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mercoledì 23 agosto 2017

Aforismi esilaranti... part 2


   In attesa che finiscano le ferie e di fare dei post corposi, veniamo a qualcosa di leggero e divertente... beh dovrei dire tragicomico.

   Tamberi ha parlato... è colpa della "mancanza di grinta", dovremmo "allenare la grinta". Che dire, aprirò un centro Fidal qui in Brasile a tale scopo, in certe favelas a due chilometri da casa mia dominate da ragazzotti col Kalashnikov a tracolla che si potrebbero ingaggiare per fare da psyco-trainers ai nostri atleti, ahahah!
   Ma che grinta vuoi quando poi sul piano che mi compete, quello tecnico, si sentono sparare a mitraglia un sacco di esilaranti idiozie, e da personaggi che non le dovrebbero sparare, tecnici, responsabili di settore, laureati in Scienze Motorie???
   Già feci una prima infornata di tali "aforismi":

http://ilcorsarotraining.blogspot.com.br/2015/03/aforismi-esilaranti-part-1.html

   Ora eccone una seconda e... votate la più bella!

1) la frequenza cardiaca nella corsa lenta è 25-30 battiti inferiore a quella massima
(allenatore)

2) meno corri sopra, più corri sotto
(ex atleta di livello internazionale)

3) Professore: "in un tipico allenamento, l'intensità del lavoro è crescente o decrescente?". Io: "considerato che abbiamo prima il riscaldamento, poi la fase centrale col lavoro vero e proprio, poi il defaticamento, direi che piuttosto è parabolica". Professore: "sì, ma questa parabola è una retta?"
(professore al corso allenatori)

4) i keniani hanno un solo gastrocnemio
(laureato iusm, allenatore, atleta nazionale)

5) "Un quattrocentista con 32 sui 300, passa in gara a 34. Ma l'ultimo 100mt si cuoce e finisce malissimo. Cosa è successo?" Risposta del tecnico: "Ha sbagliato rapporto"
(allenatore)

6) il lavoro di flessione delle spalle è una semplice azione riflessa del lavoro delle gambe
(responsabile settore velocità)

7) Ovviamente anche con il sistema Van Aaken si deve cambiare ritmo ma senza mai andare in affanno, infatti nelle sue tabelle di allenamento sono presenti alcune variazioni in base alla frequenza cardiaca ma mai portate a frequenze pulsatorie superiori alla frequenza cardiaca massima.
(allenatore)

8) il medio su percorsi ondulati provoca un maggior lavoro muscolare, alternando muscoli agonisti a muscoli antagonisti
(allenatore)

9) io ho risposto 50 e 50 ed il fiduciario tecnico regionale mi ha dato l'errore affermando che nella gare degli 800m la percentuale era 90 anaerobico e 10 aerobico
(fiduciario tecnico regionale al corso allenatori)

10) due giorni prima della gara sugli 800: qualche richiamo di rapidità con 40 toccate skipp/calciata, 4-5 prove sui 30m per poi chiudere con un bel test sui 500-600m; in questo modo inserisci uno stimolo leggermente più veloce della gara.
(allenatore)



martedì 6 settembre 2016

Atletica italiana: Vision & Mission (impossible?)

   
   Nel mio articolo post-olimpiadi l'amico "Fabrizio1959" fece un commento interessante che riporto sotto. Trattasi di affrontare il problema "sport" in un'ottica di marketing e sarebbe utile leggersi il documento del CONI da lui linkato, che tratta dello sport in generale e non solo dell'atletica, documento molto dettagliato, completo, ricco di dati e grafici. Da questo documento si evince come in Italia lo sport sia un po' meno praticato rispetto ad altri paesi dal PIL simile. Tuttavia, in termini di medaglie olimpiche mi pare che non stiamo messi proprio male... chi sta messa malissimo è l'atletica leggera.

   E ragionando in termini di market dico la mia:
- il marketing si occupa (anche) dello studio dei gusti dei consumatori relativamente ai prodotti.
- in ambito sportivo esistono (anche) dei prodotti chiamati "prestazioni dell'atletica nazionale d'elite" e dei consumatori di tali prodotti in moltissime nazioni; per "consumatori" intendo gli spettatori-fruitori del "prodotto" sportivo inteso come spettacolo culturale.
- dopo queste olimpiadi i consumatori del prodotto "prestazioni dell'atletica italiana d'elite" ne hanno dato un giudizio estremamente negativo.
   Al di là quindi dei fini che ognuno potrebbe dare all'attività sportiva, è un dato di fatto DEL MERCATO l'insoddisfazione dei consumatori circa questo prodotto: in italia molta gente vorrebbe vedere l'atletica vincente ma ciò non accade, il prodotto è una "sòla".
   Suddividendo i tesserati Fidal in 3 fasce-prodotti potremmo descriverne le dinamiche degli ultimi 20 anni così:

- atletica infantile: forte incremento di partecipanti, prodotto efficiente.
- atletica master: forte incremento di partecipanti e ottime prestazioni internazionali, prodotto efficiente.
- atletica impegnata e d'elite: forte decremento di partecipanti e di prestazioni, prodotto inefficiente; e inefficienza crescente via via dai cadetti agli assoluti.

   Ma ecco quanto scritto da Fabrizio:

"Ho letto con attenzione quanto detto da FabioG (anche nel suo blog) e i commenti di tutti, ma manca una cosa fondamentale che non ho trovato da nessuna parte e in nessun commento: la Vision e la Mission. Per favore non inorridite - lo so che sono termini markettari - ma al di là delle parole o “parolacce markettare” identificano due concetti fondamentali sia si tratti di aziende sia si tratti di federazioni sportive o sport in generale. Due concetti semplici: dove si vuole arrivare e qual è il mestiere che vogliamo fare.
Non voglio fare una lezione di “Strategic marketing”, non ne sarei capace. Ma vi prego, prima di fornire ricette, sicuramente valide, non discuto sul tema, mi fate capire quali sono per voi la Vision e la Mission dell’atletica italiana e in generale dello sport in Italia? Partiamo da qui, proviamo a fare questo primo esercizio accademico, la qualità dei partecipanti è sicuramente adeguata. Secondo me verranno fuori opinioni molto diverse, a cui corrispondono azioni differenti.
Solo dopo aver individuato la Vision e la Mission potremo definire una strategia, analizzando l’offerta e la domanda, casomai anche attraverso la costruzione di una SWOT analisys e una GAP analisys. Ripeto tutto ciò viene dal marketing, ma si può applicare a qualsiasi contesto: è un metodo. Così come il metodo scientifico: si può applicare a qualsiasi contesto. Facciamolo sennò creiamo solo rumore di fondo ognuno con la sua cucina e pentoloni magici.
Per supportare lo sforzo richiesto vi suggerisco di leggere anche questo documento:

http://www.coni.it/images/Libro_Bianco_-_Sito.pdf

Parto con la mia definizione:
Vision – avere la percentuale più alta al mondo di praticanti sport, con particolare riferimento all’età infantile, dello sviluppo e adulta (>35 anni).
Mission – Sviluppare le attività sportive in maniera pervasiva e generalizzata, affidando l’attuazione pratica a una piramide di persone a mano a mano più specializzate.
Da quanto detto si potrebbe evincere che per me l’atletica (sport) di altissimo livello è una conseguenza e non punto di partenza, o traendo spunto da FabioG: un mezzo, ma non il fine (aggiungo io).
Da quanto leggo in questi giorni sul caso Gran Bretagna, capisco che hanno una vision completamente diversa: primeggiare nello sport di alto livello (conseguentemente soldi alle federazioni vincenti e vaffanc…. alle altre) e su questa loro vision hanno investito, direi bene visto i risultati, ma è completamente diversa dalla mia.
Lascio a voi – se vi va – di buttar giù qualche idea, visto mai che il prossimo Presidente del CONI ne traesse spunto (sono un incurabile sognatore)."



sabato 30 luglio 2016

Infortuni, teorie e propaganda.


