensivo 92.11
- speciale 93.79
- rifinitura 97.16
- agonistico1 96.34
- preolimpico 92.95
(media macrociclo open 94.17)

   Beh questo è tipico in Italia... la classica programmazione "orizzontale" in cui prima si fa tutto a media intensità e poi tutto al fulmicotone... ma voi riuscireste (sopravvivendo...) a correre da marzo ad agosto TUTTO al 94% di media?

RIEPILOGANDO...

1) in Italia i quattrocentisti non allenano la velocità massima
2) si ammazzano di acido perchè si concentrano prevalentemente nelle distanze a maggior accumulo acido
3) si ammazzano al quadrato perchè le intensità medie sono troppo alte, da suicidio dalla primavera in poi.

Correggendo questi tre errori qualcosa di buono si potrebbe ricominciare a vedere.

   Più in là vedremo anche gli schemi di Clyde Hart, il leggendario coach americano che ha seguito Johnson, Wariner, la Richards, schemi parecchio voluminosi ma con distribuzione delle intensità molto particolare.






lunedì 12 ottobre 2015

Houston... abbiamo un problema...


   Nei commenti al mio post di due settimane fa a proposito dei 400 metri, Zarathustra parlò e disse che dovrò stare zitto finchè non porterò atleti alle Olimpiadi. Eppure il mondo dell'atletica è pieno di gente che dice delle cose, magari anche sensate, non solo senza aver mai portato atleti alle Olimpiadi, ma perfino senza aver mai allenato. Ad esempio questo qua, Garry Hill. Nasce come statistico e entra a lavorare 30 anni fa alla rivista "Track & Field News" e ora ne è l'editore.

   Questo ignorante impertinente pallone gonfiato (secondo gli schemi di pensiero del nostro Zarathustra) osa addirittura fare delle ipotesi tecniche sulla debacle della nazionale americana ai recenti Mondiali di Pechino!

   E soprattutto (aggiungo io) copia le idee del Corsaro!!! Non bastava Alberto Salazar che mi copiava certe sedute? Aaarrrggg! Impazzisco!!!

http://www.trackandfieldnews.com/images/stories/tfn_pdfs/editor-nov15.pdf

   Naturalmente scherzo, i neuroni lavorano in tutto il mondo e magari persone diverse giungono a uguali conclusioni: nella fattispecie, il signor Hill ritiene essenziale, nel giudicare le performances ai campionati, calcolare la percentuale di Stagional Best di una squadra e confrontarla col resto del mondo, lo stesso lavoro che faccio io da anni.

   Ebbene, per la squadra USA, Hill confronta questa edizione dei Mondiali con quella di Parigi 2003 e trova che gli SB sono scesi dal 14.8% al 10.2%. Inoltre, fra i 140 atleti del mondo medagliati a Pechino, il 37.1% ha fatto lo SB. Considerando il fatto che in certe specialità (mezzofondo e fondo) è molto difficile fare SB in agosto con 30 gradi e alta umidità, Hill conclude con delle "banalità":

1) OTTENERE MEDAGLIE AI CAMPIONATI E' UN FATTO ALTAMENTE CORRELATO CON L'OTTENIMENTO DEGLI STAGIONAL BEST

2) PER OTTENERE GLI STAGIONAL BEST AI CAMPIONATI E' NECESSARIA UNA PROGRAMMAZIONE RAZIONALE ALL'OTTENIMENTO DI QUESTO OBIETTIVO.

   Secondo Hill ciò non è stato fatto quest'anno negli USA e la causa risiede nella scelta, per i Trials, di una data troppo anticipata, 8 settimane prima di Pechino... sarebbe meglio 4 settimane prima (come ha fatto il Kenya, aggiungo io), il che eviterebbe una doppia periodizzazione della stagione agonistica Open. Infatti nel 2012 a Londra vennero 29 medaglie (9 - 13 - 7) e il break con i Trials fu di 4 settimane.

