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martedì 10 maggio 2016

Doping: la soluzione iniziale


   Che goduria ragazzi... Alex avrebbe dovuto dare una prova d'efficienza, classificarsi tra i primi... invece non solo ha vinto ma ha stravinto con enorme distacco sul secondo.
   Immagino gli ettolitri di bile prodotti dai nostri cari nazisti dei sette mari, questa settimana saranno affari d'oro per i gastroenterologi, ahahah!

   Antropologicamente interessante la RAI, come riportato da un mio atleta:

"Telecronaca scandalosa della Rai. Fino al 20esimo parlavano malissimo ("Alex diceva squalifica a vita per i dopati e poi ha cambiato idea", "Tamberi è l'unico che ha salvato la baracca a Portland e va rispettato", "Alex ha sposato il modello dei russi"...), poi, verso il 40esimo quando era solo con 2' di vantaggio: "Chissà cosa gli passerà nella testa", "Alex dritto verso Rio", "Ha dimostrato che non serviva doparsi e che è il più grande". Cioè: sono saliti sul carro del vincitore nel giro di un'ora..."

   Ma io considero positiva l'ipocrisia, se serve per mettere la testa a posto a un certo punto, sia pure per convenienza... molto meglio della perseveranza nell'errore.

   Certi sondaggi fatti su Atleticalive e su quel giornalastro famoso al quale non voglio fare pubblicità, hanno indicato che il 65-75% del popolo è a favore della riabilitazione di Alex; invece su certi NAZIFORUM la maggioranza dei commentatori è per la pena eterna.
   Alex mi pare abbia pagato a sufficienza: oltre alla squalifica e relativi danni economici, ha perso un buon posto di lavoro statale, s'è beccato una condanna penale e ha la fedina sporca, ha perso importanti legami affettivi... macchè, ai nazisti dei sette mari, i miglioratori dell'umanità, questo non basta.

   Ma io vorrei sapere se poi questa gentaglia si adopera nella realtà di tutti i giorni per migliorare l'umanità applicando l'ideologia in cui crede, oppure se trattasi solo di VIGLIACCHI "guerrieri del web" che poi dal vivo si cagano sotto pure se gli soffi in faccia.

   Voglio sperare che questi Conan della Giustizia denuncino alla polizia il proprio nipote se si fa una canna... oppure denuncino il proprio datore di lavoro se evade qualche tassa...






giovedì 5 maggio 2016

Doping: la soluzione finale.


   Ve lo ricordate "The blues brothers"? C'erano i terribili "nazisti dell'Illinois"... oggi sono stati sostituiti dai "NAZISTI DELL'ADRIATICO", per carità, appoggiati anche dai nazisti dello Ionio, del Tirreno, dei canali di Sicilia e di Sardegna, dei laghi morenici prealpini...

   Il discorso è che le "soluzioni finali", le pene eterne e irrevocabili mi hanno sempre fatto venire in mente BAFFETTO e i suoi seguaci.

   Ma voi avete mai visto un reo di evasione fiscale cui viene vietato per sempre di esercitare la sua attività economica? Avete mai visto un reo di parcheggio in doppia fila cui viene tolta la patente per sempre? VOI (o i vostri cari) siete esseri perfettissimi che mai hanno violato qualche regola? Attenti nazi, che il vostro amore per l'iper-repressione potrebbe rivoltarvisi contro...

   Io penso che sti nazisti dei sette mari dovrebbero CURARSI, dovrebbero indagare psichiatricamente da dove viene tutta sta violenza repressa che hanno in corpo e che si scatena vigliaccamente sul CAPRO ESPIATORIO di turno, sull'anello debole della catena, sull'unico "fesso" beccato e che ha pagato. Molti antropologi e psicoanalisti hanno affrontato il tema del sacrificio del capro espiatorio, una bella invenzione per concentrare su un unico obiettivo il "male" che è dentro di noi, condannarlo, colpirlo... così da mostrare quanto siamo puri e lindi e ricevere applausi... peccato che spesso il boia diventi peggio del criminale.

   Cari giustizialisti: mi fate SCHIFO.

   Ma bravi! Vietiamo a vita l'attività a tutti quelli che hanno commesso un'infrazione nell'esercizio della loro professione, chi manderà avanti la baracca? Torniamo all'età della pietra? TESTE DI CAZZO!!!