   Tempo fa feci un articolo sulla eccessiva (a mio avviso) attenzione che in Italia si riserva ai piedi, sia in generale nella cultura sia in particolare in atletica, tanto che potrei ironicamente parlare di "piedetica leggera", così come c'è la cuoretica, la minimaletica, la mangetica, la monitoretica, la derivetica, la cadenzetica, la testetica, la mitocondretica, l'acidolattetica, ecc... insomma tutte le fisse che focalizzano UN particolare e ne fanno il centro di gravità attorno al quale tutto dovrebbe ruotare:

http://ilcorsarotraining.blogspot.com.br/2015/10/tecnica-di-corsa-piedi-vs-culi.html

   L'occasione che mi diede la voglia di scriverlo furono certe mie perplessità a proposito di un convegno "piedetico" dell'autunno scorso:

http://www.ilcoach.net/convegno-tracollo-podalico-nei-paesi-occidentali/

   Tale convegno fu tenuto anche dal tale Marco La Rosa, allenatore di Giulia Riva, una velocista azzurra che nel 2015 si mise in bella mostra. Come funziona in Italia in questi casi? L'atleta in una stagione fa ottime cose, il suo allenatore viene osannato e presentato come quello che (finalmente) ha capito tutto e ha certamente dei segreti da rivelarci, si parte con interviste a tutto spiano e campagne-convegni (e soldi) in giro per il paese:

http://www.ilcoach.net/intervista-giulia-riva-e-marco-la-rosa/

   PREMESSA: non ho mai conosciuto direttamente o indirettamente l'atleta e l'allenatore di cui sopra, non ho niente contro di loro, magari sono anche dei buoni professionisti nelle loro aree... ne sto parlando solo come ESEMPIO di come funzionano le cose in Italia.

   Senonchè stamattina mi sveglio e mi sorge l'idea "ma Giulia Riva che fina ha fatto?"... vedo che è tornata alle gare solo ora, dopo un anno di assenza e con un 100m mezzo secondo peggiore dello scorso anno... oddio, mica si sarà infortunata??? Faccio una ricerchina e trovo una foto di marzo con la dicitura "Recupero post infortunio con visuo-propriocezione ad alta frequenza per la velocista della nazionale italiana Giulia Riva":

https://www.facebook.com/ldalab/posts/1119222951441754

   Ma era ovvio, se una è assente dalle gare per un anno probabilmente è perchè s'è infortunata. Per carità, un infortunio può accadere anche nelle migliori famiglie (in Italia però sono un po' troppe ste famiglie...), non è detto che sia colpa dell'allenatore, di certe teorie, di certi sistemi d'allenamento... però possiamo dire che la piedetica come minimo non ci salva dagli infortuni.
   Ma soprattutto mi chiedo: perchè quando le cose vanno bene allenatori e teorie vengono strombazzati a destra e a manca e invece quando poi le cose vanno male SILENZIO DI TOMBA? Forse sarebbe più prudente moderare gli entusiasmi quando le cose vanno momentaneamente bene, o no?

   Questa omissione di comunicazione, questo deficit di MEMORIA quando le cose vanno male sono deleteri alla cultura atletica, producono delle distorsioni nella valutazione degli assunti teorici che vengono fruiti da parte del pubblico e in particolare dei tecnici.

   Siate svegli, siate vigili, siate critici, non vi fidate... e magari aumentate il FOSFORO nella dieta, ma non quello bianco che ha dei sobri effetti collaterali:






lunedì 6 giugno 2016

Atleti paralimpici: il caso Rehm.


   Non sono assolutamente esperto in materia, non sono un biomeccanico nè un ingegnere, ma a volte leggo cose che mi incuriosiscono e magari sono occasioni per studiare qualcosa che può tornarmi utile.
   Markus Rehm è un lunghista mono-amputato, lo scorso anno saltò la bellezza di 8.40, record mondiale paralimpico e quest'anno è sorta la questione se possa partecipare alle olimpiadi "diversamente paralimpiche" (eh, perchè non si sa come chiamarle... se le chiami "ufficiali" o "normali" i paratleti potrebbero offendersi):

http://paralimpici.gazzetta.it/2016/05/30/rio-100rehm-e-gli-altri-oltre-pistorius/?refresh_ce-cp

   Paolo Taboga, la cui opinione è citata nell'articolo, oltre ad essere un ex atleta, biomeccanico ricercatore di alto livello ed esperto in materia di protesi, ha anche un'altra eccezionale qualità: è mio amico (ahahah!) e così abbiamo avuto sull'argomento uno scambio di mail che riassumo un po':

Corsaro:
"uhmmm... se fa i 100 in 11.7 e salta 8.40 certamente la protesi lo favorisce, io non lo farei partecipare"

Paolo:
"finora non è stato provato alcun favore: la protesi lo favorisce nel senso di una minore decelerazione orizzontale, anche allo stacco, ma lo sfavorisce nell'accelerazione e nella velocità massima, ci ho pubblicato uno studio non da poco su questo"

https://www.researchgate.net/profile/Paolo_Taboga/publication/259352071_Optimal_Starting_Block_Configuration_in_Sprint_Running_A_Comparison_of_Biological_and_Prosthetic_Legs/links/54106d2d0cf2d8daaad3cdf1.pdf

Corsaro:
"ok, ho detto na cazzata"

Paolo:
"no! nessuna cazzata, è che FINORA non ci sono evidenze nel senso di un aiuto fornito dalla protesi"

Corsaro:
"ma se le protesi danneggiano nello start&drive e poi favoriscono il mantenimento della velocità orizzontale, può darsi che in distanze maggiori dei 100m l'aiuto si palesi"

Paolo:
"su Pistorius non rilevarono alcun aiuto... per la corsa di lunga durata, se aspetti un paio di mesi vedrai un articolo in cui abbiamo misurato l’economia di corsa in atleti bi-amputati"

   Paolo è un ricercatore e giustamente vuole vedere i numeri e, almeno ufficialmente, astrarre da considerazioni morali-umanitarie... ma, in attesa del suo nuovo studio, spero che capisca che noi in un blog possiamo anche estrapolare in opinioni e ipotesi più o meno campate in aria. A me ad esempio insospettisce il fatto che tutti i saltatori mono-amputati stacchino proprio con la gamba amputata.

   E poi, al di là delle considerazioni meccaniche riguardanti il gesto immediato, ci sono quelle di lungo periodo: una protesi diminuisce la massa corporea, non si stanca, non va in acidosi, non va rifornita di ossigeno, non va ripulita dai metaboliti cattivi, se si "infortuna" la cambi quando ti pare, ecc. ecc.

   E poi, abbiamo istituito le paralimpiadi... è comprensibile che, dal punto di vista mediatico ed economico, se un atleta paralimpico raggiunge le prestazioni di quelli diversamente paralimpici poi voglia partecipare alle olimpiadi diversamente paralimpiche... però scusate, a me non piacciono i due pesi e due misure... se così dev'essere, ovvero se gli atleti paralimpici accettano il "darwinismo atletico", lo devono accettare sempre, quindi dovremmo cancellare le paralimpiadi e accettare normalmente gli atleti paralimpici nelle olimpiadi diversamente paralimpiche solo se fanno il minimo. Se non lo fanno, rimangano nell'oscurità come tutti gli altri.

   Per cui, secondo me:
- o tutti i paralimpici partecipano solo alle olimpiadi paralimpiche, qualunque prestazione facciano
- o anche loro vanno solo alle olimpiadi diversamente paralimpiche se fanno il minimo, sempre che non vengano provati favori conseguenti al fatto di usare le protesi.

   Altrimenti si corre il rischio che una dittatura del pensiero politicamente corretto, per favorire le minoranze "diverse", danneggi le maggioranze "diversamente diverse".






martedì 10 maggio 2016

Doping: la soluzione iniziale


   Che goduria ragazzi... Alex avrebbe dovuto dare una prova d'efficienza, classificarsi tra i primi... invece non solo ha vinto ma ha stravinto con enorme distacco sul secondo.
   Immagino gli ettolitri di bile prodotti dai nostri cari nazisti dei sette mari, questa settimana saranno affari d'oro per i gastroenterologi, ahahah!