   Io non so se i problemi della squadra USA (oddio... firmerei per averceli sti problemi...) derivino solo da questo, o se sia in atto anche una tendenza inesorabile all'avanzata di paesi "emergenti" a scapito delle "potenze" tradizionali (notevole anche il crollo della Russia). Ma vediamo il medagliere USA in tutte le edizioni dei mondiali (con l'asterisco le edizioni in cui non hanno vinto)

1983: 24 (8 - 9 - 7) *
1987: 20 (10 - 4 - 6)
1991: 26 (10 - 8 - 8)
1993: 25 (13 - 7 - 5)
1995: 19 (12 - 2 - 5)
1997: 17 (6 - 3 - 8)
1999: 17 (10 - 3 - 4)
2001: 13 (5 - 5 - 3) *
2003: 16 (8 - 7 - 1)
2005: 25 (14 - 8 - 3)
2007: 26 (14 - 4 - 8)
2009: 22 (10 - 6 - 6)
2011: 26 (12 - 8 - 6)
2013: 25 (6 - 14 - 5) *
2015: 18 (6 - 6 - 6) *

   Riportando il discorso nel nostro orticello, e ricordando che la squadra italiana ha ottenuto a Pechino solo il 9% di SB (il mondo 30%), noi siamo capaci a programmare razionalmente l'evento clou della stagione?
   Ok, ora chiudo il blog e lo riaprirò dopo che un mio atleta avrà fatto il Record della Via Lattea...






martedì 4 agosto 2015

Allenamento mezzofondo giovanile: un periodo "agonistico" anni '80.


   Riporto qui il lavoro svolto da Francesco Panetta e altri junior da metà maggio a fine stagione, nell'ipotesi di gara domenicale.

   Rispetto al periodo precedente, diminuiscono i volumi (ma non il numero di sedute); diminuiscono numero e volumi delle sedute intense, il che permette di massimizzare l'intensità. Le giornate con elementi intensi sono solo due, oltre alla gara; una giornata con "special block".
   Dal punto di vista tecnico, si lavora con le siepi in assetto gara con ripetute a ritmo gara e anche più veloci, mentre nel periodo precedente erano state introdotte le siepi "in corsa" solo nel fondo medio e in interval training svolti a ritmi relativamente agevoli.

   Rispetto al lavoro dei diecimilisti adulti (vedi il post precedente) le differenze sono importanti, non solo nei volumi, ma anche nella programmazione: non c'è qui un periodo di rifinitura ultraspecifico che segue a una prima fase di gare.

   I recuperi segnati in metri sono svolti in jogging lentissimo, gli altri da fermo.

1)
matt: 40' + gym
pom: 40' + allunghi

2)
matt: 5km a 3'05 - 3'10
pom: a settimane alterne
- 4x600 (ritmo gara, con ostacoli) rec.200m/5' + 5x400 (60-62) rec.200m
- 2000 siepi (in assetto gara) rec.8' + 5x300 (veloci, con ostacoli) rec.100m
- 600 siepi (finale di gara) rec.8' + 5x300 (veloci, con ostacoli) rec.100m

3)
1h

4)
matt: 30-40'
pom: 2x400 (58) rec.200m/4' + 3x300 (42-43) rec.100m/4' + 5x200 (27-28) rec.100m

5)
matt: 40'
pom: 30' (ultimi 10' in progressione)

6)
50' + allunghi

7)
matt: 20' preriscaldamento
pom: competizione










martedì 28 luglio 2015

Allenamento anni '80: un periodo di "rifinitura".


   Dopo il periodo "speciale" (o di "ritmi-quantità") primaverile e una prima fase di gare, si passava a un periodo di "rifinitura" (con "ritmi-qualità") estivo, in vista dell'appuntamento internazionale piu' importante della stagione. Si gareggiava meno o nulla, spesso si facevano degli stages all'estero dedicati solo all'allenamento.

   Tecnicamente parlando ci si muoveva in tre direzioni:

 - ripresa dei volumi di certe sedute, che erano stati ridotti in primavera (il fondo medio del martedì)
 - massimo sviluppo della velocità nelle sedute di qualità
 - massima cura, con sedute appositamente dedicate, ai finali di gara (alcune sedute del sabato) tramite prove molto veloci, internamente strutturate e con recuperi molto lunghi.

   Vengono mantenuti due "special blocks" nelle due giornate di ripetute, con dei parziali di fondo medio o veloce la mattina.
Vediamo il dettaglio relativo al lavoro di Cova nell'82-83.