   Non avete pensato a quanto bene possa fare per la lotta al doping l'esempio di un "compagno che ha sbagliato" che ora dimostra di poter ottenere risultati uguali o migliori di prima da pulito? E non vi chiedete nulla sui 68 implicati nella vicenda "whereabouts" tutti assolti? Di cui 32 saltarono i controlli tre o più volte (il che prevederebbe la squalifica automatica per due anni)? E non vi chiedete come mai master dopati continuano a essere beccati, al contrario degli atleti elite che sembrano per incanto essere diventati tutti puri e lindi?

   Insomma, nazisti dei sette mari... keep calm, fatevi i cazzi vostri e sempre FORZA ALEX!!!








domenica 14 febbraio 2016

Idee irritanti-urticanti?


   Su un forum qualcuno aprì una discussione sul nostro libro "10 21 42km". Abbiamo ricevuto recensioni e giudizi, per la maggior parte positivi, qualche critica, qualcuno ha espresso qualche dubbio che ho cercato di chiarire... tutto nella norma. Ma non è di questo che voglio parlare.
   Mi ha incuriosito invece la recensione di un utente che ha trovato IRRITANTI l'introduzione e la premessa del libro. In questi due pre-capitoli individuo quattro categorie di sportivi amatori che prendono la corsa in modo un po' estremo:

- quella che SCHERZOSAMENTE definisco la setta del fondista integralista
- quella del palestrato integralista
- quella degli eccessivamente fissati
- quella degli eccessivamente rilassati-anarchici

   Cosa cerca un amatore dalla corsa? Piacere, salute, prestazione... ebbene SECONDO ME A VOLTE atteggiamenti estremisti POTREBBERO mettere a repentaglio uno o più di questi obiettivi.
   Nei libri altrui non si leggono considerazioni di questo tipo, nè tanto meno a inizio libro (sono più furbi di me, fanno estrema attenzione a non irritare nessuno, per aumentare le vendite), ma io ho voluto parlarne, e a inizio libro, perchè ritengo fondamentale riflettere su certi punti (anche al costo di irritare qualcuno) perchè nella mia trentottennale frequentazione dell'ambiente della corsa ho visto molte volte gente che ha dovuto ridimensionare i suoi intenti o addirittura abbandonare la corsa a causa di atteggiamenti estremisti. Quindi mi si dovrebbe ringraziare se metto in guardia il pubblico.
   Certo, un po' di psicologia la mastico e mi rendo conto che se qualcuno è portatore di tali atteggiamenti si senta colpito in prima persona dalle mie parole, beh questo qualcuno capisca che volevo solo fargli del bene.

   L'utente si chiede a chi allora il libro fosse diretto, praticamente interpreta le mie parole come un ostracismo nei confronti degli "estremisti"! Assolutamente no! Un "estremista" nel leggere le mie parole potrebbe rifletterci su e correggere qualcosa, un "moderato" potrebbe rifletterci e prevenire il cadere nell'estremismo. E poi molti non hanno alcun atteggiamento estremista e non l'avranno mai...
   Poi ho corredato tutta la trattazione in quei due capitoletti da termini RELATIVISTI del tipo:

- "ognuno è libero di pensare e fare come vuole" (non "dovete fare come dico io"!)
- "consigliamo" (non "obblighiamo"!)
- "ascoltiamo pure le opinioni di tutti" ("non cassiamole a priori!")
- "pensiamoci due volte" (invito alla riflessione!)
- "è un aspetto molto personale" (non assoluto!)
- "certi atteggiamenti tendono a" (tendenza... non certezza matematica!)
- "per qualcuno può" (non "per tutti è"!)
- "alcuni infortuni possono avere" (non "tutti gli infortuni hanno"!)
- "suggeriremmo" (non "imporremmo"!)
- "spesso" (non "sempre"!)

   Insomma, se si legge per bene cosa scrivo ci si rende conto che non esprimo concetti assoluti e totalitari, non vedo buoni motivi per irritarsi. Ma qui bisognerebbe aprire discorsi più ampi sulla comunicazione in generale oggi nel mondo moderno, non solo nell'atletica e non solo su internet. Praticamente a qualcuno NON PIACE sentire idee diverse dalla sua, il solo sentirle lo irrita e per giustificare l'irritazione cerca di dipingere l'altro come "totalitario irrispettoso"... è veramente una grande noia (e tristezza) vedere che la gente nei dibattiti è costretta ad aggiungere ad ogni frase "poi ognuno la pensa come vuole" oppure "non per criticare eh"... come se fosse un crimine esporre idee differenti!