   Antropologicamente interessante la RAI, come riportato da un mio atleta:

"Telecronaca scandalosa della Rai. Fino al 20esimo parlavano malissimo ("Alex diceva squalifica a vita per i dopati e poi ha cambiato idea", "Tamberi è l'unico che ha salvato la baracca a Portland e va rispettato", "Alex ha sposato il modello dei russi"...), poi, verso il 40esimo quando era solo con 2' di vantaggio: "Chissà cosa gli passerà nella testa", "Alex dritto verso Rio", "Ha dimostrato che non serviva doparsi e che è il più grande". Cioè: sono saliti sul carro del vincitore nel giro di un'ora..."

   Ma io considero positiva l'ipocrisia, se serve per mettere la testa a posto a un certo punto, sia pure per convenienza... molto meglio della perseveranza nell'errore.

   Certi sondaggi fatti su Atleticalive e su quel giornalastro famoso al quale non voglio fare pubblicità, hanno indicato che il 65-75% del popolo è a favore della riabilitazione di Alex; invece su certi NAZIFORUM la maggioranza dei commentatori è per la pena eterna.
   Alex mi pare abbia pagato a sufficienza: oltre alla squalifica e relativi danni economici, ha perso un buon posto di lavoro statale, s'è beccato una condanna penale e ha la fedina sporca, ha perso importanti legami affettivi... macchè, ai nazisti dei sette mari, i miglioratori dell'umanità, questo non basta.

   Ma io vorrei sapere se poi questa gentaglia si adopera nella realtà di tutti i giorni per migliorare l'umanità applicando l'ideologia in cui crede, oppure se trattasi solo di VIGLIACCHI "guerrieri del web" che poi dal vivo si cagano sotto pure se gli soffi in faccia.

   Voglio sperare che questi Conan della Giustizia denuncino alla polizia il proprio nipote se si fa una canna... oppure denuncino il proprio datore di lavoro se evade qualche tassa...






giovedì 5 maggio 2016

Doping: la soluzione finale.


   Ve lo ricordate "The blues brothers"? C'erano i terribili "nazisti dell'Illinois"... oggi sono stati sostituiti dai "NAZISTI DELL'ADRIATICO", per carità, appoggiati anche dai nazisti dello Ionio, del Tirreno, dei canali di Sicilia e di Sardegna, dei laghi morenici prealpini...

   Il discorso è che le "soluzioni finali", le pene eterne e irrevocabili mi hanno sempre fatto venire in mente BAFFETTO e i suoi seguaci.

   Ma voi avete mai visto un reo di evasione fiscale cui viene vietato per sempre di esercitare la sua attività economica? Avete mai visto un reo di parcheggio in doppia fila cui viene tolta la patente per sempre? VOI (o i vostri cari) siete esseri perfettissimi che mai hanno violato qualche regola? Attenti nazi, che il vostro amore per l'iper-repressione potrebbe rivoltarvisi contro...

   Io penso che sti nazisti dei sette mari dovrebbero CURARSI, dovrebbero indagare psichiatricamente da dove viene tutta sta violenza repressa che hanno in corpo e che si scatena vigliaccamente sul CAPRO ESPIATORIO di turno, sull'anello debole della catena, sull'unico "fesso" beccato e che ha pagato. Molti antropologi e psicoanalisti hanno affrontato il tema del sacrificio del capro espiatorio, una bella invenzione per concentrare su un unico obiettivo il "male" che è dentro di noi, condannarlo, colpirlo... così da mostrare quanto siamo puri e lindi e ricevere applausi... peccato che spesso il boia diventi peggio del criminale.

   Cari giustizialisti: mi fate SCHIFO.

   Ma bravi! Vietiamo a vita l'attività a tutti quelli che hanno commesso un'infrazione nell'esercizio della loro professione, chi manderà avanti la baracca? Torniamo all'età della pietra? TESTE DI CAZZO!!!

   Non avete pensato a quanto bene possa fare per la lotta al doping l'esempio di un "compagno che ha sbagliato" che ora dimostra di poter ottenere risultati uguali o migliori di prima da pulito? E non vi chiedete nulla sui 68 implicati nella vicenda "whereabouts" tutti assolti? Di cui 32 saltarono i controlli tre o più volte (il che prevederebbe la squalifica automatica per due anni)? E non vi chiedete come mai master dopati continuano a essere beccati, al contrario degli atleti elite che sembrano per incanto essere diventati tutti puri e lindi?

   Insomma, nazisti dei sette mari... keep calm, fatevi i cazzi vostri e sempre FORZA ALEX!!!








lunedì 7 dicembre 2015

Questione di misure...


   E voi quanto ce l'avete lungo? Ahahah, ma che avete capito??? IL PERCORSO!!! Malignacci che non siete altro...

Episodio 1.
   Primavera 1983, correvo da un anno e mezzo, feci una 10km su strada a Roma: 33' basso. Wow? No, impossibile date le mie prestazioni in allenamento, nonostante io fossi certamente quello che oggi definisco "animale da gara"; 8x500 a 3, 6x1000 a 3'20, medi a 3'45, tutta roba consona a un 10km in 34' e non in 33'. Riunendoci coi compagni di squadra parlammo della questione, poi uno rifece il percorso in moto e misurò 9.800m... ma in moto alcune curve le fai larghe perchè non puoi invadere l'altra carreggiata per prenderle alla tangente, come invece fai in gara... quindi convenimmo che era 9.700m.
E così oggi io non vado in giro a dire, come farebbero molti, che correvo in 33' bensì in "34' circa".

Episodio 2.
   Qualche anno fa, gara a Roma dichiarata dall'organizzazione 10.300m, tutti gli amici vanno e fanno PB a pioggia, tempi strepitosi di quasi 1' migliori del solito, runners elite inclusi. Dalle foto capisco esattamente punto di partenza e di arrivo e misuro con Google Earth: 10.080m. Glielo dico agli amici e ricevo negazioni incazzatissime.

Episodio 3.
   Mezzamaratona padana molto partecipata, anche dagli elite... tutti tutti tutti fanno PB di 1'30 mediamente... mah... misuro con Google Earth e viene fuori 20.800. Lo scrivo su un forum e ricevo sberleffi, parolacce, minacce e "sei nvidiosssooooo!". In realtà in quest'occasione il dubbio viene a parecchi, fanno rimisurare (???) la gara e dà i canonici 21.097m. Ma chi e come misura? Le prende le curve veramente alla tangente? Ma ci va davvero a misurare in una notte fredda con la rotella metrica per oltre 20km?
E i GPS non aiutano a fugare i dubbi, sappiamo tutti molto bene che spesso sono generosi, mediamente un 100-150m su 10km.

   Siccome molto spesso gli errori di misurazione mi parevano essere "favorevoli", mi si insinuò fra le meningi l'atroce ipotesi che fossero errori VOLUTI, per pubblicizzare la gara come "gara veloce" e quindi attrarre più "clienti".
"Ma no, ma che dici, sei il solito complottista, invidioso!" Ma invidioso di che, che non gareggio più da decenni?

   Ebbene giorni fa su un forum... LA CONFESSIONE: un utente (che evidentemente partecipa all'organizzazione delle gare, perchè dice che "lo fa anche lui") scrive che si usa accorciare volutamente i percorsi, anche per più di 150m, per far fare i PB alla gente o far sembrare la gara più facile.

   E così anche oggi mi sono giocato la simpatia di qualche centinaio di lettori, ahahah!




lunedì 30 novembre 2015

Tanti auguri caro blog!


   Un anno fa aprivo questo blog. Non che sia stato un evento così importante per la geopolitica mondiale eh... ma ci tengo a parlare un po' della mia "poetica".

   Poetica: "Insieme di proposizioni teoriche relative all'attività artistica e, in particolar modo, letteraria, che ne offrono una chiarificazione sotto il profilo descrittivo ed eventualmente storico".