1)
matt: 1h
pom: 40' + gym + allunghi

2)
1h fondo medio a 3'10

3)
matt: 1h
pom: 40' + 10-15x100 veloci

4)
matt: 10-12km fondo medio a 3'15-3'20
pom: parziali di gara, a settimane alterne
 - 5x2000 (5'30) rec.800m
 - 6x1500 (4'03) rec.900m
 - 8x800 (2'06) rec.400m
 - 6x1000 (2'33) rec.1000m

5)
matt: 1h
pom: 40'

6)
matt: 5-6km fondo veloce a 3
pom: a settimane alterne
 - 20-25x400 (62) rec.200m
 - 4x500 (1'17) + 5x400 (61) + 5x300 (45) + 10x200 (28) rec.200m/6' tra le serie
 - 600 (1'26) rec.6' + 10x300 (43) rec.1'30/6' + 600 (1'25)
 - 3000 (8'10, ultimi 800 in 2') rec.10' + 1000 (2'33, ultimi 300 in 41)

7)
1h20'



venerdì 24 aprile 2015

Allenamento mezzofondo giovanile: un periodo "speciale" anni '80.


   Vediamo come lavorava Francesco Panetta (insieme ad altri junior) in aprile e maggio.

   Sempre 11 sedute settimanali come nel periodo precedente; c'è una lieve diminuzione del chilometraggio e si inseriscono le ripetute, assenti fino a tutto marzo, elemento questo di diversità rispetto agli atleti senior che le facevano fin da gennaio.
   Abbiamo due "special blocks" (medio la mattina più ripetute al pomeriggio) come nella tabella dei senior. Le giornate con elementi intensi sono però quattro, il doppio rispetto ai diecimilisti senior. Si mantengono tre medi ma se ne limita il chilometraggio. Le tre sedute di ripetute sono una di ritmi medio-lunghi, una di interval training e una di "velocità".

   Per quanto riguarda il lavoro tecnico con le barriere, mentre nel periodo fondamentale si lavorava "a secco" e durante un medio, qui vengono inserite anche in un interval training di 400m, seguendo un'idea di approccio progressivamente più difficile-specifico, che poi sfocierà, nel periodo agonistico, nell'impiego di barriere e riviera durante ritmi-gara lunghi.
   Che dire... perfetto!

1)
matt: 30' + gym + allunghi
pom: 6-8km medio a 3'20 con ostacoli

2)
1h fondo lento a 3'50

3)
matt: 6km medio a 3'20
pom: a settimane alterne
 - 3x2000 (5'30 - 6') rec.800 jog
 - 5x1000 (2'40 - 2'45) rec.600 jog
 - 8x800 (2'08 - 2'10) rec 400 jog

4)
matt: 30' + gym + allunghi
pom: 40' fondo lento a 3'40

5)
matt: 30' medio a 3'30
pom: 15x400 con 5 ostacoli (66-68") rec.200 jog

6)
1h10' fondo lento a 3'50 - 4'

7)
3x500 (1'15)r.100jog/5' + 5x300 (43)r.100jog/5' + 5x200 (27)r.100jog

venerdì 10 aprile 2015

Allenamento 10000m: un periodo "speciale" anni '80.


   Finita la stagione dei cross, nei mesi di aprile e maggio si entrava nel vivo, con un periodo di allenamento "speciale", definito anche di "ritmi-quantità".
   Rispetto al periodo precedente c'è una lieve diminuzione dei volumi cui fa riscontro un aumento dell'intensità.
   Le giornate dure sono solo due ma in entrambe si usa il "bigiornaliero hard", con parziale di fondo medio/veloce al mattino e ripetute al pomeriggio. Oggi Canova li chiama "special blocks".
   Il lavoro di ripetute brevi/lattacide del sabato si articola rispetto al periodo precedente e vediamo 2 sedute molto interessanti, definite "di sintesi", a velocità altissime (anche a ritmo gara degli 800 e 1500) e recuperi da fermo molto lunghi.
   Ma in sostanza si usano gli stessi mezzi d'allenamento del periodo precedente, ciò che nella moderna teoria internazionale viene definito "programmazione verticale".
   I recuperi in distanza sono di corsa a circa 4'/km, quelli a tempo sono da fermo.