   Ragazzi, che "ognuno la pensa come vuole" è un DATO DI FATTO IMPLICITO, non dovrebbe essere necessario ribadirlo ogni minuto...



martedì 6 ottobre 2015

Gli ultimi... saranno i primi?


   Oggi voglio staccare la spina da erudite considerazioni tecniche, tra l'altro Zarathustra ha parlato e ha detto che le mie opinioni saranno prese in considerazione solo dopo che manderò atleti alle Olimpiadi... e io sono notoriamente scrupolosamente ubbidiente all'autorità costituita (ahahah!).

   Quindi voglio fare un omaggio a un mio nuovo atleta, è un sacerdote.

   Perchè corriamo, per chi corriamo? Le motivazioni possono essere tante, alcune coscienti, altre inconsce, ognuno ha le sue... e credo che non abbia alcuna base razionale criticare quelle altrui... e nemmeno criticare chi sport non ne fa. Ma nemmeno ha base razionale criticare chi critica. Quindi criticate pure, se vi piace.

   La corsa può essere una buona cura mentale (oltre che fisica), ma può anche crearne di nuovi di problemi. Come accade per tutte le cose del resto...

   Ti dò il benvenuto, Don Pino... sarai pure lento... ma hai una bella vena poetica:


   “Essere ultimi... non ho fatto molte gare ufficiali, pesavo 150kg, ora 87kg, faccio ogni giorno a gara con me stesso, contro me stesso. Mi alleno sempre e senza scuse. Una promessa a mio padre che non c'è più e ad Angelo, morto a 16 anni.
   Poi arriva l’ora di scendere in campo, sulla strada. Osservi. Osservi. Osservi. Ti senti osservato. Sei li, il colpo sta per esplodere, start, non puoi più sfuggire. Sparo e via. Si corre. Goffo come un pachiderma, in un attimo sei sorpassato da tutti. Eppure sai che stai dando il massimo. Che fai? Che cerchi? Dove vuoi arrivare? Mi nascondo nel mio inseparabile marsupio, abbasso la testa, non mi devo arrendere. Stacco la spina dell’ORGOGLIO, dell’ autostima, del cronometro ufficiale e mi sento abbracciato da altri ultimi. Continuo a correre, lo sguardo si sposta verso il cielo e ricordo “perché” e “per chi” CORRO. Allora il pachiderma vola. Ultimo, ma vola. Perché nella mia corsa, chilometro dopo chilometro, cielo e terra fanno l'amore.”



martedì 3 febbraio 2015

Doping 2: l'etica.


   Confesso che avrei enorme piacere ad assistere a un generale repulisti contro i dopati nell'atletica italiana (il perchè lo spiegherò nel terzo e ultimo post su questo spiacevole argomento), ci sono vari procedimenti in corso, vedremo se produrranno effetti. Intanto i tre moschettieri della staffetta del 2010 sono stati assolti... Ma il punto è che io non sono un facilone giustizialista, di quelli che si fermano all'isteria del "dagli all'untore!", a me piace capire e contestualizzare.

   Dice "chi si dopa è antietico non solo perchè truffa chi non si dopa, ma anche perchè offre un pessimo esempio alle giovani generazioni, perchè lo sport ha una funzione educativa".
   Mah... coi miei figli la funzione educativa ce l'ho IO. E il mondo là fuori è una giungla di tigri del Bengala pronte a tutto per farti la festa... quindi lo sport mi dovrebbe educare a cosa, mi dovrebbe preparare a affrontare quale limpida e bella vita sociale???
   Per me lo sport deve divertire, fare bene al corpo, al limite abitua a una certa "resilienza" psicofisica che può risultare utile anche in altri campi (però conosco tanta gente molto tignosa che non ha mai fatto sport alcuno)... ma non ha alcuna funzione etica o morale. Le comunità sportive sono fatte da uomini e donne normalissimi, più o meno buoni, più o meno cattivi, che a volte (o in alcuni campi) sono buonissimi e altre (o in altri campi) cattivissimi.
   La linea di demarcazione tra bianco e nero non è netta, è sfumata, o ondulata, e bianco e nero spesso si compenetrano. Non amo molto le filosofie orientali ma il simbolo del Tao riassume bene questi concetti.