1) Dal punto di vista tecnico-letterario, non volevo un blog freddo-professionale, noioso. Tutto ciò che faccio, anche nella vita di tutti i giorni, è sempre condito da divertimento, umorismo, ironia, autoironia (vedi la mia foto nei panni del Pirata dei Caraibi, ahah!); così ogni tanto piazzo anche qualche foto osée o scrivo qualche espressione dialettale o qualche parolaccia, ma mi pare che sappia esprimermi in un ottimo italiano e che non manchi il rigore scientifico.
   Ovviamente sia lo stile ironico che il rigore scientifico a molti possono risultare irritanti, ma assolutamente non è mia intenzione essere simpatico ai più e nemmeno diventare un industriale dell'allenamento on-line, con 150 "clienti", che poi è costretto a produrre tabelle preconfezionate sempre uguali a loro stesse e per tutti, a volte perfino scopiazzandole da altri contesti per non perdere tempo e lavorare meno.

   Detesto il "politicamente corretto", la peggior forma di dittatura (perchè dipinta di "progressismo"), detesto le mode, sono allergico all'ossequio all'autorità. Voglio dire (quella che a me sembra essere) la Verità e nello Stile che più mi piace.
   E' incredibile che a proposito di un semplice blog di sport debba affermare certe cose, ma purtroppo ho verificato nel tempo che anche in questo ambito si scatena spesso la viuleeeenza, la censura e tutto l'armamentario delle peggiori tendenze umane.

   Il rigore scientifico poi cozza frontalmente col politicamente corretto, perchè quest'ultimo prevede dei "diritti" anche per le idee palesemente errate, per la follia e l'allucinazione... concordo col fatto che tutti debbano essere liberi di esprimere idee errate, ma NON CONCORDO col fatto che a me debba essere vietato di dire che secondo me quelle idee sono errate!!! Putroppo questo è diventato il "politicamente corretto", un favoreggiamento a priori delle idee errate, prima del necessario scontro dialettico che dovrebbe decidere quali sono le idee migliori e quindi consentire un vero progresso. A causa del "diritto" dell'idea A (magari errata) si vieta l'idea B (magari giusta) perchè se no il portatore dell'idea A si offende: ecco la formula sicura per regredire.

   E il rigore scientifico non può prescindere dalla critica, anche distruttiva, nei confronti delle idee precedenti. Ragazzi, avevo 12 anni quando lessi un libro di un grande fisico, Leopold Infeld, che spiegava come procede la scienza: si prendono le idee esistenti e si tagliano via le parti marce, senza paura e senza "diritti" per il marciume. Solo dopo le si sostituiscono con idee empiricamente migliori. Questo naturalmente se crediamo che sia possibile CONOSCERE almeno alcune parti della Realtà, il che presuppone che crediamo che esista una Realtà... se invece siamo dei "trascendentali relativisti-assoluti", allora tutto è permesso. Ma per me il "trascendentale relativista-assoluto" è un ipocrita, in quanto (per sua fortuna) nella vita di ogni giorno pone in pratica migliaia di azioni, e quando agisci significa che affermi una realtà e riconosci dei meccanismi reali volti a maneggiarla nel tuo interesse. Al relativista-assoluto dico "attraversa l'autostrada del sole mentre sopraggiunge un tir a 140km/h, se hai ragione quel tir potrebbe essere un'illusione..."

   Da tutto questo discorso si evince che manco mi interessa massimizzare le visite, altrimenti mi comporterei come altri blogger: farei il bravo senza irritare nessuno, celebrerei le gesta di autorità e mammasantissima vari, sciorinerei bla bla bla inconcludenti che accontentano tutti, farei molti articoli su temi che attirano le folle, tipo "ammazziamo i dopati" o "l'ultima trovata della tecnologia" o "la nuova mutanda tecnica" o "questo o quel cibo fa venire la gonorrea", ahahah!

2) Sotto il profilo storico, la creazione di questo blog si rese necessaria a causa delle persecuzioni continue ricevute su altri forum. Solo su due forum a dire la verità.
   Anni fa iniziai a frequentare i forum di atletica:

- Noivelocisti: tecnicamente eccellente, si dibatteva con esperti, con atleti e allenatori nazionali, anche in stile libertario (almeno nell'ultima gestione, nella prima qualche problema c'era stato); ma si parlava soprattutto di forza e velocità.
- Webatletica: frequentato da master soprattutto pistaroli; me ne andai volontariamente a causa delle viuleeeenze della setta vegana, ma non c'era censura.
- Atleticanet: il migliore per mezzofondisti e fondisti; tecnicamente notevole, ci scrivevano anche pezzi grossi, dibattevamo con Canova, Donati, Mei, Rondelli, a volte anche duramente... nessuno si sognò mai di censurare o bannare nessuno, libertario al massimo; purtroppo ha chiuso.
- Queenatletica (ora Atleticalive): il miglior sito di notizie, ogni tanto mi pubblica qualche articolo; ma il forum ora è scarsamente partecipato (o meglio, dibattono su FB, mezzo che io non uso).

   Quindi approdai a due forum che chiamo scherzosamente "Grande Fratello" e "Piccolo Fratello", in onore a George Orwell, gran combattente contro le dittature. Su questi forum si scatenarono persecuzioni per me incredibili (ero abituato alla libertà di espressione) da parte di amministratori, moderatori e addirittura utenti... ma ragazzi, già la vita di tutti i giorni è difficile, per lavorare o mantenere integra la struttura familiare siamo costretti giornalmente a mentire e mandare giù rospi giganteschi, e voi che fate? Riproducete lo stesso modello sul web? Contenti voi... ok, dice che ognuno è padrone a casa sua, ma se io lascio entrare la gente a casa mia poi mica la costringo a pensarla come voglio io! E mica uso il mio diritto di proprietà della casa per divertirmi a sfogare sugli altri i miei istinti da Charles Bronson de noantri! O per perdere ore per autoaffermarmi come "educatore" di cinquantenni con famiglia e figli! Ma chi vi credete di essere??? Ma andate a lavorare!!! Tutto questo veramente meriterebbe di essere studiato da una nuova branca della psichiatria, la "Moderatologia Forumale", ahah!

   Insomma... fanculo e aprii il blog.
   E poi l'amico Loris aprì anche un nostro forum, libero e rilassato; se qualcuno volesse farsi una chiacchierata o proporre qualche tema a suo piacimento è il benvenuto:

http://www.forumcorsa.it/index.php



martedì 27 ottobre 2015

Dieta mediterranea de che?


   Scrivo sul motore "dieta mediterranea", clicco "immagini"... appaiono immagini con abbondanza di frutta e verdura, qualche pesce, in rari casi pasta e pane ma quasi sempre timidamente sullo sfondo.
   Da Wikipedia:

"La dieta mediterranea è un modello nutrizionale ispirato ai modelli alimentari tradizionali di tre paesi europei e uno africano del bacino del Mediterraneo: Italia, Grecia, Spagna e Marocco"

   Bene, la mia stirpe viene da un paese del Salento a 15km dal mare, spero che rientri nella definizione di "mediterraneo"...

"Un posto privilegiato nella Dieta Mediterranea è occupato dai cereali integrali"

   Mah, lì al paese, ai vecchi tempi, le farine non erano troppo raffinate, ma neanche proprio integrali...

"Secondo il modello della Dieta Mediterranea le porzioni di riferimento nel consumo di cereali dovrebbero essere: 80 g per la pasta"

   MA DE CHE????? Lì al paese si facevano mezzo chilo di pasta al giorno, pasta e pane fornivano l'85% delle calorie...

"La dieta mediterranea tende a consigliare un consumo di pesce più largo rispetto a quello della carne"

   MA DE CHE????? Nonostante la vicinanza del mare, il pesce non lo mangiavano mai, a parte le sarde sotto sale alle feste patronali... al limite le cozze un paio di volte al mese...

   Come si mangiava in modo tradizionale lì al paese?