1)
matt: 1h
pom: 40' + gym + allunghi

2)
matt: 1h collinare
pom: 40'

3)
matt: 5-6km a 3'-3'10
pom: ritmi gara a settimane alterne
 - 3x3000 (8'25-8'30) rec.1200
 - 5x2000 (5'25-5'30) rec.800
 - 6x1500 (4'08-4'10) rec.900
 - 8x1000 (2'43-2'45) rec.600
 - 10x800 (2'10-2'12) rec.400

4)
matt: 1h
pom: 40' + gym + allunghi

5)
15' + 1h collinare

6)
matt: 10-12km a 3'15-3'20
pom: resistenza lattacida a settimane alterne
 - 15-20x400 (64-65) rec.200
 - 15-20x300 (45-46) rec.100
 - 15-20x200 (28-29) rec.200
 - 3000 (8'15) r.8' + 800 (1'58) r.8' + 4x400 (58) r.2'
 - 2000 (5'25) r.8' + 600 (1'26) r.8' + 5x300 (42) r.1'30

7)
1h30'

lunedì 6 aprile 2015

Allenamento: generale, speciale, specifico.


   Riporto un pezzo di Canova, originariamente scritto sul sito americano Letsrun e postato dall'amico GB sul sito Noivelocisti.

a) Generale è tutto quell’allenamento che ha come obiettivo l’incremento delle nostre qualità, come base per migliorare la prestazione. Ve lo voglio spiegare con un esempio.
   Il talento di un atleta è come denaro per qualcuno che vuole costruire la sua casa. Se voi siete Gebre, la vostra casa può essere un grattacielo di 60 piani. Se siete un atleta normale, può essere un a casa di dieci piani. Ma, in ogni caso, prima di costruire la casa, dovete acquistare il materiale che dovrete usare.
   Questo è il periodo Generale. Dovete cercare di incrementare la vostra resistenza generale (base per ogni sport), la vostra forza, la vostra coordinazione, la vostra rapidità (non fate confusione tra rapidità, che è una qualità nervosa, e velocità: la velocità è una combinazione di forza e rapidità).
   Noi lavoriamo per diversi mesi (a seconda della specialità) per incrementare queste qualità.

b) Speciale è quell’allenamento che è connesso con la Specificità della prova , ma ancora non è molto Specifico. Per esempio, se usiamo esercizi pliometrici per un saltatore, questi sono esercizi Speciali: Specifico è quando noi saltiamo in modo vero e proprio facendo particolare attenzione alla tecnica della prova.
   Nel caso di un corridore, quando noi cerchiamo velocità più elevate del 10% della velocità di gara, o più lente del 10%-15% (a seconda della prova), possiamo parlare di allenamento Speciale della velocità.
Quando lavoriamo per incrementare la forza, noi lavoriamo in modo Generale, ma quando lavoriamo per incrementare la resistenza alla forza, estendendo la durata degli esercizi, lavoriamo in modo Speciale.

c) Specifico è quell’allenamento direttamente connesso con la prova. Correre 3x600m in 1'18" con 10' recupero per un corridore da 1'44" è Specifico, correre 8x600m in 1'24" con 5' è Speciale, correre 12x600m in 1'30" con 2' è Generale (nota del Corsaro: qua esagera su tempi e volumi).
   Così, durante il periodo Speciale noi abbiamo già un poco di allenamento Specifico e durante lo Specifico noi continuiamo con un poco di allenamento Speciale. Il limite tra Speciale e Specifico è piccolissimo, noi ci muoviamo da un periodo ad un altro solo modificando la percentuale di un tipo di allenamento in raffronto all’altro.
   Inoltre durante il periodo Specifico, necessitiamo di avere ogni 3 settimane circa, un periodo Speciale che dura lo stesso tempo, per rinfrescare le qualità Specifiche che usiamo per la prestazione, in modo Speciale.
Questo significa ridurre un poco l’intensità (ma non troppo), per puntare nuovamente su alcuni esercizi Speciali (per esempio, non usiamo esercizi pliometrici durante le principali 3 settimane di competizione, ma, durante il successive 3 settimane senza competizioni, li usiamo nuovamente), e per incrementare ancora il volume.
   Solo usando in modo corretto una modulazione tra intensità e quantità, e tra allenamento Speciale e Specifico durante la stagione agonistica, possiamo mantenere per lungo tempo la forma massima.