   I miei figli non si doperanno mai e se si dopa il figlio di quello del palazzo di fronte, e schiatta, me ne frego. Mica sono il salvatore del mondo! Sì, vabbè, mi dispiace un po'... ma poi vinco 500 euro ai cavalli e mi passa la depressione (citazione dal grande Charles Bukowsky :)).
   Chi si dopa sa benissimo cosa sta facendo e i pericoli cui va incontro e non credo manco ai poveri atleti infinocchiati da "medici senza scrupoli". Mi ricorda la storiella degli spacciatori davanti alle scuole a fare i vu' cumprà con gli ignari e immacolati studentelli adolescenti... mah, io a scuola ci sono stato e ste cose non le ho viste... ho visto invece ignari immacolati quindicenni che andavano a fare le rapine e poi compravano la roba presso il pusher. Ragazzi, oggi i prodotti dopanti si comprano su internet, ma che scherziamo?

   Etica nello sport... come no! Basta andare a una partitella di calcio di periferia... io ho lavorato nel calcio: tifosi inferociti (dovreste vedere i genitori dei ragazzini delle categorie giovanili, nella vita normale tranquilli e ubbidienti impiegati), odii e invidie a tutto spiano, l'allenatore che fa le scarpe al preparatore, il massaggiatore al medico, il medico al vice presidente... e il presidente che ritardava i pagamenti degli stipendi. E nelle società d'atletica è diverso? Mai saputo di allenatori che si fanno le scarpe tra loro, anche nella stessa società? Mai saputo di allenatori e atleti, magari di qualità, perseguitati e cacciati perchè non fedeli alla linea di qualche "guru"? E tra gli amatori? Per l'amor di dio... lasciamo perdere che ste cose le conoscete tutti. Quanta gente in cuor suo gioisce se vi fate male o se le gare vi vanno male?
   E su certi forum? Beh ragazzi, qua a volte raggiungiamo vette himalahiane di cattiveria, invidia e infamia. Mi presero a parolacce perchè scrissi che la maggioranza dei maratoneti d'elite appoggia di tallone (è la verità... a proposito, se lo dici a un esame per allenatori FIDAL ti bocciano), mi minacciarono di denuncia per diffamazione per aver detto "la tal seduta di tal allenatore è sbagliata"; moderatori e amministratori, tronfi di un piccolo ridicolo "potere", autoinvestitisi DEMIURGHI che sfogano le loro frustrazioni personali della vita reale pretendendo di fare i "Robespierre de noantri", utenti suscettibili che si sentono dio in terra che ti denunciano ai moderatori se tenti di insegnare loro qualcosa di buono... eccetera. Veramente un Cottolengo mentale.
   Ehhhh... "noi runners, brava gente!"...
   E sto parlando solo di etica eh... se poi andiamo nel campo logico-scientifico ne vediamo di tutti i colori: irrazionalità, incapacità di vedere realtà anche banali, al limite dell'allucinazione e della demenza, conformismo e ossequio dell'autorità (auto)costituita contro ogni semplice evidenza empirica.

   Ecco, il mondo dello sport è anche questo, come ogni altro ambito frequentato da noi "animali razionali". Ma allora in che minchia consiste sta fantomatica "funzione educativa"???



venerdì 23 gennaio 2015

Doping 1: aspetti sociologici.


   Io sono un ingenuo "naturista"... no, non pensiate che vada in giro con la ciolla di fuori!!! Ma nel senso, nello specifico, che non mi interessa nessun mezzo che possa farmi (forse) migliorare che non sia il lavoro, l'alimentazione tradizionale e il riposo. Non credo manco agli integratori e aborro perfino le eccessive ossessioni alimentari, per non parlare degli improbabili mezzucci "mentali" alla Mago Merlino. Già rimango stupito quando leggo "mi faccio il magnesio, lo zinco, il bicarbonato"... quindi pensate quanto io possa essere lontano dalla farmacologia proibita.
   Tempo fa un mio maratoneta, prima di un lunghissimo, assunse del guaranà (quando lo seppi lo cazziai di brutto, ahah!), sostanza che contiene caffeina, la quale non è più considerata doping (ma rientra nel programma di "monitoramento" della WADA) ma ha importanti controindicazioni. L'allenamento andò maluccio, dopo un inizio scoppiettante il corpo presentò il conto con gli interessi... ecco, io credo all'esistenza di equilibri omeostatici "a termine", e questo termine può presentarsi dopo minuti o anni, ma prima o poi i debiti si pagano. E io ragiono a lungo periodo, gli effetti immediati li lascio alla magia.