CARBOIDRATI:
- pasta e pane, spesso fatti in casa, a stufo, quantità proprio monumentali *
- dolci di rado, alle feste comandate
- parecchia verdura e frutta
- legumi
- vino, ovviamente, a stufo
PROTEINE:
- polli e conigli a stufo *
- uova
- ogni tanto carne bovina, suina, equina (i Messapi erano famosi nell'antichità per essere "cavallari")
- insaccati *
- formaggi a stufo
- ogni tanto cozze, pesce mai *
- lumache
GRASSI:
- olio d'oliva a stufo
- frutta secca
- niente burro, margarina et similia

   Con l'asterisco ho segnalato le cose che differiscono gravemente con la diffusa definizione "politically correct" di dieta mediterranea.
   Quanto al pesce, certamente il suo consumo era più massiccio nelle località marittime, ma bastava spostarsi qualche chilometro nell'entroterra che spariva; cioè, ma perchè dovrei comprare il pesce quando in casa mi allevo da me le bestie?
   E la cucina tradizionale romana? Roma dista 20km dal mare... e anche qui pasta a stufo, pecorino e abbacchi... al limite ogni tanto un po' di baccalà (che però non è mediterraneo!).

   Insomma, a meno di non voler relegare Roma o il Salento nell'area cultural-gastronomica Ugro-Finnica, mi pare che la "normale" definizione di dieta mediterranea sia in parte fasulla... si vuole strizzare l'occhio a certe mode alimentari moderne (neanche nazionali) che condannano il consumo di certi cibi nostri tradizionali... e i seguaci di tali mode sono tanti e votano... e, come sapete, io mi diverto come un pazzo a dissacrare luoghi comuni.
   E come testimonia il poeta:

"Ce piaceno li polli
l'abbacchi e le galline
perchè so' senza spine
nun so' come er baccalà"

ULTIM'ORA: l'opinione di un collega espertissimo:






martedì 6 ottobre 2015

Gli ultimi... saranno i primi?


   Oggi voglio staccare la spina da erudite considerazioni tecniche, tra l'altro Zarathustra ha parlato e ha detto che le mie opinioni saranno prese in considerazione solo dopo che manderò atleti alle Olimpiadi... e io sono notoriamente scrupolosamente ubbidiente all'autorità costituita (ahahah!).

   Quindi voglio fare un omaggio a un mio nuovo atleta, è un sacerdote.

   Perchè corriamo, per chi corriamo? Le motivazioni possono essere tante, alcune coscienti, altre inconsce, ognuno ha le sue... e credo che non abbia alcuna base razionale criticare quelle altrui... e nemmeno criticare chi sport non ne fa. Ma nemmeno ha base razionale criticare chi critica. Quindi criticate pure, se vi piace.

   La corsa può essere una buona cura mentale (oltre che fisica), ma può anche crearne di nuovi di problemi. Come accade per tutte le cose del resto...

   Ti dò il benvenuto, Don Pino... sarai pure lento... ma hai una bella vena poetica:


   “Essere ultimi... non ho fatto molte gare ufficiali, pesavo 150kg, ora 87kg, faccio ogni giorno a gara con me stesso, contro me stesso. Mi alleno sempre e senza scuse. Una promessa a mio padre che non c'è più e ad Angelo, morto a 16 anni.
   Poi arriva l’ora di scendere in campo, sulla strada. Osservi. Osservi. Osservi. Ti senti osservato. Sei li, il colpo sta per esplodere, start, non puoi più sfuggire. Sparo e via. Si corre. Goffo come un pachiderma, in un attimo sei sorpassato da tutti. Eppure sai che stai dando il massimo. Che fai? Che cerchi? Dove vuoi arrivare? Mi nascondo nel mio inseparabile marsupio, abbasso la testa, non mi devo arrendere. Stacco la spina dell’ORGOGLIO, dell’ autostima, del cronometro ufficiale e mi sento abbracciato da altri ultimi. Continuo a correre, lo sguardo si sposta verso il cielo e ricordo “perché” e “per chi” CORRO. Allora il pachiderma vola. Ultimo, ma vola. Perché nella mia corsa, chilometro dopo chilometro, cielo e terra fanno l'amore.”



martedì 8 settembre 2015

Mi piaci quando taci...


   Dopo la lugubre pesantezza (per l'Italia) dei mondiali di Pechino, concediamoci un post leggero e divertente... oddio, diciamo tragicomico.

   Ho spesso dedicato questa poesia del grande poeta cileno alle mie compagne... è che, siccome sono un po' complottista, ho sempre pensato che Neruda vi abbia nascosto tra le righe una bonaria ironia nei confronti del genere femminile, magari anche qualunquista eh... ma allora forse fu assassinato dall'Internazionale Femminista, facendo ricadere i sospetti sulla dittatura di Pinochet... ok, tranquilli, ho già prenotato lo psichiatra, ahah!
   Sta di fatto che spesso sarebbe meglio TACERE che spararle a mitraglia.

   Ora, dopo la vergognosa spedizione mondiale, tutti sfoderano le armi automatiche, tutti a denunciare cause e consigliare rimedi, spesso con anni di colpevole ritardo rispetto a qualche illuminato che certe cose le diceva da molto tempo, magari venendo anche represso e tacciato di "antinazionalismo" e "esterofilia". Se ne leggono di tutti i colori:

- ah ma abbiamo un movimento giovanile che fa ben sperare per il futuro (dicono la stessa cosa da 15 anni...)

- dobbiamo incentivare la base giovanile e le scuole (ma non avevamo un forte movimento giovanile?)

- dobbiamo collaborare con l'università (ma molti allenatori non sono laureati/professori di Scienze Motorie?)

- è colpa dei gruppi militari (ma senza di loro chi paga?)

- abbiamo puntato su tre gare e sono andate bene (no comment...)

- dobbiamo accentrare a Formia (ma se putacaso al centro comandano gli stessi inefficienti, che risolvi?)

eccetera eccetera...

   Poi abbiamo avuto anche episodi di demenza mediatica, tipo qui, scambiando delle esibizioni master con le vere finali mondiali:

http://www.atleticalive.it/19943/non-ci-si-puo-credere-epic-fail-anche-della-gazzetta-gli-ori-mondiali-ai-master/

   Poi abbiamo avuto delle sparate di alcuni atleti, esempio:

"Per ciò che mi riguarda - dice ancora la Rosa - spero di sfoderare qui il miglior lancio della stagione (18.13, ndr). E se per caso dovesse saltare fuori il record italiano (già suo dal 2007 con 19.15, ndr) giuro che mi vedrete fare una gara sui 400 metri"
(risultato... 17.54...)

   Ma le verie PERLE sono state sfoderate da alcuni allenatori, ex atleti e commentatori TV e sono andate senza indugio a ingrossare il mio famoso file "athletic's strunzate"... qui Brasile, vi parla Il Corsaro, vi saluto e vi auguro buon divertimento:

"assisteremo al passaggio di consegne dell'uomo più veloce del mondo da Bolt a Gatlin", "è la fine di un'era", "la sua serietà suona come una resa. Ha un calo di autostima. È arrabbiato perchè non potrà difendersi come vorrebbe" 
(commentatori TV... Bolt vince i mondiali)

"sta correndo bene, molto composta" 
(ex atleta nazionale sulla Chigbolu... eliminata)

"gran movimento di braccia, quasi fossero sprinter, in realtà nei 400 dovrebbero correre più composte" 
(ex atleta nazionale... le due atlete vincono la prova)

"le americane assolutamente imbattibili" 
(commentatore TV sulla 4x400F... vince la Giamaica)

"non sono un caso gli infortuni e le problematiche fisiche degli ultimi 4 anni di Usain Bolt, trasformato in quel che non doveva essere, rovinando parzialmente le sue doti naturali e la sua struttura" 
(allenatore sprinters nazionali... Bolt vince 3 ori)






martedì 11 agosto 2015

Sono esterofilo?


   Permettetemi ogni tanto un post leggero, ok? E' estate (da voi ora... qui nel nordest del Brasile è sempre estate).
   Molti addetti ai lavori in Italia mi accusano di essere "esterofilo"...
   In fatto di donne, se giudichiamo dai risultati (la maggioranza delle donne che ho avuto è straniera), potrei essere definito esterofilo... ma la responsabilità di ciò non risiede nei miei gusti! Che ci posso fare se le italiane me la davano in poche e dopo lunghe ed estenuanti "trattative", mentre le straniere facevano a coltellate tra loro per darmela al volo??? E mi pare razionale scegliere la via più facile e diretta per raggiungere l'obiettivo, o no?