   Un’altra cosa: vedo molti messaggi sull’influenza di Lydiard. Io fui, certamente, molto influenzato da Lydiard, anche perché iniziai ad allenare molto giovane, nel 1965, e Lydiard era un modello vincente con le sue teorie. Ma, francamente, questa disputa mi sembra ridicola.
   Se vogliamo che ogni tipo di ricerca, e ogni invenzione, possano essere utili per il futuro, noi sempre dobbiamo dare grande merito a chi ha iniziato questo sviluppo, ma non possiamo fermarci al suo punto di partenza.
   Così, una cosa sono i principi e la filosofia, che sono ancora una ”legge” fondamentale per tutti i migliori allenatori al mondo delle medie e lunghe distanze, un’altra cosa la loro applicazione, perché la scienza, la metodologia, le esperienze, la ricerca sono state in grado di avanzare durante gli ultimi 40 anni .
   Se qualcuno conosce la storia della metodologia, sa che vi sono stati nel passato diversi allenatori che hanno influenzato intere generazioni di atleti. Mihail Igloi, per esempio, l’ungherese che ha allenato Iharos (Record Mondiali dai 1500 ai 10000 negli anni 1955-56), Szabo, Rozsavolgyi. Oppure Van Aaken, il primo a studiare gli effetti delle lunghe corse sulla capillarizzazione. Oppure il francese Frassinelli, allenatore di Michel Jazy (correre 3 ore a ritmo molto lento, anche dopo avere battuto il record dei 2000 e 5000m con 13'24").
   Voi avete una particolare attenzione per Lydiard, perché egli era un allenatore di lingua inglese, e ha scritto libri in questa lingua. Ma voi non conoscete le idee e la filosofia di allenatori dell’est Europa, per esempio, che influenzarono il guru dell’ Etiopia, Woldemastre Kostre, che andò all’Università in Ungheria per la sua preparazione scientifica.
   Non comprendo e non so, non sono interessato nel conoscere ogni cosa sull’elettricità, ma sono molto felice che qualcuno l’abbia scoperta, inventata e sviluppata, così, quando entro in una stanza buia, devo premere un bottone solamente per illuminarla.
   Questo significa che non spreco tempo nel cercare di comprendere che cosa sia l'uso comune, ma inizio da lì per andare avanti con il mio lavoro.
   Voi siete nel paese del filosofo del pragmatismo, James. Cercate di essere più pragmatici: l’obiettivo finale non è discutere chi fosse, o è, il migliore tra i grandi allenatori della storia , ma conoscere il modo per fare correre più velocemente gli atleti.
   Per fare questo, dovete usare tutta la vostra conoscenza, non limitandovi ad una fonte sola.

giovedì 29 gennaio 2015

Allenamento mezzofondo giovanile: periodo fondamentale anni '80.


   Continuiamo con la "review" su "come si lavorava quando eravamo gagliardi" con l'esposizione del lavoro svolto da Francesco Panetta nel periodo "fondamentale" che andava da gennaio a tutto marzo. Ricordiamo che Francesco aveva 19 anni.
   Abbiamo 11 sedute settimanali... i nostri junior 3000isti oggi fanno 11 sedute settimanali? Uhmmmmmm... In questi mesi si raggiungeva il massimo volume, considerando circa 4km di riscaldamento abbiamo un chilometraggio totale di 150-155km settimanali. Che dite, i nostri junior 3000isti odierni si fanno questi volumi? Uhmmmmmm...
   Una domanda sorge spontanea (a me...): e se tra 19 e 20 anni si facevano questi volumi, che volumi venivano fatti in categoria allievi? 50km come fanno oggi? E poi in due anni triplicavano i volumi? Non credo proprio. Allora qual'è un sensato e sostenibile sviluppo dei volumi di corsa nelle categorie giovanili? Ne parleremo in futuro.