   Questo del doping è un argomento delicato, che ha a che fare con la giustizia anche penale, quindi bisogna fare attenzione a ciò che si scrive.
   Non mi piace parlare di quest'argomento, alleno soprattutto master e non mi riguarda. Mi stimola invece molto la curiosità l'osservare l'atteggiamento della gente nei riguardi di questo fenomeno. Quando leggo un giornale salto sempre la pagina della cronaca nera... al contrario è la pagina più seguita dalla massa, i TG pullulano di notiziacce "noir", e anche nei blog e siti di sport si battono i record di visite quando si posta su quest'argomento (tira più un pelo di fi... aletta... ahah!). QUESTO è un fenomeno molto interessante, da analizzare: se noi siamo tanto pervasi dal BENE, perchè ci interessa tanto il MALE? Perchè ci provoca piacere immergere la nostra mente nel male? Certo, per evitare il male bisogna conoscerlo... però cacchio non al punto da dedicargli la maggioranza del nostro tempo o delle nostre preferenze. Francamente in questo ci vedo qualcosa di strano, morboso direi.
   Forse lo facciamo coscientemente per mostrare che siamo dalla parte dei buoni e ricevere applausi dalla platea... beh, questo sarebbe un obiettivo egoista più che da buoni. Oppure sotto sotto qualcuno prova un'inconscia invidia dei cattivi?

   Ogni società ha un sistema giuridico, stabilisce regole e sanzioni per chi non le rispetta, questo è necessario... ma non è sufficiente per sconfiggere il male. Io ho un atteggiamento materialista, scientifico, credo che nulla si crei e nulla si distrugga, credo nel principio di causa-effetto e quindi credo che per tentare di limitare il male bisogna indagarne le cause. E personalmente ritengo poco efficaci, e a volte anche immorali, le "soluzioni finali" o l'eccessiva durezza nella repressione, si corre anche il rischio che i buoni si trasformino in cattivi. Penso che tutti siamo in grado di fare qualche genere di male, dipende dalle circostanze; ma una società "buonista" deve rimuovere da sè questa realtà e allora si creano appositi "capri espiatori" sui quali convogliare tutto il male (l'"agnello di dio che toglie i peccati dal mondo"), come se questo fosse caduto dal cielo o creato dal nulla.
   Ma noi siamo buoni? Sicuro che nessuno di noi abbia mai infranto una legge, che so, un'ingiuria, una calunnia, una truffetta, un'evasioncina fiscale? O qualcuno che conosciamo? Siamo andati a denunciarlo, noi buoni che vogliamo salvare il mondo? Noooo? E perchè no? Fare gli "etici" a parole è facile, sono capaci tutti...
   Noi buoni non ci vestiamo bene per acchiappare il cliente, non vogliamo la bella macchina per acchiappare donne, non ci siliconiamo le tette per acchiappare mariti, non usiamo pillolette per turbinare coiti altrimenti asfittici? Non sono forse questi (e molti altri) tutti mezzi per "truffare" il prossimo, per bypassare il "merito" e vincere nella vita tramite la furbizia, il potere e la forza invece che tramite la ragione e l'obiettività?
   Insomma rega', il doping esiste perchè l'uomo è così, da sempre, e non vedo come lo sport possa essere esente da questi processi. La vita umana è costantemente immersa in un brodo di truffe e menzogne. Chi non si rende conto di queste semplici verità o non ha mai riflettuto sull'uomo o ha secondi fini, coscienti o inconsci.
   Quindi repressione sì, ma asetticamente, senza perdere la testa e senza sognare PROGROM nazistoidi. Le leggi esistono, che si applichino, i controlli esistono, che si facciano. Punto.
   Seguiranno altri due post in cui parlerò di aspetti etici e tecnici.

giovedì 1 gennaio 2015

Psicologia e prestazione atletica: a me gli occhi!