   Ma in atletica? Se seguite il blog vi sarete resi conto che ho attaccato Gajer (Francia), Hinriksdottyr (Islanda), Clarke (Australia), Magness (Usa), Morceli (Algeria) - e molti altri ne attaccherò - quindi direi che sono abbastanza globalizzato in tema di "critica distruttiva", mi manca solo di attaccare asiatici e antartici, ahahah!
   No ragazzi, la questione è che se uno ha buona volontà, tempo a disposizione (e io lo ebbi! Come direbbe Totò) e conosce le lingue straniere (e io le conobbi!), soprattutto tramite quel malefico mezzo chiamato Internet può accedere a informazioni provenienti da ogni parte del mondo. Devo ammettere che alcune lingue non le parlo bene, ma a livello di lettura e comprensione me la cavo egregiamente e mi dò i seguenti voti:

- portoghese 10
- inglese 9
- spagnolo 8
- francese 7

    Quindi direi che l'accusa di esterofilia è più che altro una questione di prospettiva da parte dell'accusatore: a uno che conosce solo o prevalentemente il proprio orticello può sembrare "esterofilo" chi invece ha una visione più completa e globalizzata. Del resto l'Italia è uno dei tanti paesi del mondo e in una visione globalizzata le si dovrebbe dare una percentuale contenuta di rilevanza. Questo come discorso generale, al di là di considerazioni sul "merito", ovvero sulla rilevanza relativa dei risultati ottenuti dall'atletica italiana.
   Poi sul piano teorico, che posso farci se altrove ho trovato conferma di idee che ho da decenni (ad esempio l'attenzione al recupero, alla rigenerazione, al "taper", certi concetti sulla forza e sulla flessibilità muscolare, sul trattamento dei giovani, sulla programmazione, sulla "trasformazione della forza") e che in Italia sono generalmente osteggiate e seguite solo da poche voci fuori dal coro?

   Un aneddoto... in un recente articolo su Le Monde a proposito di Pavoni, Il famoso tecnico francese Pierre-Jean Vazel (che conoscerete tutti... eeehhh...) esordisce cosi “Son nom ne vous dit peut-être rien, son cas est une curiosité connue seulement de quelques initiés”... in sostanza... in Francia Pavoni non lo ricorda nessuno! In effetti é stato solo uno che faceva 10.2 mentre in Europa c´era gente da 10.0, solo uno delle migliaia di atleti del mondo arrivato a una finale mondiale... se invece VOI lo ricordate come um gigante dell´atletica é perché VOI siete troppo nazionalisti e non io a essere esterofilo!

P.s. nulla contro Pavoni eh... anzi, il maggior talento dello sprint puro che abbiamo mai avuto, poi rovinato dai “soliti”... era solo un esempio di come il nazionalismo distorca i valori.



domenica 15 marzo 2015

Aforismi esilaranti... part 1.


   Ho un file intitolato "Athletic's strunzate" in cui da anni colleziono affermazioni pittoresche, perle di saggezza emesse da addetti ai lavori, anche famosi. Ne elenco qui una prima tranche... buon divertimento!
   P.s.: se ne avete anche voi e volete condividerle, accomodatevi.


"l'uomo non è fatto per correre più di 1h20"
(allenatore fidal settore salti)

"oggi abbiamo fatto aerobico"
(allenatore fidal settore velocità... avevano fatto dei 200 in 25)

"stupisce che Baldini spesso si sia limitato a sedute a ritmi sui 3'50'' o addirittura 4'/Km"
(imprenditore balcanico)

"data una certa velocità, la meccanica di corsa dovrebbe essere uguale per tutti i soggetti, a prescindere dalle caratterisitiche e dal livello prestazionale di ciascuno"
(mezzofondista)

"bisogna sempre superare l'80% della velocità sul 3000"
(mezzofondista)

''lo stretching non previene gli infortuni, anzi può contribuire a innescarli''
(imprenditore balcanico)

''a 3'35''/Km Mo Farah non fa corsa lenta, ma un esercizio di elasticità a bassa intensità, comunque abbastanza inutile per un atleta del suo livello"
(velocista)

"se va piano una volta è un episodio, due volte, due episodi, più volte non sono più episodi"
(giornalista, su bolt dopo il 9.77 controvento, pioggia e freddo ai mondiali 2013)

"se un tendine si deve rompere non c'è niente da fare, prima o poi si romperà, non è questione di allenamento"
(ex pesista)

"se appoggi di tallone ti viene l'ematuria"
(ex responsabile fidal settore mezzofondo, a un corso allenatori)



lunedì 2 marzo 2015

Tecnica di corsa 2: l'evoluzzzione.


   Nel post precedente sulla tecnica di corsa un commentatore parlò di una tale "Endurance running hypothesis", di cui vediamo un'esposizione in questo sito:

http://www.corsanaturale.it/new-page-3/corsa-ed-evoluzione.html

   Riassumendo, Lieberman (il "papa" del minimalismo... sempre lui) e altri ipotizzano addirittura che la corsa di resistenza, secondo loro necessaria per la caccia, sia responsabile nientepopodimeno della differenziazione degli umani dagli altri primati - chissà cosa ne pensano i vegani... e chissà cosa ne pensano sprinters, alpinisti e canottieri - e siccome la corsa sarebbe tanto fondamentale per l'evoluzione umana, ovviamente bisogna correre "minimal-natural", comprarsi certi tipi di scarpe e pagare 150 euro per assistere alle lezioni di certi fisioterapisti. Ma nelle RELIGIONI è sempre stato così... irrobustire una teoria con mitologiche fondamenta ancorate in un passato leggendario... una specie di culto degli antenati, ciò che si faceva in origine è "più meglio".
   Beh, io di antropologia un po' me ne intendo e vi dico che questa "hypothesis" mi pare na "STHRUNZATHAS", anche sulla scorta della mia conoscenza della vita delle popolazioni "primitive" di oggi o di 500 anni fa come si presentava agli occhi dei primi occidentali, popolazioni con culture materiali "povere" simili a quelle dei primitivi. Vediamo il dettaglio.

1) Si parte da 5-6 milioni di anni fa... nel frattempo ne sono successe di cose, di che primitivi parliamo? Anche ammesso che ci siamo differenziati in savana, poi abbiamo popolato altre zone, soprattutto lungo fiumi e litorali, tutti luoghi in cui correre serve a poco. Quello che abbiamo fatto nel frattempo non conta per l'evoluzione? Ma io credo poco alla storia della savana, basata solo sul fatto che in territori di quel tipo è più facile rinvenire reperti, mentre lungo fiumi e litorali le inondazioni, le maree, la maggiore umidità hanno distrutto le testimonianze della presenza e dell'attività umana. Ma i primitivi non erano fessi, si addensavano esattamente dove ci addensiamo noi oggi, in savana ci viveva qualche sfigato.

2) La caccia occupava un 10-15% della popolazione (maschi adulti ma non anziani, in perfetta salute), come può aver influenzato tanto l'evoluzione?

3) Anche questo 10-15% che si occupava di caccia lo faceva sporadicamente, il 90% delle calorie proveniva da altre fonti (raccolta, cattura di piccoli animali e insetti, successivamente anche proto-orticoltura). Più probabile che l'evoluzione sia stata influenzata da attività che occupavano più tempo e facevano tutti quotidianamente, tipo... dormire... ciulare... ahahah!

4) Non tutte le attività di caccia necessitavano di corsa e quelle che ne necessitavano non prevedevano corse lunghe: un cervo lo devi circondare in 20 persone, non corre 20 o 40km di seguito. L'uomo imparò presto a scavare buche e usarle come trappole, senza bisogno di correre. E se si cacciano specie arboricole non si corre. E se si usa il fuoco si mettono in fuga i "concorrenti" specialmente nella conquista di carcasse di animali già morti, i quali non corrono.

5) Da molte parti si sostiene che la pesca nacque insieme alla caccia, forse anche prima. E vi sfido a correre sull'acqua, ahah!