   Nella tabella notiamo alcune cose interessanti:
 - introduzione delle salite
 - si introduce il lavoro tecnico sugli ostacoli, "a secco" (ovvero non in corsa) il lunedì, e durante un fondo medio il martedì
 - una seduta aerobica qualitativa (medio-veloce) molto lunga al venerdì, simile a quella svolta da Cova però nel periodo introduttivo
 - la tabella è strutturalmente molto diversa da quella di Cova, il che indica una grande attenzione ai bisogni individuali dell'atleta, anche al di là della differenza della distanza principale da preparare; ad esempio sono assenti le ripetute (a parte le salite brevi), che Cova impiegava già a pieno regime da gennaio e che invece Panetta inseriva da aprile. Probabilmente Panetta a quel tempo aveva bisogno di solidificarsi aerobicamente.
   Vediamo la tabella:

1)
matt: 40' lento + gym e tecnica dell'ostacolo + allunghi
pom: 40' a 3'45/3'50

2)
matt: 30' lento
pom: risc + 10km medio in pista (3'30) con 5 ostacoli a giro

3)
1h15' a 3'45/3'50

4)
matt: 40' lento + gym + allunghi
pom: 40' a 3'40/3'50

5)
matt: 30' lento
pom: risc + 12km medio (3'15) rec.1km (4') + 3-5km veloce (3'-3'05)

6)
40' (3'50) + 10-15x100 salita rec.jogging + 20' (3'40-3'50)

7)
1h20' collinare con ultimi 20' medio (3'20)

lunedì 19 gennaio 2015

Allenamento 10000m: un periodo "fondamentale" anni '80.


   Io non capisco  i "metodi" secondo i quali tutti gli atleti dovrebbero fare le stesse cose... mah...
   In barba al Lydiard-method, da gennaio Cova iniziava un periodo fondamentale, della durata di tre mesi, in cui, oltre a raggiungere i massimi volumi, erano già presenti tutti i mezzi d'allenamento che poi venivano portati avanti fino a fine stagione. Su questo punto, relativo alla filosofia della programmazione, lavoravano allo stesso modo anche sia Panetta che Mei. Quest'ultimo addirittura in novembre già si produceva in sedute tipo:

 - 6x1200 (2'50-2'55)
 - 10x150 (21") + 2000 (2'50) + 10x150 (21")

   Anche Antibo iniziava le ripetute in gennaio, ma solo sui 3000; distanze inferiori le inseriva solo in primavera. Quindi diciamo che per Antibo il concetto "long to short" era molto accentuato, almeno per quanto riguarda il lavoro specifico, non tanto per quello di fondo (sappiamo di notevoli quantità di corsa lenta anche in estate).
   Cova poi in questi tre mesi effettuava anche delle competizioni, comunque in modica quantità, strada o cross (specialità in cui ottenne un gran 7° posto ai Mondiali di Roma all'Ippodromo delle Capannelle, sotto ai miei occhi).

   Ma vediamo com'era strutturata una settimana tipo; possiamo notare, rispetto al periodo introduttivo che ho descritto in un post precedente, una riduzione del lavoro di ginnastica (compensata dall'introduzione delle ripetute in salita) e l'introduzione del "bigiornaliero hard" tipico di Rondelli, in cui si faceva un parziale di fondo medio/veloce la mattina e ripetute di varia natura nel pomeriggio. Oggi Canova adotta la stessa accoppiata, li chiama "special blocks". Pare che sia meglio lavorare durissimo un giorno, facendolo poi seguire da 2-3 giorni facili, che non lavorare mediamente duro tutti i giorni o quasi.
  Poi vedremo anche come lavoravano Panetta e Mei.

1)
matt: 1h (3'50)
pom: 1h (3'40) + allunghi

2)
20km medio collinare sterrato (3'20-3'30)

3)
matt: 40'
pom:
 prima fase su terreno da cross, a settimane alterne:
 - 5x2000 (5'55-6') r.400
 - 8x1200 (3'30-3'33) r.400
 - 10x800 (2'18-2'20) r.400
 seconda fase in pista, a settimane alterne:
 - 5x2000 (5'40-5'45) r.800
 - 8x1200 (3'20-3'24) r.400
 - 10x800 (2'14-2'15) r.400

4)
matt: 1h (3'50)
pom: 1h (3'40) + allunghi

5)
matt: 14km collinare
pom: 40' + gym

6)
matt: 6-8km (3'05-3'10)
pom:
 prima fase su terreno da cross o in salita, a settimane alterne:
 - 15/20x300 r.300
 - 15/20x400 r.400
 seconda fase in pista, a settimane alterne:
 - 15/20x300 (47-48) r.100
 - 15/20x300 r.200

7)
1h30'

venerdì 12 dicembre 2014

Allenamento mezzofondo giovanile: periodo introduttivo anni '80.