   Un allenatore del mio staff mi mandò uno studio presentato a un convegno IAAF da tale Samuele Marcora, italiano che insegna all'università del Kent, che comproverebbe l'importanza di certi "input motivazionali" nella percezione individuale della "fatigue", da cui si dedurrebbe la natura psicologica più che fisiologica della fatigue stessa.
   Praticamente sparando immagini piacevoli durante un esercizio massimale al cicloergometro, il "time of exhaustion" di 13 volontari aumenta un 17%. Stessa cosa avviene, in altro esperimento, se i soggetti vengono "allenati" a resistere allo stress mentale tramite l'esecuzione di compiti mentali complessi immediatamente prima di prove fisiche. Insomma la "fatigue" sarebbe in certa misura superabile coi giusti input.
   Noakes, interpellato sulla cosa, ci fa uno studio in cui ipotizza l'esistenza di un "governo centrale" che ti spara la "fatigue" per impedirti di "raschiare il barile" e trovarti quindi in condizioni di pericoloso esaurimento.

   Secondo me sta storia della mente è un po' come quella dell'alimentazione... troppe fisse. Secondo me una vita quotidiana sufficientemente tranquilla e soddisfacente è tutto quello che ci vuole. Non credo alle tecniche con le quali si interviene dall'esterno, coscientemente, per imporsi una mente "buona".
   E filosoficamente io sono un "realista", anti-idealista. L'idealismo in filosofia è quella corrente che dà tutta l'importanza alla soggettività, all'individuo, alla "volontà", alla "coscienza", rispetto alle condizioni oggettivo-materiali. Da qualche decennio l'idealismo è tornato di moda, "la mente può tutto": pensiero magico-mistico.
   Dice che alcuni studi sull'argomento sono stati finanziati dalla Redbull e Marcora è in inciucio con la Recon Instruments (quella di quegli occhialetti ipertecnologici...), un po' come i profeti del "minimalismo" foraggiati da certe industrie di scarpe.

   Comunque, ammesso che ci siano i sistemi per "raschiare il barile", ovvero eludere l'inconscia barriera che impedisce di intaccare le riserve di sopravvivenza, ma CE FARA' BENE? E farlo spesso, che effetti produce a lungo termine, anche a livello fisico? Io dico distruttivi, perchè ci saranno buoni motivi se evolutivamente si sono sviluppate quelle barriere.
   Mah... io sono materialista e credo nel lavoro e tutte ste cose mi fanno pensare a mezzucci per ottenere le cose senza fatica'... un po' come nella stregoneria. O nel doping. Oggi tutti vogliono tutto subito, tutti principini a cui tutto è dovuto, tutti frettolosi... tutti con l'"ATLETICATIO PRAECOX"... si è persa la percezione delle condizioni oggettivo-materiali-naturali... e si andrà a sbattere le corna.
   Io, vedendo l'essere umano come un tutto olistico autoequilibrantesi nel lungo termine, non ho mai creduto agli aiutini esterni, sia di natura farmacologica come di natura psicologica.

   Comunque io anni fa feci un esperimento per vedere se conta più il corpo o la psiche.
   Presi 2 atleti e feci fare loro un 10000m:
- uno (k.b.) con condizioni psicologiche medie ma fisiche eccezionali
- uno (corsaro de corsaris) con condizioni psicologiche eccezionali ma fisiche medie.
   Il primo fece 26'17
   Il secondo 40'...

   P.s.: l'allenatore che mi mandò lo studio di Marcora mi ha appena confermato che il tizio ha addirittura pubblicizzato gli occhialetti-robocop al convegno IAAF... vu cumprà? Ecco perchè rigetta l'ipotesi di Noakes, perchè se i "limiti" alla prestazione sono utili, vende meno occhialetti. Ma no, compratevi gli occhialetti che vi sparano immagini di Miss Venezuela che vi dice "se fai il PB te la dò" e diventerete tutti campioni... io non mi fido dei "miglioratori dell'umanità" e la "Cura Ludovico" nel lungo termine non funzionò con Alex di "Arancia Meccanica"...
   A me piace la psicoanalisi... ma la psicoanalisi si occupa di RECUPARARE LA NATURA BIOLOGICA UMANA bistrattata dalla coscienza-società, non di storcerla ulteriormente come vorrebbero fare questi qua.

http://www.newyorker.com/tech/elements/what-is-fatigue
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3323922/