6) Con l'uso di armi e altri accorgimenti tecnici il ruolo della corsa nella caccia tende a scemare. Lieberman lo sa benissimo e ci tiene a precisare che l'uso di armi daterebbe non prima di 40.000 anni fa. Ebbene questa è una grandissima stronzata (1)! Prendo da un paio di siti:
 - "Acheuleano, 750 000-120 000 anni fa circa: manufatti litici a forma di mandorla e lavorati su due lati in modo simmetrico ("bifacciali" o "amigdale") associati a diversi strumenti ricavati da schegge (raschiatoi e punte)"
 - "Amigdala: utensile a forma di mandorla usato dai cacciatori del Paleolitico inferiore (ca. 450.000-100.000 anni fa); tratto da pietra dura e più raramente ossi mediante scheggiatura sulle due facce, ha vertice generalmente appuntito e margini laterali taglienti, con tallone talvolta assottigliato dal ritocco per facilitare l’immanicatura"
Ora, regà, le amigdale non servono a nulla senza essere inserite in un manico o un'asta... e così abbiamo delle ARMI, moooolto prima di quanto dice il "papa". Ma anche prima delle amigdale l'uomo usava certamente giavellotti in legno, eventualmente con le punte indurite al fuoco.

7) Il gluteo lo abbiamo più massiccio degli altri primati perchè è il muscolo più importante nella corsa? Ebbene, femorali e adduttori sono più importanti, come mostrano le elettromiografie (vedi foto sotto), grandissima stronzata (2).

8) La savana è pianeggiante (cosa necessaria per correre)? E dove si riparavano la notte? Non ci vuole molto a capire che se piazzi quattro pali con delle frasche come tetto ti puoi riparare almeno dalla pioggia. Ma se capivano questo, erano anche capaci a fabbricarsi armi, no?

9) Parla di "nomadi a spostamenti veloci"... ma poi pare ci siano voluti 100.000 anni a uscire dall'Africa... 100.000 anni è "veloce"? E' necessario essere maratoneti per coprire 5000km in 100.000 anni?

10) "L'aumento della velocità non si registra tanto con l'aumento della frequenza dei passi, che comporta infatti anche un maggiore dispendio di energie, ma con l'aumento della lunghezza di ogni singola falcata"... oh Gesù Bambino! Fa che non abbia letto sta cosa! E invece l'ho letta veramente... allora, immaginiamo un continuum dalla camminata fino al 100m di uno sprinter d'elite, nella camminata fai 1.5 passi al secondo ognuno di 80cm, passando per infinite fasi intermedie arriviamo allo sprinter che fa 4.5 passi al secondo di 2.5m... quindi AUMENTANO PARALLELAMENTE SIA LA FREQUENZA CHE L'AMPIEZZA!!!
Perchè Lieberman spara sta grandissima stronzata (3) e i farlocconi ci credono? Perchè occorre difendere uno dei dogmi centrali della "religione", ovvero che TUTTI DEVONO SEMPRE CORRERE ALLA CADENZA DI 180 PASSI AL MINUTO!!!
Incredibile come tali soggetti abbiano credito e seguaci...

Insomma, mi pare abbastanza per oggi. L'uomo è certamente capace di grandi cose, oggi è capace di correre per 100km e anche di più... ma è anche capace di nuotare per decine di chilometri o di salire sull'Everest e fino a qualche decina di anni fa nessuno mai s'era sognato di salire sull'Everest: ecco che possiamo fare benissimo cose che non abbiamo mai fatto e che certamente non hanno potuto influire sull'evoluzione.



martedì 3 febbraio 2015

Doping 2: l'etica.


   Confesso che avrei enorme piacere ad assistere a un generale repulisti contro i dopati nell'atletica italiana (il perchè lo spiegherò nel terzo e ultimo post su questo spiacevole argomento), ci sono vari procedimenti in corso, vedremo se produrranno effetti. Intanto i tre moschettieri della staffetta del 2010 sono stati assolti... Ma il punto è che io non sono un facilone giustizialista, di quelli che si fermano all'isteria del "dagli all'untore!", a me piace capire e contestualizzare.

   Dice "chi si dopa è antietico non solo perchè truffa chi non si dopa, ma anche perchè offre un pessimo esempio alle giovani generazioni, perchè lo sport ha una funzione educativa".
   Mah... coi miei figli la funzione educativa ce l'ho IO. E il mondo là fuori è una giungla di tigri del Bengala pronte a tutto per farti la festa... quindi lo sport mi dovrebbe educare a cosa, mi dovrebbe preparare a affrontare quale limpida e bella vita sociale???
   Per me lo sport deve divertire, fare bene al corpo, al limite abitua a una certa "resilienza" psicofisica che può risultare utile anche in altri campi (però conosco tanta gente molto tignosa che non ha mai fatto sport alcuno)... ma non ha alcuna funzione etica o morale. Le comunità sportive sono fatte da uomini e donne normalissimi, più o meno buoni, più o meno cattivi, che a volte (o in alcuni campi) sono buonissimi e altre (o in altri campi) cattivissimi.
   La linea di demarcazione tra bianco e nero non è netta, è sfumata, o ondulata, e bianco e nero spesso si compenetrano. Non amo molto le filosofie orientali ma il simbolo del Tao riassume bene questi concetti.

   I miei figli non si doperanno mai e se si dopa il figlio di quello del palazzo di fronte, e schiatta, me ne frego. Mica sono il salvatore del mondo! Sì, vabbè, mi dispiace un po'... ma poi vinco 500 euro ai cavalli e mi passa la depressione (citazione dal grande Charles Bukowsky :)).
   Chi si dopa sa benissimo cosa sta facendo e i pericoli cui va incontro e non credo manco ai poveri atleti infinocchiati da "medici senza scrupoli". Mi ricorda la storiella degli spacciatori davanti alle scuole a fare i vu' cumprà con gli ignari e immacolati studentelli adolescenti... mah, io a scuola ci sono stato e ste cose non le ho viste... ho visto invece ignari immacolati quindicenni che andavano a fare le rapine e poi compravano la roba presso il pusher. Ragazzi, oggi i prodotti dopanti si comprano su internet, ma che scherziamo?

   Etica nello sport... come no! Basta andare a una partitella di calcio di periferia... io ho lavorato nel calcio: tifosi inferociti (dovreste vedere i genitori dei ragazzini delle categorie giovanili, nella vita normale tranquilli e ubbidienti impiegati), odii e invidie a tutto spiano, l'allenatore che fa le scarpe al preparatore, il massaggiatore al medico, il medico al vice presidente... e il presidente che ritardava i pagamenti degli stipendi. E nelle società d'atletica è diverso? Mai saputo di allenatori che si fanno le scarpe tra loro, anche nella stessa società? Mai saputo di allenatori e atleti, magari di qualità, perseguitati e cacciati perchè non fedeli alla linea di qualche "guru"? E tra gli amatori? Per l'amor di dio... lasciamo perdere che ste cose le conoscete tutti. Quanta gente in cuor suo gioisce se vi fate male o se le gare vi vanno male?
   E su certi forum? Beh ragazzi, qua a volte raggiungiamo vette himalahiane di cattiveria, invidia e infamia. Mi presero a parolacce perchè scrissi che la maggioranza dei maratoneti d'elite appoggia di tallone (è la verità... a proposito, se lo dici a un esame per allenatori FIDAL ti bocciano), mi minacciarono di denuncia per diffamazione per aver detto "la tal seduta di tal allenatore è sbagliata"; moderatori e amministratori, tronfi di un piccolo ridicolo "potere", autoinvestitisi DEMIURGHI che sfogano le loro frustrazioni personali della vita reale pretendendo di fare i "Robespierre de noantri", utenti suscettibili che si sentono dio in terra che ti denunciano ai moderatori se tenti di insegnare loro qualcosa di buono... eccetera. Veramente un Cottolengo mentale.
   Ehhhh... "noi runners, brava gente!"...
   E sto parlando solo di etica eh... se poi andiamo nel campo logico-scientifico ne vediamo di tutti i colori: irrazionalità, incapacità di vedere realtà anche banali, al limite dell'allucinazione e della demenza, conformismo e ossequio dell'autorità (auto)costituita contro ogni semplice evidenza empirica.

   Ecco, il mondo dello sport è anche questo, come ogni altro ambito frequentato da noi "animali razionali". Ma allora in che minchia consiste sta fantomatica "funzione educativa"???



venerdì 23 gennaio 2015

Doping 1: aspetti sociologici.