  Stavolta abbiamo nel menù il lavoro svolto da Francesco Panetta da ottobre a dicembre quando ancora era nella categoria juniores. Atleta classe 1963, una delle classi migliori che abbiamo mai avuto.
    Nei primi anni '80 gareggiava soprattutto sulle siepi, successivamente si specializzò anche nei 10.000m ottenendo splendidi risultati anche in questa distanza... e con riscontri cronometrici molto vicini ai primati mondiali dell'epoca.

   La tabella presenta delle differenze rispetto a quella di Cova di qualche post addietro: i giorni con elementi intensi sono tre, la forza viene curata con più attenzione (interessante che venga fatta nel pomeriggio dopo una seduta intensa mattutina, e senza trasformazione di Goldrake:)), le singole sedute sono leggermente più brevi.
   Ma giochiamo a "trova le differenze": c'è una differenza sostanziale col lavoro fatto svolgere oggi agli juniores, quale?

1)
matt: 40' a 3'50/4' + 10-15 allunghi di 100m
pom: 40' a 3'50/4' collinare
2)
matt: 15'risc + 30' medio a 3'20
pom: 15'risc + palestra
3)
1h15' a 3'50/4'
4)
matt: 40' a 3'50/4' + 10-15 allunghi di 100-150m
pom: 40' a 3'50/4' collinare
5)
matt: 15'risc + 30' medio a 3'20
pom: 15'risc + palestra
6)
1h15' a 3'50/4'
7)
15'risc + 12km medio collinare a 3'30

martedì 2 dicembre 2014

Allenamento 10000: un periodo "introduttivo" anni '80.

   Erano altri tempi, si gareggiava meno, giravano pochi soldi nelle gare su strada, si aveva modo di prepararsi con più calma e attenzione ai dettagli.
   Io non sono un fan delle programmazioni drasticamente periodizzate, ovvero con drastiche differenze nell'uso dei vari mezzi d'allenamento fra i vari periodi. Lydiard faceva così, ma ci si accorse che la cosa produceva problemi soprattutto in fase di "transizione" e nella fase specifica su pista. Perchè abbandonare varie volte l'anno totalmente certi mezzi e poi torturare il corpo costringendolo a riprenderli? Dice "sì ma Lydiard tirò su vari atleti vincenti"... è vero, Lydiard ebbe il merito di correggere la moda precedente tutta basata sull'interval training aggiungendo i volumi (anche troppi...) di corsa continua a bassa intensità... però cavolo si passa sempre da un estremo all'altro! E comunque gli atleti di oggi a quelli di Lydiard & c. li lasciano a 1'30 dietro nei 10000 e 6' nella maratona.
   Oggi è praticamente impossibile proporre periodizzazioni perfino agli amatori, che semplicemente saltano da una gara all'altra. Ci sono sparuti gruppi che applicano una periodizzazione "alla Lydiard", ad esempio i seguaci del metodo "Hadd". Ne parleremo in futuro.

   Nel 1983 uscì una stupenda pubblicazione a fascicoli su tutte le specialità dell'atletica leggera, non ho mai sentito nessuno che la possiede oltre a me, una vera rarità. Tra le altre cose vi era l'esposizione dettagliata di tutta la programmazione annuale per ogni specialità, fatta da grandi allenatori e a volte riguardante atleti specifici. Per i 10000m se ne occupò Rondelli che espose il lavoro fatto con Cova dall'81.
   Espongo qui il "periodo introduttivo" di novembre e dicembre. C'è molta corsa lenta ma comunque una seduta a settimana è intensa e dedicata alla potenza aerobica, qui intesa nel senso di soglia anaerobica (fondo medio/veloce).
   In futuro parleremo degli altri periodi e dell'allenamento di altri atleti d'elite italiani e stranieri, di oggi e del passato.

1)
matt.: 1h a 3'50
pom.: 40' a 3'40 + allunghi
2)
15' + gym + 1h collinare
3)
matt.: 1h a 3'50
pom.: 40' a 3'40 + allunghi
4)
20' + (a settimane alterne):
 - 12km (3'20) rec 1km + 6km (3'05)
 - 10km (3'15) rec 1km + 5km (3'05)
 - 8km (3'10) rec 1km + 3km (3'00)
5)
matt.: 1h a 3'50
pom.: 40' a 3'40 + allunghi
6)
15' + gym + 1h collinare
7)
1h30'