   Io sono un ingenuo "naturista"... no, non pensiate che vada in giro con la ciolla di fuori!!! Ma nel senso, nello specifico, che non mi interessa nessun mezzo che possa farmi (forse) migliorare che non sia il lavoro, l'alimentazione tradizionale e il riposo. Non credo manco agli integratori e aborro perfino le eccessive ossessioni alimentari, per non parlare degli improbabili mezzucci "mentali" alla Mago Merlino. Già rimango stupito quando leggo "mi faccio il magnesio, lo zinco, il bicarbonato"... quindi pensate quanto io possa essere lontano dalla farmacologia proibita.
   Tempo fa un mio maratoneta, prima di un lunghissimo, assunse del guaranà (quando lo seppi lo cazziai di brutto, ahah!), sostanza che contiene caffeina, la quale non è più considerata doping (ma rientra nel programma di "monitoramento" della WADA) ma ha importanti controindicazioni. L'allenamento andò maluccio, dopo un inizio scoppiettante il corpo presentò il conto con gli interessi... ecco, io credo all'esistenza di equilibri omeostatici "a termine", e questo termine può presentarsi dopo minuti o anni, ma prima o poi i debiti si pagano. E io ragiono a lungo periodo, gli effetti immediati li lascio alla magia.

   Questo del doping è un argomento delicato, che ha a che fare con la giustizia anche penale, quindi bisogna fare attenzione a ciò che si scrive.
   Non mi piace parlare di quest'argomento, alleno soprattutto master e non mi riguarda. Mi stimola invece molto la curiosità l'osservare l'atteggiamento della gente nei riguardi di questo fenomeno. Quando leggo un giornale salto sempre la pagina della cronaca nera... al contrario è la pagina più seguita dalla massa, i TG pullulano di notiziacce "noir", e anche nei blog e siti di sport si battono i record di visite quando si posta su quest'argomento (tira più un pelo di fi... aletta... ahah!). QUESTO è un fenomeno molto interessante, da analizzare: se noi siamo tanto pervasi dal BENE, perchè ci interessa tanto il MALE? Perchè ci provoca piacere immergere la nostra mente nel male? Certo, per evitare il male bisogna conoscerlo... però cacchio non al punto da dedicargli la maggioranza del nostro tempo o delle nostre preferenze. Francamente in questo ci vedo qualcosa di strano, morboso direi.
   Forse lo facciamo coscientemente per mostrare che siamo dalla parte dei buoni e ricevere applausi dalla platea... beh, questo sarebbe un obiettivo egoista più che da buoni. Oppure sotto sotto qualcuno prova un'inconscia invidia dei cattivi?

   Ogni società ha un sistema giuridico, stabilisce regole e sanzioni per chi non le rispetta, questo è necessario... ma non è sufficiente per sconfiggere il male. Io ho un atteggiamento materialista, scientifico, credo che nulla si crei e nulla si distrugga, credo nel principio di causa-effetto e quindi credo che per tentare di limitare il male bisogna indagarne le cause. E personalmente ritengo poco efficaci, e a volte anche immorali, le "soluzioni finali" o l'eccessiva durezza nella repressione, si corre anche il rischio che i buoni si trasformino in cattivi. Penso che tutti siamo in grado di fare qualche genere di male, dipende dalle circostanze; ma una società "buonista" deve rimuovere da sè questa realtà e allora si creano appositi "capri espiatori" sui quali convogliare tutto il male (l'"agnello di dio che toglie i peccati dal mondo"), come se questo fosse caduto dal cielo o creato dal nulla.
   Ma noi siamo buoni? Sicuro che nessuno di noi abbia mai infranto una legge, che so, un'ingiuria, una calunnia, una truffetta, un'evasioncina fiscale? O qualcuno che conosciamo? Siamo andati a denunciarlo, noi buoni che vogliamo salvare il mondo? Noooo? E perchè no? Fare gli "etici" a parole è facile, sono capaci tutti...
   Noi buoni non ci vestiamo bene per acchiappare il cliente, non vogliamo la bella macchina per acchiappare donne, non ci siliconiamo le tette per acchiappare mariti, non usiamo pillolette per turbinare coiti altrimenti asfittici? Non sono forse questi (e molti altri) tutti mezzi per "truffare" il prossimo, per bypassare il "merito" e vincere nella vita tramite la furbizia, il potere e la forza invece che tramite la ragione e l'obiettività?
   Insomma rega', il doping esiste perchè l'uomo è così, da sempre, e non vedo come lo sport possa essere esente da questi processi. La vita umana è costantemente immersa in un brodo di truffe e menzogne. Chi non si rende conto di queste semplici verità o non ha mai riflettuto sull'uomo o ha secondi fini, coscienti o inconsci.
   Quindi repressione sì, ma asetticamente, senza perdere la testa e senza sognare PROGROM nazistoidi. Le leggi esistono, che si applichino, i controlli esistono, che si facciano. Punto.
   Seguiranno altri due post in cui parlerò di aspetti etici e tecnici.

mercoledì 24 dicembre 2014

Buon nataleeee!!!


   Sono blasfemo dite? Che bisognerebbe tornare a un natale delle origini e depurato da condimenti materialistici? Allora mo' vi beccate il pappone antropologico.

   Diverse chiese protestanti, che sono molto ligie all'antico testamento, non festeggiano il natale... anzi non festeggiano proprio niente. La festa intesa come commemorazione legata al ciclo annuale è qualcosa di pagano, ciò che è "annuale" segue un andamento dettato dalla posizione degli astri e quindi dalla natura materiale, anche del ciclo agricolo. Il cattolicesimo "rubò" il natale (e tante altre cose) al paganesimo preesistente, mantenendo nei fatti un forte legame con la materialità. E nella materialità rientrano alla grande le funzioni nutritive e sessuali.

   Il sesso era parte integrante della ritualità religiosa pagana e in certo senso la cosa s'è mantenuta col cattolicesimo, anche se in forma nascosta, privata: durante le feste di fine anno si fa più sesso. La prova di ciò è che la maggioranza delle nascite si concentra nei mesi di settembre e ottobre, nell'emisfero boreale. E guarda caso nell'emisfero australe (dove io vivo) si nasce soprattutto a marzo-aprile e guarda caso il periodo festivo maggiore non è in quest'epoca ma nell'inverno australe, la festa di S.Giovanni il 24 giugno, esattamente a sei mesi dal natale...
   Insomma le feste religiose hanno sempre avuto anche un connotato sessuale e quindi la foto che ho messo non è blasfema, eheheh! Per cui vi auguro tanto sesso che fa pure bene all'atletica.

   E il natale ha a che fare col cibo. In epoca imperiale era la festa del "Sol invictus" che a sua volta derivava da feste del solstizio d'inverno presenti in tutte le culture fin dal neolitico, si commemora il momento in cui il sole abbandona la posizione di minimo alzo sull'orizzonte e inizia a sollevarsi sempre più facendo presagire il ritorno del calore e il futuro raccolto agricolo (vedi l'eccellente "Il ramo d'oro" di Sir James Frazer). La gran magnata natalizia (e del capodanno) ha un significato augurale nei confronti dell'abbondanza del futuro raccolto, secondo i principi della "magia simpatica".
   Quindi non è blasfema manco la magnatona.
(Poi se qualcuno ancora mi trova blasfemo, beh, si faccia gli affari suoi che tanto all'inferno ci andrò io mica lui.)
   Personalmente non ho religione, ma diciamo che in questi casi aderisco di buon grado alla ritualità pagana, ahah! Quello che non apprezzo sono i regali, ma vabbè, anche lo spreco è da sempre parte integrante della festa e della ritualità religiosa.
   E siccome mi piace sempre guardare anche il "lato oscuro della luna", vi metto qui un tragicomico augurio di natale di Stanley Kubrick, buonanima... ah, il video m'è stato mandato da un runner, cattolico praticante, grande ideologo del vino, cui faccio una dedica:

   "A mio fratello: tanti km, tanta volontà, ma che al traguardo ha trovato il suo frutto, l'UVA ...spremuta".